Il 2 giugno del Tomaso nazionale (e la Minetti)
Eccoci al pezzo settimanale, dedicato alla celebrazione del 2 giugno: 80 anni di Repubblica! La notizia-bomba delle ultime ore è ovviamente più quella legata al risiko bancario nazionale, con il derby su chi si prenderà il Monte dei Paschi di Roma, con clamoroso inserimento last minute di Intesa: si preannunciano tempi assai complessi nonché variegati, per il neo Mangia d’oro Lovaglio.
Forse – come proposto dallo scrivente, per primo (verba volant, scripta manent) – sarebbe stato meglio ripiegare, per la massima onorificenza senese, su un artista di razza come Mauro Lusini: ne riparleremo, tranquilli, ne riparleremo…
2 GIUGNO: PARTIAMO DALLA HISTORIA…
Come sempre accade in queste vicende legate alle date, bisognerebbe partire dalla Historia: per capirne l’importanza (o meno, se del caso), e per non cedere a facili anacronismi, sempre in agguato in casi come questi. Purtroppo, al tempo d’oggi non si può dare alcunché di scontato…
Quel 2 giugno di ormai 80 anni fa, si andò alle urne per scegliere fra l’italica Monarchia (in vigore dal 1861) o la Repubblica (che nell’Italia unita mai era esistita); ma si votò anche per eleggere i rappresentanti che avrebbero scritto la Costituzione, i cosiddetti Padri costituenti. Inoltre, come ormai risaputo da tutti – magari dopo il film della Cortellesi, ottimo esempio di pedagogia sociale – per la prima volta votarono anche le donne, dopo i generosi tentativi di alcuni deputati ottocenteschi e di inizio Novecento, sempre andati a vuoto.
Ci sono quindi almeno tre motivi, tre ottime ragioni per fare sì che questa data sia non solo riconosciuta da tutti – ci mancherebbe altro! -, ma che sia degnamente celebrata: dovrebbe essere il nostro 4 luglio (USA), o paragonabile al 14 luglio francese, per dire.
Grande merito – ovviamente, misconosciuto – fu quello del Presidente Ciampi: il quale sdoganò da sinistra, a partire dal 2000, tutta la liturgia sacrale della Patria. Si poteva cantare l’Inno senza essere, o essere stati, fascisti: lo impararono anche i calciatori della Nazionale; il 2 giugno doveva essere festeggiato con tutti i crismi, da Destra quanto da Sinistra. Ovviamente con tanto di parata militare. La lezione di Ciampi non è stata del tutto vana: ma gente che rema in modo insulso contro, ve ne è ancora davvero tanta. Ed è sic et simpliciter scandaloso, fra le altre cose, che neanche la sua Livorno gli abbia dedicato una Via o una Piazza.
D’altra parte, oggi se vediamo una bandiera straniera ad un balcone (della Palestina, ovviamente: dell’Ucraina no di certo, sono tutti nazisti…), ciò rappresenta la norma; figuriamoci se la troviamo anche affissa in balconi di edifici pubblici: in cui fior di intellettuali – prestati alla pubblica amministrazione, giusto per fare quadrare in qualche modo i conti a fine mese -, non hanno alcuna remora a sovrapporre l’amore per Gaza a quello – evidentemente fascista e colonialista, di certo reazionario – per il sacro suolo italico. Se ne parla nel terzo blocco, suvvia…
Ultima chiosa storica: Vittorio Emanuele III ha certo commesso grandi errori, ma il ruolo della Monarchia è stato tutt’altro che solo e soltanto negativo come certi storici, ormai da youtube, sostengono; con il non microscopico dettaglio che l’Italia – come aveva capito bene Garibaldi, a differenza di Mazzini -, senza i Savoia, non si sarebbe fatta, quantomeno in quel momento. Ed il comportamento del “re di maggio” Umberto II, da par suo, salvò l’Italia da un prolungamento della Guerra civile: il Pci era pronto, e a Napoli – nel giugno 1946 – si arrivò in doppia cifra, quanto a morti nelle piazze e nelle strade…
L’UNICA FESTA DAVVERO UNIFICANTE (IN POTENZA)
Un aspetto che francamente amareggia, è che anche il 2 giugno – perfino il 2 giugno, verrebbe da dire – non riesce ad essere una Festa edificante per tutti.
Il 25 aprile verosimilmente non lo sarà mai, pur essendo nata con un dichiarato intento pacificatorio (sembra impossibile, ma così è!): sarà sempre vista – o comunque fino a che ci sarà gente come Pagliarulo a presiedere l’Anpi – come la vittoria di una parte (quella giustissima, di fronte alla Historia), contro l’altra, soccombente manu militari di fronte alla Storia stessa.
Il 1 maggio, poi, è la Festa dei lavoratori, ma sappiamo che l’appropriazione da parte della Sinistra è indubbia: per quanto – come si ricorda ogni anno sul blog – la celebrazione della giornata in questione fosse stata ben mantenuta dal Terzo Reich (d’altra parte, Hitler era il leader del Partito nazionalsocialista, eh, e si alleò – a pieno titolo, anche ideologico – con Stalin…).
Tolte tutte le festività religiose (a nostro parere scandaloso che regga l’8 dicembre, pur sapendo benissimo essere questa una battaglia persa in partenza: il dogma dell’Immacolata venendo proclamato, nel 1854, in un contesto temporalistico ed oggettivamente anti-italiano da parte di Pio IX, ultimo Papa re), resterebbe dunque giusto il 2 giugno.
Un recente sondaggio, ci comunica che l’85% degli italiani si sente repubblicano, ergo i rigurgiti neomonarchici sono, a dir tanto, residuali (e spesso sono quelli dei neoborbonici, non di chi vorrebbe il ritorno dei Savoia: una prece, per loro…); a favore della Repubblica, poi, sono la maggioranza e l’opposizione.
Anche i nostalgici più duri e puri del Ventennio, quelli che magari guardano con simpatia anche alla Repubblica (Repubblica, si badi!) sociale italiana – quella di Salò, per intendersi – sono senz’altro, e con decisione, antimonarchici: fu comunque Vittorio Emanuele III a fare arrestare il Duce, in fin dei conti, in quel 25 luglio 1943.
Ed invece, cari lettori, che succede? Accade ciò di cui ci occupiamo sotto: non va bene neanche il 2 giugno, per alcuni, o quantomeno non va bene questo tipo di celebrazione della data in questione. Meglio fare sfilare i flotilleros, a dirla proprio tutta…
PER TOMASO, DEVE MARCIARE LA FLOTILLA (DIAMINE, EH…)
Ilaria Salis, da par suo, vorrebbe abolire tout court la Parata del 2 giugno, ma – salvo che ci siamo perduti cruciali passaggi in tal senso – alla pars destruens lei non abbina alcunché di construens: non ci pare di avere infatti letto che vorrebbe approntare una sfilata alternativa, guidata dagli occupanti abusivi di immobili, o magari di farla financo aprire da qualche martellatore di piazza, tedesco o italiano che sia. Se ci siamo persi la chicca, ce ne scusiamo immantinente con l’eurodeputata (facendo ancora una volta i complimentoni a chi l’ha votata…).
Il chicchero sul 2 giugno, però, lo ha tirato fuori, ancora una volta, il Tomaso nazionale: non c’è Salis (Ilaria) che tenga, vince lo storico (dell’Arte, però) Tomaso Montanari, e di una spanna; anche perché il Montanari è di un’altra levatura intellettuale, lui sa passare da Caravaggio al sionismo che è un piacere.
E ce lo immaginiamo – magari all’interno del Rettorato dell’Università per stranieri di Siena (luogo istituzionale, curiosamente battente, per l’appunto, bandiera palestinese: ma lo stipendione mensile glielo danno quei colonialisti, fascistoni dell’italico tricolore, eh) – a partorire l’alato articolo sul Fatto (31 maggio), per dare il benvenuto all’imminente 2 giugno.
Titolo (magari non suo, ma lui di certo consenziente): “La parata militare umilia il 2 giugno…”: azz, il cielo preannuncia tempesta; dopodiché, dopo un coacervo del peggior cattocomunismo (citazioni da Avvenire, Papa Leone in versione francescana, più l’immancabile don Milani: roba da fare diventare socciani anche uno come lo scrivente), ecco – verso il finale – l’inarrestabile crescendo del Rettore.
Fiore da fiore, dal Montanari-pensiero sulla parata: la parata è una “malaparata”, toh; la parata del 2 giugno è un “atto di diseducazione collettiva” (forse anche un tentativo di traviare, in senso militaristico, le menti dei virgulti italici); poi, si estrinseca il desiderio, la cogente necessità di una “parata buona, aperta dalla Flotilla per Gaza e da Emergency”; infine – visto il desiderio della gran parte degli italiani di fare una bella guerra a tutti i costi ( desiderio notato peraltro solo dalla Salis e da lui), come si fa a bloccare questa marea montante di italiani, tutti pronti con il moschetto ed il drone d’ordinanza? C’è in tutta evidenza “bisogno di cittadine e cittadini pronti a disertare la guerra…”. Anche se – mai dovesse capitare, e non capiterà – fosse una guerra difensiva? Visto che si cita sempre la Costituzione (quando e agli Articoli che fanno comodo, ovviamente), ci pare esista anche l’Articolo 52, a cotal proposito.
Dentro l’Università per stranieri di Siena (battente bandiera palestinese, sic), siamo sicuri che siano tutti d’accordo con queste posizioni? Ve lo diciamo noi: no, proprio per niente; ma si tende a stare zitti, perché il Rettore è lui: ed è un autentico, genuino, sincero democratico, il quale piange e prega ogni giorno per i gazawi (meno per gli ucraini o altri ancora), quindi meglio aspettare che finisca il mandato, per dire finalmente ciò che si pensa…
Ps 1 Laura Rosi ci ha lasciato, in questi giorni: la lunga malattia – la quale, ad un certo punto, sembrava, quasi miracolosamente, sconfitta – le ha invece, alla fine, presentato il suo drammatico conto. La conoscevo da tanto tempo, e poi ho avuto – per motivi di Biblioteca – la possibilità di frequentare settimanalmente il ristorante da lei gestito; posso dunque dire di averla vista, negli ultimi tempi, con assiduità, fin quando ce l’ha fatta a lavorare, agli inizi dell’anno.
Ecco, per lei il lavoro era davvero sacro: si mescolavano gli affari, la famiglia con la sua tradizione nel settore alberghiero, il senso del dovere in quanto tale; negli ultimi mesi, anche umanissima voglia di normalità. Resti un modello per tutti, Laura: non di chissà quale eroismo, bensì di quello della ordinaria quotidianità; portata avanti, nonostante tutto, con assoluta dignità e serietà. Nonché con il sorriso che ci sapeva regalare, al momento di salutarci, dopo quelle serate: agrodolci, eppur sempre fiduciose e speranzose…
Ps 2 In settimana, la Procura generale di Milano ha chiuso, dal suo punto di vista, il Caso-Minetti: si può ovviamente discutere fino a luglio o agosto se la grazia fosse dovuta o meno (per lo scrivente, anche no), ma le insinuazioni e le accuse de Il Fatto – per i magistrati milanesi – non sono in alcun modo veritiere; Travaglio, come previsto, non arretra da par suo di un millimetro, scrivendo che la teste chiave – la massaggiatrice che ha parlato di festini nella villa abitata in Uruguay dall’ex igienista dentale – non è stata sentita. La Procura sostiene di avere sentito svariati altri testi (non solo indicati dai legali della Minetti), i quali contestano in toto la credibilità intrinseca della massaggiatrice. Il Direttore de Il Fatto si spinge a minacciare di querelare la Procura milanese (!). Ieri, poi, sul Corriere della sera – Luigi Ferrarella, pagina 13 – è uscita la notizia di una testimonianza giurata, davanti ad un notaio uruguagio, della massaggiatrice: la quale esclude di avere mai visto, con i suoi occhi, festini in casa Minetti.
Staremo a vedere, ma almeno due cose sono certe: il quotidiano di Travaglio, fra le varie insinuazioni, aveva messo in evidenza che la grazia fosse stata tenuta sotto ambiguo ed imbarazzato silenzio (e noi – ad onore del vero -, su questo ci eravamo accodati: sbagliando, sic); bisognava però che Travaglio controllasse – o facesse controllare – i precedenti: su 42 concessioni di grazia, 30 sono state tenute non pubbliche, soprattutto per motivi di privacy (qui ci sarebbe un bambino malato, la cui privacy è stata di certo violata, in effetti). Fonte: il Quirinale stesso, un po’ arduo da smentire. Questo dato è importante: nei suoi veementi editoriali difensivi, Travaglio non mi sembra invece valorizzi molto questo elemento; in secondo luogo, sabato mattina lo stesso Travaglio – nel suo infuocato editoriale, as usual incapace di autocritica – paragona il Caso Minetti allo – scellerato ed inverecondo -passaggio parlamentare in cui, nel 2011, Ruby fu fatta passare per la “nipote di Mubarak”. Ora, mettere quella storia a paragone con questa, pare francamente cosa a dir poco ridicola: ma si fa per chiacchierare, ci mancherebbe…









Ritengo che Lovaglio abbia fatto il massimo.
Però, come spesso accade in finanza, il pesce grosso mangia il pesce piccolo, e come diceva Cuccia “Articolo quinto: chi ha i soldi ha vinto”.
Meraviglia – ma, forse, anche no – il silenzio delle istituzioni e della politica senese di ogni lato.
Fausto
Ma che bella Siena, stanno decidendo il destino del Monte dei Paschi e tutte le televisioni locali sono ormai a parlare esclusivamente di Palio. Si parla di fantini, contrade, cavalli; si fanno previsioni su previsioni. Ormai per tre mesi i media senesi camperanno di rendita a parlare di Palio, intanto arrivano nuovi problemi e quelli già presenti saranno affrontati in autunno; forse. La solita richiesta formale delle varie amministrazioni cittadine e provinciali, scritta e mai in presenza a Roma a svegliare chi di dovere, per risolvere i soliti problemi di isolamento di Siena, una città che vorrebbe essere a vocazione turistica. Ora c’è il Palio, la letterina è partita, compitino fatto, la coscienza a posto e tutto rimandato all’autunno; si vedrà allora. Una città ormai in declino irreversibile.
L’unica cosa positiva è, che dopo le le elezioni comunali, anche Arezzo non è più in mano ai buonisti. Siena, Grosseto ed Arezzo senza i buonisti al comando; che sia la fine della Toscana “rossa”? Penso di si e definire di “sinistra” l’attuale massa di buonisti è un’offesa alla defunta “Sinistra” di un tempo.
Per una volta sono d’accordo con te, riguardo al declino della nostra povera città. Purtroppo invece non comprendo il riferimento ad Arezzo: il “nuovo” sindaco era assessore del vecchio (al primo mandato) e sempre della stessa parte politica. Arezzo è della destra da 11 anni, non da due giorni.
Hai ragione, ma a me era sembrato che i buonisti fossero stavolta sicuri della vittoria. Vedo spesso la loro rete locale e gli intervistati di centro sinistra apparivano ottimisti e gasati. Come si dice? Sicuro lo prese….
Caro Vedo sempre più nero,
il tuo pessimismo è oggettivamente intrinseco al tuo nickname, ma si fa male a darti torto, a questo giro…
Lo scrivente lo dice e scrive da 20 anni: ma perché si deve iniziare a parlare e scrivere di Palio e di “valzer delle monte” un mese prima, creando un estenuante, illeggibile continuum che va da fine maggio a fine agosto (nonché creando le basi per pagare di più i fantini, facendo dunque tirare fuori più dindini ai contradaioli- cittadini stessi)? A maggior ragione, a fronte dei nodi montepaschini che vengono drammaticamente al pettine: ci toccherà tornare a scrivere un po’ di MPS, non solo per la bufala Rossi (peraltro funzionale anche a ciò che sta accadendo a livello di risiko bancario).
A Ics: scrivi delle 4 P che restano a Sienina; Palio (anche troppo, come detto), panforte (sì e no), premi (quelli sì, ma l’imbarazzo del Mangia a Lovaglio è clamoroso e montante). Restano le puttane: chissà, per ora siamo ancora al Troio e dintorni…
L’eretico
Dal valzer delle monte al valzer del monte
Più che un valzer è una marcia funebre per Siena.
Il requiem è già suonato da anni purtroppo
Se gaza è la “vera patria” un si capisce cosa li trattenga a restare.
È la solita litania del comunista “pancia piena & culo al caldo”: disprezza l’Italia, minaccia di andarsene ma un si leva mai dai coglioni.
Col senno di poi, l’operazione mediobanca (e quindi generali) ha trasformato il monte in un’inevitabile preda, in un “affronto” non tollerabile dalla finanza meneghina.
A Siena restano le quattro P: palio, panforte, puttane & (gli immancabili) premi.
Il mito, tipicamente italico, dell’uomo solo al comando, del salvatore della patria e la frenesia, tipicamente senese, di adularlo.
Il fallimento maggiore resterà, nonostante i fiumi di lilleri sul territorio, il non essere riusciti a coltivare una classe imprenditoriale moderna, strutturata e internazionale.
Cipriani ha presentato una doppia denuncia. Sarà divertente confrontare i due sistemi giudiziari in azione.
Caro Eretico,
concordo con te in tutto e per tutto: di fronte alla Storia, resterà almeno la tua traccia scritta, di chi certe cose le aveva anticipate e descritte, con anni di anticipo. Però il Mangia lo danno a Lovaglio: così va il mondo…
Caro “ammiratore da tempi non sospetti”,
come al solito sei sin troppo generoso…
Ogni anno ricevo vari commenti sul fatto che meriterei il Mangia (commenti che mi fanno ovviamente piacere): e tutte le volte, rispondo che la figura vincente deve essere una figura non divisiva, ma capace di unire tutti, o quasi.
Uno con il mio passato, dunque, nonché con il mio presente (bufala Rossi, per capirsi) non può neanche rientrare fra i papabili.
Mi accontento di qualche onore (di fronte alla Storia, per l’appunto), mettendo da sempre in conto di raccogliere ed attirare non pochi nemici (diffidare sempre, peraltro, di chi vuole piacere a tutti).
Su Lovaglio, che aggiungere a quanto già scritto in tempi non sospetti? Siamo stati tutti a suo favore, nello scontro con Caltagirone. Ma dovrebbe essere lui, a questo punto, a ringraziare chi di dovere per il gesto, e a rinunciare: non credo accadrà, ma sarebbe la cosa migliore per tutti…si ha un’idea, anche vaga, di quanto surreale potrebbe diventare la cerimonia del 15 agosto, se l’acqua andasse – come andrà – per i suoi fossi?
L’eretico
Ma mi spiegate che senso hanno ormai questi “premi” a Siena, in Italia e nel mondo?
Se li fanno, se li suonano e se li assegnano.
Sempre il solito circoletto di autoproclamati giusti trai giusti.
Quasi un’onta riceverli.
L’ironia è che Intesa non avrebbe mai fatto l’opas su MPS se non ci fosse stata in mezzo Mediobanca: di MPS tendenzialmente non fregava niente a nessuno, infatti Intesa si prenderà Mediobanca, Compass, 13% Generali e MPS lo butterà nella differenziata.
Caro Anonimo,
hai ragione da vendere (ma tranquillo: nessuno te la comprerà!): come scritto in tempi non sospetti da queste colonne, l’acquisto di Mediobanca – considerato da (quasi) tutti un trionfo – ha reso Mps più che mai desiderabile ed appetibile: con i risultati che oggi sono sotto gli occhi anche dei “socialisti” dell’ultima ora, ahinoi. Nel prossimo pezzo, qualcosina se ne scriverà…
A “Isolati”: sì, su Arezzo hai ragione tu; Vedo sempre più nero si è fatto prendere la mano, diciamo…
Oggi iniziano i Mondiali di calcio: per chi si tifa, di grazia?
L’eretico
Buonanotte a tutti i lettori dell’Eretico,
sulla parata del 2 Giugno: intanto parto con il ricordare l’articolo 11 della Costituzione nel quale i padri costituenti vollero inserire la parola “ripudio” proprio per sottolineare l’orrore della guerra dalla quale erano appena usciti. I nostri corpi militari sono stati spesso usati in missione di pace (non è sempre stato così purtroppo) prima tra tutte la meritoria missione Unifil colpita più volte deliberatamente dall’ IDF. Per ricevere l’affetto degli italiani non è poi così male veder sfilare gli Alpini, i Paracadutisti o l’Aeronautica (cito i miei preferiti) ma insomma si parla di uomini che ricevono gli applausi del pubblico ed il saluto del Presidente della Repubblica, le Frecce tricolore poi sono una degna conclusione non bellicista, insomma fin qui dissento con il Prof. Montanari, non mi dispiace nemmeno veder sfilare i mezzi e le uniformi storiche, però qui mi fermo perchè nella parata c’è anche aspetto che mi disturba ovvero quando è esplicito il riferimento alla guerra guerreggiata e per capirsi parlo del camion con i droni: c’era bisogno di pavoneggiarsi con questi micidiali strumenti di morte (la guerra Russia-Ucraina è l’esempio concreto) di fronte al popolo italiano? Vedete, anche noi abbiamo i nostri strumenti di offesa, anche noi siamo in grado di uccidere a distanza, insomma a mio modesto modo di vedere fanno il paio con quei missiloni presenti sui carri della Corea del Nord, il messaggio implicito è lo stesso! Magari sono io che penso male, probabilmente è solo una pubblicità occulta per i prodotti della Leonardo, ma anche se così fosse stonerebbero comunque con il messaggio di una Repubblica che pensatela come vi pare ma per adesso, per fortuna, ripudia la guerra.
Tutto giusto. Bisogna, però, vedere se la guerra ripudia la repubblica.
Si vis pacem para bellum, dicevano un tempo i Romani, che se ne intendevano. Abbiamo imparato noi più vecchietti, figli della guerra fredda, l’importanza della deterrenza come garanzia di pace.
Quindi la pace disarmata e disarmante del Papa (ma lui è il Papa cosa dovrebbe dire …) è una splendida utopia (cfr Guccini), un po’ come il comunismo (probabilmente meno splendido), ma purtroppo non può funzionare.
Se poi da pacifinti volessimo ancora delegare in toto, come in passato, a qualcun altro la ns difesa (intesa come deterrenza eh) allora, come in passato, non potremmo poi contestare la sua ingerenza nei ns affari e nella ns pur mesmerizzata politica.
Quindi, indipendenza, deterrenza ed autodeterminazione sono tutti concetti – piaccia o no – legati a doppio filo e non ci possiamo più votare come in passato agli USA ed in futuro peggio mi sento alla Francia di Macron, ma dobbiamo essere autonomi, integrati, alleati, interconnessi, ma inderogabilmente indipendenti.
So che tutto questo cozza ancora con i retaggi della prima e della seconda internazionale (non saprei se ce ne fosse una terza), ma in ogni caso è tutto finito, mentre le nazioni, popoli sono sono sopravvissuti e sopravviveranno sempre, sicuramente (putroppo) anche all’Unione Europea, se non cambia pelle.
Montanari il palestinese senese? Quando finirà il suo mandato, spero il più presto possibile, dubito che verrà riconfermato. In quell’occasione stapperò una bottiglia di spumante nominando col suo nome il tappo che volerà in aria. Come il tappo salterà in suo nome, questo sostenitore di Hamas, ma sempre grande pacifista, ci libererà finalmente della pessima presenza. Per coerenza, di cui dubito, alla fine del suo mandato si dovrebbe trasferire nella sua amata Striscia con i suoi amici terroristi affiliati ad Hamas, magari portandosi dietro anche l’inutile bandiera palestinese. Che ci rimanga per sempre trai beduini; biglietto di sola andata.
Buongiorno.
Mi riporta, per favore, una dichiarazione in cui montanari sostiene Hamas?
Grazie.
Saluti
F
Caro Francesco, in attesa delle eventuale risposta di Vedo nero, ti rispondo io: non credo esista una singola dichiarazione in cui il Tomaso nazionale sostiene Hamas (mica scemo: così come mai ne troverai una pro Putin…): diciamo che Montanari si limita di solito a fare finta che a Gaza non esista Hamas.Cosa che, a tutti gli effetti, è un po’ singolare, ecco…
L’eretico
A me pare il contrario di quanto sostieni.
Ti riporto un link tra i tanti, che cita una trasmissione TV.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/10/14/montanari-sul-nove-quello-che-ha-fatto-hamas-non-si-puo-considerare-resistenza-uccidere-ragazzi-a-una-festa-e-crimine-di-guerra/7322550/
Poi ognuno rimane della sua idea.
Saluti
PS. Siccome nel sud Italia ci sono le mafie che spadroneggiano, mafie che hanno base a Milano e Roma, bombardiamo a tappeto tutto il meridione e le due città.
Così faremo fuori molti malavitosi!
… comunque la si pensi sulla questione il disprezzo con cui tal Vedo Nero tratta i Palestinesi appellandoli continuamente beduini (voglio credere che sia per disprezzo appunto e non per ignoranza perchè beduini non sono) è davvero fuori luogo oltre che irritante alquanto … il tuo assiduo lettore e commentatore è nero nell’anima anzicheno!
buona domenica a tutti anche al nero nell’animo
.. e prima che risponda con parole fuori luogo, come è suo solito, si vada a leggere qualche mio commento sulla questione; Hamas è un gruppo terroristico e fin qui non ci piove; Israele aveva i mezzi e le capacita di andarli a scovare e sterminarli uno per uno casa per casa come ha altre volte fatto piuttosto che cogliere l’occasione per annientare tutti i palestinesi e sgomitare per carpire più territorio (situazione questa che è sotto gli occhi di tutti) … non ho usato la parola genocidio per carità, come ho sempre detto e sostenuto effettivamente non è un genocidio è una semplice e banale carneficina come del resto banale è il Male (con la M maiuscola) in tutte le sue sfaccettature e declinazioni di cui Israele (e di nuovo non gli ebrei ma Israele con la I maiuscola), al momento, è un degno portatore e rappresentante
rinnovo la buona domenica a tutti i lettori
Dare valore dispregiativo alla parola beduini? No, se non lo sono propriamente ne sono molto simili. Invece di farne il paladino, pensa che tutti questi beduini mussulmani stanno lentamente invadendo il mondo occidentale con la loro cultura e mentalità retrograda. Già in varie parti dell’Europa, un tempo isole felici come tutta la Scandinavia, lo stato sociale, perfetto fino a poco tempo fa, è in crisi. Sono delle sanguisughe che pretendono e non danno nulla e vorrebbero anche interferire nel nostro modo di vivere; pensa a come come trattano le donne e gli omosessuali. Quelli dell’arci gay che nei cortei, sventolano anche la bandiera inutile della Palestina non hanno ancora considerato come vengono trattati in Palestina. Sono islamofobo, lo so e non me ne pento.
Ha fatto esporre la bandiera della Palestina all’ingresso dell’Unisi per Stranieri, mai una parola contro Hamas, tante contro Israele. Gli israeliani non sono stinchi di santo, ma quelli di Hamas sono rintanati nei sotterranei sotto gli ospedali, scuole, abitazioni dei poveri abitanti di Gaza e da quei rifugi combattono e bombardano; i beduini palestinesi sono conniventi perché non si sono mai minimamente opposti a questi assassini. Poi i “poveri” palestinesi sono mussulmani, quindi di una religione retrograda e pericolosa per la nostra civiltà. Tornando al “buon” Montanari, per lui l’altra guerra, Ucraina-Russia, è invece una cosa marginale; insomma i soliti “due pesi e due misure”. Quanto sarebbe bello che il Nostro si prendesse una bella vacanza in quei deliziosi e ospitali borghi; tra una nenia e l’altra colla ketiah in testa, magari penserebbe di restarci per sempre e questo non sarebbe certo una perdita per Siena.
Saldi di fine stagione
Allora Banca Intesa San Paolo comprerebbe Mps per 30 miliardi, cioè il 10% in più di quanto il Monte valesse in Borsa (27 miliardi), il giorno prima del lancio dell’offerta. A prima vista fanno 3 miliardi in più. Ma è solo una illusione ottica. Perché Intesa, nei fatti, spenderà solo 27 miliardi, i tre miliardi in più li metterà Bper banca controllata da Unipol a cui Intesa rivenderà la metà delle filiali acquistate dal Monte.
Poi uno sguardo sul patrimonio netto delle banche coinvolte nell’operazione.
Mps ha un patrimonio netto di 30 miliardi che in Borsa viene valutato 31,5 miliardi, quindi circa il 5% in più di quanto scritto a bilancio. Intesa e Bper hanno invece un patrimonio netto che in Borsa viene valutato rispettivamente il 42% e il 56% in più di quanto scritto a bilancio. Dunque Mps è sottovalutata rispetto alle altre banche italiane, per questo è un affare per Intesa e Bper. Dunque l’operazione su Mps non prevede alcun premio ma bensì uno sconto degno dei saldi di fine stagione.
Caro Pino,
grazie del tuo contributo, che è quello di una autentica auctoritas in materia.
Ne approfitto per girarti la mia (e di un lettore) riflessione di stamattina: se MPS non avesse fatto il colpo – tanto osannato – con Mediobanca, sarebbe stata ugualmente così appetitosa? Tanto appetitosa, da cagionarne la fine…
Grazie in anticipo!
L’eretico
Direi proprio di no…e costa pure poco..
Se il Sig. Montanari fosse davvero interessato alla Flotilla e non all’autopromozione avrebbe dovuto denunciare il fatto che in Libia sono ancora detenuti 10 attivisti
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/05/25/attivisti-flotilla-davanti-al-giudice-a-bengasi-saranno-espulsi_6e97ab0c-8083-435d-b84a-4981c86baa76.html
Interessante notare il silenzio assordante intorno a questa notizia, l’unico giornale italiano che l’ha rilanciata e’ il post
https://www.ilpost.it/2026/06/10/attivisti-global-sumud-flotilla-libia-detenuti/
Come mai la spedizione di terra e l’arresto degli attivisti non ha avuto alcuna risonanza? Come mai non frega niente a nessuno? Saro’ maligno, ma ben lungi che dal portare aiuti umanitari – sarebbe bastato un bonifico all’UNRWA del resto – lo scopo della flotilla e’ quello di mostrare al mondo quanto sono cattivi gli israeliani.
Se ora si scopre che anche uno stato arabo arresta i membri della flotilla la gente puo’ cominciare a pensare che alla fine agli altri stati arabi dei palestinesi non importa un granche’ e che uno stato “genocida” come Israele alla fine e’ comunque meglio degli stati vicini, che trattano i prigionieri anche peggio, un messaggi assolutamente contrario alla narrativa filopalestinese.
Caro Marco,
hai colto un aspetto assai significativo: dei flotillanti di terra, sequestrati in Cirenaica, non frega niente a nessuno.
Così come nessuno – o quasi – si chiede come mai ci sia così poca solidarietà intra-araba verso i palestinesi: più facile trovare bandiere palestinesi ad Unistrasi, che non in Oman, per dire. Elemento che pare assai significativo.
E il Tomaso Montanari – il quale ha fatto creare i bagni “inclusivi” ad Unistrasi -, mi pare non abbia mai urlato il suo veemente sdegno a favore degli omosessuali di Gaza o della Cisgiordania, nonché dei loro (inesistenti) diritti. Si potrebbe continuare…
L’eretico
La cosa peggiore di tutta la vicenda relativa all Opas da parte di Intesa Sanpaolo su Mps sono le lacrime di coccodrillo dei vari personaggi che a suo tempo sono stati gli artefici della distruzione della banca. Ora sono tutti a pontificare invocando fantomatici tavoli per la salvaguardia dei posti di lavoro a Siena. Ormai è tardi ci dovevano pensare prima e accettare umilmente quando erano ancora in tempo la diluizione della quota della Fondazione sfatando il tabù del 51% ed oggi la città e il territorio avrebbero avuto ancora un patrimonio che invece è stato completamente distrutto. Come diceva qualcuno sul blog pesce grosso mangia pesce piccolo e se l’offerta va in porto, esito comunque sempre dipendente dal mercato, addio nome di Siena e posti di lavoro in direzione generale, a Messina cosa vuoi che importi dei tavoli dei vari Giani e compagnia cantante. Che tristezza, una volta era Mps che avrebbe comprato Intesa….
….ricordo che anche dopo l’affare Antonveneta, il mantenimento della quota di maggioranza in MPS da parte della Fondazione e’ stato uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale di un sindaco piddino, poi fanculato dalla sua stessa maggioranza….
Fausto
L’assassino torna sempre sul luogo del delitto… le coop rosse proprietarie di unipol erano anche importanti azionistedel povero mps rosso, esprimendo il loro boss Campaini come consigliere e vicepresidente per una dozzina di sciagurati anni… ora mps (che credo essere la prima impresa toscana anche per occupazione) diverrà mp senza esse e a tendere porterà tutto tranne qualche filiale oltre l’appennino