Bufala Rossi: così parlò Maurizio Montigiani (ed un Ps bellico)
Dopo una settimana in cui il Caso (Bufala) Rossi ha portato ancora Sienina al centro dell’attenzione (buona cosa per il turismo dell’orrore, sempre più fiorente nel Vicolo Monte pio), non si può non scriverne ancora, dando il meritato spazio al demiurgo della pista su cui si è buttata a capofitto la Commissione parlamentare di inchiesta.
Dispiace per lo spazio che avrebbe meritato la scomparsa di Umberto Bossi, l’uomo che organizzò tre feste di laurea senza essersi mai laureato (copyright Giorgio Gandola, La Verità di ieri, pagina 7): a noi a pelle stava più che simpatico, era un passionale autentico, e dopo l’ictus del 2004 incuteva rispetto e tenerezza ad un tempo; politicamente ragionando, però, il giudizio del blog è che abbia fatto non pochi danni alla politica italiana (iper personalizzazione, scadimento del linguaggio, tentativo di frantumare l’identità italiana, già così fragile); ad ogni buon conto, lo spessore di chi ne ha preso il posto lo fa sembrare un inarrivabile gigante della politica italiana…
CAMBIARE L’AUTOPSIA, A FURORE DI CLIC
Come in tutti i feuilletton ottocenteschi, nella narrazione si alternano di continuo, in una vivida osmosi narrativa, personaggi nuovi (da novembre 2025, Francesco Giusti), abbinati all’improvviso a figure delle quali si erano pressoché perse le tracce.
In questa settimana, è toccato al professor Mario Gabbrielli, Ordinario di Medicina legale all’Università di Siena: doppio suo torto, quello di essere persona che conosce assai bene la sua materia, abbinato al fatto – davvero gravissimo, diremmo quasi imperdonabile – di non andare in televisione a parlare di ciò che fa come consulente. Lui fa le consulenze, e non va a spifferarle fra gli studi televisivi. Come fra l’altro si dovrebbe fare, en passant: ma come si fa sempre meno, specie da parte di consulenti di vicende così delicate e complesse.
Inseguito dalla iena Roberta Rei lungo – ci pare di capire – i corridoi ospedalieri, il professor Gabbrielli si è rifiutato di rispondere alle ficcanti domande vergategli dalla Rei: ed ha fatto benissimo, perché parlare di cose drammaticamente complesse al volo, in mezzo a chi passa, non è cosa opportuna. Non ne guadagna né la ricerca documentaria, né la credibilità di chi parla.
Il Gabbrielli ha parlato, anzi scritto, ciò che riteneva giusto, a suo tempo (suicidio di Rossi, ovviamente); lo si vuole risentire, per ulteriore conferma? Benissimo, la Commissione lo convochi al più presto e gli faccia le opportune domande. Non conosciamo Mario Gabbrielli, ma di certo non si tirerà indietro.
In quasi perfetto sincrono con la “intervista” delle Iene – ma è senz’altro un puro caso, ci mancherebbe -, era partita una curiosa petizione (sulla piattaforma Change.org) per chiedere di fatto una sorta di revisione di quell’autopsia. Sì, non strabuzzate gli occhi, cari lettori: migliaia di persone hanno firmato, e firmeranno, una petizione per rimettere mano ad una autopsia, a furore di clic. Ditemi voi se non è un segno dei nostri perigliosi tempi, questa ennesima perla della Bufala Rossi.
Ah, stavo per dimenticare: chi ha avuto l’ideona della succitata petizione, ha scritto che il Gabbrielli si chiama Silvano, invece che Mario. Un mero lapsus – lo si capisce immantinente -, come quelli che spesso accadono a chi ne sa troppe, e poi – sapendone per l’appunto troppe – fa un po’ di confusione…
CI MANCAVA FINANCO BARBICONE…
In settimana – per la precisione lunedì, la serata gilettiana – la meravigliosa narrazione del Caso Rossi si è ulteriormente impreziosita, a cagione di un nuovo elemento: è sceso in campo financo Barbicone (!), si è scomodata perfino questa figura – fra Historia e leggenda – così viva nella memoria storica della città, in particolare dei brucaioli. Simbolo della rivolta popolare contro l’arroganza del Potere (1371).
Cosa ci poteva essere di meglio, per conferire ancora maggiore fascino a questo romanzo d’appendice, di un tocco di basso Medio evo, nella Siena del periodo cateriniano nonché del post Peste nera? In effetti, a dirla proprio tutta: perché non averci pensato prima?
Tutto nasce da una straordinaria scoperta della redazione de “Lo stato delle cose”, la quale scova un commento del povero Francesco Giusti – datato 24 gennaio 2013 -, in cui, con posa giustizialista per non dire forcaiola, l’allora leghista d’assalto esortava i senesi a reagire alla distruzione della senesità della banca: “Avanti senesi, o ora o mai più!”. Il tutto, vergato con sullo sfondo un dipinto – per la cronaca, di Paolo Cesarini – che si trova nella Sala delle Vittorie del Bruco stesso.
Giletti maramaldeggia con Giusti – senza ovviamente dargli alcuna possibilità di replica, figuriamoci -, come fa il miglior giornalismo contro i potenti veri; si chiede, con evidente sarcasmo, se l’allora leghista sia un esperto di arte e di quadri, e poi – per non farsi mancare alcunché – definisce due o tre volte “inquietante” questa esortazione del Giusti al popolo senese.
Il Presidente della Commissione, onorevole Vinci – come sempre super partes -, prende da par suo subito spunto per fargli i sinceri complimenti, e per annunciare che il Giusti stesso – dopo questo “elemento nuovo” – verrà riconvocato: a furore di Giletti, ordunque.
La solerte redazione gilettiana è stata straordinaria nel trovare questo post, ma non altrettanto nel contestualizzarlo (non si può avere tutto, nella vita: neanche nella redazione del felpato Giletti): Giusti, infatti, non era che uno dei tanti – con il suo stile, certo – che sfogava la sua rabbia per ciò che i Mussari (ed i David Rossi, in seguito santificato) avevano fatto, decretando la definitiva morte della senesità della banca. Anche grazie alla politica della grandeur mussariana, con felpe targate MPS annesse, per chi ancora ricorda questo passaggio specifico (basta peraltro andare on line, come fa con acribia e solerzia la redazione gilettiana)…
Anche in questo stesso blog – molti lo ricorderanno – si usavano toni assai duri e spesso sarcastici: non a caso, quando Rossi si suicidò (il suicidio eccellente più annunciato della storia recente), lo scrivente fu additato a responsabile morale da molti, compreso da uno dei fratelli (si vada ai commenti del pezzo di questo blog del 7 marzo 2013, è tutto facilmente recuperabile).
Ma soprattutto, per tornare a Barbicone ed alla mostrificazione di Francesco Giusti (senza alcuna possibilità di replica): nella narrazione da novembre 2025 a lunedì scorso, il montepaschino è divenuto prima il complice di un assassino entrato in quella stanza per una questione di soldi (presumibilmente sporchi, legati alla ‘ndrangheta o cosette simili), degenerata poi in violenta lite (botte da orbi, peraltro senza spostare neanche un bicchierino di acqua o esalare un grido o lasciare Dna di alcuno, ma questi – essendo fatti concreti – non contano).
Nel post Giletti – visto che si offre al pubblico sospetto il Giusti in versione Barbicone, ergo giustiziere dei senesi contro i potenti – il montepaschino avrebbe invece partecipato alla defenestrazione in veste di capopopolo forcaiolo. Da posizioni dunque drasticamente antitetiche rispetto a quelle per cui avrebbe fatto da palo all’assassino in odore di ‘ndrangheta.
In ogni caso, dopo i vari cambi di narrazione in corso d’opera (il più insuperabile – lo ribadiamo – era quello delle indagini su Rossi non fatte per i festini: pista purtroppo ormai quasi dimenticata, ma fortunatamente l’archivio del blog resta), in questi giorni abbiamo assistito all’ennesimo cambio in corsa: dal Giusti complice e palo di autentica gentaccia, al Giusti che cerca invece di ergersi a moralizzatore, all’insegna della perduta virtù senese. Fino alle estreme conseguenze.
Sappiamo dunque quanto sia alto il Giusti (misurato da 3 carabinieri, venuti all’uopo da Roma), ma non sappiamo se sia un novello Barbicone, oppure un criminale complice di ‘ndranghetisti: si converrà che le due versioni sono, fra loro, piuttosto diverse e divergenti; però a tornare in Commissione – di fatto, da indagato, pur se non formalmente perché la Commissione non può indagare (e meno male!) – tocca a Francesco Giusti, non a qualcun altro: così va il mondo, e chissà cosa avrebbe scritto il Beccaria, di una vicenda come questa.
In ogni caso, siccome al meglio non c’è mai fine, non si capisce proprio cosa si aspetti – in qualcuno di questi talk show sul Caso Rossi – ad invitare finalmente Rita De Crescenzo, l’autorevole tiktoker partenopea (scommettete che sarà convintissima dell’omicidio?): dopo avere furoreggiato andando a visitare la casina nel bosco (ormai disabitata, peraltro), non si comprende perché non farle fare almeno un passaggio nel Vicolo Monte Pio, suvvia…
MAURIZINO MONTIGIANI (E, SOPRATTUTTO, LORENZA)
La figura più interessante, fra quelle che hanno creato la narrazione oggi imperante sul Caso Rossi, è decisamente la “ex vigilessa” Giovanna Ricci: autorevole, credibile a priori e quanto altro. Io, fra l’altro, la devo ringraziare di persona, perché nei miei confronti si limita a darmi del “traditore” e del “ricattato”, mentre con altri ci va ben più dura (ma forse, non essendo io sui social, mi sarò perso qualcosa, sic).
Oggi parliamo però di Maurizio Montigiani, il quale spesso scrive commenti anche su questo blog; ci conosciamo da anni, e me lo ricordo come un coriaceo fustigatore delle storture montepaschine, ai tempi di Mussari e Rossi: uno dei pochi – come peraltro il povero Giusti – che non si esimeva dal dimostrare solidarietà concreta rispetto alle battaglie di allora di questo blog e dei miei libri di inchiesta. Poi, come accade, si sono prese strade diverse, ed il Caso Rossi ha contribuito assai in tal senso.
Arriviamo al sodo: Maurizino Montigiani è da anni convinto della pista legata alla ‘ndrangheta, per l’omicidio – che per lui ovviamente tale è – di Rossi. Lo ha detto in tutti i modi ed in tutte le sedi in cui è stato convocato: è lui, dunque, il demiurgo di questa pista. L’ex leghista – allontanato dal Partito nel 2016 – ne è straconvinto, e con comprensibile orgoglio fa capire a tutti (Giletti compreso, quando lo ospitò) di essere stato il primo ad arrivarci: chapeau…
Per le sue tesi sul famoso numero (su cui due responsabili della Tim mettono nero su bianco una verità del tutto diversa dalla sua, senza che la Commissione abbia la voglia di sentirli, ci mancherebbe altro), che è alla base della sua teoria e dalla quale tutto deriva, è stato sentito da Finanza e Dda ed altro ancora: a distanza di 6 anni, però, pare senza alcun minimo riscontro (ma saremo smentiti dopodomani mattina, figuriamoci: e poi, se del caso, è colpa loro – della Direzione antimafia e della Finanza -, i quali non sono andati abbastanza a fondo, sia chiaro).
Per brevità, oggi – facendo opera di selezione, tutt’altro che facile – ci soffermiamo su due passaggi del Montigiani pensiero (che è quello – lo ribadiamo – alla base della pista seguita dalla Commissione, per esplicita rivendicazione dello stesso Presidente Vinci); il primo, concerne ciò che ebbe a dire pubblicamente, a margine della presentazione del mio libro “Cronaca di un suicidio (annunciato)”, edito da Cantagalli (evento svoltosi in Fortezza, nell’agosto del 2021); il secondo, invece, un passaggio di ciò che Montigiani ha fatto mettere a verbale in Commissione di inchiesta bis (13 maggio 2025, neanche un anno or sono).
Agosto 2021, Fortezza medicea, dunque: questi alcuni clamorosi passaggi dell’intervento di Maurizio Montigiani, a fronte di più di 100 persone (fra le quali la giornalista Camilla Conti, relatrice), e con registrazione annessa – presente on line – de La Gazzetta di Siena. Lui parla per ultimo: è davvero quel che si dice il gran finale…
Dopo avere fatto l’offeso perché a suo dire nel mio libro avevo quasi ignorato la sua versione omicidiarista-finanziaria (cosa della quale mi onoravo assai allora, ed oggi ancora di più), si arriva alla ciccia vera: secondo Montigiani, lui sin dal 2017 sapeva chi fosse l’uomo del vicolo (ed allora perché non è andato in Procura a dirlo? Perché se lo è tenuto per sè?); in secondo luogo, c’è l’orario ed il luogo di ingresso in Rocca Salimbeni di chi avrebbe incontrato (ergo, a rigore di logica, poi ammazzato) Rossi: ore 18,43, dal portone MPS di Via dei Rossi (più vicino al vicolo, veniva meglio per tutti); c’è di più, molto di più: ad aprire all’assassino (o assassini) ci sarebbe stata tale “Lorenza”: la quale non è assolutamente la attuale Consigliera comunale Lorenza Bondi (alla quale Montigiani scriverà una lettera di rettifica e scuse, poco dopo), ma in tutta evidenza un’altra Lorenza, si presume – pur non essendo certo abili investigatori come Maurizino – in loco lavorante. Dopodiché, Montigiani lega questo fatto, in modo diretto, all’omicidio della povera prostituta in Vallerozzi, tre giorni prima della morte di Rossi: collegamento tanto ardito, quanto ovviamente sfornito di alcun potenziale riscontro. Non si commenta oltre, per carità di Patria.
Alla Commissione, in nome del popolo italiano, l’arduo compito di scoprirne quanto prima l’esistenza, e di audire con la massima priorità questa fantomatica Lorenza: prima ancora dei medici legali della prima Commissione (certo da sentire), prima di chiunque altro. Qui si scrive di una che, a regola, sa davvero tutto: secondo l’ipotesi di Maurizio Montigiani, ovviamente.
Giletti sprona il Presidente a fare le cose, noi ci permettiamo – pur senza avere la sua meritatissima audience – di fare lo stesso. Vogliamo sapere chi sia questa Lorenza, e ci sembra doveroso per i cittadini saperlo: non si pretende sempre la Verità, qualunque essa sia?!? Ce lo insegna anche lo striscione del vicolo.
Ah, visto che si sta discutendo all’infinito sull’orario preciso in cui Francesco Giusti avrebbe saputo del suicidio di David Rossi (e lui ha sbagliato di grosso a fermarsi a parlarne con la iena Roberta Rei, sia chiaro), ecco cosa dichiarò il demiurgo assoluto della pista finanziaria- omicidaria del Caso Rossi. In Commissione di inchiesta, sotto giuramento, Maurizio Montigiani il 13 maggio 2025 disse questo, e non altro: “…quasi tutti noi, che nella banca questa cosa l’abbiamo sofferta, nel 2013 apprendiamo la notizia dai notiziari la sera stessa. Ricordo che Siena Tv o Canale tre titolarono “si è suicidato David Rossi” nel notiziario delle 21. Era veramente presto…”.
“Notiziario delle 21”, in Commissione; “telefonata del Giusti” a casa sua, più o meno alla stessa ora, mentre Montigiani toglieva le briciole dal tavolo, a favore di telecamere di Italia 1: urge mettersi d’accordo. Con se stessi, in primo luogo…
Ps Per chiudere, due parole su quello che sarebbe dovuto essere l’argomento principale: la Guerra israelo-statunitense contro l’Iran (ed il Libano). Fra le varie considerazioni, per mancanza assoluta di spazio, ne facciamo una sola: quella per cui Trump si trova ormai aperti, con la sua dissennata scelta, la “bellezza” di 4 fronti in contemporanea, quando spesso le guerre si perdono con due.
C’è il fronte prettamente militare, contro l’Iran: di cui avranno senz’altro distrutto la Marina militare, ma allora non si capisce come mai Hormuz sia ancora controllato dagli iraniani, nonostante i roboanti proclami. Secondo fronte aperto da Trump: quello contro la Nato, ergo l’Europa; favorisce solo Putin, ed è mero bullismo trumpiano. Terzo: il fronte interno, aperto esplicitamente con le dimissioni – assai ben motivate – di un esponente dei Maga come Kent, e dalle clamorose dichiarazioni di Tulsi Gabbard (“l’Iran non rappresentava una minaccia immediata per gli interessi degli Stati Uniti”), per restare solo all’elemento istituzionale, tacendo di vari influencer di area trumpiana. Infine, quarto ed ultimo: l’alleato Israele è un alleato sempre più scomodo ed ingombrante, perché – come dimostra l’omicidio di Larijani, macellaio che voleva il dialogo pragmatico con gli USA – Israele sta cercando, con pieno successo, di bloccare ogni onorevole via di fuga degli States dal casino in cui si sono ficcati loro stessi.
Insomma, l’attacco del 28 febbraio 2026 è stato davvero l’apogeo, il culmine del trumpismo: il Premio Nobel mancato, il quale non sa fare le paci, e tantomeno gestire le guerre…









Trump.
Spero che gli possiamo dare il Nobel per la pace (cit ).
Saluti
Francesco
La pista Barbicone
Guardando ai vari filoni investigativi finora percorsi dalle due commissioni di inchiesta sul caso Rossi, mi sembra che il filone più solido sia certamente l’ultimo: la pista Barbicone. Potremmo essere a una svolta epocale.
A questo punto, oltre a risentire il Giusti e il Montigiani, la Commissione potrebbe andare ancora un pochino più a fondo e fare la Storia.
Senza indugi andrebbe subito convocato Barbicone, uno che defenestra persone dal 1371, nonché Domenico di Lano che potrebbe aver avviato i lanci addirittura nel 1370.
Citazione per pochi: i politicanti mi hanno rotto, ad uno ad uno li tireró di sotto!
E’ davvero triste vedere come un dramma umano, intimo e personale, finisca per diventare una soap opera di quelle più longeve.
Le allusioni non troppo velate sul post di Giusti non sono solo infime, ma completaemnte scollegate da tutto. Vorrebbe dire che ben due mesi prima del 6 marzo 2013 “l’uomo del vicolo” stava premeditando la defenestrazione del povero Rossi. Questo è il messaggio che si vuol veicolare…inutile girarci intorno.
Ma se da certo giornalismo ormai possiamo aspettarci di tutto, e abbiamo smesso di meravigliarci, dalle istituzioni no, non mi rassegno. L’onorevole presidente invece di prendere le distanze da allusioni così sconfusionate ringrazia, si complimenta e promette approfondimenti. E li ho pure votati…e chiedo scusa.
Inanto un impettito Monteleone sbandiera il caso Rossi al comitato per il si referendario. E quando dice “David Rossi è stato ucciso” scatta l’applauso spontaneo. D’altra parte è tra i più ringraziati per aver tenuto alta l’attenzione sul caso. Poco importa che ha ben cavalcato tutte le piste bufala, festini, spari, quarto piano e chi più ne ha più ne metta.
I paladini son loro.
Alla tua domanda su come mai Trump non riesce a controllare Hormuz io avrei una risposta che mi si fa sempre più chiara. Trump sta continuando la guerra iniziata con i dazi, contro quelli che ritiene i suoi due maggiori nemici: Cina ed Europa. Se per Hormuz passa il petrolio che va in Cina e il gas che viene in Europa, e ovvio che non ha interesse a prendere il controllo Hormuz.
Ora sta provando in tutti i modi di coinvolgerci direttamente.
Alla luce di ciò l’Europa dovrebbe cominciare a considerare molte cose, a partire dalla questione Ukraina. Biden ci ha trascinato in una guerra, Trump ci ha per così dire abbandonati e fa accordi con Putin. Ma ci rendiamo conto o no di come è cambiato il mondo ?
Animale politico che ha avuto il merito di ascoltare la pancia, il malcontento di quella parte del paese (operai inclusi) che produceva ricchezza, per poi vederla trasferita nel meridione.
Alla fine della fiera, è stato utile per anestetizzare un malessere potenzialmente dirompente.
Oggi la situazione è perfino peggiorata: è rimasta una porzione del lombardo veneto a trainare il carroccio dei mantenuti da babbo stato.
Vediamo quanto dura
Tre cose:
1) Giletti presentò l’evento delle “Felpe e del vino 1492” a Chianciano per il rilancio di MPS sotto il tendone Palamontepaschi, prima struttura italiana di quel genere finanziata con mutuo da MPS. Giletti probabilmente ricevette, come giusto che sia, un compenso per la sua prestazione professionale che mi dicono fu di alto livello.
2) Rossi aveva rapporti costanti con la stampa e gli organi di informazione per la natura stessa del suo ruolo istituzionale. Quindi non mi sorprende che il mondo dell’informazione, dal punto di vista mediatico, manifesti oggi una spontanea solidarietà e sia vicino alla famiglia, in virtù della stima professionale consolidata negli anni.
3) Rossi era un professionista molto stimato nel suo ruolo. Questa vicenda non ne può offuscare l’immagine. Tuttavia come capo area, la sua autonomia decisionale aveva comunque un limite di approvazione dato dalle previsioni di spesa a budget e dai limiti di autorizzazione che aveva delegati. Oltre questi limiti anche lui non poteva decidere da solo. Se si vuole perseguire il movente dei “soldi non dati” a questa o quella iniziativa, non si può prescindere dal fatto che Rossi, specie in quel periodo di grandi cambiamenti nelle gerarchie, non poteva decidere da solo. Bisogna guardare i limiti di spesa e di autonomia autorizzati.
A parte la notizia di oggi, che Trump ha sospeso le operazioni per cinque gg, l’altra rilevante di questi giorni è che l’ Iran ha la capacità di colpire le maggiori capitali europee ( chissà se quando hanno iniziato le operazioni Usa e Israele fossero a conoscenza di questo fatto …..io penso di sì, ma hanno taciuto per evitare ripercussioni politiche/ relazionali che avrebbero potuto condizionare i loro piani) , che senza l’aiuto degli USA sono praticamente indifese e che, ciononostante, hanno rifiutato l’aiuto richiesto da Trump per lo stretto di Hormuz……
Off topic in salsa senese: viene presentata una terza lista per il cda del Mps in appoggio di Lovaglio, si che la lotta finisce per essere tra quest’ultimo e Caltagirone. Mentre riterrei che per Siena la “preferenza”dovrebbe essere indiscutibilmente per Lovaglio, che è da oltre 4 anni alla guida della banca ed ha il merito di aver rivalutato il titolo mps di oltre il 300%, noto che dalla città nessuna voce – se non un intervento di Pietraserena – si è levata in sostegno dell’attuale AD.
Fausto
Forse, e dico FORSE, si riferiva a Lorenza Pieraccini? allora segretaria di Mussari…se così fosse, deve avere prove inoppugnabili, altrimenti rischia una querela anche lui
Caro ex montepaschino,
quante Lorenze ci saranno state in Rocca, nel marzo 2013, oltre alla Bondi? Comunque, speriamo che la Commissione di inchiesta – o al limite qualcun altro, che forse è più facile lo faccia – lo chieda al più presto a Maurizino Montigiani (anche il dettaglio dell’ingresso dal portone in Via dei Rossi 17 non è male)…mammina…
A Fausto: su Lovaglio hai ragione da vendere; se infatti la scelta si riduce a quella fra lui (con tutti i dubbi che si potevano avere) e Caltagirone, la civitas dovrebbe mostrarsi a favore di Lovaglio, per svariati motivi. E tutta la vita, come si diceva un tempo.
Quanto al Referendum – con la nettissima vittoria del No, della quale ovviamente si parlerà – diciamo che potrebbe influire anche sulla più grande bufala italiana del XXI secolo, usata – quasi al pari di Garlasco e della famiglia boschiva – come (squallido, peraltro) testimonial del Sì…
L’eretico
Purtroppo Lovaglio è indagato dalla procura di milano, quindi non ha i requisiti richiesti dalla bce (con probabile soddisfazione del Calta).
Fra qualche mese sarà ovviamente assolto, accetto scommesse
Caro Gp, hai fatto molto bene ad evidenziare questo elemento, in effetti importante.
Nell’Italia di oggi, infatti, può accadere che una persona per bene (lo dico senza alcuna affinità politica con lui) si possa trovare immerso nella melma, per motivi esclusivamente politico-mediatici, come è accaduto a Francesco Giusti; e può succedere che un manager – che ha obiettivamente risollevato il titolo MPS – per un avviso di garanzia (il quale magari non lo porterà neanche a processo) venga ostracizzato per una sorta di opzione etica contro di lui: essendo il suo principale censore, un certo Francesco Gaetano Caltagirone…
L’eretico
Sì, sì, d’accordo, ma una parola di favore, di stima ecc. da “Siena” secondo me, in questo momento, andava spesa, piuttosto che questo silenzio tombale.
Fausto
Propongo uno striscione da srotolare dalla torre con scritto ‘I LOVE AGLIO’
Bei tempi quando la Banca non era Spa. Allora la Banca era senese e la Fondazione era padrona al 100%, poi con la Spa sono arrivati gli speculatori pieni di soldi e cattive intenzioni; sono stati come dei tarli su un mobile antico di pregio; hanno rosicchiato tutto. Dobbiamo ringraziare in gran parte quella coalizione politica che in questi giorni festeggia per un referendum che annulla una giusta legge che due volte aveva proposto senza risultato, come si dice per dare al voto referendario un valore puramente politico contro il Governo, è stato fatto come il marito che si tagliò i co…gioielli per far dispetto alla moglie. Tornando all’argomento principale ringraziamo certi politici senesi ancora ingiustamente rispettati per la scellerata trasformazione della ex ricca Banca in Spa dove ormai il nome “senese” è rimasto solo di facciata e con una Fondazione che ormai vale come il “due” a briscola. Ingrati con Lovaglio che qualcosa di buono l’aveva fatto, ma gli speculatori, che di Siena non interessa nulla, non li potrà fermare nessuno. E sul povero Rossi, finora solo tanta confusione; ottimi spunti per gli sciacalli da Giletti a “Le Iene”. Povera Siena.
Avevo già mandato (anche a Raffaele) l’estratto del tabulato telefonico rigenerato dove si vede la chiamata delle 18:08 con la Pieraccini.
Caro Maurizio,
e allora, di grazia? Il fatto che la Pieraccini – ergo, è lei Lorenza! – abbia telefonato alle 18,08 (e non alle 18,43, da cui il tuo errore in Fortezza), prova forse che poi sia andata ad aprire a qualcuno in Via dei Rossi 17 (che fa più mistero dell’ingresso principale, va detto), sempre di grazia? Tipico esempio del tuo modo di procedere, di ragionare.
Sono veramente curioso – di più: tutto preso da una positiva ansia di conoscenza – di vedere come potrai documentare, in modo certo e rigoroso, questa circostanza specifica: forse in Commissione (lo spero vivamente, ma non credo ti chiameranno ancora), di certo – immagino, eh – in altra sede.
Converrai che, se mai tu non fossi in grado di documentarla, crollerebbe tutta quanta la tua ricostruzione, frutto di anni ed anni di lavoro svolto con impeccabile acribia investigativa.
Come ti ho detto altre volte, tanti cari auguri…
L’eretico
L’immagine è visibile anche sotto il post di Giusti:
https://www.facebook.com/francesco.giusti.39/posts/pfbid029Ynd5T6iY1czhRkcdFtSDMKVecAZZ4TVaJMjrXJ9ro8dK4E73gNFftTj8oLkVZyXl?comment_id=1450949469951466
Caro Eretico, a me pare che il Montigiani si sia avventurato in una vicenda che ora, che si fanno nomi e cognomi, non sa più bene come gestire. Temo per lui che sia un esempio classico di ciò che gli esperti chiamano la “sindrome del microfono”: dai ad uno un microfono (in Commissione di inchiesta, da Giletti, alle Iene), e poi il problema è toglierglielo.
Sono anche io curioso di come risponderà, nelle sedi competenti, sulla Pieraccini che apre la porta, ed anche io mi associo ai tuoi auguri in tal senso.
Il dramma non è però tanto il Montigiani (figure come le sue sono sempre esistite), quanto il fatto che si sia accettata, in sede anche istituzionale, una narrazione, perché certe cose le ha dette lui (con il condimento di Giovanna Ricci).
Quello che ho detto è nel verbale GDF 2020 e nelle audizioni 2025 e 2026, ho spiegato cose di banca che lei non può capire, riascolti Far West e Giletti e sentirà che difendo Giusti, lui stesso potrà racontarle dell’intervista de Le Iene che è tagliata; come può sentire nell’audizione poi è lui che tira in ballo me otto volte: https://webtv.camera.it/evento/30616
Trump: mancato Nobel per la pace. Trump: voleva finire la guerra in Ucraina ed ora non solo quella ha risolto, ma ne ha favorite diverse altre. Trump: oggi dice bianco domani nero, quanta fantasia in quella mente. Prima Biden poi Trump, la massima potenza mondiale in mano a dei soggetti più adatti a reparti geriatrici che alla Casa Bianca. Unica attenuante per Biden è che da giovane è stato un buon politico; Trump è sempre stato Trump. La decadenza degli USA. In tutto questa confusione ci sono stati sicuramente due sconfitti: l’Unione Europea con la sua incapacità a imporre a tutti la diplomazia come unica via per la pace; con la distruzione derivata dalla seconda guerra mondiale siamo stati aiutati dagli Usa ed in seguito da loro protetti e viziati per non entrare nell’orbita della Russia, ma le cose dal 1989 le cose sono cambiate e invece di fare un’Europa forte e unita, da allora abbiamo fatto molto poco. L’Onu? L’organizzazione sovranazionale che dovrebbe intervenire a sedare ogni conflitto, si è dimostrata un’entità inutile. triste realtà.
Non ho capito perché Del Mastro e la Bartolozzi si sono dismesse, e perché è stato chiesto alla Santanchè di fare la stessa cosa.
OT … io ho votato No al referendum e diciamo sono contento che abbia prevalso il No appunto e che ci sia stata una affluenza “record” per un referendum costituzionale … ma, lasciatemi dire una cosa, vedere quelle scene dei magistrati che festeggiano cantando Bella Ciao e che saltano cantando “chi non salta meloni è” è davvero deprimente …. quella terzietà e imparzialità che è richiesta per i ruoli istituzionali è andata a farsi fottere … davvero davvero deprimente!
Caro Gino,
concordo toto corde con te, e domani – Deo juvante – se ne pubblicherà qualcosa.
Sui magistrati in tripudio, c’è financo un’aggravante: a quanto pare, erano dentro il Tribunale…
L’eretico
Riconosco che il canto dei magistrati è stato perlomeno inopportuno, ma possiamo anche dire due cosine così per amore di verità: intanto Bella Ciao è diventato negli ultimi anni un simbolo identitario della sinistra ma ricordo bene che quando facevo le elementari (ormai 50 anni fa, sigh!) si cantava a scuola durante l’ora di canto insieme ad altre canzoncine e nessuno dei genitori ha mai detto niente, inoltre la mia maestra era super cattolica e votava DC eppure cantava insieme a noi quella che era una semplice canzone di libertà senza in effetti nessun riferimento politico al suo interno; seconda cosa (che non giustifica la perdita di aplomb istituzionale dei magistrati) i magistrati per colpa della campagna elettorale di questo referendum sono stati accusati delle peggiori nefandezze (casa nel bosco, protettori di pedofili e stupratori, ostacolatori delle politiche migratorie del governo ecc…), insomma via, fossi un magistrato un corettino (magari solo dentro di me) l’avrei fatto anch’io.
Ma lo sai che anche la mia maestra ci faceva cantare bella ciao? Venivi alla dupre’???
Complimenti a chi ha votato “NO”. Belli i balletti che festeggiano la vittoria di chi ha bocciato la riforma della legge. Chiederei un pare al povero Tortora oppure a quella povera persona che, innocente, è stato in carcere per 30 anni senza che nessun giudice ha pagato per gli errori giudiziari. Bello sapere che ancora molti giudici potranno disfare sentenze anti migranti; quante organizzazioni criminali gioiranno per il possibile arrivo di tanti migranti, nuova carne da macello per le loro losche attività. Ma poi quanti giovani hanno votato, non si sono astenuti, principalmente al Sud; forse con il successo del M5S sognano la nuova introduzione del “reddito di cittadinanza” ed altri provvedimenti come i varii superbonus casa, fonte di brogli e spese pazze senza copertura. Meloni ed i suoi alleati hanno fatto degli errori. Certe persone dovevano essere fatte dimettere prima del referendum. Anche il rapporto della Meloni con Trump che l’opposizione considerava privilegiato, cosa tutta da verificare, ha nuociuto nelle scelte referendarie, ma non scordiamo che Conte, capetto del M5S,veniva apostrofato “Giuseppì”, nel primo mandato presidenziale del “pazzo col ciuffo rosso”, quindi meglio tacere per l’azzeccagarbugli pugliese. Ora l’opposizione è tutta unita per l’assalto al Governo, ma non scorda che la Meloni non si dimette e se ci sarà una mozione di sfiducia dubito sulla loro vittoria. La constatazione finale: non è stato un successo per l’Italia e il suo futuro.
…..hanno preferito che rimanesse inalterata la struttura edificata dal fascistissimo codice Rocco del 1930, piuttosto che portare a compimento la Riforma del codice di procedura penale del 1989 merito dell’insigne giurista, nonché partigiano, Giuliano Vassalli..
Fausto
Immagino tu abbia votato no
Quella ridicole e poco edificante messa in scena non è l’effetto, ma la causa per la quale la destra ha provato a riformare la magistratura
Ho trovato altrettanto deprimenti le scene di esultanza di schlein e conte, come se avessero avuto un ruolo determinante nella scelta popolare…l’analisi del voto mostra che proporsi come alternativa al centrodestra passa per la conquista di Lombardia e nord-est, ed al pensiero che la schlein sia convinta di riuscire in tale impresa, la depressione si è trasformata subito in tenerezza…
… guarda, se non lo avessi scritto tu stavo per aggiungerlo al mio commento di ieri … in ogni caso (a me che sono una persona che ha sempre votato a sinistra cosi m’è parso) è stato uno spettacolo poco edificante ma proprio per quella terzietà e imparzialità che gli è richiesta dal ruolo … il motivetto poi “chi non salta Meloni è” è meglio non commentarlo proprio (vedi sopra doppiamente)
detto questo questi cialtroni di Conte e la sua sodale con 3 passaporti e l’armocromista nella borsetta hanno poco da esultare … loro pensano che questa vittoria del NO equivale, come ha avuto l’ardire di dichiarare, alla composizione di una nuova maggioranza al governo … vecchi vizi difficili da sradicare .. troppo comodo appropriarsi del risultato di un referendum estendendolo a questioni politiche nazionali … sono convinto anzi che se si votasse per le politiche il prossimo fine settimana il duo “Gianni e Pinotto” di cui sopra prenderebbero la metà di quello che hanno preso alle scorse politiche
Della serie ‘non tutti i mali vengono per nuocere’ senza DelMastro Santanchè e Gasparri il centro destra migliora. Sarà finita qui?
Con quanto è successo politicamente in questi ultimi giorni, vedo avvicinarsi la iattura delle elezioni anticipate. La nasona Schlein e l’azzeccagarbugli pugliese Conte già sperano nella vittoria elettorale.