Eretico di SienaCaso Rossi: un invito al Presidente Vinci... - Eretico di Siena

Caso Rossi: un invito al Presidente Vinci…

Se non accade niente di brutto, nella giornata di sabato – come peraltro già preannunciato – si pubblicherà qualcosina sulla Guerra di Israele e United States versus Iran (i 12 giorni di quella di giugno 2025, sono già stati oltrepassati, e non è un bel segnale); essendo però stato chiamato in causa, in modo diretto e personale, durante l’audizione di Francesco Giusti in Commissione parlamentare, non posso non approfittare di questo stesso blog non solo per sintetizzare la lunga performance di Francesco Giusti, nonché per avanzare una proposta – all’insegna dell’apertura e del pluralismo – all’onorevole Gianluca Vinci, da Presidente a Presidente…

 

L’ORGIA? QUELLA MEDIATICO-TELEVISIVA

Fra le innumerevoli e cangianti variabili della narrazione della bufala-Rossi, quella che più ci ha preso e divertito è stata quella sui festini, i quali avrebbero – con il consueto salto logico – insabbiato la ricerca della Verità sul Caso: abbiamo dunque conosciuto, fra gli altri, il Trojo (di cui nel mio libro si fa nome e cognome: chissà perché ora non lo intervista o lo convoca in Commissione più nessuno…), abbiamo saputo chi sarebbe stato presente ai riti orgiastici (quasi tutti i notabili senesi, tranne ovviamente David Rossi), e via discorrendo.

Bei tempi, quelli (2017, e seguenti): era una narrazione davvero avvincente, capace di coniugare buco della serratura e (assai presunta) cronaca giudiziaria. Poi, purtroppo, come si affloscia altro, si è afflosciata anche questa pista: ma chissà che un giorno – come in un autentico giuoco dell’oca – non ci si torni, in vista dell’audience in quel caso garantita.

L’orgia, oggi, è invece quella prettamente mediatica, in particolare televisiva: ed è un caso di scuola (squola, rectius) di operazione di manipolazione dell’opinione pubblica. Con i tempi “socialisti” che corrono, operazione riuscita alla grandissima. Prima, il Caso Rossi veniva somministrato una volta, al massimo due, a settimana: da dicembre 2025, siamo invece approdati all’autentica orgia mediatica, a livelli di Garlasco (ma lì almeno esiste il confronto, c’è chi la pensa in un modo e chi nell’altro).

Sottopongo questo dato fattuale, facilmente riscontrabile da chiunque, per questa specifica settimana (e di certo mi sarò perso qualcosa!): domenica, prime time di Italia 1, si parte con Le iene (poteva forse altrimenti essere?); poi, lunedì sera, è la volta del felpato Massimo Giletti (pagato da noi), anch’egli da anni assai sensibile al richiamo del Caso Rossi; martedì, poi, il clou, con quel Far West, di Salvo Sottile (anche lui finanziato da soldini pubblici), il quale, a novembre 2025, per primo ha fatto lo scooppone dell’agnizione di Francesco Giusti come omino del Vicolo Monte pio, ergo complice dell’assassino: e lì – grande colpo della redazione – è stata financo intervistata Giovanna Ricci, evidenziata come la “supertestimone” (la redazione di Far west annovera poi un altro teste, ma quello resta camuffato: chi sarà mai, di grazia?); ieri mattina, poi, del Caso Rossi si parlava – e non è certo la prima volta – addirittura nell’ammiraglia Rai 1, con Storie italiane, ove il povero Giusti nella ricostruzione in 3 D è stato indicato come omino giallo, forse perché lui è dell’Aquila.

Cosa accomuna tutte queste trasmissioni, creando un autentico unicum mediatico sui casi di cronaca? La totale mancanza di contraddittorio e di pluralismo: presenti solo familiari, legali dei familiari, cronisti omicidiaristi e via discorrendo, tutti portati per mano da conduttori scandalizzati perché a questa conclusione si sarebbe potuti arrivare subito, nel 2013 (lo sanno cosa metteva a verbale la famiglia, nel 2013?).

Domani, venerdì 13 (giorno fausto, oppure infausto?), pare che una troupe di Quarto grado sarà a Sienina per intervistare Francesco Giusti, con al suo fianco il Superavvocato Luigi De Mossi: aspettiamo dunque, per la prima volta, di ascoltare la voce di uno, il quale come minimo parlerà in maniera diversa dagli altri del consueto caravanserraglio (e lui – si badi bene – si professa agnostico sulle due opzioni in campo).

Siamo, però, ancora ben lontani dall’autentico pluralismo: quello – se mai ci sarà su questo caso – ci potrà essere solo e soltanto quando saranno invitati in studio, per esempio, i fior di consulenti che hanno lavorato sul Caso Rossi: la dottoressa Cattaneo su tutti. Pensate che scoop, che sarebbe (anche per la Commissione parlamentare, fra l’altro): ma meglio non farne alcunché, date retta…

 

URGE (ALMENO) UN ALTRO TEST …

Di certo, comunque, la notizia clou della settimana è stata l’audizione in Commissione parlamentare del buon Francesco Giusti – martedì mattina, alle ore 11 -, della durata di quasi due ore; con la sua perentoria affermazione di non essere assolutamente lui l’uomo nel, e del, Vicolo Monte pio: ora gli approfondimenti continueranno, perché ovviamente nel Caso Rossi non basta dire di essere innocenti, e con qualche testimone al seguito. Quelle sono cose da Tribunali, ove l’onere della prova riguarda l’accusa: qui siamo un pezzo avanti.

Dopo cotanta accusa – e proveniente da Giovanna Ricci, fonte assai attendibile -, è giusto andare a scandagliare ancora, molto più a fondo: si verifichino, in modo certosino, gli accessi del Giusti alla Ztl, visto che Giusti ha detto in modo chiaro di appartenere ad un altro settore della Ztl stessa (senza il permesso per entrare in zona Vicolo Monte pio, per intendersi); si controllino, uno per uno, gli alibi dell’allora leghista: quelli intra moenia, vale a dire i genitori; quelli extra moenia, cioè l’amico Carlo Regina – a quel tempo audace blogger, con non pochi problemi giudiziari a cagione di ciò -, ed anche Stefano Marzocchi, entrambi citati da Giusti stesso.

Si faccia il prima possibile – ove possibile – anche una consulenza sul cappello dello sconosciuto (il quale tale rimane, en passant) del vicolo: era un cappellino da baseball, o meno? Non è cosa da poco, e dopo avere misurato il Giusti (1,68, scalzo), ci pare un passaggio financo obbligato. Bisogna contattare, ed al più presto, un consulente di cappelleria sportiva anglosassone: qualcuno ci sarà pure, no?

E poi: da casa sua in Via della Galluzza, il Giusti ha detto che, in soli tre minuti, si arriva all’Arco dei Rossi, lato libreria Feltrinelli (grave esempio di pubblicità indiretta se non occulta, peraltro), ove lui sostiene di essere rimasto, niente di niente vedendo dunque del vicolo; eh, ci si può fidare di questa affermazione? Perché non si fa un test distanziometrico, correlato allo status fisico di un soggetto delle sue dimensioni?

Un soggetto giovane come il Giusti illo tempore, anche sportivo, forse ce la può anche fare, ma i tre minuti sono davvero stretti: lo ribadiamo, urge un test specifico, con un consulente ad hoc. Meglio un paio. Bisogna trovare un soggetto di 34 anni – quelli del Giusti nel 2013 -, cronometrarlo ben bene, tenendo presente che quella maledetta sera pioveva e tirava quel vento marzolino, birbantello assai. E la pettata della Galluzza – anche solo metà -, guarda in faccia tutti: lo dice uno che la percorre tutti i santi giorni.

Non dimentichiamoci, poi, che il Giusti – come ammesso da lui stesso – era reduce dalla cena (cosa aveva mangiato? Sarebbe molto importante, il saperlo), e la notizia su Sienanews la lesse mentre faceva il chilo nel post cenam: dunque era in fase di totale relax digestivo, ed i tre minuti diventano sempre più sospetti.

Infine, c’è il tema della camminata particolare del Giusti: il quale notoriamente non cammina come gli altri, ha un modo di deambulare assai singolare, tale da renderlo infatti benissimo riconoscibile anche da un frame di un paio di secondi, a distanza nonché al semibuio. Bastano due o tre passi, ed un occhio vigile come quello della Superteste lo inchioda. Chapeau a lei, ed alla sua vista.

Messi comunque insieme tutti questi elementi, se per caso ciò che ha detto Francesco Giusti sulla sua inesistente permanenza nel Vicolo fosse dunque confermato (dopo la consulenza aggiuntiva sui tre minuti e tutto il resto), che si fa? Come si procede con la Superteste Ricci?

 

UN INVITO AL PRESIDENTE VINCI

Nelle more della lunga audizione di Francesco Giusti, ad un certo punto – dopo un’ora e 28 minuti, per la precisione – il Commissario Andrea Rossi (Pd, nonché uno dei pochi, fra i componenti di questa Commissione, presenti anche nella prima, quindi persona magari meglio informata di altri) ha chiesto all’audito il perché del suo postare, sul suo profilo, l’articolo di sabato di questo blog (“Caso Rossi: la più grande bufala italiana del XXI secolo”).

Domanda più che legittima, stante l’agnosticismo di Giusti sull’amletico dubbio fra suicidio ed omicidio; Giusti ha risposto di avere postato il pezzo sic et simpliciter perché parlava di lui.

Il Presidente Vinci, a fronte della affermazione del collega (suo) onorevole Rossi, ha sbottato che – riferito ovviamente allo scrivente – bisogna stare ben attenti, perché il rischio querela è dietro l’angolo.

Ovviamente, liberissimo il Presidente di procedere per via giudiziarie: è un suo pieno diritto; resta il fatto che sarebbe assai curioso che il Presidente di un organismo – finanziato dai cittadini per cercare la Verità -, querelasse chi semplicemente – ed in modo documentato, come riconosciuto dallo stesso onorevole Rossi, il quale ringrazio – porta un’altra visione (lo ripetiamo: visione ben documentata, per tabulas).

Siccome comunque noi siamo persone di apertura e di dialogo – e qui scrivo da blogger, ma anche e soprattutto da Presidente della Biblioteca comunale di Siena – colgo l’occasione di invitare nella nostra meravigliosa Sala storica il Presidente Vinci per un confronto – apertissimo al pubblico, ovviamente -, quando lui lo vorrà. Non ha che da comunicarmelo, per le vie che vorrà, con quel minimo di anticipo che ci vuole per preparare l’evento. La cittadinanza senese è piuttosto turbata, senz’altro disorientata da questo bailamme mediatico, e magari un confronto – più che una passerella – farebbe bene a tutti. Di certo, le opinioni si formano dal confronto plurale: un avvocato come il Presidente lo sa sin troppo bene.

Ho sempre voluto tenere la Biblioteca lontana dalla mia attività di ricerca sul Caso Rossi (il mio libro sul Caso – uscito per Cantagalli nel 2021 – nonostante fossi già da tempo Presidente, lo presentai infatti altrove, non in Sala storica), ma dopo che un altro luogo sacro della Cultura cittadina senese come l’Archivio di Stato, ha visto inverarsi un evento della Commissione parlamentare (lo scorso 6 marzo), credo che la mia richiesta sia assolutamente fattibile e concretizzabile.

La famiglia – nonostante i miei reiterati inviti in tal senso – non vuole confrontarsi, preferendo presenziare quasi ogni sera sulle tv nazionali, con propri avvocati al seguito; il Presidente Vinci – lui stesso spesso ospite di trasmissioni, rigorosamente senza alcun contraddittorio – ha da par suo la possibilità di superare questa maniera, del tutto unilaterale, di raccontare un Caso così lacerante e divisivo.

Una proposta di apertura, confronto e dialogo, dovrebbe essere sempre preziosa: a maggior ragione, se all’interno di una cornice comunque istituzionale, da Presidente – ben più importante Vinci, si capisce – a Presidente.

Caro onorevole Vinci, non lasci dunque cadere questa mia proposta, per quell’interesse pubblico che immagino essere, per lei, una sorta di sacro fuoco.

Attendo, dunque, sue nuove a tal proposito, ringraziandola dell’attenzione…

Ps Il Corriere di Siena di ieri pubblica la notizia della azione giudiziaria che il Presidente del Senato Ignazio La Russa starebbe intentando contro il Rettore di Unistrasi Tomaso Montanari, il quale in un incontro pubblico gli ha dato del “bandito” (il Tomaso nazionale, da par suo, sostiene di averlo detto in modo diciamo metaforico, e comunque riferito al dettato costituzionale).

Se il tutto venisse confermato, questa querela sarebbe un errore, da parte della seconda carica dello Stato: Montanari va contrastato, se del caso, per le sue idee (qui lo abbiamo fatto assai spesso); di più, per il suo non mancare mai a platea favorevole, senza invece presenziare davanti a quelle pluraliste.

Per restare alla prima citata Sala storica, come già scritto il 7 marzo – nonostante il suo nome fosse stato fatto dall’arcipelago di Allertamedia come candidato ideale per presenziare un incontro su Gaza – ha visto bene di evitare una platea che sarebbe stata variegata, comunque non tutta a suo favore.

Tutto il resto, è solo un alimentare il suo consueto vittimismo da pancetta piena: il suo fare finta di salire in montagna, restando invece sempre ben assiso sulla poltrona…

 

10 Commenti su Caso Rossi: un invito al Presidente Vinci…

  1. Mr_MFD scrive:

    Mi dispiace per lui ma Francesco Giusti è condannato.
    Provo a fare un pronostico. Se ho letto bene dalle vecchie ricostruizioni “l’uomo del vicolo” è alto 1,72m più o meno 2cm, quindi, nel minimo 1,70.
    Francesco Giusti, sempre se non ho letto male, sarebbe alto 1,68 scalzo, che con le scarpe diventano tranquillamente 1,70 (parole dell’Eretico).
    Conclusione/pronostico: .
    E quindi, pur se non conosceva Rossi, pur se non aveva un motivo al mondo per volerne la morte, pur se nessun magistrato al mondo si sognerebbe sulla base di questi elementi di indagarlo…ci sarà sempre qualcuno, a Siena e oltre, che quando lo incrocierà per strada dirà a chi è accanto a lui: “oh, quello è Giusti, l’uomo del vicolo, quello che controllava se Rossi era morto oppure no, ma l’ha fatta franca”.
    E questo non glielo ripagherà nessuno.
    Signori della commissione, prima che ciò si realizzi, pensateci, nel tritacarne delle fantasie in questa storia ci sono finite già troppe persone, fate i commissari, non fate le iene…

    • Eretico scrive:

      Commento assai amaro, ma veramente sacrosanto, caro amico: la gogna mediatica è già partita (da novembre), e da quella ti salvi male. Specie se arriva anche da una sede istituzionale (finanziata da tutti).

      E non è neanche – come hai opportunamente scritto – la prima volta che accade (do you remember Filippone?): ma il tritacarne non guarda in faccia nessuno, ci mancherebbe; lo si fa per la Verità, nevvero? Mica per altri scopi, ci mancherebbe altro…

      Ad Ottavio: concordo con te al 101%, come peraltro immagini; ti prego al contempo di riformulare almeno un aggettivo (meglio un paio) su chi immagini, giacché mi fa l’idea che i signori in questione siano anche parecchio permalosi, e non siamo per l’appunto nel mondo anglosassone: non diamogli facile sponda, suvvia…

      L’eretico

  2. UN AMMIRATORE DA TEMPI NON SOSPETTI scrive:

    Caro Eretico, buongiorno ed ancora una volta complimenti vivissimi per questa battaglia, tipo Davide contro Golia: di fronte a queste corazzate mediatiche nazionali, più una Commissione parlamentare, sei chiaramente destinato alla sconfitta, e in tutta Italia, qualunque cosa verrà acclarato da ora in avanti, Rossi sarà stato comunque ammazzato, nonostante l’evidenza logica dica rigorosamente il contrario (anche i giudici, ma quelli ormai sono un optional, vuoi mettere i social e Giletti?).
    La tua resterà una straordinaria difesa della razionalità, e della documentazione seria: ma siamo in tempi in cui essere razionali e documentati non paga, lo vediamo bene, da Trump in giù…

    Grazie comunque per tutto ciò che stai facendo, anche a nome di molti miei conoscenti e amici che ti seguono con ammirazione e gratitudine (e un po’ di schifo per il contesto generale del Caso).

  3. Non dirmi che a te, che oltre che medico legale sei criminologo, è sfuggita l’irrituale e crescente protervia colpevolizzante di Giusti nei mie confronti, mi menziona 10 volte, molto attento invece (rallenta la voce) quando menziona altri…

    • Eretico scrive:

      Caro Maurizio,
      per intanto mi complimento vivamente con te per avere tirato di mezzo la qualifica di “medico legale”: in una giornata come quella di oggi (con la questione di Robbi Manghi, anticipata da questo blog sabato mattina, per inciso), mi pare davvero una scelta quantomai azzeccata e felice…

      Ciò detto, i rapporti fra te e Francesco Giusti sono cose vostre, che riguardano solo e soltanto voi due; credo non interessino a nessuno, in un blog pubblico come questo. Fate vobis, insomma.

      Se io fossi il povero Giusti – tirato in mezzo in modo incredibile in una vicenda in cui, a livello di dinamica di quel 6 marzo, lui non entra in alcun modo – saprei bene come comportarmi con alcune persone, ed anche con te: molto semplicemente, smetterei di parlarti, vita natural durante. Niente di più, niente di meno.

      Buona continuazione, in questo tuo ruolo di supertestimone televisivo (vedasi da Giletti, per fare giusto un esempio) che ti sei voluto ritagliare: a partire – se, come dice la stampa, ci sarà – dal tuo prossimo ritorno in Commissione di inchiesta, forse meno trionfale che in precedenza. Auguri per tutto, davvero…

      L’eretico

  4. Anonimo scrive:

    E del geriatra super consulente ne vogliamo parlare?

  5. Anonimo scrive:

    Questo Maurizio Montogiani è quello che ha contributi a risolvere il caso cercando un numero su Internet?
    La televisione rovina le persone il l’ho sempre sostenuto.

    • Maurizio Montigiani scrive:

      Sì, e se ripete la ricerca il documento .pdf ancora esce, ad occhi esperti dice tutto, non i suoi ma i migliori giornalisti d’inchiesta (prima Sergio Rizzo, poi Nicola Borzi, ora tutti quelli che collaborano con la seconda Commissione) hanno approfondito in modo incontrovertibile; io mi ero attivato per questo, da Giletti come dice lui non ci volevo andare: https://www.youtube.com/watch?v=6RA3V2Mh_Bs&list=PL336A4BA5004B0CBB e noterà che difendo Giusti, non essendo trai suoi accusatori, come vedrà anche mercoledì prossimo a Le iene. Poi, se lui si è contraddetto adesso lo valuteranno gli esperti, non io o lei, i dati sono tutti disponibili ora.

  6. pino mencaroni scrive:

    Beh, se come dice l’associazione dei medici legali, il consulente della Commissione non ha conseguito la specializzazione universitaria in medicina legale speriamo che abbia svolto la consulenza a titolo gratuito.

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