Eretico di SienaRussia-Ucraina, 4 anni dopo (e Caso Rossi, si capisce) - Eretico di Siena

Russia-Ucraina, 4 anni dopo (e Caso Rossi, si capisce)

Eccoci al consueto appuntamento settimanale con il blog: oggi si scrive qualcosina – rispetto al tantissimo altro che ci sarebbe da scrivere – sul quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina: è ormai passato il tempo di una Olimpiade, fra quel 24 febbraio e questo.

Nel frattempo, venti fortissimi di guerra – diciamo pure bombardamenti – spirano fra Iran da una parte, Stati Uniti ed Israele dall’altra (Premio Nobel per la Pace sempre più problematico, per il Commander in chief): wait and see, ovviamente.

In mezzo a tanta devastazione e mestizia, facciamo gli auguri all’Emgia nazionale: Emilio Giannelli è arrivato mercoledì scorso a quota 90, che già non è mai poco, anzi; l’ arrivarci come lui, però, è davvero dono riservato a pochi, pochissimi eletti…

 

QUEL 24 FEBBRAIO DEL 2022…

Non era corretto, il dire che in Europa non ci fosse stata più guerra guerreggiata dal 1945 in avanti: ciò che era accaduto nei Balcani (1991-1995), più i bombardamenti su Belgrado del 1999, avrebbero dovuto rendere più cauti, nell’affermare in modo perentorio che la pax europea era stata per la prima volta violata. Certo, quel 24 febbraio c’era uno Stato che invadeva un altro Stato: questo era l’elemento di novità post 1945…

Gli ucraini – Zelensky stesso, va detto senza infingimenti – ritenevano che Putin non avrebbe invaso, nonostante l’intelligence atlantista lo avesse avvertito in molti modi: lo scrivente si ricorda bene come – una manciata di giorni prima – il Presidente ucraino avesse affermato con nettezza che tutte queste voci creavano solo allarmismo e penalizzavano eventuali investitori stranieri. La mattina del 24 febbraio 2022, poi, ha cambiato del tutto lo scenario: l’invasione c’è stata, eccome se c’è stata.

Ed altrettanto chiaramente, era un’aggressione per conquistare se non tutta l’Ucraina, di certo Kiev e non solo il Donbass; ed è fallita miseramente, cosa su cui torniamo a breve.

Sin da pochi giorni dopo quel 24 febbraio, siamo tornati ad abituarci – dopo lo choc iniziale – alla retorica della minaccia atomica, evocata, per la primissima volta, da Putin stesso: e già questo basterebbe per fare capire la gravità assoluta del contesto.

Sarà stata retorica pacifista, ma mai nessun leader europeo aveva slatentizzato il tabù atomico: neanche chi avrebbe effettivamente potuto, avendone la piena dotazione (importa fino ad un certo punto quante testate in meno, rispetto all’arsenale post sovietico: quello è un campo in cui conta potere partire), come la Francia e il Regno Unito. Poi, dopo che Putin aveva dettato la linea, sono arrivati a ruota gli altri, a minacciare l’uso dell’atomica, a partire dal perfetto testimonial dell’effetto della vodka applicata alla politica, l’ex colomba Medvedev.

E noi, siamo tornati ad abituarci a vivere sotto la minaccia nucleare, a temere che la Guerra fredda si trasformi nella più calda mai veduta prima: grazie a Putin, dunque, quelli della nostra generazione (e quelli più avanti con gli anni, ovviamente) sono all’improvviso ringiovaniti, senza neanche bisogno di parrucchini o stratagemmi ialuronici: grazie di tutto, compagno Putin!

 

DOVE PUTIN HA PERSO (E L’UCRAINA HA VINTO)

Anche se ovviamente i criptoputiniani – di cui parliamo sotto – non concordano, militarmente la Russia putiniana ha perso, ed anche di brutto: ciò non vuol ovviamente dire che l’Ucraina abbia vinto in senso pieno e completo, ci mancherebbe. Kiev, allo stato dei 4 anni, ha vinto sic et simpliciter perché l’80% del suo territorio è ancora saldamente nelle sue mani, poiché la coesione nazionale – testimoniata da tutti i sondaggi – è ancora altissima, con la grande maggioranza la quale preferisce passare le notti in metropolitana, invece di arrendersi all’autocrate russo. L’Ucraina, insomma, non è affatto diventata come la Bielorussia, autentico Stato sgabello di Mosca: se poco vi sembra, viste le premessa di 4 anni fa…

Nel 2022, secondo dati ripresi come veritieri financo da Travaglio, la Russia controllava de facto – nel post 2014 – circa il 7% del territorio dell’Ucraina; oggi, siamo all’incirca al 20, con prezzi umani incalcolabili (di cui a Putin non importa un fico secco, in piena continuità con Stalin, ma questo è un altro discorso). Per uno che pensava al regime change a Kiev nell’arco delle tre, quattro settimane, l’insuccesso non potrebbe essere più eclatante, e devastante.

Se guardiamo il contesto diplomatico e geopolitico, per Putin è andata forse anche peggio che dal punto di vista militare, come più volte ricordato: ha rafforzato, sì, il legame con la Cina di Xi, ma diventandone, sempre più palesemente, un junior partner, per non dire peggio (per lui, non per Xi); nello spazio di poco più di un anno, non è stato in grado di difendere tre alleati cruciali come la Siria di Assad (lui, rifugiatosi poi a Mosca, toh), né tantomeno il Venezuela di Maduro nel gennaio scorso, e neanche l’Iran nella guerra del giugno 2025 (vedremo cosa accadrà da oggi in avanti, per l’appunto); a livello europeo, poi, l’ingresso nella Nato di Finlandia e Svezia è il segnale di una allerta antirussa sempre più marcata, per non dire del prepotente riarmo europeo, in particolare dei Baltici, della Polonia e financo della Germania. Per i criptoputiniani, tutti mezzi scemi – baltici, polacchi e tedeschi – ad armarsi e ad avere una deterrenza antirussa, ma che ci volete fare, è gente strana: se intravedono un pericolo serio all’orizzonte, loro tendono a prepararsi ad affrontarlo…

Peggio di così, in definitiva, dal punto di vista militare e geopolitco sarebbe stato arduo fare, per Putin: unica consolazione – non da poco, certo – i tappetini rossi che il sodale Trump gli ha steso il 15 agosto scorso ad Anchorage, nel momento davvero più basso, a livello di dignità nazionale statunitense, dal 1945 ad oggi.

Se Vladimir Putin può continuare a prendere impunemente l’Ucraina, ed il mondo intero, per i fondelli – bombardando al massimo grado, proprio nel momento in cui fa finta di parlare di pace, sic – ricordiamoci sempre che il merito è solo, solamente e soltanto di The Donald…

 

DOVE INVECE PUTIN HA VINTO (E DI BRUTTO)

Allo stato delle cose, invece, c’è un settore della guerra ibrida in cui Putin ha vinto, anzi ha stravinto: quello dell’informazione, rectius della disinformazione; praticata da tutti gli attori della geopolitica, certo: ma da nessuno con la radicale capillarità, nonché efficacia, del regime putiniano: d’altra parte, non si è formato nei ranghi del Kgb, l’innominabile punto di riferimento di tanti occidentali (con l’Italia in primissima fila, ventre molle come sempre)? Si è formato leggendo gli scritti di Norberto Bobbio, di grazia?  E mentre gli altri facevano qualche goffo tentativo, Putin  – affidandolo a quel Prigozhin che poi ha fatto la fine che ci si immaginava – creava da par suo l’Ira (Internet research agency), la efficientissima fabbrica di disinformatsija con sede a San Pietroburgo: la quale ha già dato ottima prova di sé durante il Covid (ove anche in Italia si è assistito a passaggi aberranti, più volte denunciati qui: ma in Russia si nascondevano proprio i morti, e Lukashenko, in Bielorussia, diceva che con qualche gotto di buona vodka passava tutto), e poi è stata al top del top – dal suo punto di vista, ovviamente – in questi 4 anni.

Anche se in passato l’abbiamo già fatto, cercando di essere il più breve possibile fateci tornare alla Grande menzogna iniziale: quella cioè secondo cui l’Ucraina, alla fine della fiera, se la sarebbe proprio cercata.

“La guerra, poi, non è iniziata nel 2022”, dicono quelli che pensano di saperla tutta: no, infatti è davvero iniziata nel 2014 – come sostengono -, però è iniziata anche allora per merito esclusivo della Russia, la quale ha invaso la Crimea (bisogna fare il disegnino?), e poi – visto che grande reazione non c’era stata, anzi – ha mandato i suoi uomini non in divisa (gli “omini verdi”) a dare manforte ai separatisti del Donbass. Con le armi, a scanso di equivoci.

Sarebbe come dire che la Seconda guerra mondiale è iniziata nel 1938, con la questione dei Sudeti, non il 1 settembre 1939: e lo si potrebbe anche sottoscrivere, ma sempre di Hitler sarebbe stata la colpa. Così come ora di Putin: preciso; ed anche nel 1938, per la cronaca, Hitler giustificava il suo modus operandi da invasore, parlando delle minoranze tedesche nei Sudeten da difendere e da tutelare, toh: non vi ricorda il Putin che pensa a fare lo stesso con i russofoni del Donetsk?

E poi: ma questi deficienti di ucraini, non erano meri sgabelli di Washington? Se fosse così, dopo un anno che non raccattano più niente dal più filorusso dei Presidente USA – e affrontando l’inverno più freddo da anni -, perché non si sono ancora arresi, di grazia?

Nel 1983, un ex agente cecoslovacco di nome Ladislav Bittman – poi riparato negli States – diede alle stampe un libro che sarebbe bene tenere presente: “The Kgb and soviet disinformation”, all’interno del quale c’è questo passaggio, che andrebbe vergato sul marmo, come e più di ieri: “Ogni messaggio di disinformazione deve corrispondere in parte alla realtà o, almeno, a un’opinione generalmente condivisa”. Esattamente quello che – 40 anni circa dopo la pubblicazione – la Russia continua a fare: con più successo di prima, perché prima – al netto dei filosovietici ideologizzati – si era ben orgogliosi di stare dall’altra parte della cortina (alla fine, lo disse anche Berlinguer), e soprattutto si era ancora capaci di usare la razionalità.

Sarebbe davvero bello che ci riflettessero i tantissimi criptoputiniani – specie quelli che lo fanno gratis! -, i quali ritengono di saperla sempre lunga, di riuscire a stare alla larga dall’odiato mainstream (strapieno di difetti, ma almeno una minima verifica delle fonti nelle redazioni dei “giornaloni” c’è) perché si abbeverano da Telegram: si atteggiano a cultori della controinformazione, senza rendersi conto di essere solo – al netto di chi ci guadagna, sia chiaro – dei coglionazzi, intortati ben bene da chi raccoglie poi i frutti della loro incapacità – ormai irredimibile – di ragionare con un minimo di onestà intellettuale e razionalità…

 

Ps Caso Rossi sempre più affascinante, dal punto di vista prettamente romanzesco: scriveremo dei dettagli nel prossimo pezzo, che uscirà nelle stesse ore in cui la Commissione farà il suo trionfale ingresso in Siena, accolta – come davvero merita – da autentica trionfatrice, in quanto, dopo 13 anni, finalmente latrice della Verità definitiva (nessun magistrato, per ora, ha sentenziato niente di niente in tal senso, ma lo dicono la tv e i social, dunque è così di sicuro…).

Per ora, due accenni a ciò di cui si scriverà: giovedì, abbiamo veduto l’intervista della onorevole leghista Matone – per anni, dopo avere fatto la Pm, ospite di Bruno Vespa a Porta a porta -, la quale ha sparato alzo zero sui Pm senesi, come da un po’ ormai non si sentiva fare; tirando pesantemente di mezzo anche il CSM: è comunque del tutto evidente come non ci sia nessun legame, neanche vago, fra l’intervista della onorevole leghista e il sempre più vicino Referendum (ma il Pd e tutto il campo largo su questo non sanno dire niente, mah)…

In secondo luogo, giovedì mattina alle ore 11 Francesco Giusti è stato finalmente misurato (non è un eufemismo) da tre carabinieri, guidati dal Colonnello Gregori (il militare della consulenza della Commissione di inchiesta bis, per capirci). Vista la estrema delicatezza dell’argomento, non osiamo scrivere quanto sia alto con esattezza (non moltissimo, peraltro) colui che – secondo una fonte autorevolissima, sentita due volte dalla Commissione stessa – sarebbe la persona che si affaccia nel vicolo dell'”omicidio” di David Rossi: doveva, con ogni evidenza, controllare che nessuno entrasse nel Vicolo, ove era peraltro parcheggiato un furgone bianco (da anni sparito dal romanzo, dopo essere stato al centro della narrazione per lungo tempo) di una ditta che lavorava al Monte in quei giorni, il cui titolare sarebbe potuto arrivare in loco in qualsivoglia momento: se fosse arrivato a quell’ora, ci sarebbe stato, oggi, da misurare anche lui…

22 Commenti su Russia-Ucraina, 4 anni dopo (e Caso Rossi, si capisce)

  1. Ottavio scrive:

    Sul caso Rossi, aspetto con ansia i nuovi risvolti di questa telenovela entusiasmante.

    Per quanto riguarda la disinformazione, di cui sia la Russia che la Cina sono maestri (qualcuno vada su Google e cerchi “the 50 cents army”), un trucco dei dittatori è quello di far credere di essere più potenti ed amati di quanto lo siano in verità.

    Sono maestri ad ingolfare i social media, soprattutto Reddit, X e Tiktok, in realtà la maggior parte della gente, almeno in Europa, non ama Putin.

    Non sopravvalutiamo Putin. L’unico al mondo che lo sopravvaluta è il “Gangster-in-Chief” con la faccia arancione. Secondo me la partita in Ucraina finirà, ahimè, in un “Lose-lose”. Perderanno sia la Russia che l’Ucraina, e l’Europa farà la figura da peracottai per non essersi impegnata di più a livello militare.

    Allegria!

  2. Ics scrive:

    I finanziamenti all’Ucraina sono soldi ben spesi. In questa europa flaccida & codarda, mettere un po’ di nerbo è essenziale.
    Si acquista un popolo che in questi anni ha dato una solida dimostrazione di coraggio e determinazione, con un esercito capace ed addestrato alla guerra moderna. Se il prototipo dei nostri militari è il generale Vannacci, meglio importare.

    Gli USA aspettavano questo momento dalla crisi degli ostaggi. Il fatto che accada proprio con un presidente che si era presentato come “isolazionista” fa capire chi comanda davvero a Washington.
    Mentre a Teheran i giovani sperano, il neocomunista occidentale mastica amaro.
    Speriamo sia la volta buona: la caduta degli ayatollah aprirebbe finalmente una stagione di pace e stabilità per tutta l’area.

  3. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    E dopo l’anniversario dell’inizio della guerra Russia-Ucraina, abbiamo l’inizio di quella USA-Israele-Iran, allegria! Speriamo che sia la fine della dittatura dei tromboni muezzin iraniani e l’inizio della democrazia. Una ultima considerazione e domanda, anzi due, chi fu quel Paese occidentale che fece tornare Komeini in Iran, scacciando il Pascià di Persia e facendo tornare gli iraniani nel peggiore medioevo? Lo stesso che, d’accordo con un altro Paese europeo, facilitò la rivolta in Libia contro Gheddafi per fare dispetto all’Italia di Berlusconi perché il dittatore libico aveva concluso, attraverso l’Eni, dei vantaggiosi contratti per l’estrazione del petrolio, ricevendo alla fine della rivolta solo pesci in faccia dai ribelli vincitori? La Libia ora è ingovernabile, come l’Iran di Komeini. Ah, spocchiosi cugini francesi e malandrini inglesi, quanti danni avete fatto, anche alle spalle nostre, con la scusa della democrazia; dei gravi problemi in Iran e in Libia è anche colpa vostra!

  4. UN CONTRADAIOLONE scrive:

    Caro Raffaele,
    mi permetterai di andare fuori dal seminato nel tuo pezzo, interessante come sempre.
    Ho finito oggi il tuo romanzo “Quattro croci a Siena”: un libro veramente bellissimo, un giallo d’atmosfera sulla Siena del 1979 che non può lasciare indifferenti. Iniziato sabato mattina, finito domenica dopo pranzo: penso che non ci sia da dire altro, se non farti i complimenti per questo straordinario libro.

    • Eretico scrive:

      Caro amico,
      ti ringrazio molto per il lusinghiero giudizio; ne approfitto – per chi ovviamente fosse interessato – per invitare a leggere la recensione di Francesco Ricci (on line su Sienanews, as usual); in più, su Youtube c’è da qualche giorno un video in cui in 6 minuti e mezzo – fra parole, musica ed immagini – cerco di rendere la sinossi e lo spirito del libro; a breve, infine, potrebbero esserci ulteriori novità…

      Quanto al resto, che dire? Il ginepraio, è tale per tutti: che lo sia per noi (anche per chi qualcosa di geopolitica sa e mastica), è inevitabile; speriamo non lo sia anche per chi ha scatenato “Il ruggito del leone” e “Furia epica”…

      Buona settimana a tutti i lettori!

  5. Anonimo scrive:

    Accreditati analisti militari ritengono che la guerra Russia/Ucraina non terminerà, visto lo stato attuale delle cose sul campo, per via, diciamo così, militare, ma solo a seguito del collasso economico, finanziario, sociale di uno dei due stati contendenti. La questione fondamentale è pertanto quale dei due stati collasserà prima.
    Per il resto spero anche io che Trump si sia mosso avendo ben chiari gli scenari futuri ……..al momento l’unica cosa certa è che gran parte del popolo iracheno sta sognando di avere un po’ di libertà .

    Fausto

    • Eretico scrive:

      Caro Fausto,
      vediamo: sia su Russia-Ucraina (certo non alle porte, la fine), che sulla guerra con l’Iran; che Trump abbia chiari gli scenari futuri, è dura da credere, a meno che lui non faccia opera di continuo camouflage: ogni giorno, cambia infatti idea sull’azione (ieri, per esempio, non ha escluso lo schieramento dei marines: chissà contenti quelli del Maga!).

      Quanto al Caso Rossi, Giletti ieri ha annunciato urbi et orbi la riapertura di un fascicolo (non è chiaro quale sarà l’ipotesi di reato, ma verosimilmente si tratterà di omicidio): aspettando di saperlo dalla Procura – ma il fascicolo è cosa certa -, non ci resta che augurare buon lavoro ai due PM della Procura di Siena, la quale noi rispettiamo sempre, a differenza di altri.

      Sia però ben chiaro che, da parte nostra, tutto ciò non farà cambiare di mezza virgola l’impostazione editoriale del blog: blog che, proprio su questo, vi dà appuntamento a sabato…

      L’eretico

    • Roberto scrive:

      Direi spera za vana su Trump. L’unico ad avere le idee chiare, seppur tragiche per il futuro dell’area e dello stesso stato di Israele secondo me, è Netanyau.

  6. I fascicoli sono stati consegnati alle DDA di Firenze (competente per Siena), Brescia (per Viadana/Mantova) e Bologna (per Brescello), come riporta correttamente la stampa. Venerdì 6 alle 11,30 saranno resi noti tutti i dettagli a P.zo Piccolomini.

    • Eretico scrive:

      Caro Maurizio,
      grazie molte della informazione.

      Al di là di tutto il resto – su cui, come già anticipato, si tornerà di certo sabato -, da questo attivismo (da te sempre stimolato, e dalla Commissione bis subito ripreso) di ben tre Direzioni distrettuali antimafia, si evince senza ombra di dubbio che David Rossi fosse collegabile e collegato alla ‘ndrangheta: circostanza, questa, che mi lascia invece un po’ dubbioso. Ma che di certo – se fosse stata formulata con lui in vita – avrebbe portato al formulatore una immediata e sonora querelona per diffamazione aggravata: oggi David Rossi è invece di continuo associato alla criminalità organizzata, e la famiglia non dice alcunché per tutelarne la memoria. Evidentemente ne è convinta anche la famiglia: amen…

      L’eretico

      • Ottavio scrive:

        Ma, scusate tutti, la ‘ndrangheta, che di solo colpisce con il tritolo, la lupara, i mitra, etc, va direttamente nell’ufficio di Rossi alle 7.30 di sera, mentre potevano colpirlo liberamente per strada o sotto casa? Ma ditemi voi se c’e’ mai stato un caso simile in Italia di una vittima di mafia che e’ stato defenestrato. Mi ricordo di un certo caso Pinelli, ma la mafia o la criminalità non c’entrava niente.

        Poi Viadana e Mantova non sono proprio in Calabria, no? Perchè una squadretta di rugby della provincia lombarda doveva essere così appetibile alla ‘ndrangheta? E la Lega cosa c’entra con la ‘ndrangheta? Fatemi sapere.

        Vedete, alla fin fine è sempre colpa dei calabresi. Basta mettere “calabrese” in un articolo e tutti giù a gridare al complotto mafioso.

        (Sono calabrese, meglio evitare di passare da Siena sennò mi linciano…)

      • Se si muove una DDA vorrà dire che è affiliato o legato da collaborazioni esterne l’assassino, no?! Mica Rossi! Non diventare come quelli che combattevamo. Proprio ora che esce tutto quello che non gradivano dicessi. Tutto.

        • Eretico scrive:

          Caro Maurizio,
          accolgo molto volentieri la tua obiezione, perché mi conferma la tua forma mentis: la quale – scusami, davvero – non segue i criteri di razionalità.

          Se la criminalità organizzata uccide qualcuno, di solito ci sono solo due possibilità: o è uno che si è coraggiosamente ribellato (un po’difficile da dire di chi – secondo quello che accetta la Commissione, tutta contenta della grande scoperta – portava a giro valigette piene di dindini), oppure perché ha sgarrato, non ha saputo mantenere le promesse fatte. Sono i componenti della tua Commissione preferita, i quali avallano la tesi della ‘ndrangheta a proposito del Caso Rossi, non lo Spirito Santo: prenditela con loro, caro Maurizio.

          Tertium non datur, dunque, la Storia insegna proprio questo: la ‘ndrangheta colpisce o gli onestissimi (e magari coraggiosi), oppure chi sgarra; ma il Caso Rossi gode di extraterritorialità, in tutti i sensi, ed ogni parametro di razionalità e di seria conoscenza dei fenomeni – tipo quelli mafiosi – è ormai saltato: va bene così, l’importante è l’audience…

          L’eretico

  7. Roberto scrive:

    Trumo sull’ Ucraina ha tradito l’Ucraina stessa e l’Europa. A noi europei ci ha in particolare trattato a pesci in faccia, se aggiungiamo anche le politiche dei dazi, gli obblighi di spendere una caterva di soldi in armi, comprandole dagli americani, si intende, e di comprare il suo carissimo gnl. E la timida Europa reagisce come può, con alcuni governi, il nostro in particolare, che plaude finanche, e lo propone per il Nobel della pace con un discorso delirante della Meloni, in linea con un servilismo tutt’altro che patriottico.
    Ma gli italiani dormono.
    E dopo tutto ciò ci chiede di seguirlo senza se e senza ma, senza consultarci (saremmo in teoria alleati, non stati satelliti)nelle sue avventure da guerrafondato assieme a netanyau . Viva Sanchez, unico politico europeo vero e patriota, che non si spaventa delle minacce del bullo.

    • Gp scrive:

      Mi pare che ci tratti esattamente come quelli prima, cioè da zerbini. Poi qualcuno potrà preferire un po’ di ‘vasellina’ in certe operazioni, ma la sostanza non cambia. Anche a me piacerebbe non essere una colonia usa, ma chi ha provato a contraddire il padrone su certe questioni ha sempre fatto una brutta fine (Moro e Craxi in primis). Come ci siamo già detti, l’invasione usa e la sconfitta nella ww2 ci ha lasciato in eredità una forza di occupazione di 13k marines con 100 atomiche, sottomarini nucleari, F35 ecc… questo ‘problemino’ è stato risoarmiato alla Spagna dalla provvida neutralità nella seconda guerra mondiale.

      • Roberto scrive:

        ..e quindi deve continuare sempre così? Ammetterai che con Trump le cose siano peggiorate di brutto. Più ci azzerbiniamo più ci calpesta

  8. Gianna fratagnoli scrive:

    Per adesso resta ancora il tifo…poi anche i ciechi e chi vede nero si accorgeranno in che mani siamo, che razza di opportunisti, servi hè mirano solo ai , loro, interessi.
    Ci vorrà ancora un po di tempo, ma presto la situazione diverra insopportabile anche per i peones destrorsi( e non ho detto destron..i). Quando il limite sarà superato e saremo ancora con le tasche vuote, la pancia piatta allora sarà il momento dei vannacci

  9. Giulio scrive:

    in molti vedono nero perché tengono gli occhi chiusi…altri si tappano anche le orecchie, ma la bocca no. Mai! Sono molti quelli che seguono ciecamente certi individui di successo nella speranza, o nel sogno, di diventare come “loro”. “Loro”…che si alternano abbaiando quando sono all’opposizione o ad atreju(ovunque sia questo luogo) e a fare le fusa al cospetto dei cui da leccarsi per i propri interessi; i propri, non degli utili idioti che li seguono e li votano. “Loro”, si trasformano in conigli o in sciacalli, cercando di fare le volpi…ma un dodo non può fare la volpe, se ci prova si smerda da solo: in treno, tra i suoi dipendenti e l’inps, a dubai…
    Poi arriva il giorno in cui ti portano in guerra, ti aumentano i costi della vita( se ci rimani, in vita) e allora, piano piano anche gli utili idioti cominciano a guarire!ci siamo quasi…un consiglio, togliete gli specchi( rigati) da casa…potrebbero riflettere le vostre coscienze!

    • Roberto scrive:

      Basterebbe una piccola parte. Gli utili idioti sono utili proprio perché gli occhi non li aprono mai.

    • sauro scrive:

      concordo in pieno: dalla casa bianca, a Roma , fino all’ultimo di pdc sono sciacalli , epigoni di un anziano che parla e pensa e agisce come un bambino di 8 anni!
      Molti amici di dx stanno perdendo la pazienza, e siccome a differenza mia hanno molto da perdere di pazienza ne hanno poca: hanno capito he ci stanno portando in un vortice oscuro.

  10. Gp scrive:

    Disclaimer: putin dittatoreassassino criminale russia aggressore ucraina aggredita.

    Zelensky ha dichiarato pubblicamente che: fornirà l’indirizzo di casa di orban ai militari ucraini
    Gli ungheresi hanno fermato sette ucraini che stavano con due veicoli blindati contenenti 80 milioni di dollari in contanti e 9 chili d’oro. L’Ucraina a gennaio aveva interrotto l’afflusso di petrolio russo (da cui l’ungheria dipende senza alternative, non avendo affacci marittimi).
    Chi ce la vuole l’Ucraina in UE?

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