Russia vs Italia (e bufala Rossi)
Eccoci all’appuntamento con il pezzo settimanale del blog: vista la mia conferenza ad hoc di lunedì (visibile sul sito della Biblioteca comunale, come sempre), e le accuse mediatico-politiche russe contro la Premier Meloni (dunque contro l’Italia tutta), come si fa a non scrivere di questa nuova puntata della guerra ibrida della Russia putiniana versus l’Italia?
In attesa che si liberi, in qualche modo, lo stretto di Hormuz: cosa assai ardua, ma che soprattutto non farebbe tornare – tutto e subito – al pre 28 febbraio. Fra impianti distrutti e fiducia minima da ricostruire, prepariamoci – nella migliore delle ipotesi – ad un ritorno a ciò che mancava dal 1973, suvvia…
SOLOVYEV, QUELLO CHE DOVEVA ANDARE DA GILETTI
Nei giorni scorsi, si è parlato assai delle offese – tanto espliciti quanto volgari – vergate dal “giornalista” moscovita (classe 1963) Vladimir Solovyev; offese che fanno il pari con quelle rivolte ad altri esponenti politici italiani, tipo Pina Picierno, nonché al Presidente Mattarella stesso: perché il conduttore televisivo russo è bipartisan, attacca a destra e a sinistra. L’armamentario è quello classico della Operazione militare speciale: l’Ucraina è un covo di nazisti, ergo chi la aiuta è nazista anche lui o lei, e trattandosi della Meloni, ovviamente, lei è nazifascista.
Solovyev ha il dente un po’ avvelenato, giacchè le sue due italiche villone lacustri gli sono state sequestrate dopo il 2022 (purtroppo, temiamo sia stato un caso piuttosto isolato), e quindi il suo di solito raffinato giudizio politologico potrebbe essere stato influenzato da un po’ di vago malanimo in tal senso, ma sono dettagli.
Come al solito, non ci preoccupa tanto Solovyev in quanto tale, ma il Solovyev che è in noi (molti di noi) italiani: questo propagandista putiniano dichiarato – il quale non si è fatto le ossa leggendo, studiando e scrivendo, ma facendo tutt’altro (fondò nei Novanta una società di apparecchi per discoteche, con fabbriche in Filippine ed in Russia) – come si suol dire fa il suo: ed il suo, coincide tout court con il suo putiniano.
Ci fa riflettere di più altro, che ci è più vicino: per esempio, che Il Fatto di mercoledì 22 aprile (il giorno dopo le accuse), nella sua edizione cartacea, non abbia incredibilmente riportata la notizia, neanche di striscio (come si scrive sempre, se invece ci fosse sfuggita la circostanza, ce ne scusiamo subito, eh); per poi, il giorno dopo, darne fugace cenno nell’editoriale di Travaglio: il quale – dopo la condanna delle frasi (il minimo del minimo sindacale) – ci ammansisce sul fatto che un ambasciatore di uno Stato straniero non dovrebbe essere convocato per ciò che dice un “giornalista” del suo stesso Paese. Già, che vergogna che il povero Paramonov sia stato distolto dai suoi benemeriti compiti quotidiani, per perdere mezza mattinata a fare altro, invece di fare del bene (senza mai dire alcunché sugli attacchi informatici contro le infrastrutture italiane, in clamorosa acesa)…
Ed ancora di più, ci incuriosisce la circostanza che il 10 marzo scorso, l’ottimo Massimo Giletti volesse in tutti i modi intervistare Solovyev, prima di essere fermato (dopo anche l’intervento della succitata Picierno): perché capire la differenza fra un giornalista ed un autentico propagandista (di uno Stato come l’attuale Russia), per Giletti, è in tutta evidenza uno sforzo non praticabile.
In ogni caso, fallito il colpaccio dell’intervistona mancata a Solovyev, il felpato Giletti la settimana successiva si è immediatamente rifatto, con quello che rappresenta, in tutto e per tutto, lo scoop del 2026: l’immagine di Barbicone – postata da Francesco Giusti nel 2013 – in azione come defenestratore. Evento del 1371, ma sovrapponibile al 6 marzo 2013: come non averci pensato prima?
RUSSIA VERSUS UCRAINA (CHE RESISTE)
Dal punto di vista militare, nonostante i proclami del Fatto e di molti altri, l’Ucraina manu militari resiste, e da febbraio ha anche recuperato porzioni, in Donbass: porzioni minime – sia subito chiarissimo -, ma sufficienti per chiarire come il trend che dal 2023 va avanti (la Russia che implacabilmente, seppure in modo lento, avanza, a costo di perdite umane ingentissime), oggi non è più scontato. L’offensiva della primavera-estate spazzerà via quel 20% circa di Donbass ancora in mano agli ucraini? Possibile, certo, e ne prenderemo atto; facendo sommessamente notare come, per i Solovyev di casa nostra, questo “trionfo” era già nei fatti due anni fa (Putin, con ottimismo trumpiano, lo dava per certo entro e non oltre il 2023, sic).
Certamente aiutatissimi dall’Occidente ed oggi dall’Europa in particolare (sbloccato il maxifinanziamento da 90 miliardi, in queste stesse ore), gli ucraini sono diventati una potenza militare di prim’ordine, capace anche di essere autarchica su molti aspetti, oltre ad avere sviluppato un know how oggi – come si è visto sin da marzo scorso – richiesto dalle monarchie arabe in funzione anti-Iran: a Kiev, da più di 4 anni sono infatti abituati a rapportarsi con i droni iraniani – i tristemente famosi Shahed -, lanciati dai russi.
Non solo droni e missili a medio e lungo raggio, per gli ucraini: anche nel campo della robotica militare, infatti, sono stati fatti grandi passi avanti; Kiev ha penuria di uomini al fronte, e grazie a questi robot-combattenti conta di potere arrivare ad un 30% di presenze umane in prima linea in meno, entro il 2026.
Abbiamo insomma, da questo punto di vista, due Presidenti – Putin e Trump -, i quali hanno iniziato due guerre epocali, con una sola – ma cruciale – caratteristica comune: quella di avere sottovalutato il nemico e le sue capacità resistenziali.
Entrambi, cercano un guizzo finale da potere sbandierare come vittoria: e, per fare questo, temiamo siano disposti se non a tutto, comunque a moltissimo (già il fatto che si parli di codici nucleari negati al Commander in chief è, a dir poco, assai inquietante). Cosa che, in tutta franchezza, ci fa dire che questo primo terzo di 2026 è stato certo assai duro, ma i due terzi seguenti potrebbero essere assai peggiori…
IL 25 APRILE DIVISO (E DEUCRAINIZZATO)
Come già scritto e detto ogni singolo anno, si ribadisce oggi – in modo più convinto che mai – che il 25 aprile dovrebbe ricordare – e giustamente celebrare! – il 25 aprile del 1945: l’insurrezione e la vittoria contro il nazifascismo; tutto ciò che vada contro questo perimetro, è oggettivamente una mera strumentalizzazione, basata sul presentismo politico (meglio ancora: partitico) del contesto dato.
Quest’anno, se del caso, si può aggiungere, come corollario necessario, la fondamentale questione degli 80 anni dal primo voto delle donne, nonché della vittoria repubblicana contro la monarchia al Referendum del 2 giugno 1946: senza quel 25 aprile 1945, va da sé che non ci sarebbe stato il Referendum, e poi la Costituzione stessa.
Ma il presentismo, ancora una volta, domina in modo mefitico su tutto: fino al clamoroso epilogo di Milano – città decisiva, nel processo resistenziale -, in cui si arriva al paradosso dei due cortei, con comizi distinti e separati; il Sindaco e l’Anpi da una parte, i “pacifisti” pro Pal dall’altra: a memoria, è la prima volta che accade.
Con un autentico paradosso. In uno dei due cortei, probabilmente parlerà un palestinese (e di certo ci saranno decine e decine di bandiere palestinesi): vale a dire di un popolo che, in quel 1945, tutto era, fuorché antinazista. Totale disallineamento rispetto a quel 25 aprile 1945, dunque. Il passato riletto con le lenti dell’oggi, insomma.
Ah, giusto per restare in tema: il 1945 viene dunque riletto alla luce del presente, eppure non c’è spazio alcuno per l’Ucraina, né in una piazza né nell’altra; come peraltro dal 2022, che nessuno manifesti a favore di Kiev e della sua resistenza di fronte all’invasore, ci mancherebbe altro!
Gli ucraini, infatti, a sentire Putin e Solovyev sono tutti nazisti, fino al midollo: detto da chi non solo li ha invasi (come era solito fare Hitler), ma li ha aggrediti ed invasi avendo come propria punta di diamante militare, nel 2022, i mercenari della Brigata Wagner, notoriamente esperti di musica classica…
Ps sul Caso Rossi (rectius: bufala Rossi); in una settimana sfornita di audizioni – cosa che ci lascia tanto sorpresi, quanto sgomenti ed in piena astinenza da Commissione -, due sono le notizie notevoli.
L’audizione del giornalista Davide Vecchi è stata posticipata dal 20 al 28 aprile; resta comunque da verificare la scommessa di cui si è scritto nell’ultimo pezzo sul Caso Rossi (quello del 18 aprile). Siamo infatti piuttosto sicuri che, oltre a qualche ovvia chiacchiera di contesto, la ciccia sarà in quella occasione soprattutto vertente su questo: il tentativo di accreditare l’idea della scrittura delle 3 lettere suicidarie il 4 marzo, invece che il giorno stesso del suicidio (6 marzo); scommettiamo, di grazia?
Secondo elemento, sul quale ovviamente si tornerà: Francesco Giusti ha cambiato la sua strategia difensiva, dopo mesi in cui è stato di continuo tirato in ballo come uomo del vicolo, per le sue supposte “movenze degli arti inferiori”, da testimoni che si commentano da soli. Siamo solo all’inizio, di questa nuova fase: occhio solo, nelle prossime settimane e mesi, a non fare scorpacciate di pop corn, mi raccomando…









Intanto, sembra che la Russia al suo interno abbia compiuto un poderoso passo avanti nella repressione digitale, censurando Internet ed i maggiori canali social e messaggistica così alimentando un diffuso malcontento, anche di settori fino ad ora fedeli allo zar.
Le tensioni economiche causate dal prolungarsi della guerra
si sommano al malcontento politico e la risposta del regime è sempre la stessa: più restrizioni per paura di perdere il controllo della situazione, anche se queste decisioni restrittive alla lunga potrebbero rendere la perdita sempre più probabile.
Ma da un autocrazia come quella putiniana laddove si sentisse persa, c’è da aspettarsi di tutto…..con tutti gli evidenti pericoli del caso.
Fausto
Il 25 aprile doveva essere la celebrazione di un popolo che, nonostante il determinante aiuto degli angloamericani, era stato comunque capace di prendere le armi e morire per la propria libertà.
Quanto di più lontano dall’animo profondo del 104ista italico che, infatti, sostanzialmente disprezza gli ucraini.
Caro Ics,
concordo, come immagini, in tutto e per tutto: i resistenti ucraini non possono che imbarazzare l’italico “104ista”.
Ma che almeno non fracassassero le palline con la destoricizzazione, tipica degli ignoranti e dei faziosi all’ennesima potenza…
W il 25 aprile (quello del 1945, però)!!
L’eretico
La bolla complottista sul caso Rossi si è sgonfiata: il referendum non c’è più, la Lega si è rotta le palle di essere attaccata costantemente (punto dolente!), non c’è uno straccio di prova, il caso Garlasco è più interessante, etc.
Peccato perché su quei finanziamenti in nero alla Lega a Viadana, che secondo me poco c’entrano con la morte di David Rossi, ma forse c’entrano con il MPS, avrei voluto sapere un po di più.
L’avevo scritto che qui c’era la manina di qualcuno della Lega che sapeva qualcosa e ha usato il caso Rossi per lanciare un messaggio. Questo messaggio va colto.
Ottavio, nessuno ha ipotizzato finanziamenti alla Sezione della Lega di Viadana… vedo che lei si è fatto la sua idea senza averci capito molto; che messaggio lanciato (e da chi) crede di intravederci?
Caro Maurizio,
se lo vorrà, ti risponderà Ottavio: il quale io non conosco, ma che verosimilmente leggerà.
Fossi in te, comunque, ci andrei cauto, prima di dire a chicchessia di non averci capito molto, su qualsivoglia argomento, in particolare sul Caso Rossi: tipico esempio, il tuo, di (eventuale, peraltro) pagliuzza altrui, a fronte della trave in casa propria.
Auguri per il tuo – immagino luminoso – futuro percorso di disvelatore del Caso Rossi, fra Giletti (quando riprenderà), Iene, Commissione di inchiesta e quanto di altro: auguroni, davvero…
L’eretico
Ti disvelo che la Sezione Comunale di Viadana non risulta avere avuto finanziamenti diretti; forse Ottavio ha travisato ben altro…
Eretico, forse potresti sbobinare quella puntata del 2017 del Martedi dell’Eretico in cui tu intervistavi il Montigiani sui presunti scheletri nell’armadio della Lega? Non la trovo più su Youtube ma mi ricordo di averla vista. Mi sembra che potrebbe offrire un contributo agli sviluppi di oggi.
Caro Ottavio,
francamente non ho proprio tempo per farlo: e mi pare che al buon Maurizio sia stato dato, colpevolmente, anche troppo spazio (compreso da me, illo tempore). Credo fra l’altro che Montigiani dovrà finalmente spiegare, in modo documentale, le sue affermazioni: in sedi non proprio mediatiche, nonché assai a breve…
L’eretico
Egregio Sig. Montigiani, ha ragione, io non ci capisco niente, tra l’altro sono più di 30 anni che non vivo a Siena, quindi mi illumini Lei:
1) Mi sbaglio o fu Lei il primo (o tra i primi) ad ipotizzare che quel famoso numero sul cellulare di Rossi non era una richiesta di ricarica, ma un numero di un obbligazione al portatore?
2) Mi sbaglio o fu Lei il primo (o tra i primi) ad ipotizzare che quell’obbligazione al portatore poteva essere un titolo della Ge Capital Interbanca emessi dalla filiale di Viadana (di quale banca non so lo ma si sono ipotizzate varie banche controllate dall’allora Antonveneta)?
3) Il collegamento tra questi titoli è stato fatto dal Fatto Quotidiano (“La banca versava 800mila euro al Viadana Rugby”) e poi da “antimafiaduemila” (“David Rossi, Monte dei Paschi e quei titoli del Carroccio”) entrambi del 6 Aprile 2021).
Non ho accesso alla pagina intera del Fatto perché è riservata agli abbonati, ma le seconda fonte riporta, con dei virgolettati, quanto scritto sul Fatto.
Lei viene quotato dicendo:
“Su Mps è calato un silenzio preoccupante” […] “il 4099009, potrebbe essere collegato al Carroccio e al sistema di sponsorizzazioni in eccedenza che Rossi gestiva per conto di Mps con l’obiettivo di foraggiare il cosiddetto mondo grigio, cioè quello di certa politica”. “La mia ipotesi, che ho cercato di spiegare agli investigatori è che quello di David potrebbe essere stato un omicidio nato dal fatto che l’allora amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola, a quel tempo avesse chiuso il rubinetto delle sponsorizzazioni”.
Questo blocco viene citato verbatim da altre fonti, per esempio affaritaliani.it (“Mps, suicidio David Rossi. Il numero digitato post morte conduce alla Lega”
Ora, delle due l’una: o Lei questo l’ha detto, oppure tutte queste fonti le ha messo parole in bocca che non ha detto e quindi Lei farebbe bene a denunciarli.
Per non sapere ne leggere ne scrivere, io mi sono fatto l’idea che qualcuno, e non ho detto che sia Lei, può aver usato tutte queste informazioni (supposizioni?) per screditare la Lega. È un’idea, una supposizione, niente di più.
Quella che chiamiamo ‘liberazione’ il resto del mondo la chiama ‘occupation of Italy’ o ‘allied invasion of Italy’… infatti siamo ancora occupati da da 13000 ‘marines’ con f35, sommergibili nucleari, bombecatomiche ecc… Questa occupazione ci ha salvato da quella probabile degli slavo/sovietici, per la quale hanno comunque lavorato alacremente molti ‘liberatori’
E sorprende non poco che a Milano, durante il corteo del 25 Aprile, sia stata cacciata via (immagino dai soliti pro-Pal) la Brigata Ebraica dei partigiani al grido di “siete saponi mancati!”. Loro sì che avrebbero avuto ragione di manifestare, in quanto parteciparono attivamente alla resistenza. I palestinesi, invece, erano filo-nazisti all’ epoca. Siamo in pieno bias cognitivo. Porannói!
Il 25 aprile 1945 segna la liberazione dal nazifascismo e la sua sconfitta. Punto. Il resto è contorno.
Cari Roberto e M.C.,
infatti il tema è questo (ho aspettato il 27 a rispondere, per non farlo troppo a caldo).
Come ho già scritto: W il 25 aprile, ma il 25 aprile del 1945!! “Il resto è contorno”, scrive Roberto; direi di più, molto di più: è contorno sgradevole, amaro; diciamo pure triste, per non dire penoso.
Sperando che lo sparatore contro i due militanti Anpi venga assicurato quanto prima alla Giustizia (e dando per scontato che sia un militante, violento, della estrema destra), ciò che di vomitevole è accaduto nei cortei di Roma, Milano e Bologna è ben diverso; lo sparatore è sic et simpliciter uno (e spero venga arrestato oggi stesso, lo ribadisco ancora), mentre negli altri casi si parla di decine, centinaia di persone che hanno attaccato la Brigata ebraica e hanno impedito, a chi aveva bandiere ucraine, di partecipare (non solo al professore, ultraottuagenario, felsineo), come sin troppo facilmente previsto da questo blog (e da tantissimi altri: non ci voleva la sfera di cristallo).
Ecco, per usare un ricercato stilnovismo, queste persone che hanno impedito di mostrare le bandiere dell’Europa e dell’Ucraina, mi fanno letteralmente schifo, ma si fa per chiacchierare…
A proposito di anticipazioni, pare allora confermata l’audizione del giornalista Davide Vecchi per domani, nella autorevolissima Commissione Rossi; per la terza volta, forse quarta, siamo a dirvi – in clamoroso anticipo – di ciò di cui si parlerà: si dirà che i bigliettini suicidari lasciati dal povero Rossi vanno retrodatati al 4 marzo, invece che al 6. Siamo o no antiveggenti, di grazia?
Buona settimana a tutti i lettori (a parte a quelli che impediscono di sfilare a certe bandiere)!
Premetto sulle bandiere ucraine che il fatto di averne impedito l’accesso ai cortei è stato perlomeno miope (se non di peggio) perchè comunque si parla di uno Stato aggredito, detto questo però vorrei fare qualche puntualizzazione sul corteo milanese. Intanto per un errore della Digos (voluto? A pensar male …) la Brigata ebraica è stata fatta entrare quasi alla testa del corteo e non nella posizione abituale tanto che anche gli stessi componenti si sono stupiti, poi avevano a corollario le bandiere di Israele (forse non era il caso di farle mettere praticamente alla testa del corteo del 25 Aprile dato che comunque rappresentano uno stato canaglia, almeno in questo momento storico, sarebbe stato come sventolare le bandiere della Russia putiniana) unite alle foto di Trump e Netanyahu, se l’obbiettivo era provocare diciamo che il tentativo è riuscito alla perfezione. Inoltre vorrei sommessamente far notare che il Laboratorio Ebraico Antirazzista ha sfilato tranquillamente tra gli applausi dei manifestanti, peccato che a parte il loro striscione non avevano certo le bandiere israeliane, quindi tolto quel cretino che ha parlato delle saponette, l’odio è rivolto contro le politiche genocidarie e razziste della destra israeliana e non certo contro gli ebrei in quanto tali: ma quanto è bello parlare di antisemitismo per tacitare chi denuncia le politiche razziste di Israele.
L’ex capo del mossad Tamir Pardo, dopo aver visitato due villaggi in Cisgiordania ha dichiarato alla tv israeliana ‘che si vergogna di essere ebreo’ (e che laggiù si sta coltivando il prossimo 7 ottobre)… magari qualcuno potrebbe legittimamente vergognarsi di manifestare per la libertà accanto a uno con la foto dello stragista nethaniau (c’erano anche quelle) o con la bandiera di israele
Lo sparatore sarebbe un ‘brigatista’ ebraico… avrà mica avuto ragione chi non ci ha voluto sfilare insieme?
Per gli sbandieratori Pro-Pal. Va ricordato che gli arabi erano molto benvoluti da un certo Hitler; fin da giovane ne è stato un loro estimatore. Prima di fare errori come scacciare i rappresentanti della Brigata Ebraica Partigiani, riflettere sulla storia passata. Oggi in Israele esiste anche una forte critica contro Netagnyahu, ma a Gaza contro l’opera di Hamas è molto scarsa. Riflettere e rispettare la realtà storica.
Brigata Ebraica.
Presentarsi in piazza con la bandiera d’Israele, che nasce nel 1948, nell’ambito di una manifestazione che celebra un evento del 1945, è un errore storico, politico, culturale, logico e pedagogico.
A ciò bisogna aggiungere che Israele è uno Stato che occupa la Palestina come i nazisti occupavano l’Italia.
Ne consegue che presentarsi alla manifestazione del 25 aprile, che celebra la liberazione da un esercito invasore, con la bandiera di un esercito invasore, è come presentarsi a una manifestazione che celebra la cultura con una bandiera che celebra l’ignoranza. È come allestire un rogo davanti al Salone del Libro di Torino e poi dire che è un gesto di pace.
In una società libera, tutti devono essere liberi di andare in giro con la bandiera che vogliono: Palestina, Israele, Russia. Ma non è un’idea pacifica entrare alla fiera dei libri con la diavolina e la legna secca.
Si può fare in una società libera?
Sì, si può fare, però non devi spacciarla per un’idea pacifica: se fai una cosa del genere, non sei una persona pacifica.
Vuoi fare una cosa del genere? Va bene, falla, ma non presentarti come una vittima in stile Netanyahu perché stai andando all’attacco con un’aggressione culturale. Non sei una persona che cerca la pace, ma una persona che cerca la rissa.
Ognuno è libero di cercare ciò che vuole. Però se poi trovi quello che cerchi, non dire che cercavi un’altra cosa.
Ci sono cose pedagogicamente, politicamente, storicamente e logicamente incompatibili.
Pagina Alessandro Orsini
Condivido in pieno.
Caro Roberto,
tu condividi in pieno ciò che scrive Alessandro Orsini, io proprio no: W la democrazia! Negli Stati che a lui piacciono tanto, questa pluralità di idee e posizioni non sarebbe (rectius: non è) in alcun modo tollerata: W la democrazia again! Se hai rapporti con lui – via social, intendo – chiedigli quante volte ha scritto che il Donbass stava cedendo in modo completo sotto i colpi dell’invincibile Armata russa, e poi facci sapere la risposta del luminare…
Quanto al gravissimo fatto dell’esponente della comunità ebraica, arrestato ieri per avere sparato ad una coppia dell’Anpi, è per l’appunto cosa assai grave perché è verosimile che sia solo in parte un cane sciolto: lo speriamo toto corde, ma è evidente che si potrebbe trattare di una deriva anche di altri (tesi esplicitata da Gad Lerner).
Quanto al morto in piazza – da una parte o dall’altra delle fazioni – state tranquilli: finalmente ci stiamo davvero per arrivare, i Settanta sono sempre più vicini (mancano giusto i sequestri di persona e le bombe stragiste, suvvia)…
L’eretico
Mi permetto di dissentire sulla teoria dei ’70. Ho appena ascoltato una giornalista (credo Corriere della Sera ma non sono sicuro al 100%) che ha esposto questa tesi: gli episodi di violenza di questi giorni non nascono da teorie rivoluzionarie (a sinistra) o golpiste (a destra) come accadeva appunto negli anni ’70 ma sono il frutto del clima avvelenato che certi capi di stato diffondono copiosamente solo per mantenere il loro potere. Mi sembra una tesi condivisibile, la violenza a questo giro viene dispensata dall’alto e non da gruppi organizzati presenti sul territorio. Aggiungo per esplicitare che senza Putin e la sua invasione, Trump ed il suo farsi beffe del diritto internazionale, Netanyhau con la sua politica palesemente razzista forse anche a livello nostrano non ci sarebbero oggi i motivi per questa conflittualità, almeno non a questi livelli. Riflettiamoci bene: qui il marcio viene dall’alto e non scaturisce dalla società civile.
Caro Cecco,
la matrice è senz’altro del tutto diversa, e sono passati 50 anni: ma quando la folla interviene per espellere altri da un corteo, quando ad una sopravvissuta ad Auschwitz si augura la morte, ovvero quando si inizia proprio a sparare – sebbene con pallini e non pallottole -, vuol dire che il solco è meravigliosamente tracciato.
Si tratta solo di attendere, con un minimo di pazienza: e qui non ci saranno i pop corn come per il Caso Rossi, qui saranno lacrime e sangue, in senso non figurato…
L’eretico
Volevo solo precisare che non ho contatti con Orsini e non condivido necessariamente tutto il suo pensiero. In questo caso però trovo azzeccato tutto quello che ha scritto ( peraltro ho omesso qualche passaggio che non condivido). Comunque non faceva riferimento al giovane scapestrato che ha sparato. Mi piacerebbe sapere cosa non ti piace di questo estratto, indipendentemente dal giudizio negativo dell’autore. Ovviamente se hai tempo e voglia. Giuro che com7nque non repilcherò ad una tua eventuale risposta.
Caro Roberto,
puoi tranquillamente replicare ancora, ci mancherebbe (poi magari non ti replico io, per mancanza di tempo!): considero Orsini una persona profondamente disonesta intellettualmente, e purtroppo – questo è senza dubbio un mio limite – da chi vede il Male solo da una parte (in questo caso, l’Israele di oggi: che va criticato, e per davvero) senza mai vederlo da altre (Russia putiniana, in primis, ma anche Iran et alii) credo di non avere nulla da imparare.
Ad Ottavio: certo che hai ragione, e da vendere; la cosa paradossale è che la questione ebraica oggi viene difesa aprioristicamente, dalla parte che prima aveva posizioni spesso antisemite (titolone di Libero di Mario Sechi: “Pallini e pallisti”).
Molto più coerente certa Sinistra, antisemita da sempre (ma oggi fa più figo dirsi solo antisionisti): oggi come ieri…
L’eretico
Ma non è affatto vero. Non so quanti anni Lei abbia, ma io negli anni 80 mi ricordo bene le stelle di David alle manifestazioni dei partigiani, magari non a Siena ma sicuramente a Firenze. Solo che all’epoca stare dalla parte degli ebrei era una cosa di sinistra. Gli ebrei piacciono alla sinistra solo quando sono morti. Chi capisce l’inglese si legga “People Love Dead Jews: Reports from a Haunted Present” di Dara Horn.
Gli ebrei piacciono a tutti quando uccidono meno di 20 o 39 mila civili all’anno
Carissimo Eretico,
sul 25 aprile mi rifaccio a ciò che tu stesso hai scritto più volte: nata come celebrazione della pacificazione, così voluta da De Gasperi, dobbiamo dire con amarezza che ha fallito in pieno il suo scopo, anzi più si va avanti, più le cose peggiorano, degenerano senza fine al peggio.
Sul Caso Rossi, guarderò e soprattutto ascolterò l’audizione, e se verrà fuori il discorso sulla retrodatazione delle tre lettere suicidarie ti farò, per l’ennesima volta, i più sinceri complimenti. Sul redivivo Montigiani, credo ormai ci sia ben poco da aggiungere: se chi di dovere troverà delle prove che c’era Francesco Giusti nel vicolo, faremo i complimenti anche al Montigiani. Se ciò non dovesse accadere (cosa di cui sono sicuro), però, cosa succede?
… a volte rimango basito anche a leggere i commenti qui sull’Eretico e alcune volte anche per le sue posizioni … ora la sinistra antisemita … che pero si dichiara antisionista, e le bandiere di Israele e la brigata Ebraica cacciate dai cortei a causa del sentimento ovviamente antisionista/antisemita dei partecipanti ai cortei … ma a nessuno viene in mente che questa posizione attuale dei cittadini italiani, europei e direi mondiali vs Israele sia frutto delle nefandezze che negli ultimi anni hanno e stanno perpetrando? questo riaffacciarsi di sentimenti antisemiti (ormai mi sono stancato di ripeterlo per me appannaggio di teste di cazzo) non sono forse frutto della politica Israeliana? (e su quest’ultimo eroico atto dei gloriosi militari Israeliani contro la flottiglia (che a me personalmente fa ridere e incute tenerezza come i bambini) a quasi 1000 km dalle loro coste? tutto regolare?) e dirò di più l’accomunare Israele agli Ebrei (che fino ad ora ha fatto molto comodo ai primi) in generale pure? … davvero pare come quel detto .. dimostrare che Cristo è morto dal freddo o vedere la pagliuzza al posto della trave .. e ancora se gli americani continuano anche loro con questa politica egemonica dissennata rappresentati da quel becero vanesio troglodita del loro presidente faranno la stesa “fine” ora impedita o celata solo dalla forza militare che ancora esprimono e usano come una clava verso tutto e tutti e dalla paura che incutono … trattati come appestati e come gente da tenere lontano ma molto molto lontano … Stamane leggo che STRUMPZ sta bastonando anche l’Italia dopo la Germania minacciando di togliere i suoi soldati …. ma magari gli venisse in mente di farlo e per davvero lo facesse … attualmente, almeno in Italia, sicuramente non per tutti ma altrettanto sicuramente per molti sarebbe un giorno di festa nazionale una sorta di nuova Liberazione e sfido chiunque a dimostrare il contrario … o davvero c’è qualcuno che crede seriamente che i Russi muoveranno guerra all’Europa, che l’Ucraina sta facendo da diga e che quindi il sostegno americano sia imprescindibile? ah tantopiù che anche l’Iran si sta preparando per lanciare la bomba atomica sull’Europa in generale e sull’Italia in particolare!?
buon primo maggio a tutti