Eretico di Siena"Porci con le ali", 50 anni dopo (e 5 Ps, con Caso Rossi) - Eretico di Siena

“Porci con le ali”, 50 anni dopo (e 5 Ps, con Caso Rossi)

Questa settimana ci dedichiamo ad un pezzo monografico (ma guarnito di 5 Ps, eh), dedicato ai 50 anni dalla pubblicazione di un libro che fece epoca e suscitò un dibattito a dir poco veemente: “Porci con le ali”, di Lidia Ravera e Marco Lombardo Radice (lo scrivente ne discetterà oggi stesso, alle 17,30, nella Sala storica della Biblioteca comunale); sul resto del mondo (e sul Caso Rossi, ovviamente), dunque, si troverà qualcosina nei Ps di ordinanza: in attesa che Trump si decida sull’Iran e su Cuba. Ad occhio, Teheran gli è venuta a noia, e vuole chiudere il pacchetto il prima possibile (anche se ovviamente dice il contrario), mentre gli tira di più la dottrina Monroe…

 

IL CONTESTO DI QUEL 1976

Per capire la genesi di quel clamoroso successo editoriale (alla fine, più di due milioni di copie!), bisogna fare un minimo di contesto storico: i Settanta – come noto, ma ormai non si può dare alcunché per scontato – rappresentano il “glorioso decennio dei diritti civili”; inaugurato con la Legge sul divorzio (1970), vede poi lo scontro all’arma bianca per la difesa della succitata Legge: al Referendum del 1974 – voluto dalla Democrazia cristiana, e da Fanfani in particolare – vince in modo plateale la parte divorzista, con un nutrito gruppo di cattolici pro divorzio. Da quel momento, inizia in concreto l’Italia laica.

Poi, c’è l’ingresso delle donne in Magistratura, nonché il dirompente e lacerante tema dell’aborto: pubblico e garantito, invece che fatto privatamente, e con assai meno garanzie di sicurezza; Legge nel 1978, poi Referendum nel 1981, con altra vittoria dell’Italia laica, contro un Vaticano schierato senza ma e senza se contro (e su questo, non ci possono essere passi indietro: dalla Polonia all’Argentina agli Stati Uniti, non vi è Papa che ceda di un millimetro).

Il Partito Comunista – al cui interno il moralismo sessuofobico è spesso a livello vaticano: si veda alla voce Berlinguer – alla fine deve cedere quote di potere, delegate al movimento femminista, a sua volta ben diverso da quello attuale: l’omosessualità era un mezzo tabù anche fra loro, sia ben chiaro.

In ogni caso, per chiudere questa iper sintesi: in una decina di anni, il quadro anche normativo sulla sessualità in Italia cambia più di quanto fosse cambiato lungo secoli e secoli di italica storia. L’onda lunga del 1968 si invera, anche in questo campo. Per alcuni, un trionfo, in parte financo inaspettato; per altri, una autentica tragedia…

Ps, prettamente tennistico: nel 1976, Adriano Panatta vinse a Roma e Parigi, divenendo il dominatore mondiale della terra rossa; 2026: Sinner ha vinto a Roma (e Montecarlo), e vincerà di certo Parigi. A dicembre 1976, l’Italia di Panatta ( e di Barazzutti, Bertolucci nonché della riserva Tonino Zugarelli) vinse – con un certo Nicola Pietrangeli a guidare le danze – la Coppa Davis, in Cile; quest’anno, ciò non accadrà: perché Panatta faceva per se stesso e per l’Italia, mentre il monegasco-sudtirolese fa solo ed esclusivamente per se stesso. Ricordiamocelo, ogni tanto…

 

UN ROMANZO CHE FECE DAVVERO EPOCA

Il titolo per esteso era “Porci con le ali Diario sessuo-politico di due adolescenti”, pubblicato da Savelli; la copertina, del futuro artista di grido Pablo Echaurren, era tanto azzardata quanto azzeccata. I due autori – la scrittrice e giornalista femminista Lidia Ravera, ancora oggi ben attiva, ed il futuro psichiatra Marco Lombardo Radice, scomparso nel 1989 – scrivono dei se stessi che erano stati: Rocco ed Antonia nel libro hanno 16 anni, loro invece viaggiavano, nel 1976, fra i venti ed i trenta.

Ambientazione classica da caviar gauche: il romano Liceo classico Mamiani, i collettivi politici dei Settanta; si narra una storia d’amore adolescenziale – quella appunto fra Antonia e Rocco – che magari sarebbe come tante altre, se non fosse per le scappatelle (magari financo omosessuali: orrore!), per il sesso sganciato da ogni fonte procreativa (regnava Paolo VI, il Papa della “Humanae vitae”), per il continuo, reiterato richiamo alla masturbazione (vista come strumento liberatorio di migliore conoscenza del sé), infine per la insistente osmosi fra politica e sentimento.

Linguaggio tutt’altro che letterario, anzi assai diretto, esplicito, spesso border line con la volgarità (a partire dall’incipit), senza escludere le bestemmie: in effetti, comunque, del tutto consono alla forma mentis di Rocco e Antonia. Gli adolescenti – non solo i figli di genitori di Sinistra, certo soprattutto loro – ci si riconobbero subito.

Il lancio fu aiutato anche da una recensione – forse inaspettata – dell’editorialista del Corriere della sera Giuliano Zincone, il quale sul quotidiano della buona borghesia italiana per eccellenza – ma che fino all’anno prima aveva ospitato gli scritti di Pasolini, giusto per dirne uno – il 1 agosto 1976 ne scrisse in modo nel complesso lusinghiero, rendendolo appetibile anche ad una fascia di pubblico che mai e poi mai si sarebbe avvicinato ad un libro come questo, pubblicato da un editore come Savelli.

Notazione importante: a metà dei Settanta, i due casi editoriali nazionali furono – pensateci un po’ – “Porci con le ali” e “Fantozzi”: due libri assolutamente sui generis, assai difficili da definire, se non per un generico autobiografismo. C’era senz’altro desiderio di fare letture meno ingessate, per così dire; per restare a “Porci con le ali”, di certo – come dimostrato dal successo del libro, e dall’importanza della recensione – si leggeva, si leggeva con gusto e con almeno relativa attenzione. Gli occhi si perdevano nella carta, di libri e di quotidiani (e financo di volantini ciclostilati).

Abitudini ed attitudini rimaste oggi consone solo ad un terzo circa degli italiani: con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, ahinoi…

 

COSA RESTA DI QUEI PORCI ALATI?

Molto, anzi moltissimo, è morto e sepolto; anche solo il porre la questione del sesso sganciato dalla procreazione – giusto per fare un esempio -, oggi sarebbe cosa sic et simpliciter ridicola, in tempi di “inverno demografico” e di crescita sottozero. Allora era ancora un qualcosa di eversivo, se non di rivoluzionario.

Però anche in questo “Porci con le ali” ha aperto strade nuove, all’interno della letteratura italiana, descrivendo la quotidianità dei due 16enni. Si pensi al linguaggio, al modus scribendi e al lessico usato dai due: il filtro, lo iato fra il parlato e lo scritto, nel libro, è davvero minimo, se non inesistente. Esattamente come oggi – in epoca “socialista” – è diventata la prassi: Rocco e Antonia scrivono come parlano. Comprese anche le bestemmie, le quali ovviamente scandalizzarono e non poco. Questo libro ha sdoganato una modalità di scrittura: e non è detto che sia stato un bene, a dirla tutta…

Nessuna idealizzazione a priori di quel contesto: è la generazione dell’eroina diffusa (si ricordi la “Lilli” di Venditti), è il contesto da cui prende ulteriore linfa il terrorismo, sia rosso che nero. Almeno, però, allora i giovani fra loro parlavano: anche troppo, magari; in modo certo verbosamente ideologizzato, ma parlavano; i figli – con litigio e scazzo sistematico – interloquivano con i genitori, invece che inebetirsi davanti allo smartphone.

Si tratta della prima generazione, in cui i genitori perdono il controllo sulla vita dei figli: cosa che, a livello generale, sarebbe più positiva che negativa, specie se rapportata alle ansie da controllo genitoriale di moltissimi genitori dell’oggi. Illo tempore, il giovane medio si prendeva le sue libertà, eccome; ma c’erano i checks and balances delle due agenzie fondamentali – famiglia e scuola -, oggi tramontate: la trasgressione aveva un senso, giacché c’erano autorità contro cui confrontarsi. Erano più creativi, e trasgressivi: come fa un odierno adolescente – in un contesto di genitori e docenti “amici” – ad essere trasgressivo? Come fa oggi ( ad avere – anche solo in modo velleitario, come nei Settanta – le ali?

Un oggi in cui il disagio mentale giovanile ha toccato il suo inquietante apogeo, ormai cronicizzandosi: a livello toscano, in dieci anni, è raddoppiato il numero dei ricoveri e si è raggiunto il massimo degli accessi al pronto soccorso (fonte: Ordine dei medici di Firenze). Distress psicologico avanzato (ansia e depressione), autolesionismo, disturbi alimentari (anoressia e bulimia); il 36% degli adolescenti – dato verosimilmente molto sottostimato – usa lo smartphone più di 5 ore al giorno.

Si potrebbe continuare, e per molto; in ogni caso, un consiglio ai lettori del blog: prendete spunto dal 50esimo, e leggetevi, o rileggetevi, “Porci con le ali” (disponibile anche on line); può piacere o meno, figuriamoci: la dimensione comparativa fra il 1976 ed il 2026, in ogni caso, è intellettualmente assai stimolante…

 

Ps 1 Il comportamento del Ministro israeliano Ben Gvir è stato del tutto deplorevole ed indecente, a maggior ragione dal punto di vista istituzionale: chi viene fermato, nelle democrazie, va trattenuto nel rispetto dei diritti basilari. Mossa la quale politicamente si spiega sin troppo bene – siamo in campagna elettorale -, ma che eticamente è stata indegna (nonché vigliacca), punto e basta. Sul resto – visto che fortunatamente poi la cosa si è chiusa senza morti e con pochi feriti, non gravi: c’erano precedenti di segno contrario, purtroppo -, sia consentito chiosare così: l’unico parlamentare presente in questa Flotilla, ha paragonato se stesso e gli altri flotillanti agli israeliani presi in ostaggio durante il pogrom del 7 ottobre. Ergo, Israele – a causa di un suo scellerato Ministro, peraltro fondamentale all’interno del Governo Netanyahu – ha scavato un ulteriore solco fra se stesso ed il resto del mondo; l’onorevole Carotenuto, con le sue parole, ha da par suo fornito ulteriore materiale a chi accusa i flotillanti di essere non solo politicizzati  – cosa non da demonizzare in quanto tale -, bensì radicalmente ideologizzati…

Ps 2 Siena trionfa ancora, immorale (come scriveva un geniale lettore del blog, illo tempore): 13 adolescenti – tutti di famiglie “normali”, della media borghesia nonché senesissime – sono saliti agli onori della cronaca: si scambiavano materiale neofascista e neonazista, avevano armi, e poi – per non farsi mancare alcunché – si scambiavano financo materiale pedopornografico. Appartengono tutti ad una unica scuola senese: della quale non dirò il nome, visto che la stampa si è ben guardata dal farlo. Siamo messi davvero bene, sì…

Ps 3 Una unica considerazione sulla strage (evitata per mezzo miracolo e soprattutto per il coraggio di chi è intervenuto) di Modena, di sabato scorso; che le rotelline non ci siano tutte, nella testolina dell’attentatore, lo ha scritto anche il Gip: vedremo a breve se, dall’analisi dei 5 cellulari (perché 5?) e del resto (fogli con scritti in arabo), emergerà altro. Che comunque l’avvocato del 31enne – italiano di seconda generazione – sia un noto attivista Pro Pal, amico personale e legale della Albanese, è un dato di fatto: scelta che dà un po’ da pensare, in tutta franchezza. E questo, giusto per fare due più due: in una città come Modena, crediamo che di legali ve ne siano a decine…

Ps 4 Ci ha lasciato, nei giorni scorsi, Carlo Petrini (76 anni), demiurgo dello Slow food: figura geniale e furba ad un tempo; secondo alcuni detrattori, era il tipico intellettuale che era riuscito a sublimare l’amore per l’enogastronomia, facendone una materia di studio. Ha comunque posto all’opinione pubblica un problema centrale, di cui si parlava troppo poco: quello del rapporto fra ciò che si mangia e come lo si produce. Chissà cosa direbbe oggi dei produttori agricoli, i quali chiedono al Governo sovvenzioni, perché – a cagione della chiusura di Hormuz – i fertilizzanti (in particolare l’ammoniaca) per coltivare i propri prodotti gli è triplicata di prezzo…

Ps 5 Caso (bufala) Rossi: la settimana scorsa è stata senza audizioni, in Commissione, con annessa seria crisi di astinenza da parte dello scrivente. Meno male che questa settimana invece si riparte subito a spron battuto, con le previste audizioni, martedì, di due consulenti della famiglia (sempre all’insegna del pluralismo e della polifonia, eh): il medico legale Francesco Introna (il quale ovviamente dirà che Rossi è stato massacrato di botte, come sostiene dal 2022), dipoi il consulente grafologo, Giuseppe Sofia.

E qui – lasciatecelo scrivere – il gioco si fa davvero stimolante: stavolta, però, non vogliamo dare potenziali vantaggi al Presidente Vinci, già così preparato e sottile di suo. Diciamo che se il luminare della italica grafologia confermerà – come dovrebbe, ovviamente – ciò che aveva messo nero su bianco nel 2015 (si badi la novità della consulenza, eh: sono passati più di 10 anni!), ci sarà davvero da divertirsi. Ne scriveremo.

Al Presidente Vinci, nell’augurare come di consueto un buonissimo lavoro, ci permettiamo dunque di suggerire solo di leggere bene la perizia grafologica del prefato luminare Sofia, prima di audirlo. Dio salvi i lavori della Commissione…

20 Commenti su “Porci con le ali”, 50 anni dopo (e 5 Ps, con Caso Rossi)

  1. UNO DI STROVE scrive:

    Carissimo Eretico,
    tu eri in astinenza per le mancate audizioni della Commissione, io soprattutto per il tuo blog: avevo paura che tu saltassi l’appuntamento settimanale!

    Porci con le ali me lo ricordo abbastanza bene: libro molto contestato anche a sinistra, ma indubbiamente capace di fare immedesimare molti giovani che pensavano che il loro orizzonte non potesse esaurirsi nella sola militanza politica, ma che ci dovesse essere spazio anche per altro (amore, sesso, magari facendosi male nello sperimentare). Cosa che fece incazzare parecchi anche a sinistra, come prevedibile. Complimenti, in ogni caso, per la scelta di parlarne oggi…

  2. Paolo Panzieri scrive:

    OFF TOPIC STORICO
    Teheran per non farsi mancare niente cita l’imperatore Filippo l’Arabo: “I Romani credevano che Roma fosse il centro del mondo, ma gli Iraniani infransero quest’illusione; la campagna di Filippo l’Arabo contro i Sasanidi si concluse con una pace alle condizioni di Sapore I, e l’imperatore fu costretto a fare i conti con la realtà”.
    Diversi anni dopo Corsoe II, però, tirò troppo la corda e non volle stipulare alcun trattato di pace con i Romani, che qualcuno impropriamente chiama anche Bizantini, si fece devastare il palazzo reale ed incendiare il tempio del sacro fuoco, fu sconfitto a Ninive nel 628 dall’imperatore Eraclio, quindi fu ucciso dal figlio e poco dopo il maestoso impero Sasanide fu smantellato e conquistato dagli insignificanti (all’epoca) arabi.
    La storia insegna anche, quindi, che c’è sempre un momento in cui bisogna è preferibile cedere qualcosa che perdere tutto.

  3. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Porci con le ali? Parafrasando Fantozzi, una boiata pazzesca. Anch’io preso dalla moda di allora lo acquistai e lessi velocemente per esserne deluso. Io sono molto geloso dei libri e se ne mi accorgevo che qualcuno mancava, muovevo mari e monti ricercarlo. Questo “capolavoro” (sigh) sessantottino non l’ho più trovato nella mia biblioteca; forse è rimasto sotto qualche mobile in soffitta, ma sinceramente cercarlo non ne ho mai avuto assolutamente voglia e nemmeno sentito la mancanza. Forzatamente trasgressivo, noioso, una palla pesante; sopravvalutato.

  4. Ics scrive:

    “Mazz’ e panell’ fanne ‘e figli bell’, panell’ senza mazz’ fanne ‘e figli pazz'”.
    Negli anni 70 non avevano previsto un’evoluzione del genere: più preoccupati di essere amici dei propri figlioli che di fare i genitori.

    Le morti di Pippa Bacca & Vittorio Arrigoni hanno fatto scuola.
    L’azione si basa sulla solida convinzione che Israele li farà comunque tornare a casa sani & salvi.
    È il metodo pizzaballa: frigna sotto il muro del pianto, ma evita accuratamente di andare in Siria a farsi sgozzare come un agnello.
    Un plauso a Erri De Luca

    • Eretico scrive:

      Caro Ics,
      non male il “metodo Pizzaballa” (maiuscolo, suvvia)…ho letto adesso le dichiarazioni di Erri De Luca: figura a dir poco complessa, e con un passato, a dir sempre poco, assai ingombrante; ma questa sua posizione va letta con attenzione, e senz’altro rispettata: di sicuro, poi, va contro lo zerocalcarismo imperante a livello cultural-letterario.

      Ciò che mi sembra più opinabile, da parte dei sostenitori della Flotilla, è il sostenere di avere provato ad andare “per accendere un faro su Gaza”: della cui drammatica sorte si parla e si è parlato assai di più di guerre ancora, purtroppo, in pienissimo corso, anzi in piena escalation (Ucraina, ovviamente). Poi, lo si ribadisce: come detto dallo stesso Presidente israeliano Herzog, l’atteggiamento di Ben Gvir (e di Netanyahu che non lo fa dimettere), è censurabilissimo. Ma chi torna dalla spedizione e si paragona ai sequestrati del 7 ottobre o della Shoah, è altrettanto censurabile…

      Azzeccato anche il “Porci mai…ali” di Gp, peraltro.

      Esorto tutti i lettori, infine, a guardarsi – anche registrate, ovviamente – le due odierne audizioni della Commissione Rossi: entrambe saranno un coerente tripudio di omicidiarismo – sono consulenti di parte della famiglia, giova ricordare -, con Rossi presentato come massacrato di botte prima dello spenzolamento, nonché lettere (suicidarie) scritte sotto gravissima minaccia; la cosa meravigliosa è che – se i due consulenti confermeranno ciò che anni fa avevano scritto nelle loro stesse consulenze -, smentiranno da par loro il lavoro della Commissione stessa. Pop corn moment, again…

      L’eretico

  5. Anonimo scrive:

    Che il legale di El Koudry sia politicamente orientato – così contribuendo a connotare politicamente tutta la vicenda – non stupisce, anzi.
    Del resto anche i più noti rappresentanti / campolarghisti Piddini hanno affermato che il futuro dell’Italia sarà islamico.
    Meno male che ci sono ancora tante persone che di morire mussulmani non hanno nessuna voglia e che – vedere comunali a Venezia – resistono a questa deriva.

    Fausto

    • francesco scrive:

      “Del resto anche i più noti rappresentanti / campolarghisti Piddini hanno affermato che il futuro dell’Italia sarà islamico”.

      buongiorno.

      può farmi il nome, oppure citare la fonte, di almeno uno dei rapppresentanti/campolarghisti Piddini che ha pronunciato l’affermazione da lei evidenziata?

      se mi indica pagine FB con queste affermazioni sappia che sono solo commenti personali degli amministratori di tali pagine e non dichiarazioni dei diretti interessati.

      attendo.

      buon proseguimento
      francesco

      • Gp scrive:

        “I migranti oggi sono l’elemento umano, l’avanguardia di questa globalizzazione e ci offrono uno stile di vita che presto sarà molto diffuso per tutti noi” (L. Boldrini)

        ‘Accogliamoli tutti’ (di L. Manconi, ed. Feltrinelli)

        … solo un paio di esempi, purtroppo

        • Francesco scrive:

          Buongiorno.
          È ovvio che il flusso di persone, così come quello delle merci, sia inarrestabile e con quello anche anche i loro usi e costumi.
          Però Boldrini non ha affermato che il futuro dell’Italia sarà islamico, come da lei riportato e come si evince chiaramente dalla sua citazione.
          Direi che dovremo conviverci non vuole dire diventare islamici.
          Poi lei la pensi come meglio desidera, ma la frase di Boldrini non dice ciò che lei afferma.
          Il nostro ospite, da letterato qual è, lo può confermare.

          Saluti

        • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

          Auguro alla Boldrini tanto bene secondo i meriti.

  6. UNO DI STROVE scrive:

    Caro Eretico, ieri mi sono guardato con interesse le due audizioni della Commissione, prima quella del grafologo Sofia e poi quella del medico legale Introna.

    A parte il fatto che le sedute della Commissione sono ormai quasi deserte (ci sarà forse qualche commissario collegato on line, non si capisce), ed infatti nessuno fa domande se non il Presidente, mi pare che sia la solita minestra riscaldata: il grafologo ha fatto la sua consulenza nel 2015, il medico legale nel 2022.

    Fra l’altro, a quanto ne so, se loro avessero ragione la ricostruzione che fanno andrebbe a cozzare con molte cose affermate in modo deciso da questa stessa Commissione: aspetto i tuoi commenti…

  7. Paolo Panzieri scrive:

    Abbiamo scoperto che i Flottiglianti ci sono sia di mare che di terra. Per quelli di cielo magari si vedrà …
    A quelli di terra pare che sia andata anche peggio di quelli di mare, perché sono stati fermati subito il Libia – mi pare – dal Generale Haftar ed arrestati per immigrazione clandestina.
    Una specie di atroce contrappasso se vogliamo …
    Quindi, due ostaggi italiani nuovi nuovi da dover liberare a spese del contribuente.

    Ma la domanda delle 100 pistole è sempre la stessa cui prodest? Ai gazawi no di certo.
    Invece di spendere, infatti, i fondi che hanno per comprare aiuti per Gaza, costoro acquistano/affittano flotte sterminate di barche o di camion e alla faccia di Greta sprecano tonnellate di gasolio, ben sapendo che non hanno neppure una possibilità di giungere a destinazione.
    Dunque, non si tratta affatto di una iniziativa benefica a favore qualcuno (i Gazawi), ma assolutamente politica contro qualcun altro (Israele), sempre alla ricerca soltanto proprio del fallo di reazione.
    Se poi, al solito, si segue il metodo Falcone (follow the money) diventa del tutto evidente anche chi sono i registi dell’operazione e qualcuno (non certo io …) potrebbe anche dire: sode!

    • Gp scrive:

      Mi ritrovo agli antipodi, per certi versi, dei flottiglianti di terra, di mare e d’aria… eccependo loro l’incoerenza di non intraprendere iniziative verso altri bisognosi in africa o asia (dimostrando così secondi fini di strumentalizzazione politica), ma riconosco che quel che portano ai poveri gazawi è una merce di cui hanno assai bisogno, la visibilità sul massacro in atto. Cosa che non è gradita dai nacellai con la kippa, visto che hanno ucciso solo 261 giornalisti.
      Non scordiamoci che nel frattempo i sionisti hanno occupato illegalmente parti di Siria e Libano (oltre a Gerusalemme e Cisgiordania) con un massacrino di libanesi (solo 6.700, sei volte il 7 ottobre e 1.3 milioni di sfollati).
      Bisognerebbe coniare un termine che stia fra massacro e genocidio per definire la situazione. Forse ‘vendetta divina’ o ‘genocidio parziale’

  8. Cecco scrive:

    Po’ra Sienina, dopo la scoperta dei fascistelli in erba adesso salta fuori un bel caso di caporalato … Ultimamente non ci facciamo mancare niente, comunque ignoranza (i baby nazi) e miseria (lavorare tramite un caporale) sono sempre andate a braccetto.

    • Gp scrive:

      Hai ragione, ma perché ometti il caso più grave (il ragazzo affiliato all’isis)?

      • Cecco scrive:

        Giusto, poi ci sarebbe anche un quindicenne indagato in Valdichiana per terrorismo digitale ovvero istigazione all’odio raziale ecc.. Insomma possiamo tranquillamente affermare che Siena isola felice non esiste più (o forse non è mai esistita).

  9. Roberto scrive:

    Com’è cattivo Ben Givr, che maramaldeggia sui flottiglianti arrestati e maltrattati! Sanzioniamolo duramente, che piglio il nostro grande ministro degli esteri! Invece per i massacri a Gaza, l’espansione illegale in Cisgiordania, i bombardamenti in Libano nessuna sanzione. Che brutta masnada di ipocriti. In Italia è in Europa.

  10. m.c. scrive:

    Una breve considerazione sul p.s. 2

    Sui social è passata la vulgata che i 13 ragazzini neonazisti-pedofili appartengano alla “Siena bene”. Epperò, con buona pace dei forcaioli giacobini, è venuto fuori quasi subito che in realtà sembra provengano dal milieu piccolo-borghese, che certamente non trova spazio nei veri salotti della vera Siena bene, dell’alta borghesia terriera, o della nobiltà cadetta. Insomma, un background quasi certamente di basso lignaggio sociale, ma con protervia da parvenu. Il famoso “ascensore sociale”, spesso invocato dal dominus di questo blog, non è che una gigantesca bufala. Non esiste nessun ascensore, né un montacarichi, che possa affrancare dallo status di provenienza. Gli scalini te li devi fare tutti a piedi, e spesso ci vogliono molte generazioni, si parla di secoli. E a volte non basta. Il mito del figlio del contadino ignorante che si laurea e alla fine raggiunge l’anelato posto fisso, io lo ridimensionerei. E parecchio anche. È pressoché impossibile (salvo qualche rarissima e curiosa eccezione) liberarsi dall’ imprinting che si riceve dalla nascita. Non basta affettare (spesso con goffaggine tipicamente fuoriluogo) qualche modo garbato per dissimulare il coté di provenienza. Non si conquista un blasone con le scorciatoie. Ci vuole un albero genealogico secolare, con profonde radici, solenne come una quercia antica. Non basta l’esile arbusto della petit bourgeoisie. I Calogero Sedára di questo mondo, i piccolo borghesi arricchiti, in ascesa sociale, e spesso volgari, non rappresenteranno mai la Sienabene, semplicemente perché non ne fanno parte per censo.
    E i risultati si vedono. Chiamiamo le cose con il loro nome.

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