Eretico di SienaMonte dei paschi (non di Siena), ed il Mangia... - Eretico di Siena

Monte dei paschi (non di Siena), ed il Mangia…

Eccoci all’appuntamento settimanale con il blog: mentre pare che l’accordo (digitale?) fra USA ed Iran si stia concretizzando – cosa di cui non si può che lieti essere -, con l’imperativo categorico di fare presente al neo ottuagenario Trump che lui ha stravinto senza ma e senza se, nonché in attesa che entri nel vivo l’incontro di Evian, dedichiamoci ad una puntata in larga parte senese: si fa per dire, parlando soprattutto di Monte dei paschi (non più sanese, per l’appunto)…

 

IL MANGIA A LOVAGLIO: IL TAFAZZISMO DELLE LASTRE

Togliamoci subito il dentino, così poi non fa più (troppo) male: la questione Mangia-Lovaglio pone un problema o meno? In redazione – come già detto e scritto plurime volte – pensiamo proprio di sì, financo con una certa nettezza. Ahinoi.

Diciamo subito che non c’azzecca alcunché, il fatto che lo scrivente sia stato colui che aveva – in occasione dell’intenso ritorno del musicista senese in città, in Sala storica in particolare, nell’ottobre 2025 – proposto Mauro Lusini come Mangia d’oro: sul non premio per chi ha ideato “C’era un ragazzo che come me…”, ormai, abbiamo elaborato il lutto. Anche se restiamo convinti che – in un mondo impregnato di guerre – sarebbe stato un riconoscimento doppio (almeno doppio): a Lusini, per la sua notevole carriera nel campo artistico-musicale; al Mangia in sé, che a questo giro avrebbe incarnato al meglio lo Zeitgeist, lo spirito del tempo, che anela alla pace.

Niente di personale su Lovaglio, davvero: persona che ha una sua simpatia nascosta (da quello che ho constatato nei pochi secondi in cui gli ho parlato), e a favore del quale ci siamo schierati quando fu trattato a pesci in faccia da Caltagirone (e quasi nessuno in città lo difendeva). W Lovaglio, ordunque: ma tenendo sempre ben presente che è un manager di una banca, non un missionario devoto, perinde ac cadaver, alla causa senese…

Il Magnifico Rettore Di Pietra, però, ha scompaginato le cose, con una proposta (il Mangia a Lovaglio, per l’appunto) alla quale tutte le istituzioni preposte si sono supinamente accodate (con un tempismo letteralmente tafazzista, sia consentito scrivere): ed anche qui ci sarebbe da eccepire qualcosa, ma lasciamo stare. Vediamo cosa accade da ora in avanti: probabilmente, come spesso funziona in città, niente.

Se però l’acqua va per i suoi fossi, fra due mesi esatti la città premierà, con il suo più solenne premio (criticabile quanto lo si voglia, ma tale resta, con tutto il rispetto per gli altri), proprio il manager sotto il cui agire – volente o nolente lui stesso – la banca perderà financo quell’esilissimo cordone ombelicale che la legava ancora alla città, nonostante la trimurti Regione-Provincia-Comune si affanni a dire che faranno di tutto perché ciò non accada. Game over, ormai.

Siena – diciamocela tutta, fino in fondo – se così il 15 agosto andranno le cose, una grande figurona dunque non ce la farà di certo: né di fronte all’esterno, e neanche guardandosi allo specchio…

 

BUTTIAMOCI SUL TURISMO: UN PAIO DI IDEE…

Molti in città sembrano essersene resi conto solo in questo giugno, ma i lettori del blog sanno che sin dai tempi dei Monti bond la banca, fu sanese, si poteva già chiamare tranquillamente MPR (Monte dei paschi Roma): adesso, diventerà solo “Monte dei paschi”.

La città, in questi anni di eutanasia di una banca (e di un modello di sviluppo), ha fatto da sé: che non vuole dire che abbia fatto bene, eh…turismo, turismo, turismo: senza mai aprire un concreto dibattito sul come, e sui paletti da mettere. Lasciamolo, il dibattito, a quei gazzillori di Firenze o di Venezia, al limite di Barcellona: noi, as usual, siamo assai più ganzi degli altri…

Ora che il dado è (definitivamente) tratto, ci limitiamo a dare anche noi due ulteriori suggerimenti: ci sono cose che – a costo zero, fra l’altro – si possono ben fare, nell’interesse della collettività.

Uno: potenziamento del laissez faire per la mobilità turistica; in soldoni: è intollerabile che i ciclisti che sfrecciano fra le lastre debbano avere (del tutto teoriche, peraltro) limitazioni; e poi che dire degli NCC? Costretti a rallentare, quasi a fermarsi, di continuo, per colpa dei pochi residenti o fruitori senesi del centro storico: fra l’altro popolazione in larga parte anziana, spesso a malapena deambulante. Così, non si può davvero andare avanti.

Ergo, la proposta sarebbe quella di istituire – invece della ormai vetusta Ztl, che non è neanche originale – una inedita ZTT: una “Zona a traffico turistico”, all’interno del centro storico, in cui il turista abbia una piena, pienissima libertà di movimento. Senza lacci e lacciuoli. Ai residenti, si potrebbero lasciare delle fasce di garanzia per uscire, ma giusto per l’ordinaria quotidianità: un paio d’ore la mattina, sul presto (mentre gli ospiti fanno colazione), poi a fine pomeriggio, quando almeno una parte della sacrosanta pressione turistica si è di solito esaurita, o è in via di esaurimento.

Due: molto è stato fatto, certo, ma il potenziamento del cosiddetto crime tourism va ulteriormente rafforzato; all’interno del Vicolo Monte Pio – ove la Commissione sul Caso Rossi entro giugno tornerà: con il laser scam, eh – si potrebbe affiancare all’ormai consustanziale striscione “Verità per David” una semplice tacca (tipo quella che c’è a Roma, per mostrare dove era arrivata l’acqua del Tevere nell’alluvione del 1870, per capirsi), tarata sull’altezza presunta dell’uomo che entra con il cellulare nel Vicolo, in modo che ognuno possa confrontare la propria altezza con quella dedotta dalla Commissione. I turisti che vengono portati dentro al Vicolo hanno diritto alla pluralità dell’offerta: pagano, eh.

Oppure, si potrebbe in modo esplicito inserire un cartonato di Francesco Giusti, cellulare in mano, con la domanda: “sarà lui, l’uomo misterioso?”. Il tutto, abbinato ad una targa marmorea che ricordi ad perpetuam rei memoriam gli eroici senesi che hanno avuto il coraggio di farne finalmente il nome, in Commissione, a fronte di una collettività omertosa, vile nonché perennemente ricattata (noi – come noto – rientriamo nella categoria dei ricattati, secondo il Vangelo di Giovanna Ricci).

Ecco, vedete: a costo pressoché zero, si può fare molto, per essere ancora più attrattivi verso l’esterno. Se anche i lettori hanno delle idee e delle proposte, che le formulino.

L’importante è che da una monocultura – quella ovviamente montepaschina –  si passi ad un’altra, quella dell’overtourism: affinché Siena, come sempre, trionfi. Un po’ immortale, un po’ immorale…

 

USCIRE ALMENO CON L’ONORE DELLE ARMI

Checché qualcuno ne pensi, da questo contesto uscire vittoriosi – tantomeno trionfatori, sic – proprio non si può: visto che molti, in città, non si erano resi conto che la senesità della banca era andata a farsi benedire da anni, è bene puntualizzare anche questo ovvio dato di fatto. C’è chi lo chiama principio di realtà, il Guicciardini lo chiosava come “realtà effettuale”.

A proposito di Cinquecento: come ho detto l’altro pomeriggio in Sala storica, c’è comunque modo e modo di perdere, di fronte allo specchio del qui ed ora, e davanti alla Historia; ed è su questo che le istituzioni odierne – a partire dal prossimo Consiglio comunale del 18 giugno – devono lavorare, per quanto possibile.

Quando i senesi salutarono la Repubblica, certamente da sconfitti (aprile 1555), lo fecero sì da vinti, ma non da umiliati; e i nemici, a partire dal Marignano che guidava l’esercito fiorentino-imperiale, concessero loro l’onore delle armi, e permisero a non pochi di loro di lasciare liberamente la propria città, creando la Repubblica di Siena in Montalcino.

Si converrà qui il contesto essere un po’ diverso, anzi parecchio: ma il principio deve essere il medesimo; non siamo stati capaci di tutelare la forza economica e finanziaria (dunque politica) che i secoli scorsi ci avevano tramandato, ergo salviamo almeno l’onore delle armi.

Ci sono cose che – sia sul piano simbolico che pratico – ancora si possono fare. Vediamo se, almeno in questo, si riesce ad essere performanti…

 

Ps 1 Emilio Giannelli è tornato a deliziarci con le sue vignette, sulla prima pagina del Corriere della sera: il 90enne vignettista – oltre che puntuto legale del fu Monte dei Paschi, bene ricordarlo! – dopo qualche problema di salute, non solo è tornato, è tornato in grande forma. Gaudeamus igitur…

Ps 2 Mercoledì – ore 17,30 in Sala storica – gran finale degli eventi di questa prima parte del 2026, in attesa di riprendere a metà settembre; si presenta – con Massimo Bianchi e con il Cardinale Lojudice – il breve ma denso libro di Patrizia Turrini “San Francesco d’Assisi e il francescanesimo in terra di Siena” (Extempora). Francesco è una figura sempre affascinante, ed il conoscerlo meglio ci permette di capire quanto siano border line con il ridicolo i suoi più zelanti esegeti di oggi: ogni riferimento al Tomaso nazionale è, ovviamente, del tutto casuale…

Ps 3 Martedì, alle ore 11, finalmente la Commissione parlamentare sul Caso Rossi tornerà ad audire qualcuno, dopo due settimane di intollerabile silenzio (due settimane gravissime, per aggravare la nostra crisi di astinenza); ad essere sentito, sarà Stefano Antoniozzi, già dipendente della banca. Si tratta di colui che organizzava gli eventi, gli incontri professionali romani cui partecipava David Rossi; vediamo se – oltre al disperato bisogno di sentire qualcuno di nuovo, per legittimare se stessa – la Commissione vorrà aprire una nuova pista, dopo quella mantovana che pare essersi un po’ sgonfiata (e ci dispiace molto): magari, quella romana, perché no?

Se del caso, un suggerimento lo diamo subito, all’ottimo Presidente Vinci (che non ne ha certo bisogno, ma giusto ad adiuvandum): quella romana, fu la primissima pista seguita (Ior incluso) – nel servizio di Report di Paolo Mondani, 23 novembre 2014 -, e non andò a finire proprio benissimo…

 

19 Commenti su Monte dei paschi (non di Siena), ed il Mangia…

  1. Cecco scrive:

    Buon pomeriggio, ed al solito quando non si parla di politica internazionale mi riallineo con l’Eretico. Intanto non perdiamo la speranza per Mauro Lusini, davvero sarebbe stato un grande Mangia con i tempi che corrono ma Siena ormai è quello che è … Invece per quanto riguarda il turismo (e soprattutto il fiorire dei B&B in ogni dove) bisognerebbe che il grido di dolore si levasse alto dalla camunità senese ma, e qui c’è un ma grosso come una casa, la società senese ormai (non so se è una colpa o una fortuna) è completamente annichilita sul Palio che è rimasto l’unico vero vanto cittadino, e purtroppo spesso i proprietari di B&B sono anche contradaioli facoltosi contro i quali è difficile spendere qualche parola o semplicemente fargli notare il danno che creano al tessuto cittadino, pazienza, queste battaglie lasciamole ai fiorentini, noi abbiamo bisogno del vil denaro per montare i super fantini, po’ra Sienina.

  2. Gp scrive:

    Il turismo crea ricchezza per pochi, grande inflazione e tantissimi occupati poveri e/o stagionali.
    Non c’è più da perdere la senesità, già persa da un bel pezzo, ma 2000 posti di lavoro ben pagati che fanno (o facevano) mangiare un po’tutti. Da questo punto di vista se Lovaglio riuscirà ad opporsi ai ‘monopolisti’ di intesa e alle coop rosse di Unipol, forse darà (per il poco che gli può interessare) un senso anche al Mangia, visto che il progetto alternativo è una fusione con mps non smembrata

    • Eretico scrive:

      Caro Gp (e Cecco, ed altri),
      a riprova che l’overtourism crea ricchezza solo per pochi, ed invece inflazione altissima per tutti, arrivano i dati pubblicati oggi – con giusta evidenza, in prima pagina – dal Corriere di Siena: siamo, negli ultimi tre mesi, la città italiana in cui l’inflazione è cresciuta di più (3,8%, quasi il doppio della media). Dati a dir poco emblematici, significativi all’ennesima potenza.

      Nessuno però – né maggioranza, né opposizione – sembra volersi prendere carico di questo elemento, che pare essere un problema tanto enorme, quanto direttamente collegato a questo tipo di turismo: l’inflazione galoppante è un problema nel resto del mondo, ma a Sienina no?

      Dispiace assai il dirlo, ma si preferisce baloccarsi con altro…

      L’eretico

  3. Anonimo scrive:

    ….la questione del premio Mangia a Lovaglio – per come si è sviluppata la vicenda, prima con l’indifferenza quando quest’ultimo andava difeso, poi con il premio quando aveva “ vinto” – e’ indicativa, a mio avviso, di un problema molto serio: quello della qualità/capacità/ professionalità dei personaggi che vanno a ricoprire i ruoli di vertice delle varie Istituzioni cittadine.
    Oggi Siena avrebbe bisogno, più che mai, di manager competenti che abbiano la capacità di incidere sulle varie problematiche, che abbiano una visione a lungo termine ecc. e non si limitino a gestire l’ordinario con solito “tran tran “ senese, fatto di rapporti, chiacchiere e, spesso, fuffa!!

    Fausto

  4. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Parere personale. La rovina della banca è stata la trasformazione in Spa. Prima di quella malefica trasformazione era una cassaforte blindata e nessun avventuriero poteva acquisire potere sulla Banca come poi è successo con l’acquisto di azioni da parte di facoltosi gruppi finanziari. La Fondazione pensava che la “linea del Piave” del 51% fosse invalicabile invece lentamente la quota è stat erosa fino ad essere l’attuale ridicola quota di proprietà. Quella gente amante della Spa è stata in gran parte responsabile dei vari scandali, il più eclatante l’Antonveneta, che hanno portato alla rovina la banca e Siena. Una giustizia vergognosa ultimamente ha scagionato questi pessimi figuri, anche la beffa dopo la truffa. Ora iul Monte rischia di perdere la senesità da parte di una cordata che comprende l’Unipol che, la beffa, è composta da cooperative “rosse”; il PD ha affossato Siena ed ora le da il colpo di grazia. Sic transit gloria mundi.

    • Eretico scrive:

      Caro Vedo sempre più nero,
      ovviamente tu parli di “truffa” in modo del tutto generico e vago, giacché le sentenze in questo senso non ci sono (purtroppo, diciamo noi: ma così è).

      La questione Unipol – sollevata anche da Ics e da altri lettori – contiene effettivamente qualcosa in sé di beffardo, ma l’optimus Caltagirone ce lo insegna: bisogna sempre operare “di qua e di là”, per così dire…

      L’eretico

      • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

        Anche se non è truffa è incompetenza. Antonveneta, Santorini e Atlanta tre investimenti fallimentari anche se formalmente corretti.

  5. Ics scrive:

    Nel destino del monte c’era comunque una fusione come parte debole. Il motivo principale è da ritrovarsi in un azionariato eterogeneo e privo di radicamento territoriale (conseguenza della fallimentare gestione di politica & comunità senesi).
    A livello governativo, l’obiettivo era tutelare l’italianitá della cassaforte Generali. Risultato ottenuto con un attore (Intesa) credibile e solido.
    Inoltre, nascerà un terzo polo bancario a trazione italiana (soluzione gradita anche ai kompagni delle coop rosse).
    Con le invocazioni (da parte di alcuni) al golden power si scade nel ridicolo.
    C’è pure chi, all’ipotesi di un investimento di Leonardo, si permette di storcere il naso.
    Babbo monte è morto & babbo stato un se la passa benissimo. Un si capisce, sinceramente, come un paesotto di 50mila anime coltivi ancora la convinzione di poter pretendere un trattamento speciale.
    Senza un cambio di mentalità radicale, la collettività senese è condannata ad un destino gramo.

    • Anonimo scrive:

      Se mi dici che dietro al marchio MPS di Siena e’ rimasto ben poco, quasi nulla, concordo con te
      Quel poco che è rimasto però – DG e qualche posto di lavoro – merita a mio avviso di essere difeso fino in fondo..
      Se con il nome si riuscisse a salvare anche questo, non sarebbe male.
      Se c’è la volontà ed i rinterzi giusti, anche lo Stato – tramite il golden power, che tutela anche i marchi – potrebbe aver interesse a salvare MPS, ( nome della) banca più antica del mondo.
      Facciamo groppino e aspettiamo.

      Fausto

      • Gp scrive:

        Il golden power non mi pare ne probabile e appropriato, però antitrust, consob, ivass dovrebbero stare molto attente. La concentrazione degli sportelli è solo un aspetto; intesa è già un colosso col 24% del mercato… pensate anche a tutte le imprese affidate sia da mps che da intesa (o bper) che si potrebbero veder abbassare le concessioni. Pensate al settore assicurativo, con Intesa, che ha già il 20% del mercato, che controllerebbe il keader/concorrente Generali. I regolatori non possono avallare operazioni che tendano al duopolio, specie in un settore come questo. Consiglio a tal proposito un articolo di De Bortoli sul Corriere, che non vede nulla di buono per l’economia e per i consumatori dalla opas di intesa

  6. UN AMMIRATORE DA TEMPI NON SOSPETTI scrive:

    Carissimo Eretico,
    come sempre il tuo amaro sarcasmo ha colto molti punti cruciali della città: il Babbo Monte è finito, e non da ora. Forse ora i senesi iniziano a prenderne quasi tutti atto, con tempi di reazione un po’ rallentati.
    In compenso comunque c’è un settore che ci fa tornare ai bei tempi della Fondazione usata come bancomat e della banca grande elargitrice per il territorio: il teatro. Sembra di essere tornati a quel contesto.
    Ieri sfarzosa kermesse del Sindaco e di mezza Giunta per celebrare degnamente la munifica programmazione di Sua Maestà Vincenzo Bocciarelli. Celebrazione rigorosamente romana, perché Siena ormai sta stretta…

  7. UN CONTRADAIOLONE scrive:

    Ieri mattina un balordo immigrato ha aggredito, alle 7,30, un dipendente della Speranza che cercava solo di lavorare, in Piazza del Campo.
    Il giorno prima, la zona di Pallacorda-Matteotti è stata imbrattata come mai prima (la giornalata deriva anche dalle scritte ati-Meloni), e qui diventa arduo pensare ad un immigrato.
    Comunque la si rigiri, mi pare che la Giunta Fabio non stia facendo proprio il massimo ed il meglio, e lo scrivo da persona che l’aveva votata. Il teatro però va a gonfie vele.

    • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

      Hai ragione, ma non ci sono alternative a questa Amministrazione. Pensa ai danni che farebbero i buonisti. Anche le malefatte di queste, cosiddette da loro, “nuove risorse”, derivano dalla loro passata politica di accoglienza senza filtri. Ed ancora continuano a fare resistenza alle varie iniziative del Governo a regolarizzare questa massa di “nuovi barbari”; anche la Ue è stata costretta a dare ragione alla Meloni per i centri di smistamento migranti in Albania. Spero che i vari decreti per la facilitazione all’espulsione più veloce dei migranti più agitati, vada al più presto avanti. Accoglienza, certo, ma con rispetto per la legge e i costumi di chi ti accoglie; troppi di loro, grazie anche a certi buonisti, credono che a loro tutto sia dovuto e nulla chiesto.

    • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

      Il fatto che finora sulle reti locali ho sentito parlare di cavalli, fantini e capitani di contrada, madonnine e santini, ma nessun accenno al fattaccio della Galleria Metropolitan, mette molto tristezza.

    • sauro scrive:

      Il disegno è sempre lo stesso, sia localmente che a livello nazionale: prima non ce ne accorgeva mo, ma adesso che siamo un po’ più vispi è chiaro…lasciare che la situazione precipiti( se non incoraggiarla) per poi promettere ordine e disciplina x raccattare i voti delle donnine delle lastre e degli omini degli angoli dell’unto! Ma non tutti vedono nero, sempre di più iniziano ad aprire gli occhi! Esplora ciao ciao…

      • Gp scrive:

        Cosa vuol dire ‘incoraggiare che la situazione precipiti’? I fascisti pagano i pakistani e i maranza per accoltellare, molestare, rubare così gli italiani votano la meloni?
        E allora tutta la sinistra che avalla dichiaratamente la raccolta differenziata di maschi islamici da mezzo mondo lo fa per porrare voti alla meloni?

  8. Anonimo scrive:

    Se l’opas di Intesa va in porto, MPS è destinato a sparire. Metá filiali verranno digerite da Intesa, l’altra metà più la DG andranno a costituire un’entità (MP senza la S) destinata a dissolversi entro qualche anno in Bper/Unipol. Alla fine la plurisecolare storia sarà chiusa e non resterà neanche il nome.

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