Parenzo, Torino, Minneapolis: tutto si tiene (e Ps sul Caso Rossi)
Eccoci all’appuntamento settimanale – particolarmente corposo e ghiotto – con il blog: la triade Parenzo-Minneapolis-Torino di fine gennaio è davvero assai stimolante, e sovrasta il resto su cui ci sarebbe da scrivere, tipo Vannacci che si fonda il suo Partito (“Alto tradimento”, titola l’incazzatissimo Libero di ieri). Per concludere, un Ps sul Caso Rossi, per non farsi mancare alcunché…
MINNEAPOLIS: UNA STORIA AMERICANA
Quello che è accaduto a Minneapolis – in questo “crazy january” iniziato con lo strike contro Maduro in Venezuela -, in estrema sintesi, si può sintetizzare così: una sfida fra le due Americhe, forse mai così polarizzate e lontane l’una dall’altra, dai tempi della Guerra di Secessione (1861-1865, non proprio ieri l’altro).
Ciò che rende diversa la “battaglia di Minneapolis” rispetto a tanta altra violenza – politica, di piazza, con omicidi eccellenti e martiri di ogni genere -, è l’Ice: non in quanto tale (esiste dal post 2001, non è in se stessa una creatura di Trump), ma per la gestione dell’Ice stessa da parte del Commander in chief.
Il quale l’ha iperfinanziata, con un budget mostruoso deciso personalmente dal Presidente; il quale le ha dato sostanziale mano libera (e sarebbe curioso vedere se qualcuno dell’Ice era anche presente a Capitol Hill, quel giorno del 2021); il quale la ha sdoganata e difesa fino all’indifendibile, a costo di mettersi contro financo la National rifle association, dicendo che l’infermiere ucciso aveva sbagliato ad andare in giro armato (affronto diretto alla lobby delle armi, da sempre feudo repubblicano).
Insomma, l’Ice trumpiano è una sorta di esercito di pretoriani, in parte almeno legibus solutus: c’è forse qualcosina che non va, in tutto questo? Senza alcuna retorica, le forme di resistenza civile messe in pratica a Minneapolis – con temperature fino a venti sotto lo zero, e rischi davvero concreti di finire male o malissimo – sono un esempio di come una collettività possa riuscire a resistere all’arroganza, a tratti brutalità, di un Potere che sempre meno assomiglia alla liberaldemocrazia che è stata (imperialistica e piena zeppa di difetti, ci mancherebbe), non a caso capace di preservarsi dal Fascismo e dal Nazismo al potere.
A Minneapolis, oggi, pare che – almeno in parte – abbiano vinto i cittadini: parte dell’Ice lascia la città; ci sono voluti i morti, ergo martiri; ha dato una grande mano il Bruce nazionale, con la sua instant song; ma il merito precipuo è tutto della gente.
People of Minneapolis: capace di fare vedere che, in certi casi, è giusto mobilitarsi, eccome se è giusto; non per furore distruttivo e velleitario, per la violenza fine a se stessa come a Torino ed altrove, ma per mantenere la propria dignità di collettività. No, Minneapolis decisamente non è Torino: è, semmai, il suo esatto contrario; e tanto più si ammira chi è sceso in piazza e per le strade lì, tanto più ci si dovrebbe sentire lontani, in modo siderale, dai fatti di Torino…
TORINO: LA VIOLENZA PER LA VIOLENZA
Crediamo che la cosa più sensata – drammaticamente sensata, purtroppo – sui gravi fatti torinesi del 31 gennaio l’abbia detta una persona che quella realtà la conosce dall’interno: Lucia Musti, Procuratrice generale di Torino; non a caso sotto scorta – con livello alzato negli ultimi mesi, e 5 carabinieri di scorta -, il magistrato ha squadernato, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, il suo veemente j’accuse contro la borghesia (lei intendeva locale, piemontese: ma va da sé che il concetto assume un valore estensivo), la quale giustifica e coccola questi virgulti che infangano ogni giorno la Resistenza alla quale indegnamente si richiamano, confondendola spesso – per esempio sabato scorso – con la pura e semplice violenza per la violenza. Pura estetica della guerriglia urbana.
“Le condotte di turbamento dell’opinione pubblica e di disordini di piazza portano a parlare anche della benevola tolleranza, della lettura compiacente di condotte, che altro non sono che gravi reati, da parte di taluni soggetti appartenenti alla upper class, i quali con il loro scrivere, il loro condurre a normalizzazione, il loro agire in appoggio, vanno a popolare quella che voglio sintetizzare come “zona grigia”, di matrice colta e borghese”.
Lunedì sera (neanche più a caldo, dunque), facendo zapping in prima serata fra i programmi giornalistici: trovo la Fusani, la quale sostiene che le violenze potevano essere gestite meglio, visto che qualcosa non ha funzionato (certo: la perfezione non è umana, specie in un contesto di piena guerriglia urbana pianificata da settimane); il giornalista di Repubblica (non del Manifesto, di Repubblica!) Pucciarelli, che invita a guardare anche alle manganellate (un po’ fasciste, si lascia intendere) date ad alcuni manifestanti, perché bisogna essere a priori contro la violenza; chicchina finale, la Lilli nazionale la quale, con una punta di malizia (che lei negherebbe di certo), è pronta a sottolineare sic et simpliciter che il poliziotti colpito è stato dimesso dopo un solo giorno di degenza: forse perché ha un fisico adatto al ruolo, perché se ci fosse stato un cristiano normotipico, forse sarebbe stato un po’ diverso. La mattina, ero reduce fra gli altri da un’intervista stomachevole del sociologo Marco Revelli (sul Fatto), il quale ovviamente minimizzava e lasciava intendere – senza volere essere complottista, subitanea premessa – che le Forze dell’ordine avrebbero lasciato infiltrare i liberaldemocratici a volto coperto, per fare il gioco del Governo.
Il quale Governo, ovviamente, ci è saltato subito sopra, con la Meloni la quale sbaglia ad indicare lei il presunto capo di imputazione dei vigliacchi torinesi: ma i fatti, ci sono stati o no? Se sì, sono gravissimi o meno?
Non solo, nella Torino del 31 gennaio, non c’era neanche la parvenza di un mezzo servizio d’ordine (a fronte di un evento che si preannunciava pregno di violenza sin da dicembre), come stigmatizzato financo da Mario Capanna; ma pare proprio – e non solo perché rilanciato dal Ministro Piantedosi – che non pochi fra i “pacifici partecipanti” abbiano fattivamente aiutato i liberaldemocratici con martello a prepararsi per la pugna urbana, verso la fine del corteo, coprendone la vista con gli ombrelli, mentre si cambiavano di abito: fra l’altro, tutto quell’arsenale atto a fare parecchio male (sono rispuntate fuori anche le chiavi inglesi), lo avevano in tasca solo loro, di grazia?
Insomma, su questo mi sento di dare ragione a Del Debbio e ai molti altri che lo hanno detto: ad una manifestazione che si prefigge, in modo costitutivo, di scatenare la violenza – sin da dicembre, si ribadisce, e mai abbastanza -, un convinto ed effettivo liberaldemocratico non partecipa, non si presenta proprio. Sta a casina.
A proposito di Torino: ricorrono, in questo febbraio 2026, i 100 anni dalla morte – in seguito alle bastonate fasciste – di Piero Gobetti (ne parleremo anche in Sala storica); Gobetti, sabato scorso, ci sarebbe andato a manifestare a favore di Askatasuna? Marco Revelli c’era, Gobetti – tirandolo per la giacchetta, certo, ma con la presunzione di conoscerlo un po’ – direi più no che sì…
PARENZO: I LIBRI SOTTO SCORTA
Come ampiamente riportato dalla stampa – locale e regionale -, nel complesso l’evento in Sala storica di sabato mattina è stato un successo: lo scriviamo, dopo avere aspettato il parere altrui, tanto per capirsi.
Con David Parenzo e le sue idee, si può ovviamente concordare o meno; magari, si può concordare su alcune cose, e meno su altre. Che il personaggio sia divisivo – volutamente tale -, nessun dubbio; che abbia una dialettica non da tutti – all’interno del panorama mediatico italiano -, di nuovo nessun dubbio: un ventennio di esperienze in programmi certo non sonnacchiosi o paludati – comunque la si pensi -, aiuta, e di certo è uno che sa incassare critiche, anche dure, e poi replicare.
In tutta franchezza, però, non è questo il punto su cui ci vorrebbe soffermare: il punto di vista dello scrivente sulla guerra fra Israele ed Hamas, i lettori del blog lo conoscono bene. Sulla cruciale questione della distinzione fra antisemitismo ed antisionismo – si ribadisce giusto questo – ho modo di ritenere che la distinzione ci sia: una cosa è essere antisemiti, altra l’essere antisionisti (con legittime critiche a qualsivoglia Governo israeliano, a partire proprio dall’attuale); ritengo però che, specie negli ultimi anni, ci siano molti, moltissimi autentici antisemiti, i quali – non potendosi definire come tali – si trincerano dietro questa definizione di antisionismo, ma antisemiti (e contrari all’esistenza dello Stato di Israele in quanto tale) sono, e restano. Esiste dunque l’antisionismo più che legittimo (specie se magari si sa davvero cosa sia il Sionismo, cosa non scontata), ma attenzione a quello, assai in voga, che è solo un paravento.
Ciò detto, credo che si debba riflettere su questo, a livello di comunità italiana, senese in particolare; in qualità di Presidente, avevo avute altre figure sotto scorta, venute a parlare in Sala storica: per esempio, la giornalista Federica Angeli, la quale parlava con due poliziotti – ben armati – dietro il nostro tavolo; Giuseppe Antoci, il quale, quando presidiava il Parco dei Nebrodi, era stato fatto oggetto di un attentato ed arrivò a parlare debitamente scortato.
Non era la prima volta, e neanche la seconda, dunque; ma il primum c’era, invece: sia la Angeli che Antoci erano scortati per la loro lotta, la loro documentata denuncia della criminalità organizzata; Parenzo da par suo era, ed è, sotto scorta solo e soltanto per le sue idee sulla politica (estera, neanche italiana).
Sono andato a prenderlo nell’hotel che lo ospitava; all’ingresso, c’erano due poliziotti: scorta discreta, ma scorta; fatta la colazione con l’ospite, ci siamo diretti verso la Comunale, con i due uomini della scorta al seguito. Tutto tranquillo, anzi tranquillissimo: ma c’erano due uomini dello Stato che camminavano con noi, per proteggerne uno. Parenzo non ha disturbato Cosa nostra o la ‘Ndrangheta, ha disturbato i Pro Pal ed il milieu che si può immaginare: da quel conglomerato, arrivano le minacce di morte alla sua persona.
In Sala storica, la gente debordava, e mi dispiace veramente per chi non ce l’ha fatta ad entrare (scelta di ordine pubblico, peraltro, quella di chiudere: si può recuperare l’evento sul sito Facebook della Comunale).
Tutto assai stimolante intellettualmente, ergo bello; al contempo, estremamente amaro, deprimente e triste. Sarà anche retorica, ma quando si deve mettere sotto scorta una persona solo per le sue parole – parole non certo di odio, su questo vorrei sperare fossimo tutti d’accordo (ma ovviamente non lo siamo) – è una sconfitta della democrazia: a qualcuno, però, tutto sommato va benone così…
Ps Ieri sera è andato in onda la quarta puntata del programma di Siena Tv – condotto da Simona Sassetti – sul Caso Rossi (“Alla ricerca della verità”, da oggi anche disponibile in rete): mi scuso per dirlo io, ma finalmente si è sentito – per venti minuti buoni -, una voce fuori dal coro omicidiarista ormai dilagante ed imperante.
Premesso che non siamo certo bravi come le Iene, Far West e l’ottimo Giletti, ma comunque un po’ di documentazione (seria) la si è comunque portata in studio, pur nella inevitabile fretta dei tempi televisivi, chi fosse interessato si guardi il tutto: quantomeno non si annoia. Per ora, mi hanno mandato riscontri molto positivi e soprattutto assai centrati sulle cose da me documentate, dal sito di Siena Tv: “grazie della sua importante testimonianza della quale non ci importa nulla”…”anche Falcone e Borsellino si sono suicidati…ma stai zitto cazzaro!!!!”…”Poromooo!!!!”…”Ridicolo”…”Ma sparisci”. Di fronte a cotante critiche circostanziate, che dire?









A me a fatto strabuzzare gli occhi Odifreddi – da aggiungere all’elenco degli altri da te citati – che riguardo alle violenze di Torino ha parlato di “ …giovani non omologati….”
I cattivi maestri, eco di tempi passati, sono evidentemente sempre in attività.
Una volta però, come hanno fatto notare tanti commentatori, ci sono stati Berlinguer e Lama, oggi abbiamo Schlein e Landini (….quello della rivolta sociale )……
Vedendo la galassia di cui è composto il movimento Pro Pal non mi meraviglio che Parenzo giri con la scorta.
Fausto
Più che un decreto speciale sulla sicurezza andrebbe fatto un decreto speciale sulla cretinaggine. La cretinaggine di una certa sinistra che sceglie di scendere in piazza per i centri sociali, riuscendo nell’impresa di prestarsi sia ai violenti che alla propaganda governativa….cretinaggine nei fatti più dannosa dei delinquenti di Torino, perché dare argomenti agli emuli italiani di Trump potrebbe anche essere pericoloso. Vero che siamo in Italia, ma se anche non fossi un aspirante dittatore, vedendo tale opposizione, mi sentirei legittimato a diventarlo….
Caro Eretico, ho seguito il tuo intervento su Siena Tv. L’ho trovato molto lucido, documentato, e forse un po’ “tirato” (sembrava avessi tanto altro da dire).
“Scempio della verità” è l’espressione che più si addice a quello che sta succedendo, e per la mia umilissima e non competente opinione, soprattutto a quanto sta succedendo oggi con questa seconda commissione (la prima nonostante i metodi da “sbirro anni 70” di qualche onorevole, è stata comunque molto interessante).
Per gli odiatori seriali nei commenti che dire…fanno parte del gioco…
(ps ho letto in questi giorni il tuo libro, mi ero rifiutato di farlo finora per non farmi condizionare…veramente un bel libro).
Matteo.
Caro Matteo,
mi fa molto piacere che – insieme al prevedibile raglio di chi scrive semplicemente senza sapere, né avere l’umiltà e la pazienza di documentarsi, almeno a spanne – ci siano moltissimi, fra cui tu, i quali invece cercano di ragionare, sulla base dei fatti e dei documenti, non dei “berci” a favore di telecamera (amica, come sempre: avete mai visto un giornalista incalzare qualcuno della parte omicidiarista?).
La novità, proprio di queste ore, è la nota della Procura di Siena: il Procuratore Capo, dottor Boni, si è (giustamente) assai irritato per questo continuo “suggerire”, diciamo pure pretendere, alla Procura cosa dovrebbe o non dovrebbe fare; modus operandi molto in voga oggi, ma assolutamente scorretto, e non c’è neanche bisogno di citare Montesquieu (e chi é? Il difensore del Paris Saint Germain?).
Si aprirà un nuovo fascicolo (sarebbe il terzo della vicenda, en passant): tutto è ormai possibile, figuriamoci; io non lo auspico di certo, ovviamente: in ogni caso, auguri a chi voglia – sul serio, e non in modo strumentale – trovare l’assassino: auguroni davvero…
L’eretico
Datemi un martello.
Che cosa ne vuoi fare?
Quei bravi ragazzi di montelaterone.
Garantiscono babbo & mamma.
Se manifesti pacificamente per la liberazione di hannoun o a sostegno di soggetti storicamente violenti ( gli scontri in val di Susa, gli assalti alle sedi Stampa o Leonardo) un sarai un delinquente ma resti un sudicio.
La responsabilità maggiore, tanto per la violenza dei neocomunisti quanto per la criminalità degli immigrati, è di quella parte di magistratura che utilizza il potere giudiziario per finalità ideologiche/politiche, alimentando un clima permissivo. Evidentemente, come disse il presidente ANM, si ritiene che il morto possa fare comodo.
Senza entrare nel merito della questione, la recente pubblicazione degli “Epstein files” chiarisce indirettamente chi comanda davvero negli USA.
In genere si pensa che il potere sia nelle mani delle multinazionali, dei miliardari, della classe politica e del presidente.
Nei fatti, il potere di lungo termine appartiene alla struttura statale (ministeri, agenzie, esercito).
Parenzo, come gran parte dell’opinione pubblica italiana, vorrebbe fare una distinzione netta tra popolazione civile e terroristi. Per quanto auspicabile, non sembra realistica.
Codesti militanti (decine di migliaia) non sono certo estranei piovuti dal cielo: sono figli, fratelli, mariti & padri della società “civile” palestinese.
Hamas è l’espressione del desiderio profondo di eliminare gli ebrei.
Di fronte a questa conclamata incapacità di accettare la realtà, l’unica soluzione è l’imposizione di un percorso tutoriale, rieducativo. Oppure, per gli irriducibili, il trasferimento in un habitat più congeniale come la (quasi) stabilizzata Siria di jolani
Caro Eretico, avrei qualcosa da scrivere anche sul resto, ma permettimi di farti i complimenti per l’intervista rilasciata a Siena Tv, che ho visto poi on line.
La Procura magari riaprirà il Caso, con un nuovo fascicolo, ma quello che è accaduto quella sera non può essere un omicidio, per i 6 motivi che hai enunciato tu, e che non sono in alcun modo intaccati dalla consulenza della Commissione di inchiesta II.
Quando troveranno impronte di altri, Dna di terzi o cose (serie) simili, se ne potrà riparlare. Ad oggi, siamo ben lontani da qualunque indizio concreto, tantomeno di qualcosa che assomigli ad una prova.
C’è una parlamentare europea candidata da un partito di opposizione italiano (ben rappresentato a Torino) per il solo merito di essere stata accusata di far parte della ‘hammerbande’ dopo essere stata arrestata in Ungheria dentro un taxi con un membro reo confesso di quella ‘banda’, con un manganello nel giubbotto ed un biglietto col numero del loro avvocato. Fatico a credere alle prese di distanza dalle violenze di quel partito e relativi alleati
La situazione italiana è grave e questo Governo, pur con qualche difetto, cerca di rimediare, l’eredità dei passati governi buonisti è pesante. La beffa è che questi “comunisti col rolex” hanno ancora il coraggio di protestare e pontificare. Parlano di sicurezza e poi sono i primi a favorire la violenza proteggendo le frange peggiori. La mia paura che in questa confusione qualcuno abbocchi alle loro false promesse e farli vincere alle future elezioni. Se tornassero la prima cosa sarebbe la disastrosa introduzione dell “jus soli” con i suoi nefandi effetti. Sono pessimista perché le dimissioni del Vannacci dalla Lega potrà portare ad un indebolimento del centro destra. Anche Salvini, anello debole della coalizione, dovrebbe essere più realista e smettesse di pensare al Ponte di Messina, inutile e costosa iniziativa, ma spendere per iniziative più utili alla collettività.
Eretico, ma non ti sei stufato di parlare del caso Rossi? Ormai e’ una battaglia persa, il caso-Rossi e’ diventato ormai il caso-Kennedy senese; non importa se da 60 anni nessuno e’ riuscito a portare uno straccio di prova contro le versione ufficiale, la morte di Kennedy sara’ sempre un complotto contro l’America… non importa se da 13 anni nessuno ha trovato una prova dell’omicidio di Rossi, un movente, un sospetto, un testimone affidabile: oramai ogni buon senese ripete che David Rossi e’ stato ammazzato come se ripetesse il credo! Fatti furbo e unisciti al coro dei complottisti, che se sei bravo riesci a farti una nuova carriera…
Caro Marco,
colgo al volo, maximo cum gaudio, la tua garbata ed acuta provocazione: a parte che non mi riesce proprio di essere complottista – amando troppo la razionalità -, ti confesso una cosa: anche se c’è da sopportare qualche offesa, a livello intellettuale il Caso Rossi è cosa assai stimolante. Vedere come quasi tutti siano abbindolati a questo autentico “scempio di verità” (autocitazione dall’intervista su Siena Tv), fa capire tante cose dell’oggi.
In più, cerco di conservare più materiale possibile per quando questa penosa vicenda si sarà risolta una volta per tutte (ad occhio e croce, con il nulla che saprà scoprire la Commissione bis): a quel punto, con la dovuta calma, farò qualcosa (non un nuovo libro, uno basta ed avanza; qualcosa di altro, diciamo) in cui ripeterò, una per una, le fandonie di chi pensava di avere la verità in tasca, con il vento politico-mediatico in poppa.
Qualcuno di questi, in assoluta buona fede; non pochissimi altri, parecchio meno (e spero debbano pagare, finalmente di tasca loro, per il loro comportamento)…
L’eretico
Buongiorno.
Dal 1994 ci siamo sorbiti 4 governi Berlusconi, uno 5s-lega, qualcuno tecnico, l’attuale ed il resto CDS.
Ora che il male derivi tutto dai governi prodi, d’alema, Renzi lo possono credere solo gli adoratori di Scajola e Lollobrigida.
Neanche Tribuna Ludo era così impudente nello sparare catazze!
Saluti
A parte i pochi mesi gialloverdi il pd ha governato ininterrottamente dal 2011 al 2022 (monti, letta, renzi, gentiloni, conte, draghi)… anni tra l’altro di deindustrializzazione, di immani riduzioni dei salari reali e di impennata della povertà e della pressione fiscale. Si può benissimo criticare il governo senza provare a difendere l’indifendibile.
Monti? Fornero? Noti estremisti di sinistra.
Draghi? Idem.
In tre e passa anni cosa ha fatto l’attuale esecutivo per cancellare la legge Fornero, tanto per fare un esempio?
E poi.
Direi di porre un fermo alle scuse patetiche dei governi precedenti.
Promesse irrealizzabili che non vengono ovviamente mantenute per colpa dei governi precedenti.
Anche perché così facendo la colpa ritorna ai vari governi Andreotti e compagnia cantante…
… buongiorno e buona Domenica ai lettori del blog ed al suo redattore … devo essere sincero, mi stupisce che anche su questo blog si sia caduti nel tranello destra sinistra ovvero nel ricondurre anzi incanalare ciò che accade nell'”etterno” (come cita il sommo più volte) dualismo destra sinistra
ma davvero pensate che chi manifesta e scende in piazza è di sinistra mentre quelli che rimangono a casa no? davvero siete convinti che propal = sinistra mentre pro israele = destra o ancora i “filorussi” o “filoputiniani” (come piace all’eretico appellarli) siano tutti di destra mentre i “filoucraini” della parte opposta? e per finire, relativamente al caso Rossi, anche qui a tratti emerge la stessa cosa … quelli che propendono per la tesi omicidiaria (e coloro ai quali è rimasto il semplice dubbio a questa categoria sono assimilati) sono certamente di sinistra mentre quegli altri della parte avversa? come dicevo alla mia figliola in occasione dell’occupazione del liceo Piccolomini quando pure quei ragazzi sono stati appellati come “zecche rosse” e “zecche comuniste” (e la mia 14enne mi ha chiesto candidamente cosa significasse :-)) questo è un giochino tutto italiano che per il momento a lei non la toccava perchè questa divisione si concretizza al momento del voto quando c’è da mettere la famosa crocetta o di qua o di la e oramai, purtroppo, a votare ci va meno della metà degli aventi diritto e inesorabilmente sempre meno
sono rimasto poi sorpreso dal leggere che Parenzo ha la scorta, davvero non lo sapevo, per le sue idee e le sue posizioni e mi dispiace non poco perchè le idee vanno combattute con le idee non con le minacce tuttavia il nostro non è un candido fiorellino ne una colomba bianca che porta in bocca un ramoscello di ulivo anzi è un fomentatore, un odiatore seriale (di palestinesi off course) ed un provocatore di prima categoria ed esprime, sprezzante, questa sua natura dai microfoni de La Zanzara (ma avete mai ascoltato una puntata?) e il riaffacciarsi di sentimenti antisemiti (a proposito anche per questo, su questo blog, è stata fatta, da qualche commentatore, l’associazione antisemiti=sinistrorsi anzi precisamente antisemitismo=sinistra istituzionale) è dovuta, oltre che alle azioni rabbiose dell’esercito Israeliano, anche alle posizioni di gente come lui che fa del sionismo più becero (dal fiume al mare) una religione e che auspica, se proprio non lo sterminio, la cacciata dei palestinesi … una nuova “Nakba” con la forza delle armi!
Caro Ginocacino,
solo per puntualizzare un paio di cose (su Parenzo mi pare si sia detto e scritto sin troppo, est modus in rebus): guarda che i filoputiniani – ormai, anche dichiarati, in qualche caso – sono sia a destra (Vannacci almeno lo dichiara, Salvini non più), che a sinistra, con i five stars che lo sono (basta leggere Il Fatto), senza però avere la coerenza per dirlo; questa è la anomalia italiana rispetto al resto d’Europa, in concreta sostanza.
E poi, soprattutto: se ho capito bene (se altrimenti, correggimi pure), tu scrivi che gli omicidiaristi – chiamiamoli così, per intendersi – sul Caso Rossi sarebbero di sinistra: sono di entrambi gli schieramenti, ma chi ha voluto le due Commissioni di inchiesta – compresa la meravigliosa attuale, dunque – è stato il Partito Fratelli d’Italia, con la Premier Meloni ad elogiare Antonino Monteleone: e con il Pd che, nella prima Commissione, un po’ faceva da argine, mentre ora mi pare inesistente, purtroppo…
Colgo l’occasione per ringraziare i tanti altri che, in altra sede, si sono complimentati per il mio intervento su Siena Tv: a tanti insulti, tanti complimenti. Va bene così, e mi dispiace solo che – quando il vento non sarà più in poppa, come invece adesso, per i sostenitori dell’irrazionale e dell’assurdo – nessuno poi chiederà scusa…
Buona settimana a tutti i lettori!
… ma certo Eretico, certo che coloro che propendono per la tesi dell’omicidio sono sia di qua che di la, cosi come i sostenitori di Israele o dei Palestinesi e cosi come quelli che supportano idealmente l’Ucraina o la Russia … era proprio questo il senso; perciò scrivo che è un vizio tutto nostro Italiano quello di voler incanalare riducendo il tutto ad una “etterna” competizione fra destra e sinistra mentre la realtà dice tutt’altre cose (non il contrario ovviamente ma che per esempio le teste di cazzo come gli antisemiti sono sia di destra che di sinistra, sono teste di cazzo appunto); io non scrivo che gli “omicidiaristi” sono di sinistra, lo leggo o chiaramente o fra le righe di alcuni commentatori e il senso del commento era proprio questo … e basta con queste categorie destra sinistra che ormai non hanno più senso; come ho già scritto e secondo la mia ininfluente opinione destra e sinistra si concretizzano nel momento del voto ma a votare non ci va quasi più nessuno
Saluti
Minneapolis et alia – Interessante un articolo vergato da Rampini sul Corriere della Sera – dei cui contenuti ho avuto conferma anche da altre fonti – da cui apprendo che negli Stati Uniti non esiste una legge federale che regoli il possesso di un documento di identità e di regolare permesso di soggiorno per poter esercitare il diritto al voto. Ci sono ben 14 stati in cui anche un immigrato non in regola può andare a votare, semplicemente presentandosi alle urne. Tra questi 14 ci sarebbe appunto il Minnesota, Massachusetts, Maryland, Maine, California, Illinois, Iowa, Nebraska, Nevada, New Jersey, New York, Pennsylvania, Vermont, Washington, cui si aggiunge district Columbia. Solo in una dozzina di stati è obbligatorio esibire documento d’identità in corso di validità al momento del voto. Per tutti gli altri basta un’ autocertificazione firmata, per alcuni basta esibire una bolletta della luce pagata.
Mi chiedevo se, invece di sguinzagliare i sanguinari pretoriani dell ICE, non fosse più semplice (e democratico) emanare una legge federale (tipo il Save-Act) che obblighi tutti gli aventi diritto al voto a esibire un documento d’identità accompagnato dalla tessera elettorale, come abbiamo l’usanza di fare nei paesi civili.
C’è inoltre da dire che molte aziende assumono immigrati con permessi di soggiorno temporanei ,H2a e H2b, con contratto a tempo determinato stagionale, alla scadenza del quale dovrebbero rimpatriare spontaneamente (a meno di un rinnovo del contratto e del permesso di soggiorno). Spesso non lo fanno e restano sul suolo statunitense come clandestini, con tutto ciò che ne consegue. Magari continuano a lavorare al nero, non pagando le tasse e andando a votare senza averne diritto.
È un paese dalle molteplici contraddizioni.
Per la precisione, l’identità viene accertata nel momento in cui ci si registra nei registri elettorali, con vari tipi di documenti (patente, n.di iscrizione della social security card…, la carta di identità non è un documento obbligatorio ) anche nei 14 stati, dove l’identità e veridicata dalla firma dell’elettorato, registrata nel registro elettorale. È notoriamente un sistema diverso dal nostro, loro sono molto più libertari di noi.
No, le cose non stanno come dice Rampini. Ci si dimentica sempre che in USA gli elettori non sono iscritti d’ufficio nelle liste elettorali, e’ l’elettore stesso che deve recarsi all’ufficio elettorale prima delle elezioni – o registrarsi online – portando un documento valido (patente o passaporto),social security number (l’equivalente del nostro codice fiscale) e una prova dell’indirizzo di residenza( contratto di affito o piu’ semplicemente una bolletta).
E’ solo quando arriva al seggio che all’elettore non viene richiesto il documento, basta che confermi i dati da lui forniti in fase di registrazione. Non esiste che uno entra al seggio senza essere registrato e lo fanno votare senza verifiche.
Questa storia dei clandestini che votano e’ una panzana propagandistica dei repubblicani, a cui i Rampini del caso si prestano senza verificare nulla. Tipico esempio di pessimo giornalismo.
Anche noi siamo registrati nei registri elettorali, ma quando andiamo a votare è necessario esibire anche un documento d’identità in corso di validità. Basterebbe fare una legge federale che possa normare la l’obbligo di esibizione del documento di identità in tutti gli stati. Se non si riesce a capire questo, dubito che si possa capire altro. Ognuno ragioni con la propria testa.
Il caso Pucci a Sanremo. Ma quanto sono democratici i sinistrorsi, libertà di opinione a tutti, basta essere allineati a loro, se no bollatura di fascismo.
Inviterei ad un generale ritorno al buon senso: dubito che i partiti di sinistra abbiano dato un’indicazione sulle conduzioni di San Remo. Quindi per qual’è ragione la Meloni si è scagliata contro la sinistra su un tema che non ha nulla a che vedere con la politica? La risposta a questa semplice domanda spiega a mio avviso alcuni grandi mali della politica odierna, italiana e non solo
E un bel chissenefrega grosso come una casa no?
Non so se vale ancora qualcosa comunque agli inizi degli anni ’90 ho partecipato a diverse manifestazioni di stampo pacifista, in particolare mi ricordo di una numerosa manifestazione a Roma dove la comunità pacifista senese era presente dietro a dei bellissimi striscioni contro la guerra realizzati per l’occasione dal pittore Del Casino, ad un certo punto ci trovammo di fronte ad una scena raccapricciante ovvero a degli scontri tra polizia e gli autonomi (così almeno venivano definiti allora quelli neri con i passamontagna). Il nostro gruppo, come del resto i gruppi che ci seguivano, stettero bene attenti a tenersi lontano dagli scontri che francamente apparivano come qualcosa di estraneo alla manifestazione stessa. Nessuno di noi aveva voglia di scontrarsi con i poliziotti e nemmeno i poliziotti sembravano avere voglia di interferire con i manifestanti. Comizio finale e tutti a casa … Naturalmente sui Tg della sera nessun accenno ai numeri della manfestazione ed invece ampio spazio agli scontri tra polizia ed autonomi, praticamente allora come oggi erano riusciti ad oscurare il fatto che una parte del paese, magari minoritaria ma comunque esistente, si opponeva alla partecipazione dell’Italia in quella guerra …. Magari avevamo torto o forse no, comunque le logiche per gestire il dissenso mi sembrano le stesse di trentacinque anni fa, ovvero che la violenza oscuri le ragioni, giuste o sbagliate che siano, di chi legittimamente manifesta le proprie idee. Chi cerca lo scontro con le forze dell’ordine oggi come allora non fa un bel servizio alle ragioni di chi manifesta e per questo ho sempre avuto il dubbio, magari spero infondato, che in realtà questi gruppi siano in qualche modo tollerati dai governi del momento, non oso dire controllati ma tollerati. Posso essere accusato per questo di complottismo? Magari sbaglio, non pretendo per forza di avere ragione.
Rispondo a Cecco – Le manifestazioni pacifiche sono sacrosante. Ci sono governi in cui il regime – e mi viene in mente l’Iran, per il quale peraltro non avete manifestato – spara sulla folla dei manifestanti pacifici. In due gg 30k morti, quindi più di Gaza. Quello che mi piacerebbe vedere nel mio paese è che sia possibile organizzare manifestazioni pacifiche, organizzate da gruppi che, non solo prendano le distanze e condannino con forza i gruppi facinorosi e violenti, ma che collaborino con le istituzioni e le forze dell’ordine per prevenire degenerazioni violente. Penso che il decreto sicurezza potrebbe essere un’ ottima occasione per proteggere i manifestanti pacifici, ed evitare l’ingresso dei facinorosi all’ interno della manifestazione. Quello che non comprendo è che i manifestanti pacifici siano contrari a questo decreto, il quale consente molta più libertà e sicurezza ai manifestanti, liberandoli dalla zavorra dei facinorosi teppisti con il passamontagna e il martello in tasca che, oltre a fare danni a cose e persone, infangano e mettono in cattiva luce anche coloro che giustamente manifestano in buona fede. Ci sono questi due strumenti che vengono in soccorso (non contro) ai manifestanti perché possano manifestare in santa e legittima pace evitando incidenti di piazza (che non fanno bene a nessuno). Uno è il fermo preventivo che consente alle forze dell’ordine di trattenere fino a 12 ore in commissariato elementi pericolosi e già noti, l’altro efficace provvedimento è il daspo che è tuttavia una procedura più complessa e più lunga attivata dal questore e con la ratifica del magistrato.
Altro strumento utile è il deposito cauzionale (si parla di poco più ddi €400 fino a un massimo di €12.000) che sarà impiegato per ripagare gli eventuali dánni – per quanto riguarda Torino si parla di parecche decine di migliaia di dànni!) . Il deposito cauzionale sarà ovviamente restituito nel caso che non siano stati perpetrati dànni. Mi sembra più che ragionevole. Non è giusto che siano i cittadini a pagare sempre per la pessima condotta altrui.
Come mai vi opponete tanto a questi legittimi strumenti di tutela per le manifestazioni?
Mi fa sorridere il fatto che Lei commenti il mio intervento dandomi del Voi, probabilmente è un plurale maiestatis … Capisco che mi identifichi con una qualche area di sinistra quando nella realtà non ho punti di riferimento se non quello di trovarmi d’accordo con più posizioni e non necessariamente provenienti sempre dalla stessa parte politica, di certo credo ancora oggi che il pacifismo sia l’unica risposta sensata alle varie crisi che ci girano intorno. Nello specifico non ho espresso nessuna opinione sull’ennesimo decreto governativo, di certo quello che mi viene da pensare non è se le aggiunte d’urgenza siano realmente efficaci oppure nascondano una deriva illiberale, mi viene da considerare invece se i governi (e non solo l’attuale) siano veramente interessati ad evitare questi fenomeni oppure in fondo tollerarli (nei fatti, non certamente nelle chiacchere) perchè fa sempre comodo nascondere dietro gli scontri le ragioni di chi manifesta. La cauzione per chi manifesta poi mi scusi, ma si sa tanto di roba anticostituzionele, almeno che non si riformi anche l’art.17 della Costituzione, e con i tempi oscuri in cui viviamo può darsi che alla fine l’abbia vinta lei.
Sig.Cecco, l’art.17 tutela la libertà di espressione e di incontro, fondamentali in una democrazia, limitandole solo quando mettono a rischio la collettività.
30k morti quindi più di Gaza????
Quali sono le tue fonti? A Gaza sono più di 70,000 e in continuo aggiornamento, perché 4 5 assasinni al giorno non fanno più notizia
30k in due giorni. Fonti iraniane con cui sono in contatto.
Fuori tema, ma non troppo. Notizia ignorata da giornaloni, giornaletti, televisioni e politici: IDF ( l’esercito Israeliano per intendersi) ha reso pubblico il numero di palestinesi che hanno ucciso: 71.000
Così tutti coloro che mettevano in dubbio, anche qui, la veridicità delle cifre diffuse da palestinesi, ong e ONU sono serviti. Ovviamente 71.000 terroristi di Hamas, ci mancherebbe…..
Caro Roberto,
hai il tipico piglio mal riposto, mi dispiace dirtelo: in primo luogo, la notizia non è stata affatto nascosta o censurata (io la ho letta in svariati quotidiani, se la cosa ti può rassicurare), quindi la tua polemica è fuori centro; in secondo luogo, per la 76esima volta: figuriamoci se erano tutti terroristi, ma da come la poni tu, sembra che non ce ne sia neanche uno…e per la 77esima volta: Tsahal ha ucciso davvero troppo, in più senza neanche vincere…
L’eretico
1)Purtroppo i giornali li leggi solo tu e pochi altri. La maggioranza forse vede solo i titoloni delle rapide rassegne stampa, e se poi nessun politico ci fa la campagna, dei fatti, come questo, rimangono nascosti ai più. Se poi la notizia non passa nei primi tre titoli dei TG, rimane sconosciuta al 90 per cento della gente.
2) non tutti terroristi, ma anche fiancheggiatori o bambini futuri terroristi, vero. (lo so non ti garba il piglio, ma tant’è)
3) non credo che tu sia tra quelli che sostengono che i morti palestinesi siano tutti o in maggioranza terroristi, non ti faccio così stupido,e ti leggo, quindi nondevi difenderti da una accusa che non è mia intenzione farti. Qualche commentatore del blog,nonché numerosi pseudopolitici invece….
Caro Roberto,
ti ringrazio molto di non considerarmi “così stupido”.
Ciò detto, la tua considerazione sui quotidiani è, purtroppo, in larga parte vera: prima di scrivere con cotanto piglio, però, secondo me informarsi al meglio sarebbe un kantiano imperativo categorico, tutto qui…
L’eretico
Si, forse avrei potuto meglio scrivere ” ti reputo troppo intelligente per….”
Parere personalissimo. I poveretti di Gaza, conniventi di Hamas? Israele con i suoi crudeli coloni? La mafia? La ‘ndrangheta? Due organizzazioni non immuni da gravissime colpe. Giudizio sommario: la cosa mi interessa quanto le formiche nere del Bangladesh. Ora in Italia arriveranno, per curarsi da noi, 26 feriti reduci dagli ospedali palestinesi con annessi parenti. Altre mine vacanti che lascerei volentieri a casa loro. Basta buonismo.
Basta buonismo! per tutti.
Santanchè, pluriinquisita. Montaruli , condannata per peculato in via definitiva. Il capo della redazione sportiva RAI, dopo la pregevole telecronaca, dimostrazione di competenza eccezionale, occupatori abusivi di immobili di pregio restano lì impuniti, si approva una legge (vigente) con cui si deve avvisare un delinquente 5 giorni prima di arrestarlo. L’elenco sarebbe lunghissimo.
Grazie al buonismo imperante a palazzo Chigi e dintorni, tutti perdonati e inamovibili. Evviva. Tanto il popolo bue rimane bue.
Casa loro molto probabilmente (80% circa) è stata distrutta da ‘quelli democratici’ che hanno mandato i 26 all’ospedale… molto probabilmente sarebbero stati ricoverati in uno dei 19 ospedali di gaza distrutti dal popolo eletto
Peccato che a Gaza, nei tunnel sotto gli ospedali e abitazioni civili ci siano tanti adepti di Hamas. Si chiama connivenza con i terroristi. Gli abitanti di Gaza dovrebbero essere i primi a stanare questi delinquenti, cosa mai fatta. Poi gli israeliani non sono stinchi di santi e qui la colpa è dell’Occidente, di concerto con l’inutile ONU, che dovrebbe valersi per arrestare Netaygnau. Trump non vuole e quindi nulla; ormai è evidente che l’Europa, succube degli USA ed ora di Trump, non conta nulla nel Medio Oriente come in Ucraina. Abbiamo perso una guerra, gli Usa ci hanno risollevato dal trauma post bellico ed ora ci viene presentato il conto di riconoscenza.
Il debito di riconoscenza lo abbiamo strapagato, Hai ragione è ora che l’Europa si svegli.
Credo che Hitler, Stalin, Nethaniau, Khamenei e Vedo Nero abbiano le stesse opinioni su come si combatte il terrorismo… anche se la sistematica distruzione di scuole, ospedali, chiese, moschee (oltre al resto) di Nethaniau è assai peculiare