Eretico di SienaCaso Rossi: la bufala inizia a sgonfiarsi (e 2 Ps senesi) - Eretico di Siena

Caso Rossi: la bufala inizia a sgonfiarsi (e 2 Ps senesi)

Eccoci all’appuntamento settimanale del blog: in attesa che Trump metta in concreta attuazione il suo “vasto programma” sull’Iran (riduzione allo stato della pietra della fu Persia: curioso, dopo che la guerra sarebbe stata da lui stravinta da un mese pieno…), aspettando l’evoluzione dei due Casi-Conte di inizio primavera (quello della incauta morosa del Ministro dell’Interno Piantedosi, nonché quello del pranzetto privato del leader dei 5stelle con l’ambasciatore privatissimo di Trump, scoperto grazie ad uno scoop di Fausto Carioti di Libero), come si fa, dopo siffatta settimana, a non tornare sul Caso Rossi? La bufala, finalmente, inizia a sgonfiarsi: e siamo solo all’inizio, tranquilli (ma i pop corn si possono già acquistare, suvvia)…

 

I MEDICI LEGALI SMONTANO LA PERIZIA DELLA COMMISSIONE BIS

Martedì 31 marzo è andata in scena un passaggio davvero cruciale, all’interno della attività della Commissione Rossi bis: l’audizione dei tre medici legali che erano stati interpellati dalla Commissione originaria (dopo la consulenza dei quali, peraltro, sarebbe stato del tutto inutile creare nuove consulenze, sul tema specifico, visto che c’era già la cruciale consulenza della anatomopatologa Cattaneo: ma questo vale nel campo della razionalità e del buon senso, si capisce…).

In primo luogo, va dato (ben volentieri) atto ai tre consiglieri del Pd, i quali ne hanno richiesta la presenza: poi, va da sé che l’uscita del 13 marzo (quella dell’Associazione dei Medici legali italiani, che metteva in esplicito dubbio il Cv, come medico legale, del dottor Robbi Manghi, chiamato a fare il super consulente in questa Commissione), avrà pur dato una valida spinta in tal senso.

I tre medici legali auditi il 31 marzo – Vittorio Fineschi, Roberto Testi e Antonina Argo – hanno smontato la consulenza di Robbi Manghi: ovviamente, nell’Italia degli asini che sanno tutto, il parere di un medico specializzato in geriatria vale come quello di tre luminari della Medicina legale, ma in questo blog noi ci siamo sempre appellati a quella percentuale di persone (20%? Al massimo 30…), ancora raziocinanti e capace di farsi influenzare solo dai documenti e, nel caso di specie, dalla scienza.

Vittorio Fineschi – professore ordinario di Medicina legale alla Sapienza – ha contestato in modo esplicito e netto la frattura del capitello radiale, dunque l’estremità prossimale del radio (pezzo forte dello strepitoso video prodotto dalla Commissione, sic), dicendo che non si può produrre con un meccanismo di torsione (esattamente il contrario di ciò che da dicembre viene propalato: a media unificati, si badi); in più, si è spinto ad una sconfessione generale, proprio di metodo, sconfessando il modus operandi del dottor Manghi: “non ci siamo mai permessi di fare una produzione cinematica, perché le cinematiche sono soggettive. Le interpretazioni lasciano il tempo che trovano…”, con stilettata finale dedicata proprio a quel video, che sarebbe stata la prova (“cinematica”, forse meglio cinematografica) della dinamica di quel 6 marzo 2013.

Il medico legale Roberto Testi, da par suo, si è concentrato soprattutto sulla ecchimosi sul palmo della mano sinistra, prodotta – secondo il consulente voluto dalla Commissione bis – per afferramento, nel corso di quella colluttazione (impossibile già per almeno altri due motivi: la mancanza assoluta di urla nonché di Dna): “non è afferramento, ma è solo compatibile con un urto”; detto da uno che si autodefinisce “un artigiano medico legale”, il quale, a cagione della sua esperienza, ha avuto modo di analizzare “circa 3500 morti” (il dottor Manghi ne avrà certo analizzati almeno il doppio, ma anche 3500 non sono certo pochi, eh…).

“Non avrei dubbi a sostenere con chiunque che quella lesione non è stata una lesione da afferramento”. Elemento, questo, il quale smonta tout court tutta la narrazione dell’aggressione, dall’alfa all’omega: checché ne dica il Presidente Vinci, cercando disperatamente di attutire e di ovattare il dirompente esito di questa audizione.

C’è bisogno di altro, a questo punto? Ovviamente, il punto di partenza è la necessità di far fare ad uno specializzato in geriatria una consulenza, dopo che (oltre a quella della luminare Cattaneo), c’era già quella della prima Commissione.

Meno male che si immagina che il dottor Robbi Manghi abbia redatta la sua consulenza – sbandierata ai 4 venti mediatici, sin da dicembre, e senza mai uno straccio di contraddittorio, in studio o in collegamento – in piena gratuità, mettendo al servizio degli italiani tutti la sua inarrivabile esperienza di medico legale. Meno male, suvvia…

 

LA AUDIZIONE DI GIOVANNI FAVA

Il 1 aprile è stato finalmente audito l’ex Commissario regionale toscano della Lega (all’epoca del suicidio di Rossi); e finalmente, verrebbe da dire: fra le curiosità di questa Commissione, c’è anche che chi viene tirato in ballo da altri (sulla cui attendibilità stendiamo il velo che meritano) viene subito offerto alla gogna mediatica, mentre poi deve aspettare settimane prima di essere sentito dalla Commissione stessa. Mah…

La ciccia dell’audizione è la seguente: l’attuale imprenditore Giovanni Fava ha portato la documentazione, dalla quale si evince che lui neanche era a Siena, quel 6 marzo 2013. Non in Rocca Salimbeni, non era proprio a Siena. In più, ha aggiunto che lui – in quel periodo specifico – con il Viadana rugby non aveva a che fare, se non come semplice tifoso. Se la documentazione risulterà fallace, che lo si arresti seduta stante, e si butti via la chiave: altrimenti, una istituzione – pagata dai cittadini – dovrebbe avere almeno l’umiltà di chiedergli scusa. Vedremo, vedremo.

Nel frattempo, pensando di tirare fuori una autentico bomba termonucleare sul Caso Rossi, il Presidente Vinci ha squadernato una mail di Rossi all’allora Presidente montepaschino Profumo, datata 3 novembre 2012; mail che Fava ovviamente non conosceva, ma che denota solo ciò che il buon senso e la razionalità dimostrano: vale a dire l’avversione di Rossi – in un contesto assai particolare, che lo scrivente ben ricorda – per Fava. Francamente imbarazzante il tentativo, da parte dei media e di alcuni in Commissione, di portarla come prova del presuntissimo movente omicidiario. Media che si concentrano sulla mail, invece che sul fatto che Fava ha potuto dimostrare di non essere fisicamente a Siena: ma tant’è, è il Caso Rossi, no? Una Waterloo anche del giornalismo, purtroppo.

Ecco, comunque, i passaggi più significativi della mail:

“…questo (Giovanni Fava, Ndr) va affrontato in un modo o nell’altro…è pericoloso, è a capo dei leghisti locali (che poi sarebbero Giusti e Montigiani, Ndr)…perorava la causa di un paio di squadrette mantovane che venivano sponsorizzate dal Monte. Appena ho potuto gliele ho segate, così ora fa il diavolo a quattro e chiaramente ce l’ha a morte con me, come i suoi accoliti del resto (sempre Giusti e Montigiani, Ndr)…Fava cerca visibilità ma va neutralizzato con perdite perché questo non ha altri obiettivi, che fare la guerra al Monte”.

In questa mail, non c’è assolutamente nessun movente a carico di Giovanni Fava (sarebbe fra l’altro ben curioso che uno, per una o due sponsorizzazioni saltate, volesse defenestrare qualcuno, ma lasciamo stare, come sempre, la non plausibilità dell’assunto); c’è solo, solamente e soltanto il modus operandi di David Rossi, quando era ben vivo e potente, con Giuseppe Mussari prima e con Alessandro Profumo dopo.

Aggressivo, arrogante, financo minaccioso verso chi gli si frapponeva, capace di usare la clava delle sponsorizzazioni – da dare o da togliere – per tacitare gli avversari e per assicurarsi consenso: questa mail, quindi, non solo non ha alcuna valenza contro Fava, ma illumina i raziocinanti su quale fosse il comportamento di Rossi in quel contesto di dura lotta politico-finanziaria, con la Lega la quale, allora assai meritoriamente, portava avanti la sua battaglia (in questo caso, contro la acquisizione della Banca agricola mantovana da parte di MPS, cosa che faceva giustamente arrabbiare l’allora onorevole del territorio mantovano Fava).

Dopo le perquisizioni di febbraio 2013 (casa, stanza in Rocca, financo macchina), la conseguente e concreta paura di essere arrestato (circostanza messa a verbale dalla moglie), il Monte che veniva giù (e senza lo Stato, sarebbe fallito), Rossi cambiò atteggiamento, verso gli altri e verso se stesso, fino ad arrivare al più annunciato (da lui stesso!) fra i suicidi, come detto e scritto decine di volte: la sua arroganza minacciosa diventò umanissimo smarrimento, paura, fragilità. Stati d’animo, peraltro, testimoniati da tutti coloro che gli erano vicini, a partire dalla famiglia.

Questa mail – contro la cui pubblica divulgazione, chiunque volesse bene a Rossi protesterebbe con veemenza: ma la famiglia è disposta a tutto, pur di avere la (sua) Verità, nevvero? –  ci ricorda sic et simpliciter come fosse, sul lavoro, l’ex braccio destro di Mussari, come si comportasse con chi cercava di denunciare i macroscopici errori strategici del Monte, con quali finalità si elargissero le sponsorizzazioni con i soldi della banca.

Caro ex onorevole Fava, le offro un suggerimento amichevole, anche se non ci siamo mai conosciuti:  questa mail di David Rossi se la appunti – e con orgoglio – sul petto…

 

IL PRESIDENTE VINCI, OTTIMISTA FINO ALLA FINE…

Per ultimo, facciamo qualche considerazione sullo stato di salute della Commissione parlamentare, dopo l’uno-due del 31 marzo e del 1 aprile di cui abbiamo appena scritto: siccome a noi il Presidente Vinci, con la sua godibile erre moscia, starebbe anche simpatico – anche se non ha voluto accettare il nostro invito ad un incontro pubblico in Sala storica -, non vogliamo infierire, dunque diciamo che la Commissione sta avendo giusto un brutto raffreddore, che poi – con questo tempo altalenante – chi è che non ne soffre?

Martedì, tre medici legali hanno contrastato, sia nel metodo che nel merito, l’operato di Robbi Manghi, da lui stesso fortemente voluto come consulentissimo (non crediamo di sbagliarci, ma pronti alla smentita, se del caso); mercoledì, Fava gli ha dimostrato in modo documentale che lui a Siena quel giorno neanche c’era, toh (magari avrà defenestrato Rossi da remoto?). L’onorevole e Presidente Vinci, però, non fa una grinza: più il suo lavoro viene smentito, più lui è contento; sull’audizione del 31 marzo, per esempio, scrive che “un’ora e mezzo di audizione per concludere che…tutto è compatibile con quanto da loro ricostruito, una conferma piena nel merito che in realtà toglie definitivamente ogni dubbio”.

Noi invidiamo l’onorevole Vinci per (almeno) due buoni motivi: in primo luogo, perché rientra in pieno in quella categoria umana degli ottimisti ad oltranza, di quelli per cui le cose vanno sempre bene; non si vive forse meglio, nella ordinaria quotidianità, prendendo la vita così, come fa lui? Beato lui, per l’appunto: a lui riesce, a noi qualche volta sì, spesso no.

Dipoi, Vinci sa interpretare al meglio lo Zeitgeist di questo periglioso tempo, lo spirito trumpiano in particolare: più la guerra in Iran si incarta, più The Donald ci offre comunicati a dir poco trionfalistici; su scala più ridotta, l’onorevole Vinci fa la stessa cosa: più emergono criticità – e, come diciamo a naso, best has yet to come, date retta -, più lui è felice, financo raggiante. Tre medici legali smentiscono il dottor Manghi, nel metodo e nel merito? Vuol dire che c’è “una conferma piena nel merito che in realtà toglie definitivamente ogni dubbio”. E lo Stretto di Hormuz? Ah, quello è già in mano degli USA, no?

A tal proposito, ieri pomeriggio è deflagrata una nota la quale francamente non ci aspettavamo, ma che ci riempie di soddisfazione: i tre onorevoli leghisti della Commissione (Simonetta Matone, Tiziana Nisini e Massimiliano Panizzut) attaccano in modo frontale la gestione della Commissione stessa, ergo il Nostro; con parole di grande chiarezza e durezza: permetteteci un meritato chapeau, all’insegna del meglio tardi che mai.

“Il lavoro svolto deve essere condotto con competenza e misura, non dando adito a supposizioni e congetture (tipo quello dell’omicidio garantito al limone, magari, Ndr)…auspichiamo che la presidenza affronti questo argomento con la massima responsabilità, senza affrettare le conclusioni o trasformare i lavori della commissione in una vetrina mediatica che non aiuta i compiti…”.

I tre leghisti, di fatto, criticano l’onorevole Vinci con parole più nette e perentorie – tanto per fare una autocitazione – del redattore di questo stesso blog; ergo, il Presidente Vinci pare non godere proprio del massimo della fiducia da parte di tutta la Commissione, quantomeno dei tre onorevoli del Pd (grazie a loro, sono stati richiamati in audizione – come già scritto – i tre medici legali il 31 marzo), ma neanche – incredibile a dirsi – dei tre onorevoli leghisti. E chissà, poi, anche dentro a Fratelli d’Italia – con tutto ciò che sta accadendo – quanti saranno disposti a difendere fino in fondo l’operato di chi, da mesi e mesi, va davanti alle telecamere amiche – e senza mai contraddittorio – a dire che non ci sono più dubbi di sorta sull’omicidio, con tanto di filmatino sulla dinamica all’uopo. Va bene che i testi omicidiaristi da lui scovati sono veramente prestigiosi ed autorevolissimi, però, insomma…

 

Ps 1 Ci ha lasciato, a 65 anni, Duccio Rugani: e la notizia, pur in qualche modo prevista, ci amareggia molto. L’ultima volta, lo abbiamo incontrato in occasione della serata con Franco Ceccuzzi, a febbraio 2025, da lui stesso poi recensita, cogliendo fra l’altro spunti stimolanti emersi dal dibattito, spunti che ad altri giornalisti erano del tutto sfuggiti. Fino a quando ha potuto, ha continuato ad essere attivo nel mondo dell’informazione senese. Aveva un sorriso pieno di bonomia, e con quello lo ricorderemo…

Ps 2 Lunedì 30 marzo, una metà mattinata come tante, in zona Via Duprè (un centinaio di metri da Piazza del Campo, per i lettori foresti): un rider – rigorosamente in contromano, nonché con bicicletta elettrica – impatta contro una donna, la quale cammina, con nipotina di 3 anni al seguito: fortunatamente, più spavento che danni (comunque la donna va al Pronto soccorso); si viene poi a sapere che, in quel precipuo momento, il “ciclista” non stava neanche lavorando, bensì utilizzava il mezzo per motivi del tutto personali.

Sul fatto che i riders siano sfruttati, nulla quaestio: ci sono due importanti inchieste della Procura di Milano (PM Storari), e in questo stesso blog lo abbiamo scritto plurime volte; certo che la incolumità dei pedoni, in ogni caso, andrebbe rigorosamente anteposta a tutto: anche ai diritti di questi lavoratori, purtroppo i neoschiavi del XXI secolo.

Con una considerazione, in aggiunta: molti di quei giovani che manifestano a loro favore – inalberando slogan del tipo “No borders” e similari – sono gli stessi che alimentano questo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, accrescendone in modo esponenziale la domanda; perché, per loro, togliersi le ciabattine, per andare a fare di persona la spesa o a prendersi una succulenta pizza, è davvero troppa fatica.

Fra i vari tipi di neocapitalismo, a dirla proprio tutta, ne esiste da alcuni anni anche uno nuovo: lo chiameremo il “neocapitalismo della pigrizia”…

 

36 Commenti su Caso Rossi: la bufala inizia a sgonfiarsi (e 2 Ps senesi)

  1. Superciuk scrive:

    Con riferimento all’introduzione, qualcuno potrebbe spiegarmi il peccato commesso dal ministro Piantedosi? Forse il giuramento da ministro implica anche il voto di castità?

    • Eretico scrive:

      Caro Superciuk,
      figuriamoci se il giuramento da Ministro implica il voto di castità (o di monogamia), figuriamoci: mi stupisco che tu lo abbia solo potuto ipotizzare.

      Qui il punto di palla è uno, ed uno solo: se la Conte (“giornalista”, ma non ho ancora capito di quale testata: limite dello scrivente, sia chiaro) abbia ottenuto vantaggi di carriera, o patrimoniali, dall’avere frequentato (uso non a caso l’infinito passato) il Ministro Piantedosi: niente di più, niente di meno…

      L’eretico

  2. ginocacino scrive:

    … per rispondere a Superciuk … (ah che ricordi SuperGulp, il gruppo TNT, stanislao stravinsky, le sturmtruppen, iacovitti e i suoi improbabili e commestibili personaggi ecc. insomma i fumetti in TV vu vu vu) … niente reati è solo e tutto un troiaio :-)

    buona pasqua ai lettori dell’Eretico ed al suo redattore mcapo

  3. Superciuk scrive:

    Certo certo… però mentre per Sangiuliano s’era capito subito che la signorina aveva ricevuto favori, in questo caso di favori ancora non c’è traccia, ma giá sono state messe le mani avanti: un po’ strano, pur considerando la scarsa avvenenza del ministro, specialmente se confrontato con la “giornalista”. Non è che qualcuno vuole fargli le scarpe, e magari proprio del suo schieramento?

    • Eretico scrive:

      Caro Sioerciuk,
      qualcosina in realtà sarebbe anche emerso (ovviamente non in modo diretto), robetta che comunque fa CV: proprio ciò che la signorina sbandiera ai 4 venti per fare vedere quanti sia brava…e pare che sia stata lei, a volere fare la intervista dello scandalo, secondo i ben informati, giacché il Ministro si era deciso a lasciarla…

      Comunque sia, e solo perché sei tu ad essere entrato in questo pelago, del tutto soggettivo: Piantedosi è un ultrasessantenne, non certo particolarmente adonico; posso assumermi il rischio di aggiungere che anche questa Conte, da par suo, non mi pare la fine del mondo?

      L’eretico

      • Superciuk scrive:

        Vedendo le recenti foto di gruppo nonché news sulle frequentazioni, ti direi che piace alla gente che piace…e tanto basta!

  4. Mr_MFD scrive:

    Caro Eretico,

    leggendo questo tuo pezzo, che obiettivamente non può che essere condiviso da chi analizzi i fatti “senza maglietta”, rimango con una riflessione e una domanda.

    La riflessione è che l’analisi della mail che hai offerto è davvero amara, e che dire, anche molto coraggiosa di sti tempi. E devo dire che in effetti anche a chi come me è molto critico sulla vicenda per come i media ce la stanno imboccando, certe sfumature inconsciamente sfuggono. Il rischio che gli occhi cadano sul dito invece che sulla luna è molto più reale di quanto pensiamo… Però che dire, hai ragione, Rossi non ne esce bene da quella mail, neanche un po’, ma nessuno se ne accorge…

    La domanda è invece su quella che hai definito Waterloo del giornalismo. Perché in effetti non c’è un giornale, una trasmissione che affronti l’argomento in maniera critica. A prescindere dalle opinioni o dalle convinzioni, certe storture (geriatri e chimici), certe alleanze (iene-commissione), certe assurdità (telefonate a libretti al portatore), possibile che non facciano alzare qualche sopracciglio nella libera stampa che tanto difendiamo? A me qualcosa continua a sfuggire, ed è banalmente il perché…

    un ps lo faccio anch’io: ho come l’impressione che un piano sia appena andato in fumo. Il cavallo Giusti-Fava era quello scelto per la vittoria…nessuno poteva immaginare che Giovanni Fava fosse in grado di ricostruire minuziosamente i movimenti di un giorno di tredici anni fa, ma su quel cavallo ci si puntava da tempo. E piano piano vedremo di capire chi l’ha costruita sta favola…anche se qualche idea già c’è.

    Matteo.

    • ermellina scrive:

      il perchè a me sembra del tutto chiaro: l’audience! Che oggi è tutto per i media.
      Vuoi mettere quanti più spettatori sbavanti e acefali ci saranno, innanzi a tali trasmissioni che propalano certe fuorvianti informazioni?
      Figuriamoci se gli attuali pseudo giornalisti si fanno problemi! Anzi, ce li vedo benissimo, anche con l’aiuto dell’AI a cercare nelle miriadi di documenti che compongono i fascicoli qualsiasi cosa che possa dar adito e supporto alla loro narrazione.
      Il popolino mica se lo pone il dubbio, che è del tutto assurdo pensare ad atti di tal fatta di fronte a casi di mancate sponsorizzazioni. Poi, diciamoci la verità, non è mica facile far capire come stanno le cose, se uno non ha seguito fin dal principio la faccenda, se non si sono viste le audizioni delle commissioni, se non si legge questo blog, se non si conoscono tante vicende anche accessorie avvenute nel corso degli anni. La cosa che fa specie più di tutto è la presidenza di questa commissione, che non avrei mai pensato potesse essere così scandalosamente di parte. Ecco, se non capisco un motivo, è proprio di questo, ma sicuramente c’è.

  5. Gp scrive:

    Il commento non attiene minimamente a questo ne ad alcun altro caso in particolare… ma secondo me si può accettare il fatto che alcune persone possano aver bisogno di pagare per fare sesso.
    Basta che lo facciano con soldi propri

  6. Ics scrive:

    Bocciarelli nuovo ministro dell’interno.

    Buona Pasqua!

  7. pino mencaroni scrive:

    Della genesi ortopedica..
    Certamente interessante il confronto tra i medici legali consulenti della precedente commissione di inchiesta sul caso Rossi e il medico geriatra scelto come consulente dall’attuale commissione.
    Soprattutto la genesi delle loro opposte conclusioni sulla frattura al capitello del Rossi, per i primi compatibile solo con la caduta e il suicidio, per il secondo compatibile solo con una torsione del braccio ad opera di terzi e dunque con l’omicidio.
    I tre medici legali hanno spiegato di aver tratto le loro conclusioni sulla base dell’esperienza fatta con migliaia di autopsie eseguite e da quanto dimostrato nella bibliografia scientifica.
    Il medico geriatra ha spiegato che le sue conclusioni , non considerano la bibliografia scientifica, nessun cenno ad alcuna esperienza maturata eseguendo migliaia autopsie, ma si basano su quanto gli ha detto un ortopedico…
    Chi avrà ragione? Ça va sans dire

  8. Aldobrandino scrive:

    Francamente colpisce che, ancora una volta, si continui a dare credito a due soggetti che da anni vengono descritti come diffamatori seriali, pieni di sè e mitomani, e che evidentemente la seconda Commissione non ha valutato con il dovuto senso critico. Peraltro, le loro accuse si reggono anche sul comodo paravento delle dichiarazioni secretate.

    Basta guardare alcuni fatti molto semplici. La famosa storia della rottamazione “veloce” dell’auto è una sciocchezza facilmente smentibile: la macchina risulta rottamata nel 2019 (basta guardare il social del diretto interessato), quindi anni dopo i fatti di cui si parla. Chiamarla “rottamazione veloce”, a prescindere che qualcuno voglia collocarla nel 2013 o nel 2015, significa semplicemente usare parole a effetto al posto della realtà. Sarebbe bastato un controllo elementare per evitare di spacciare per verità una cosa palesemente infondata.

    Stesso discorso per il presunto incontro con l’on. Fava la sera del 6: anche qui ci sarebbero elementi oggettivi, come biglietti aerei nominativi e passaggi Telepass, che smontano la ricostruzione. Ma evidentemente, in certe narrazioni, i fatti interessano meno della suggestione.

    Ancora più grottesca è la vicenda dei messaggi audio WhatsApp inviati alle Iene, con tanto di foto di presunte riunioni della Lega che si sarebbero svolte il pomeriggio del 6 e che avrebbero dovuto “liberare” il tempo per quell’incontro. Peccato che quella foto si riferisca a tutt’altro: era una riunione di lunedì 4 marzo. E la prova è persino pubblica, visto che lo stesso autore l’aveva pubblicata sul proprio profilo Facebook il 4 marzo 2013 alle 18:59. Altro che inchiesta: qui siamo davvero a Sherlock Holmes dei poveri.

    Poi c’è il tema delle presunte minacce. Anche qui, a quanto pare, starebbe emergendo che l’unico ad aver minacciato non solo Fava, ma persino i famosi “due leghisti locali”, non sarebbe affatto l’ex deputato leghista di Viadana, ma il defunto capo della comunicazione, come lascerebbe intendere anche una frase del tipo: “Fava cerca visibilità ma va neutralizzato e respinto con perdite perché questo non ha altri obiettivi, adesso, che fare la guerra al Monte”. Un linguaggio che, peraltro, richiama perfettamente un certo clima senese del periodo del cosiddetto Groviglio Armonioso.

    E allora fa abbastanza sorridere vedere interi castelli accusatori mediatici appoggiarsi su frasi del livello “ce l’ha a morte con me”, che sembrano più il riflesso di chi è convinto che tutto il mondo complotti contro di lui che non il risultato di un ragionamento serio basato sui fatti.

    Peraltro, il contesto senese di quegli anni è tutt’altro che una fantasia. È vero che in quel periodo i blogger senesi rappresentavano spesso una delle poche voci realmente libere in una città dove stampa e televisioni locali apparivano fortemente condizionate dal sistema delle sponsorizzazioni. È vero che la Lega depositò decine di esposti in Procura contro il cosiddetto “Sistema Siena”. È altrettanto vero che lavori parlamentari, relazioni e attività ispettive — anche trasversali a più forze politiche — hanno analizzato a lungo il contesto senese, la gestione della Fondazione MPS, il management della banca e l’intreccio tra banca, fondazione, politica locale e centri di potere cittadini.

    Il punto, quindi, non è se qualcuno “ce l’avesse con qualcuno”, ma se desse fastidio il fatto che esistesse anche chi, invece di farsi comprare con incarichi, poltrone e poltroncine, continuava a denunciare pubblicamente quel sistema.

    La sensazione, più che altro, è che si continui a tirare in ballo persone e fatti pur di dare visibilità e credibilità a due figure che con la Lega hanno evidentemente conti aperti: una perché depennata, l’altro perché espulso. E non si parla certo di due esempi di specchiata affidabilità.

  9. UN AMMIRATORE DA TEMPI NON SOSPETTI scrive:

    Caro Eretico, a te e a tutti i lettori vorrei fare intanto gli auguri di buona Pasqua.
    Per quanto riguarda il Caso (bufala, come lo definisci) Rossi, questo blog ormai è una straordinaria oasi di autentica e documentata controinformazione rispetto a ciò che va in onda a reti unificate da anni, e che tu sei l’unico a sapere contrastare.
    Battaglia in salita, ma che sta comunque dando i suoi frutti, perché ti assicuro che a Siena in tanti si stanno stufando ci come viene gestito politicamente e mediaticamente questo caso.
    Anche Nuzzi, su Quarto grado la notte del Venerdì santo, se ne è uscito con un ennesimo “video clamoroso”, quello della dottoressa Romano della Scientifica. Bastava fare un semplicissimo clic on line, per vedere che è esattamente lo stesso giù uscito 5 anni fa, nel 2021: non è stato detto assolutamente niente di nuovo, e l’unica cosa che doveva essere detta sul fatto in questione (l’archiviazione del fascicolo contro i PM presunti negligenti) è stata taciuta.
    In più, si è ormai capito che si va verso una nuova, risibile, verità anche sulle tre lettere suicidarie: volete vedere che arriverà una consulenza che le anticiperà al 4 marzo?
    Tutto questo, nello studio di Quarto grado, è avvenuto con la consueta modalità senza alcun contraddittorio: giornalisti tutti a suonare e cantare lo stesso spartito, e il legale del fratello di Rossi (figura terza?) a fare l’esperto sulle lettere. Ma questo si può definire giornalismo?

    Grazie per il lavoro svolto, non si scriverà mai abbastanza.

  10. Anonimo scrive:

    Concordo sul fatto che la mail in questione non illumina certamente la figura di Rossi.
    Fa pensare che……….se questo era il tenore delle conversazioni con Profumo, chissà quale poteva essere quello con, l’amico, Mussari.
    Non aggiunge peraltro nulla alla tesi omicidiaria, anzi rafforza la tesi opposta, perché è piena la storia di soggetti che si sono tolti la vita quando hanno perso ciò che garantiva loro posizioni di “ onnipotenza “
    Buona Pasqua a tutti i lettori

  11. G scrive:

    Oggi, verso le 12.00, passavo davanti al vicolo..un gruppo di persone (turisti?) ferme commentavano della tesi omicidiaria a a pie’ sospinto…

    • Eretico scrive:

      Cara G,
      non è certo la prima (neanche la seconda o terza) volta che accade: dobbiamo ringraziare personalmente Antonella Tognazzi e l’ottima Carolina Orlandi, per questo turismo macabro. A Sienina questo tipo di turismo mancava, ora invece – grazie a loro e al circo Barnum che perimetra il Caso Rossi – ce lo abbiamo: il povero David Rossi, persona di cui tutti riconoscevano la discrezione, ne sarà contento, da lassù. Ma loro lo fanno obtorto collo, solo per cercare la Verità, si capisce…

      All’Anonimo: concordo in toto, se Rossi scriveva con quei toni (davvero vergognosi) a Profumo, immaginiamo con Mussari. Mah…

      In ogni caso, ricordiamoci: best has yet to come, giacché domani ci sarà l’audizione (la terza!) di Giovanna Ricci in Commissione di inchiesta: figura notoriamente autorevole, credibile, anche coraggiosa, direi. Quella – giusto per capirsi – la quale addita le persone per le movenze degli arti inferiori: Sherlock Holmes era un dilettante, date retta…

      L’eretico

  12. Gp scrive:

    Forse c’è un filo rosso che unisce i casi Rossi e ministero degli interni… la nipote da parte di Fava

    • Eretico scrive:

      Caro Gp,
      forse le libagioni pasquali (all’insegna della francescana sobrietà, peraltro) mi impediscono di capire fino in fondo il link fra i due casi, ergo, se lo ritieni, spiegati meglio…

      Ciò detto, come già richiamato, oggi tutti sintonizzati sulla web TV della Commissione: dopo le 14, parla la teste cruciale, colei che ha scoperchiato il pentolone del Caso Rossi…se non in diretta almeno in differita, che nessuno se la perda: e vediamo cosa esce dal cilindro a questo giro (magari fra un par di mesi, poi, ritornerà, per darci ulteriori cruciali tasselli)…raccomandazione agli appassionati: raccogliere e conservare il materiale della Commissione, e soprattutto tenere in fresco i pop corn: più parlano certi testi, meglio è, date retta…

      L’eretico

  13. Ottavio scrive:

    Eretico, vogliamo fare due commenti sulle dichiarazioni in Commissione David Rossi di oggi?

    • Eretico scrive:

      Cari Ottavio ed anonimo,
      per ora mi limito sic et simpliciter a scrivere questo (convinto come e più di prima!): raccomando ai lettori di guardare questa audizione, facilmente reperibile on line, della “ex dipendente comunale” Giovanna Ricci. Guardatela, vi prego: solo guardandola, si possono capire tante cose.

      Fra domani e venerdì (più facile venerdì), ovviamente, pubblicherò le mie (prime) considerazioni sulla sconcertante audizione, ma mi pare che ci siano tutti gli elementi per iniziare anche ad aprire la (prima, peraltro) busta di pop corn…

      Quanto all’anonimato, mi pare che in Commissione Rossi a certuni sia consentito di tutto, di più, ergo non mi stupisco di niente: W il geometra Fiorenzo, new entry della telenovela in salsa senese-mantovana!

      L’eretico

  14. Anonimo scrive:

    Caro Eretico, l’ audizione di Giovanna Ricci è già disponibile sui canali social; la Signora all’ inizio non ricorda i nomi di chi David Rossi incontrava ultimamente nel suo ufficio, poi, quasi improvvisamente, parla di ” un certo Fiorenzo” geometra di Mantova, di cui non sa il cognome ma che, a suo dire , è una “persona per bene”, che le è stato presentato da certi amici di Treviso; costui le avrebbe fatto delle confidenze (perché proprio a lei non è dato sapere) sulle ultime frequentazioni di Rossi. A seguito di queste nebulose dichiarazioni della Signora, il presidente Vinci, con una disinvoltura che lascia senza parole, afferma che, visto che “Fiorenzo è un nome particolare” e, consultando l’ albo dei geometri di Mantova, c’è solo un professionista con questo nome, la Commissione convocherà a breve il professionista, di cui dá tranquillamente nome e cognome in pasto alla stampa (non può essere che lui, hanno spulciato l’ elenco dei geometri e sono andati per esclusione, che diamine!). Ora io mi chiedo, da persona semplice quale sono, se un Presidente di Commissione d’ inchiesta può arrogarsi il diritto di fare pubblicamente il nome e cognome di un privato cittadino, solo sulla scorta delle dichiarazioni e dei ” non ricordo” di una Giovanna Ricci qualunque. Non sarebbe stato il caso, per correttezza, di convocare questo geometra e di capire se effettivamente è persona informata sui fatti, prima di divulgarne nome e cognome a mezzo stampa e di annunciare, in modo quasi trionfalistico ” abbiamo un nome nuovo!”?

  15. Francesco Giusti scrive:

    Ma perché dal 2013 l’ex Vigilessa di Castiglione della Pescaia parla oggi? Nessuno glielo chiede? Perché cita tantissime volte Montigiani (“Montigiani mi ha detto”, “ho saputo da Montigiani” ecc ecc…) salvo poi essere smentita dal diretto interessato il giorno dopo su La Nazione (forse per paura di essere querelato, mi sa)?

    La Ricci costruisce un quadro ambientale molto forte — poteri, paura, clima senese, quasi sempre offendendo la Città e privati cittadini, pressioni, relazioni, “cose che si sapevano” — ma quando si arriva al punto decisivo, cioè “che cosa sai direttamente e che cosa puoi dimostrare?”, il terreno si fa molto più fragile. Nel resoconto, lei arriva addirittura a dire che Rossi “è stato ammazzato” e richiama contesti di criminalità e soggetti pericolosi, ma gran parte del suo impianto si fonda su conoscenze indirette, convinzioni personali e informazioni ricevute da terzi, non su osservazioni dirette o prove materiali.

    Quanto di ciò che Ricci ricorda viene da ciò che sapeva allora e quanto da ciò che ha ricostruito dopo, magari influenzato da odio e rabbia personali?

    L’ennesima audizione di Giovanna Ricci può essere suggestiva, ma istruttoriamente fragile.

    Tra i passaggi più delicati emersi in Commissione parlamentare sul caso David Rossi c’è quello relativo a un presunto incontro che, secondo quanto riferito dalla Ricci, avrebbe dovuto tenersi la sera stessa della morte del manager della comunicazione di Mps nel suo ufficio a Rocca Salimbeni.

    Il punto, però, non rafforza la sua testimonianza: semmai ne mostra tutti i limiti.

    Ricci sostiene di essere stata informata “in tarda serata” da Maurizio Montigiani del fatto che quella sera ci sarebbe dovuto essere un incontro. Ma subito emergono le prime criticità: non ricorda con precisione quando lo avrebbe saputo, né come — se per telefono, sms o Messenger. In un caso così delicato, il problema non è secondario: se non si riesce a collocare con esattezza il momento e il canale della comunicazione, il valore del racconto si abbassa drasticamente.

    La smentita di Montigiani, pubblicata su La Nazione Siena dell’8 aprile, poi, è pesante. La sua ricostruzione è netta: dice di non aver pensato nei primi anni a un omicidio, di aver maturato dubbi solo molto tempo dopo, leggendo gli atti dell’archiviazione e ascoltando successivamente altre versioni. In sostanza, nega di poter aver saputo già la sera del 6 marzo 2013 dell’esistenza di un incontro in ufficio. La frase più significativa è quasi disarmante nella sua semplicità: “Non sono indovino”.

    È proprio qui che il racconto di Ricci mostra la sua debolezza strutturale. Se uno dei suoi passaggi più forti viene ridimensionato o smentito dalla persona chiamata in causa, allora quella che sembrava una possibile pista si riduce a una narrazione priva di riscontro immediato.

    Il tema dell’“incontro” non può essere trattato sulla base di ricordi incerti o riferimenti indiretti. Servono verifiche: messaggi, tabulati, accessi, orari, conferme incrociate. E proprio su questo, Fava ha portato dati concreti che smentiscono tutto. Ma dei quali il Presidente della Commissione non sembra tenere conto.

    Il passaggio Ricci-Montigiani, quindi, non chiude nulla. Al contrario, fotografa bene uno dei problemi centrali dell’intera vicenda: il rischio di trasformare intuizioni e ricostruzioni tardive in fatti già accertati.

    In una vicenda come quella di David Rossi, il confine tra sospetto e prova è tutto. E finché un’affermazione non regge alla verifica, resta un’ipotesi — non una verità.

    • Eretico scrive:

      Caro Francesco,
      sei troppo buono a definire solo “fragile” la audizione della fu dipendente comunale Giovanna Ricci: dopo la sua interminabile sequela di “non ricordo, non saprei, sono passati tanti anni”, non so come sarebbe andata a finire in un’aula di qualsivoglia Tribunale.

      Peraltro – come da te correttamente evidenziato – fra le svariate, variopinte incongruenze, c’è quella davvero clamorosa con il Montigiani: o mente lei, o mente lui, sulla sera del 6 marzo. Non c’è bisogno di essere Sherlock Holmes – o Sherlock Migliorino -, per capirlo. Basterebbe poi chiamare la mitica “Lorenza” in Commissione, per fare chiarezza una volta per tutte: ma a chi giova la chiarezza?

      Faccio fra l’altro sommessamente notare che era stata Giovanna Ricci a volere essere audita: quindi, di norma, uno dovrebbe andare preparato, se è lui stesso a chiedere di essere sentito; quando per esempio le chiedono di un verbale (suo, non di chissà chi!!) del 2020, dice che sono passati troppi anni per ricordarsi i dettagli. Fermiamoci qui, suvvia…

      Ripeto ai lettori: vi prego, appena avete modo e tempo, guardatela, dall’inizio alla fine; ma quando ricapita,. uno spettacolo così, fra l’altro del tutto gratuito (a parte i soldi pubblici per la Commissione, sic)?

      L’eretico

  16. Mr_MFD scrive:

    Mah, io provo a cambiare il punto d’osservazione. Solidarietà a Giovanna Ricci!

    A me sembra che in questa storia qualcuno si stia divertendo, a cominciare dalla “fonte” misteriosa di FarWest che alla Ricci ha fatto da spalla sulla figura di Giusti. A proposito, abbiamo capito tutti chi è la fonte misteriosa si?

    E qui la mia riflessione forse un po’ controcorrente. Solidarietà a Giovanna Ricci!

    Appare evidente che Giovanna Ricci è una signora…un po’ confusa diciamo.

    Il problema non è lei, è da una parte chi la sta sfruttando per visibilità, e dall’altra chi la sta sfruttando per avere un qualche appiglio formale per continuare a costruire la prossima stagione del caso.

    Ci sono burattini e burattinai in questa storia, e la Ricci non è certo una burattinaia.

  17. pino mencaroni scrive:

    Audizione da Winchester
    Mi sembra sia prevalsa la tradizionale modalità, pubblica o segretata, a chi la spara più grossa.

  18. pino mencaroni scrive:

    Sì Giusti un problema centrale dell’intera vicenda è proprio quello che Lei cita. Cioè l’adozione di una metodologia fondata su profezie auto-avveranti, cioè su ipotesi che si realizzano solo per averle formulate. Karl Popper si rivolterebbe nella tomba.

    • Francesco Giusti scrive:

      Mi ha fatto molto tenerezza la prima domanda posta dal Presidente Vinci alla Ricci, la quale, evidentemente impreparata, o non si ricordava di quello che aveva dichiarato ai CC o la parte che doveva recitare… tanto che è arrivato il classico “aiutino da casa”, con il Presidente Vinci che, a 45 gradi verso la ricci, mostra il testo della dichiarazione, un po’ come facevano i prof buoni con gli studenti un po’ ciuchi nell’ultima interrogazione dell’anno, quella del “o la va o la spacca”…

  19. Anonimo scrive:

    ….tra banda della birreria, ndrangheta, massoneria, ecc, si ha la sensazione di essere davanti a un potpourri gossipparo, più da angolo dell’Unto che da commissione parlamentare d’inchiesta….

    Fausto

  20. Paolo Panzieri scrive:

    Caro Raffaele,
    io credo che il presidente Vinci sia assolutamente in buona fede, tuttavia la pista leghista a me pare sinceramente surreale.
    Quale dovrebbe essere il movente?
    Quel poro Fava lì (nomen omen?) per una misera sponsorizzazione di una squadra di rugby o due avrebbe ucciso magari insieme al Giusti il povero David?
    Non scherziamo.
    Dopo i festini (ma chi era che pagava si è mai saputo poi?) ecco un’altra arma di distrazione di massa.
    Se qualcuno davvero lo avesse ucciso, come avrebbe detto Giovanni Falcone, ma anche se si fosse trattato di suicidio per carità, il mantra sarebbe dovuto e dovrebbe essere sempre lo stesso: folllow the money.
    Quello è il movente universale.
    Non sarebbe dovuto essere poi così difficile …
    Eppure siamo sempre qui.

    • Eretico scrive:

      Caro Paolo,
      che dire, a questo punto? Sotto giuramento, il Fava ha detto, in modo esplicito anzi categorico, che lui, nel 2013, non aveva nessun ruolo nel Viadana rugby: lo aveva avuto prima, lo avrebbe avuto dopo, ma non nel 2013.Ergo neanche questa buffonata tiene, come assai ipotetico movente: eppure una Commissione lavora su questa pista, grazie alle “elucubrazioni” di Maurizio Montigiani…vediamo questo fantomatico geometra Fiorenzo, come si comporterà: è uno show meraviglioso…io ho paura solo di una cosa, a questo punto: non essendo più da anni abituato a mangiarne, temo da qui alla fine della Commissione di fare indigestioni su indigestioni di pop corn…

      L’eretico

  21. Roberto scrive:

    Mia pura opinione, Rossi forse sapeva tante cose, forse troppe…troppe per reggere, o non ha retto, o gli hanno dato una spintarella, il risultato è lo stesso. Non si saprà mai nulla oltre la verità giudiziaria.

    • Eretico scrive:

      Caro Roberto,
      ciò che tu esponi, è proprio ciò che pensano in tanti: i quali non credono al suicidio (dopo almeno 9 anni di lavaggio mediatico del cervello, è fisiologico), ma neanche sono così lobotomizzati da potere credere alla ridicola tesi omicidiaria proposta dal video della Commissione.

      Io, ovviamente, rispetto la tua opinione, ci mancherebbe altro; ti dico però che non è assolutamente così: se uno conosce tutti i passaggi e la documentazione (seria) – ma è chiaro che una persona non addentro non lo può fare, e da qui nasce la clamorosa bufala – dubbi ne ha ben poco, dai retta…

      A Paolo: aspettiamo a gloria il passaggio in Commissione del geometra mantovano Fiorenzo, nuovo coprotagonista della fiction Rossi!

      L’eretico

  22. Paolo Panzieri scrive:

    Hai ragione Raffaele, ho letto un po’ degli ulteriori sviluppi ed effettivamente paiono sensazionali.
    Certo andare a cercare un geometra a Mantova con tutti i geometri bravi che ci sono a Siena, parrebbe cosa di per sè commendevole, ma non così insolita per quel tipo di gestione e non solo.
    Magari mi potrei presentare anch’io alla Commissione per dire che un geometra Fiorenzo, bravissimo, oggi in pensione, ma di Grosseto, ho avuto il piacere di conoscerlo anch’io …
    Per il resto credo che il mio amico Luca Goracci, e non solo lui peraltro, in questa storia abbia già dato e già ricevuto abbastanza danno.
    Non resta che attendere, quindi, che Antonio Muto (nomen omen II ?) vuoti finalmente il sacco …
    … dei tuoi pop corn?

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