Eretico di SienaDroni russi, Palio fashion, Bufala Rossi: tris di fine maggio (e 2 Ps) - Eretico di Siena

Droni russi, Palio fashion, Bufala Rossi: tris di fine maggio (e 2 Ps)

Eccoci al consueto appuntamento settimanale con il blog: si parte con l’attualità geopolitica di queste ultime ore (il drone russo che colpisce la Romania), in attesa che Trump decida come uscire dal pantano iraniano in cui lui stesso è sconsideratamente entrato; dipoi, ci si dirige verso una tematica paliesca – la quale però non è solo tale, anzi -, per infine virare sul Caso (bufala)Rossi, da par suo sempre più avvincente (ed appetitoso, per i pop corn)…

 

IL DRONE RUSSO SULLA ROMANIA

Ieri, 29 maggio 2026, per la prima volta un drone russo – facente parte di uno sciame di droni diretto contro l’Ucraina – ha sconfinato in Romania, Paese Nato: non è la prima volta che accade, peraltro, ma è un primum che colpisca un edificio residenziale, come è per l’appunto accaduto per la città di Galati, a circa 20 km dal confine con l’Ucraina stessa.

Gli analisti – anche quelli seri – concordano nel dire che dovrebbe essere stato un errore dell’esercito putiniano, non la ricerca diretta di un casus belli: quando si fa così tanto del bene agli altri (ucraini, nel caso di specie), ci sta che poi un po’ del proprio altruismo (inveratosi, per l’appunto, in droni) vada a riversarsi anche sui contermini…

Ergo, verosimilmente anche a questo giro non accadrà niente di niente, dal punto di vista prettamente militare: i droni continueranno a colpire, a martellare fra Russia ed Ucraina – e viceversa, fortunatamente -, ma la Nato e la Unione europea non entreranno in guerra contro la Russia. Bene così, ci mancherebbe altro: il precedente, comunque, ormai c’è, inutile fare finta del contrario.

E poi tocca assistere alla consueta presa per il sederino da parte russa, ovviamente subito raccolta dai putiniani all’amatriciana: chi l’ha detto che sia un drone russo, di grazia (copyright direttamente putiniano)? Chi ha più interesse a mobilitare l’Europa: l’Ucraina o la Russia (copyright di Vannacci, galvanizzato dal successo di Vigevano…)? E poi, proprio mentre Putin cercava la pace (come si vede dal post 9 maggio, eh: con i bombardamenti più duri degli ultimi mesi…), eccoti questa operazione, toh (questa è la sintesi dell’editoriale odierno di Travaglio su Il Fatto).

La dichiarazione in assoluto più stimolante, però, ci pare quella di Medvedev: in astinenza da minaccia di deflagrazione nucleare ormai da qualche tempo, colui che un tempo era una “colomba” della politica del Cremlino ha detto – papale papale – che i cittadini europei non possono più dormire sonni tranquilli. La festa, a questo punto, è finita. Non si dormirà più.

Medvedev – parlandone come da sobrio – forse non è al corrente del fatto che da qualche anno i prodotti più venduti, nelle italiche farmacie, risultano essere proprio quelli per arginare l’insonnia, accompagnati da un clamoroso battage pubblicitario che risponde – come è chiaro – ad una precisa domanda di mercato. Stia dunque tranquillo, l’ex Presidente russo: un terzo abbondante degli italiani non ha alcun bisogno delle minacce russe, per non dormire sonni tranquilli. Gli altri due terzi, li lascerei stare: non vorremmo che si stancassero di difendere a priori le ragioni di Putin, da par loro. Nell’interesse russo, dunque, è bene che la notte dormano sonni sereni e rinfrancanti, per essere poi pimpanti nelle diurne ore…

 

CERCASI COMPAGNIA CONTRADAIOLA PER PALIO FASHION. E ALLORA?

Ieri Il Corriere di Siena ha dedicato un articolo ad una proposta imprenditoriale, la quale merita senz’altro di essere commentata; l’amico Marco Decandia è l’autore del pezzo: da antico liceale, non si adombrerà di certo che vada a scomodare il buon vecchio amicus Plato, magis amica veritas, per manifestare il mio pienissimo dissenso rispetto a ciò che ha scritto.

Decandia si dice, in buona sostanza, scandalizzato, perché sul web gira un annuncio, per cercare contradaioli (o contradaiole), desiderosi di fare da accompagnatori informati per turisti – ramo luxury – nei giorni palieschi (1 e 2 luglio, in particolare): dalle 13 alle 17,30, si immagina orario continuato. Il finale dell’articolo è eloquente, e non lascia spazio a dubbi di sorta: “una mercificazione di una tradizione e di una passione che non merita ulteriori commenti”. E perché mai non la si dovrebbe commentare, di grazia?

Assai stimolanti i requisiti che si richiedono ai contradaioli eventualmente interessati: buona conoscenza dell’Inglese; solarità; l’essere ovviamente introdotti nella propria Contrada, nonché la capacità di fare sentire gli ospiti a casa, o giù di lì.

Ergo, in una città – a proposito di mercificazione – invasa dagli affitti brevi, che tengono loro lontani dal centro i giovani, innalzando i prezzi (questione cruciale, su cui non esiste neanche un accenno di dibattito, a differenza che a Firenze, solo per restare in Toscana); in un tessuto urbano che ha accenni di autentica desertificazione commerciale, a livelli di commercio rionale; in una realtà in cui uno striscione posto in un vicolo attira decine di turisti del macabro, ogni santo giorno; in un mondo paliesco in cui, nel nuovo secolo, la figura del fantino-manager (di se stesso, magari anche di altri) la fa notoriamente da padrone – e non si continua con altro, per amore di municipalistica Patria -, lo scandalo, la mercificazione sarebbe dunque che un pugno di giovanotti – per guadagnare qualche meritato soldino, fra l’altro – invece che dare di campari e gin tonic già da fine mattinata, nei giorni del Palio facesse da cicerone a qualche danaroso (e giustamente pagante) turista americano (o israeliano: ma solo se è contro il Governo Netanyahu, come da episodio poggibonsese in settimana).

Marco Decandia, infine, presenta come imminente la mannaia del Consorzio di tutela del Palio, contro questa iniziativa (dietro la quale – a scanso di equivoci – lo scrivente non sa assolutamente chi ci sia): si può dire che, almeno in questo precipuo caso, se ne potrebbe fare anche a meno?

Sia concesso un ricordo personale, il quale forse vale financo come autodafé: una cosa simile – purtroppo con stranieri certo paganti, ma di solito non così ricchi, sic – per qualche anno l’ho fatto anche io, da giovincello; insegnavo in una scuola privata sita in pieno centro (ora non più esistente), e più di una volta ho portato studenti stranieri – comunque turisti, di fatto – in giro, nei giorni del Palio: quando non c’era in Piazza la benemerita Selvina, ci ho addirittura visto insieme prove, assegnazioni e quant’altro. Non il Palio, ma quasi tutto il resto ammetto di sì: speriamo – essendo ormai passato qualche annetto – di potere almeno beneficiare della prescrizione, suvvia…

 

DUE CONSULENTI CONTRO LA COMMISSIONE

Martedì scorso la Commissione parlamentare di inchiesta sul Caso Rossi è finalmente tornata a lavorare, dopo una settimana senza audizioni (come pare sarà, drammaticamente, anche la prossima: allo scrivente ed alle sue crisi di astinenza non pensa proprio nessuno, di grazia?): è stato audito per primo – per 17 minuti – il grafologo Giuseppe Sofia da Milazzo, il quale ha relazionato su una sua consulenza datata 2015 (!!). Siccome la stampa locale non lo ha fatto molto notare, non solo la consulenza era dunque ultradecennale, ma era una consulenza di parte, ovviamente della famiglia (mai che si chiami la psichiatra Lorettu, per restare alle consulenze di parte: quella sì, che sarebbe una consulenza chiarificatrice, per capire tante cosette del Caso Rossi); dipoi, per una mezz’oretta, è stata la volta del medico legale professor Giuseppe Introna: anch’egli consulente della famiglia, con consulenza datata maggio 2022 (solo 4 anni: quasi nuova, suvvia…).

Ergo, tutte minestrine riscaldate, nonché ben selezionate (vedasi l’esclusione della succitata psichiatra professoressa Lorettu, mai audita neanche dalla prima Commissione); ma la cosa meravigliosa è che, nonostante questo, i due consulenti – non potendo fare altro che, in modo corretto, ribadire il contenuto delle loro assai datate consulenze – hanno messo ulteriormente in difficoltà la Commissione e la sua narrazione dell’inesistente omicidio.

Partiamo, in estrema sintesi, dal professor Introna: il suo punto forte è stato ovviamente quelle delle lesioni al fegato, da lui valorizzate per primo; secondo Introna, non causate dalla caduta o da altro, ma da un cazzotto, oppure un calcio o da una ginocchiata (elemento del 2022, lo si ribadisce); peccato però che, nel mitico video prodotto dalla Commissione a marzo 2026 – facilmente reperibile on line – il presuntissimo aggressore del povero Rossi non sfiori neanche il fegato. Neanche lo prende in considerazione. Almeno, aggiornate il video, suvvia…

Peggio ancora – per la tesi della Commissione – è andata, come peraltro previsto, con l’audizione del grafologo: se – come sostiene dal 2015 l’ottimo Sofia – Rossi ha scritto le tre lettere suicidarie sotto coercizione, si deve spiegare la compatibilità fra un litigio – improvviso e violentissimo, capace di portare alla morte -, e lo stop per la scrittura coatta (infatti il perito si è ben guardato dall’entrare in questo pelago, ed il Presidente lo stesso): hanno forse fatto spiga rotta, all’insegna della proposta “ora si fa una pausa, ti si fanno scrivere tre letterine, l’una diversa dall’altra, poi però si riprende subito a bussarti bene bene”, di grazia?

A dirla proprio tutta, con una meravigliosa eterogenesi dei fini, il grafologo siciliano – arrivando ad ipotizzare che Rossi abbia scritto financo sotto altrui dettatura – smentisce la sua stessa committente, Antonella Tognazzi in Rossi: se l’assassino dettava, e Rossi scriveva, quale persona – se sana di mente – può pensare che facesse scrivere “Toni” invece che “Antonella”? L’assassino-dettatore, ordunque, conosceva la familiarità nominalistica fra i due?

Ancora una volta (e mai abbastanza): Dio ci conservi la Commissione sul Caso Rossi, e ne preservi la continuità dei lavori fino all’ultimo giorno della legislatura…

 

Ps 1  In settimana, è arrivata la clamorosa sconfitta di Sinner al Roland Garros: del tutto imprevista (il monegasco-sudtirolese sembrava il vincitore designato a Parigi, stante anche l’assenza di Alcaraz), e per il fatto che Sinner si trovava beffardamente ad un solo game dal successo contro un anonimo argentino.

Per una volta, dobbiamo spezzare una lancia a favore del numero uno del mondo, senza ironia: invece di dare la colpa al caldo (pur devastante, ma comunque presente per tutti), ha detto in modo chiaro che il problema è suo, visti anche gli svariati precedenti similari (anche in condizioni di normalità climatica, vedasi un Wimbledon). In questo caso, davvero chapeau a lui: facendo concreta autocritica invece che cercare facili alibi, ha dimostrato onestà intellettuale, confermando la sua non italianità…

Ps 2 Eventi in Comunale, per la settimana prossima: mercoledì 3 giugno, l’Augusto padre chiude il ciclo di incontri sulla battaglia di Camollia (“Tra la vittoria ed il disastro finale”), iniziato da Duccio Balestracci; poi, giovedì,  Roberto Bartali – ricercatore senese, assai valido – presenta un libro a dir poco stimolante: “L’ombra di Yalta sugli anni di piombo. Alle origini delle Brigate rosse”…

 

28 Commenti su Droni russi, Palio fashion, Bufala Rossi: tris di fine maggio (e 2 Ps)

  1. Gp scrive:

    L’ue è sotto attacco da molti fronti… l’ucraina ci ha colpito molte volte, sia intenzionalmente che per errore, qualche volta lo ha fatto anche la russia… israele attacca sistematicamente le bs basi in Libano (vari feriti italiani e due francesi morti). Ovviamente l’unica minaccia vera è la Russia, che, pur spendendo in armi un decimo della nato e pur non riuscendo neppure ad occupare il donbass i 4 anni, presto arriverà presto a Lisbona.
    Per fortuna abbiamo tolto mille miliardi dal patto di stabilità per le armi (i russi ne spendono 156) così ci difenderemo adeguatamente. Povertà, sanità, deindustrializzazione, lavoro, salari… possono aspettare, che se la russia ci invade sarà ancora peggio.
    Sui droni…
    https://en.wikipedia.org/wiki/2026_Ukrainian_drone_incursions_into_the_Baltic_states

    • Eretico scrive:

      Caro Gp,
      come hai letto, io stesso ho parlato di verosimile errore russo, non di volontà putiniana di attaccare la Nato.

      Due cose fammele però dire: in primo luogo, se parli della spesa militare russa, il dato rilevante è quanto spenda rispetto al suo budget statale complessivo, più che rispetto alla Nato (e non c’è da dormire teanquilli, direi); in secondo luogo, resto sempre stupito di questa curiosa asimmetria: quando la Russia fa cose tipo quella in Romania, si minimizza la sua capacità militare, facendo risaltare i suoi insuccessi (peraltro evidenti); in altri casi, invece, la si dipinge come invincibile, inarrestabile: per esempio come argomento usato per anni per dire agli ucraini di arrendersi…
      Lo dico agli Orsini e ai Travaglio della situazione, non a te: mettetevi un minimo d’accordo, suvvia…
      L’eretico

      • Gp scrive:

        No Eretico, il dato rilevante, se si parla di difesa è la spesa assoluta, non quella relativa al pil…
        Nell’omertosa censura dei media italiani il predidente rumeno Nicusor Dan ha dichiarato che il drone ha cambiato traiettoria dopo essere stato colpito sull’ucraina.
        Sono pronto a scommettere che appena Von der Leyen e soci avranno messo le mani sui 1000 miliardi di rearm europe si farà pace anche coi russi e i media potranno tornare a scrivere ‘liberamente’.

  2. Ics scrive:

    Un paese nel quale il governo ha paura di parlare di spesa militare per non perdere consenso.
    Internet e GPS nel passato, la dronistica oggi.
    Investire (seriamente) in tecnologia militare alimenta un processo virtuoso di innovazione nel civile (con lavori più qualificati e meglio retribuiti).
    L’alternativa è la completa trasformazione in un’economia disperata: un paese di osti & locandieri.
    Provare a spiegare (senza scivolare nel ridicolo) ad un turista straniero che il palio è “guerra”.
    Questa settimana è stato il turno di De Gregori. Il “palestinesimo” è la nuova religione comunista. Se non aderisci, salta la vacanza a poggibigonzi

    • Eretico scrive:

      Caro Ics, questa settimana è stato il turno di De Gregori – come giustamente dici -, ma soprattutto di Erri De Luca: il quale ha osato financo mettere in dubbio l’uso del termine “genocidio” (come, fra gli altri, il più esperto storico italiano della materia, Marcello Flores).

      Quanto alla scelta del proprietario della struttura poggibonsese – il quale, di vista, conosco – era ovviamente liberissimo di farlo: sarebbe solo curioso sapere se faccia la medesima domanda anche ai russi (o, al limite, agli americani: avete votato Trump? Niente vista sugli ulivi e sull’Elsa, eh…).

      A Gp: guarda che quasi nessuno ha nascosto che il drone sulla Romania sia stato un errore non voluto (l’ho scritto anche io), il problema è lo sciame vergato sull’Ucraina, come dal 2022 in poi; se, poi, i resoconti su quella guerra li dobbiamo leggere sul Fatto – che io compulso cotidie, sia chiaro – allora dimmi perché nel 2024 (ed anche prima) gli ucraini si sarebbero dovuti arrendere, giacché l’avanzata dell’Armata putiniana era letteralmente impossibile da fermare, e si trattava solo di decidere se farsi ammazzare tutti (“fino all’ultimo ucraino”), per poi perdere comunque…

      L’eretico

      • Gp scrive:

        Ti pare normale che nello stesso giorno sol corriere (e tutti gli altri che ho letto tranne il fatto) si parli ancora di attacco russo all’ue come se il presidente rumeno Nicuşor Dan non avesse ammesso che: “il drone ha cambiato traiettoria dopo essere stato colpito dagli ucraini”? E perché secondo te la stampa vuol far credere ai cittadini ue che la russia abbia deliberatamente lanciato i droni contro la romania anche se non è vero? Io avrei due risposte… convincere i popoli ad accettare rearm europe (la ue spende già il triplo della russia in armi… per non parlare della nato), oppure demonizzare il nemico a tal punto da giustificare una guerra (cosa che puntualmente ricorrente e che viene costruita prima di ogni guerra per creare una causa alla quale immolare giovani combattenti e civili).
        Se non avessi letto il fatto (unico giornale a non costare ai contribuenti, ma non per questo immune da critiche) avrei pensato ad un attacco diretto russo… quindi presumo che il 95% degli italiani che non lo legge sia convinto erroneamente che putin (oltre a fare tutte le porcate che dici te all’ucraina) stia bersagliando la ue/nato… ti pare normale? In russia o in ucraina forse si, in democrazia non dovrebbe

  3. Cecco scrive:

    Giustificare il riarmo: ecco il vero obiettivo della faccenda drone sulla Romania. Mi dispiace contraddire Ics con il quale solitamente non mi trovo d’accordo ma una economia basata sulla produzione di armi porta semplicemente a sbattere contro un muro, chi possiede le armi prima o poi le userà, questo non porta a niente di buono almeno di non essere d’accordo con la teoria che la guerra è la sola igiene del mondo. Il problema dal mio punto di vista è un altro: bisogna giustificare con la paura della Russia investimenti in un settore in cui l’Europa ed in particolare l’Italia non ha assolutamente bisogno di investire (ci sarebbe da creare un sistema difensivo europeo unico e soprattutto una politica estera unitaria, ma qui non c’è bisogno di ulteriori investimenti, solo di volontà politica, di 27 eserciti nazionali ipertrofici beneficeranno solo i produttori di armi). Vuoi vedere un processo virtuoso di innovazione nel civile (senza scomodare camerieri e locande) ebbene ci vorrebbe una politica con un progetto economico ed industriale a lungo termine e non improvvisazione estemporanea come invece ci hanno abituato negli ultimi decenni gli italici governi (giusto per ribadire che Meloni è solo l’ultima pedina in un processo di deindustralizzazione del paese). Settori ad alto valore tecnologico su cui investire? Ecco alcuni esempi e senz’altro mi dimentico di qualcosa: sicurezza del territorio, sanità, produzione di energia e acciaio, automotive, telecomunicazioni, trasporti, elettronica/informatica, recupero e tutela dei beni artistici, filiera agro-alimentare, università ecc…
    Sull’andamento della guerra Russia-Ucraina cito un articolo del Manifesto di Sabato Angieri (giornalista ed inviato di guerra) che a sua volta fa riferimento a Anne Keast-Butler, direttrice della Gchq, l’agenzia di intelligence britannica che parla di 500 mila morti militari russi a fronte di 100 mila ucraini. Inoltre non siamo più ai tempi dell’operazione speciale dove la Russia schierava sul campo l’esercito regolare e dunque i professionisti delle armi, adesso vanno reclutando uomini dalle regioni più lontane e povere, carcerati e volontari, in sintesi carne da cannone.

  4. Eretico scrive:

    Caro Cecco,
    intanto grazie per i dati conclusivi da te offerti ai lettori (rapporto 5 a 1 fra morti russi ed ucraini); aggiungo che, sin da subito, Putin ha mandato al macello soprattutto russi asiatici, non certo quelli ad ovest degli Urali.

    Sul riarmo – come sai – non concordo con te: la Guerra fredda, per dire, l’abbiamo vinta, come occidentali, con la deterrenza. Nonostante i noti pacifinti degli Ottanta (finanziati da Mosca, toh), i quali molti lettori ricorderanno…

    Buona Festa della Repubblica a tutti, anche a quel 15% di nostalgici della Monarchia: per chi fosse interessato, lunedì prossimo (8 giugno, 17,30 come sempre) lo scrivente di quel 2 giugno del 1946 parlerà in Sala storica…

    L’eretico

  5. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    La questione del riarmo? Si vis pacem, para bellum. Chi lo vuol capire se lo traduca in italiano, tanto è facile capire il significato.

    • Eretico scrive:

      Caro Vedo sempre più nero,
      i Romani in quelle cosette qualcosa, forse, capivano…

      Fra l’altro, vorrei fare riflettere – chi lo voglia, come sempre – su un aspetto: ad essere contrari alle spese militari, è soprattutto il fronte che ha sempre criticato la special partnership (spesso sfociata in sudditanza) con gli USA; ora che gli USA tendono a lasciare sola l’Europa, dovrebbero essere proprio loro i primi a pretendere una politica di difesa, concreta e seria: certo, cercando di unire gli Stati europei, e provando a costruire una industria europea, non andando a foraggiare sfacciatamente chi si ritira…

      L’eretico

    • Gp scrive:

      Si, infatti la nato è già di gran lunga (di svariati colonnini) il primo acquirente di armi al mondo. La ue da sola spende già qyasi il triplo di putin

  6. Paolo Panzieri scrive:

    “I fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito”.
    Queste le conclusioni della Procura di Milano che mettono una pietra tombale sul fango gettato dal Fatto, da Ranucci e non solo, ai quali verranno chiesti a questo punto risarcimenti milionari.
    Del resto dovrebbero essere ben più consistenti di quelli che i soliti noti, magari un tempo potenti, percepiscono spigolando i social e perseguitando (non ho scritto preseguendo) qualche sprovveduto leoncino/a da tastiera per lo più imbecille …
    Ma il pregiudizio maggiore cui vanno inevitabilmente incontro si chiama inattendibilità.
    Nessuno, infatti, sano di mente crederà più ai loro scoop farlocchi come fosse oro colato.
    Di certo non lo farà il Quirinale, che da questa storia obbiettivamente non ne può uscire bene per due motivi.
    Il primo è aver concesso la grazia alla Minetti: non c’era davvero bisogno.
    Il secondo, il più grave, è proprio aver creduto al Fatto, tentando di ribaltare sul ministero una inesistente responsabilità per la grazia concessa, che comunque sarebbe stata soltanto del Presidente della Repubblica, al cui insindacabile potere (arbitrio) l’esercizio di questo antistorico ed ingiusto istituto è rimesso.
    Ma di tutto questo ben poco si parlerà nel dibattito pubblico giornaliero sempre più anestetizzato, normalizzato e drogato che dovrebbe chiamarsi informazione.

    • Eretico scrive:

      Caro Paolo,
      che dire, oltre al fatto (minuscolo) che ovviamente ne riparleremo?

      Il Fatto di Marco Travaglio ha dunque preso una topica colossale, a quanto detto da chi di dovere; peggio mi sento per Sigfrido Ranucci, il quale almeno, sul caso in questione, si era scusato subito; sul ruolo del Presidente, vedo – come dire – più complessità, però è indubbio che un paio di mesi fa abbia ceduto, financo lui, alla pressione mediatica.

      Come detto prima – a fortiori visto che la notizia l’avevamo ripresa anche noi -, ne scriveremo di sicuro: ora, da par mio, vado a godermi la difesa del Fatto, che probabilmente non solo non ammetterà alcunché (se non il minimo sindacale), ma verosimilmente darà la colpa di tutto all’Ucraina nazista…

      L’eretico

      • Gp scrive:

        Chi di referendum ferisce di referensum perisce

        • Paolo Panzieri scrive:

          Al ranch “Gin Tonic” di Punta del Este non ci sarebbero stati festini hard con escort. È quanto afferma oggi, in modo definitivo e formale, Graciela Mabel De Los Santos, la massaggiatrice uruguaiana che era diventata la testimone chiave delle inchieste del Fatto Quotidiano sul caso Nicole Minetti.Il 29 maggio Graciela ha sottoscritto davanti a un notaio a Maldonado una dichiarazione giurata di quattro pagine, inviata il 5 giugno alla Procura di Milano tramite Interpol. Nel documento smentisce radicalmente le accuse: nega di aver mai visto Nicole Minetti coinvolta nel reperimento o nell’organizzazione di prostitute, afferma di non aver avuto alcun rapporto con lei e sostiene che le sue precedenti dichiarazioni sono state distorte e manipolate dai media, anche per problemi di lingua e traduzione.
          Sed de hoc satis.

          Speriamo che la “favola” insegni sia a livello nazionale che locale che quando si attribuisce qualcosa di poco edificante a qualcuno, anche la peggior igienista dentale su piazza (si fa per dire), occorre quantomeno averne verificato la fondatezza, perché altrimenti si farà la fine di Travaglio e compagni (nibelungici e non).

          • Gp scrive:

            Dal mio punto di vista il problema non è la vita della signorina che prelevò dalla questura la prostituta minorenne ‘nipote di mubarak’… ma il fatto che presidente/procura le abbiano concesso la grazia, anche se oggi facesse vita fa orsolina per me sarebbe uno scandalo. Chissà se l’autore della casta di siena concorda

          • Eretico scrive:

            Caro Gp, se rileggi, ti accorgerai che lo ho già chiarito: a prescindere dal resto, per me della grazia alla Minetti si sarebbe potuto tranquillamente fare a meno…

            L’eretico

  7. sauro scrive:

    Complimenti per la nomina del nuovo assessore! Figura di spicco nel panorama istituzionale( poi ci spiegheranno dove e come) e nel tessuto territoriale!
    Anche a livello locale si prosegue con l’amichettismo!
    Proprio non c’era nessun altro x ricoprire un ruolo o inutile( perché va tutto bene) o necessario( allora va tutto male!)!
    In ogni caso auguri di buon lavoro alla fiamma senese!

  8. UN AMMIRATORE DA TEMPI NON SOSPETTI scrive:

    Vedo che anche sul blog c’è chi ironizza sulla nomina ad Assessore dell’avvocato Fiamma Cardini.
    Che ci sia un “amichettismo” legato ai ruoli dirigenziali nelle rispettive contrade fra Sindaco e neo Assessore (Istrice-Aquila), è possibilissimo: scandalizzarsene in una città come Siena mi sembra davvero puerile.
    La domanda dovrebbe essere questa: l’avvocato Cardini è persona capace ed adatta per il ruolo che è stata chiamata a ricoprire? Io penso che lo saprà dimostrare, e me lo auguro.
    Già da ora, credo si possa dire che negli ultimi anni si è visto di peggio, ma parecchio di peggio…

    • Paolo Panzieri scrive:

      Non vorrei essere tacciato a mia volta di amichettismo o di colleganesimo, visto che Fiamma è una bravissima collega ed una cara amica, ma non posso che associarmi ed augurarle davvero buon lavoro!

  9. sauro scrive:

    Si, si…continuate a far finta di niente…a bocce invertite vi sareste stracciati le vesti! Ma ora che lo stesso comportamento lo applicano le destre va bene…i peggiori siete proprio voi, che adesso concedete tutto, anche ammiccando!
    Col tempo anche i più duri e ciechi si accorgeranno in che brace siamo caduti!

    • Paolo Panzieri scrive:

      Scusami Sauro, probabilmente è un problema mio, ma non capisco … è una cosa personale? Sei mica della Pantera? Qual’è il punto?
      Se ce lo spieghi per bene, magari lo capisco anch’io …
      Grazie.

      • sauro scrive:

        1.non è personale
        2. Non sono panterino
        3.se non lo capisce( o non lo vuole capire) è un problema suo!
        Piano piano( ma sempre in minor tempo) lo capiranno bene i senesi

    • Marco Burroni scrive:

      Pare che dai tempi del groviglio armonioso non sia cambiato niente se non le persone, ennesima dimostrazione che non serve cambiare maggioranza se non cambiano la mentalita’ e i metodi di fare politica. ‘

      • Paolo Panzieri scrive:

        Grazie Sauro e grazie Marco, adesso ho capito perfettamente.
        Del resto perché confondersi con un nuovo groviglio e canbiare maggioranza, se potresti avere gli originali? in effetti anche questo è un punto di vista …
        Mi auguro davvero che i senesi capiscano pure loro.

        • sauro scrive:

          Le poltrone e i lilleri garbano a tutti…specie a mqndritta

          • Gp scrive:

            Visti ripetuti casi di amnesia, ogni tanto giova ricordare che comune (pd), provincia (pd), regione (pd) hanno controllato tramite la fondazione la terza banca di Italia del tempo e che la città avrebbe dovuto avere marciapiedi e ponti d’oro, mentre non abbiamo neanche treni e strade. I suddetti controllori della banca al tempo hanno polverizzato 18 miliardi rimessi dai contribuenti, quindi anche solo per questo, nessuno scappato di casa di destra potrà mai riuscire a far peggio.

  10. Ics scrive:

    Ma il mangia lo assegnano comunque?

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