Il Vannacci che è in noi (e Ginzburg, Ruini, infine Flavio)
Eccoci al consueto appuntamento settimanale; gli argomenti, certo, non mancano, né in politica estera (il Memorandum fra USA ed Iran, reggerà, nonostante i bombardamenti sul Libano da parte del Governo Netanyahu? L’escalation fra Russia ed Ucraina, dopo i bombardamenti ucraini su Mosca, fino a che punto si spingerà?), né in politica interna; in più, ci si è messo financo il mix di interni ed esteri, con la telenovela – purtroppo però seriamente impattante, a livello geopolitico – fra Trump e Giorgia Meloni.
Il fatto più stimolante della settimana è però senz’altro quello relativo al fenomeno Vannacci: la destra della destra, la quale trova il leader che non aveva, fino ad oggi, mai avuto…
LA BOMBA VANNACCI: CUI PRODEST?
Dal punto di vista prettamente politologico, le due principali domande da porsi sono queste: l’ascesa di Vannacci (dato da Youtrend quasi al 6%!), a chi giova, e dunque chi danneggia? In secondo luogo, fino a dove può arrivare l’ex generale, di grazia?
A chi giovi (quindi, di conseguenza, a chi faccia danno): per quanto concerne la Destra governativa, bisogna vedere se, dopo i prossimi mesi, ci sarà o meno un rassemblement, con Vannacci stesso all’interno, oppure no; se non ci sarà il rassemblement con Vannacci dentro, Giorgia Meloni può salutare la rielezione: i numeri quelli sono.
Altrettanto certo è il fatto – sondaggi alla mano, peraltro come tutte le altre riflessioni – che dall’altra parte anche i 5stelle (i quali hanno infatti perso un punto e mezzo, negli ultimi giorni) hanno subìto e subiranno perdite: ci dispiace per Travaglio – che nega l’evidenza -, ma così è. Nonostante il tentativo di ancoraggio a sinistra di Conte, una parte, seppure esigua ormai, di pentastellati conserva quella adrenalina antisistema, del tutto aliena da categorie come destra e sinistra, che ora fa preferire Vannacci ai “progressisti” contiani; filoputiniani, tanto, sono entrambi: allora meglio colui che lo è ancora di più, a quel punto…
Fin dove possa arrivare Vannacci nei prossimi mesi, è davvero sic et simpliciter impossibile a dirsi; in tempi normali e razionali, approdato al 6% si sarebbe di certo fermato e consolidato lì (e non sarebbe certo stato poco, anzi): oggi, però, non viviamo tempi razionali.
Per dirne una: dietro alla smargiassata da bullo di Trump contro la Meloni sulla questione della foto, in grandissima parte c’è il di lui carattere (anche la sua misoginia); ma non è certo fantapolitica, il pensare che – ora che, in Italia, un’alternativa alla destra governativa (che non concede le basi, negandole ai suoi capricci egolatrici) esiste – Trump abbia voluto rompere definitivamente, e di brutto, con la Meloni.
Vannacci dovrebbe rappresentare la destra della destra, quella che si è sempre nutrita di antiamericanismo, ma tutto può accadere, ormai; vuoi vedere che Bannon o Musk, a breve, inizieranno ad avere parole dolci per Vannacci? Wait and see…
I PRECEDENTI: BERLUSCONI E GRILLO
Di fronte all’avanzata dell’ex generale Vannacci, molti – più che legittimamente – si interrogano sui precedenti, quantomeno nella cosiddetta Seconda Repubblica, nata dalle ceneri di Tangentopoli.
Va da sé che i due che vengono in mente sono Silvio Berlusconi, nella prima metà dei Novanta, e più di recente (prendiamo il Vaffa day felsineo, 2007) Beppe Grillo: un imprenditore di grandissimo successo, un comico (neanche tanto ex, visto che ha continuato a farlo per anni), oggi un ex generale.
Dal punto di vista politologico, un’altra differenza fra le tante – oltre al background di cui sopra – è che Berlusconi si creò un Partito dal niente, appoggiandosi solo alle sue attività imprenditoriali: il famoso Partito-azienda, amato e deprecato ad un tempo; Grillo, si appoggiò sulla sua popolarità, sull’abilità visionaria di Casaleggio e sulla cosiddetta società civile (magari di incazzati, ma in linea di massima animati da ideali più che legittimi, come la lotta alla corruzione e l’ambientalismo). Vannacci, da par suo, non ha certo una grande azienda dietro, né aveva la popolarità di un Grillo nel 2007, fin quando il combinato disposto di Repubblica (Matteo Pucciarelli, che gli fece un regalo enorme, stroncandogli il libro) e di Salvini (candidandolo nella Lega, per riuscire con i suoi voti a rimanere Segretario ancora per un po’) lo hanno lanciato nel firmamento politico italiota.
A livello politologico, nei sondaggi (il già citato Youtrend) Vannacci ha clamorosamente superato, sebbene di pochissimo, la Lega stessa (la quale si riprenderà solo con Zaia Segretario, ma se ne riparlerà): quando si dice l’eterogenesi dei fini, eh…
Per il 2027 (si potrebbe votare anche ad aprile, per Libero in particolare l’11), che dire? Se Vannacci va da solo, non c’è bisogno di essere il compiantissimo Giovanni Sartori per capire che – come già scritto – farà perdere la Meloni (anche restando ai sondaggi odierni, fra l’altro); è però verosimile che – dopo avere alzato l’asticella al massimo grado, specie se l’avanzata nei sondaggi dovesse arenarsi – il fu generale rientri, just on time, nell’alveo della destra di Governo: divenendo in quel caso un asso in più, nella manica della Meloni, la quale a quel punto potrebbe traghettare Fratelli d’Italia verso una sponda – e ci scusiamo con il sempiterno Charles – vagamente gollista.
Tutto dunque sta a vedere se Vannacci rientrerà, o meno, nel centrodestra: a fare la differenza fra la vittoria e la sconfitta, ormai c’è lui…
IL VANNACCI CHE ALBERGA IN NOI…
Come molti ricorderanno, il grande Giorgio Gaber diceva di non temere tanto Berlusconi, ma il Berlusconi che alberga in ciascuno di noi; lo stesso potrebbe, e dovrebbe, dirsi di Vannacci e delle sue idee.
Ad oggi – per i più volte richiamati sondaggi – più di 5 italiani su 100 già lo voterebbero, ed ovviamente potrebbero salire, magari di non poco: ergo, ognuno di noi è chiamato a confrontarsi con il Vannacci che è in lui…
Lo scrivente, da par suo, darà immantinente il buono esempio, cominciando da se stesso: lontano da Vannacci su pressoché tutto, su due tematiche mi sento invece assai affine a lui.
In primo luogo, sull’importanza che lui dà allo sport (praticato, non guardato – a guisa di lobotomizzati – davanti ad un grande, medio o piccolo schermo); ovviamente si dirà essere cosa fascistissima, da sabato littorio, figuriamoci: ma allora è fascisteggiante anche la benemerito Uisp, per dire? Allora anche i giovinetti che – in questo periodo ormai estivo – vanno al mare in colonie o simili, rievocano una cosa fascistissima, di grazia? Vediamo se, a più di 80 anni dalla fine del Fascismo storico, si può mandare in soffitta la benemerita boiata dell’equiparazione, in senso negativo, fra ventennio e attività fisica…
In secondo luogo, la scuola; Vannacci auspica una scuola più dura, esigente e selettiva (va da sé che non dice come, ma lasciamo stare questo microscopico dettaglio): esattamente quella scuola, dunque, anche da queste colonne da anni ed anni auspicata. Lo faceva anche il Ministro Valditara, ma all’atto pratico poi è cambiato ben poco, a parte l’obbligo di non fare scena muta agli orali della Maturità (e venire promossi lo stesso, sic) come tanti fenomeni fecero l’anno scorso (provvedimento che rappresenta giusto il minimo sindacale della decenza, non di più). Sicuramente opinabilissime le sue idee sull’inclusione, certo: ma che almeno servano – e non serviranno, tranquilli – ad aprire un dibattito concreto, perché non è oro tutto ciò che luccica, nel magico mondo dell’inclusività scolastica. Tutt’altro.
Vai, io il Vannacci che è in me, l’ho appena tirato fuori: ora tocca a chi altri vorrà, il partecipare a questo catartico – forse anche apotropaico – rito, personale e collettivo ad un tempo…
Ps 1 Lo storico Carlo Ginzburg, in settimana, ci ha lasciato: figlio del filologo Leone, martire dell’antifascismo, e della scrittrice Natalia, è stato un figlio che non si è assopito sulle spalle dei celebratissimi genitori; demiurgo in Italia della cosiddetta Microstoria (metodo tanto affascinante – si veda “Il formaggio e i vermi”, 1977 -, quanto da prendere rigorosamente con le molle), resta – a parere della redazione – una macchia, non da poco, nel suo Cv: con “Il giudice e lo storico” (1991), attaccava frontalmente la Magistratura che aveva osato portare a processo, e poi condannare, Adriano Sofri, per l’omicidio Calabresi (1972). L’amicizia – rivendicata, quella, con piena onestà intellettuale – con l’ex compagno di Lotta continua gli fece velo sul resto: niente di male, se solo Ginzburg non avesse preteso di dimostrare al lettore di questo libro, al contempo, come si fa lo storico e che Sofri era senza dubbio innocente. Padellando di brutto – dispiace dirlo – in entrambi i tentativi: il suo modello Marc Bloch (la cui salma verrà traslata al Pantheon il prossimo 23 giugno, fra l’altro), morì in modo drammatico, fucilato dai nazisti, nel 1944; Ginzburg, invece, ha preferito immolarsi (moralmente parlando) per difendere Adriano Sofri: non proprio la medesima cosa, ad occhio e croce…
Ps 2 Anche il Cardinale Camillo Ruini – a lungo dominus della Cei, vicinissimo soprattutto a Giovanni Paolo II – ci ha lasciato, in settimana; cercò di tornare a fare contare i cattolici in politica, in parte anche riuscendoci: arrivò a benedire Berlusconi (il quale, da par suo, si allontanò da quella laicità che incarnava nella quotidianità, per mero calcolo elettorale). Devo ringraziare Camillo Ruini, a livello prettamente personale: con alcune sue iniziative e prese di posizione (Family day, furbesca astensione in occasione del Referendum sulla procreazione assistita nel 2005, mancata benedizione a Welby) mi confermò in pieno sulla necessità di essere anticlericale, in quella temperie. Oggi, con il tandem Bergoglio-Prevost, non c’è invece quasi più gusto, ad esserlo…
Ps 3 Ci ha lasciati Flavio Mocenni: figura di importante manager della Sanità (ovviamente pubblica) toscana, da sempre impegnato in politica a sinistra, fra Siena e Castelnuovo Berardenga; da metà degli Ottanta al 1994, Priore della Selvina, come lui stesso spesso la chiamava. Essendo stato, nel suo ultimo biennio da Priore (1993-1994), Cancelliere, posso testimoniare di persona che il Priore lo sapeva fare dannatamente bene: era, quella, la Selva di Flavio Mocenni, di Fabio Rugani, di Osvaldo Bonelli, di Roberto Marini, di Velio Cini, nonché di don Vittorio Bonci, e si potrebbe magari continuare. Una sorta di dream team contradaiolo, che – in certi momenti in modo particolare – è cosa dolce ricordare…









Il Generale Vannacci è soltanto l’ultimo epignono di una serie (quasi una dinastia ormai) di esponenti politici che tentano di incarnare quel sentimento di insofferenza e di ribellione verso i riti paludati della politica, i presidenti della Repubblica imbalsamati col turchetto, il linguaggio politichese avulso ed autocelebrativo, l’europeismo peloso e vano, il buonismo di facciata, che piaccia o no ormai la maggioranza del paese – da tempo – ha ripudiato e disprezza più o meno apertamente.
Così o non va a votare o vota il soggetto che in quel momento rappresenta il miglior elemento di rottura con il potere e chi praticamente da sempre a dispetto di tutto e di tutti lo gestisce.
Eletto Cossiga “il picconatore” progenitore e capostipite putativo della serie, ecco Berlusconi contro la gioiosa macchina da guerra o lo smacchiatore di giaguari, fermato poi dai suoi stessi conflitti di interessi irrisolti ed i conseguenti giochetti di palazzo (cfr. Dini, Alfano, Monti).
A ruota il fu rottamatore di Rignano, autorottamato dai suoi deliri di onnipotenza oltre che dai suoi stessi compagni sopravvissuti alla rottamazione.
Poi Grillo (i.e. Casaleggio) col suo storico (geniale) ed apotropaico “vaffa”, normalizzato ed espropriato dalla pochette lealista, presuntivamente in considerazione dei suoi guai familiari.
A seguire Salvini, reduce del Papetee e della nave Diciotti, immolatosi poi nel governo Draghi, quindi, divenuto fatalmente parte dell’establishment; non a caso giubilato e mangiato vivo da Giorgia, unica rimastane coerentemente (callidamente) alla larga.
Adesso Vannacci sta tentando lo stesso percorso, facendo affidamento sul fatto che la Meloni, piaccia o no, per governare il paese in questi anni ha per forza dovuto fare i conti con l’Europa, Mattarella e sopratutto l’Ordine Giudiziario …
Non a caso non pesca voti solo a destra, ma dal resto del M5S mesmerizzato da Giuseppi, oltre che da coloro che di solito non vanno a votare.
Il dilemma, però, che il Generale alla fine dovrà affrontare sarà assai arduo: correre da solo inseguendo una probabile massa di voti abbastanza inutile, oppure come Lassie tornare a casa nel cdx.
Nel primo caso probabilmente vincerà Elly (i.e. Giuseppi), nel secondo perderà dei voti, ma essendo determinante (forse) per la vittoria di Meloni potrebbe ottenere subito una bella fetta di potere nel prossimo presunto esecutivo di cdx.
Staremo a vedere.
Ad ogni buon conto se farà l’ooposto di quello che gli suggerirà la lingua biforcuta del senatore semplice di Rignano non potrà sbagliare.
nvito stimolante quello di individuare il Vannacci che è in noi. Mi verrebbe da risponderti che in me non alberga nessun Vannacci perchè insomma il novello Torquemada che trova nel diverso la causa di ogni male non appartiene proprio al mio modo di interpretare la realtà, sono stato abituato da sempre a non fidarmi mai di chi propone facili scorciatoie per problemi complessi. Troppo semplice scaricare le colpe su migranti, sugli omosessuali o peggio sugli invalidi (la proposta di dividere i “normodotati” dai “diversamente abili” con la scusa che questi ultimi rallenterebbero i primi nell’apprendimento è letteralmente un atto di sciacallaggio) senza mai entrare nel merito dei problemi ma semplicemente enunciando che il male è insito in quello che viene percepito come disturbante l’aspirazione ad una società perfetta di uomini bianchi, eterossessuali, virili, cristiani (probabilmente cattolici alla Ruini?), sempre obbedienti verso l’autorità e appena appena misogini (non troppo perchè insomma, per colpa dei comunisti la sensibilità comune nei confronti della donna oggi è irrimediabilmente compromessa). Eppure un punto di incontro con il generale c’è anche per me (non voglio sfuggire alla provocazione ereticale) ovvero quando ritiene che sarebbe il caso di sospendere la fornitura di armi all’Ucraina, però vorrei sottolineare che esiste una differenza sostanziale nelle motivazioni per farlo, il generale probabilmente subisce il fascino di Putin in quanto uomo forte, personalmente invece non subisco nessun fascino ma piuttosto vedo l’orrore continuo di una guerra dove i poveri cristi continuano a morire e dove non si è mai voluto davvero cercare un compromesso, da ambo le parti si è scelta la guerra in quanto la via più semplice (in questo vorrei sottolineare si è seguita una logica molto vannacciana). Giusto per non sentirmelo poi rinfacciare ribadisco che materialmente è stato Putin ad aggredire l’Ucraina. Condoglianze per il Priore Mocenni, bello il ricordo del dream team, comunque la Selva ha sempre espresso figure dirigenziali di livello, almeno da quando ne ho memoria.
Caro Eretico, innanzitutto ti ringrazio per il pezzo che mi ha riportato sui miei passi, dopo che una serie di articoli e interviste da sinistra sul generale mi avevano quasi convinto a votarlo (in particolare i maldestri tentativi di metterlo in cattiva luce di Gruber e Floris/Fornero… sic…).
Una considerazione… se il libro di Vannacci non fosse pubblicizzato a dismisura dai goffi tentativi di censura e dalle critiche spropositate della sinistra, questo ex signor nessuno avrebbe terminato i suoi giorni nell’anonimato politico. Il livore e la modalità dei commenti mi ricordano molto le giornalate dedicate a Berlusconi quando dichiarò che avrebbe potuto votare Fini sindaco di Roma… provocandone la ‘discesa in campo’.
Comunque, a chi interessasse crearsi una opinione corretta su Vannacci (come su chiunque altro), consiglio vivamente di ascoltare e leggere direttamente ciò che dice o scrive, e non ciò che viene scritto su di lui da detrattori interessati.
Buonasera.
Ho provato ad ascoltarlo.
Non riesco a seguirlo per più di 10 secondi.
Italiano incerto e zoppicante.
Concetti sparati a caso usando anche termini sbagliati.
Un qualsiasi docente di lingua patria lo stroncherebbe senza pietà.
Bene, a me anche la Schlein fa quell’effetto… non votarlo, ma il punto è che, per quanto criticabile, non è certo il mostro che viene dipinto dai media. Il problema della ‘sinistra’ (ormai purtroppo va scritto con le virgolette) è che se non la pensi come loro vieni demonizzato… che mi pare una cosa alquanto fascista
Io non credo sia un mostro. È solo un furbo. Non dice cose differenti dal quelle che dicevano e dicono tuttora FDI e Lega, ma lui punta sul fatto che FDI e Lega, al governo, si rendono conto che si parla di cose irrealizzabili, tant’è che essendo al governo non le hanno realizzate. E quindi punta a prendersi i voti dei delusi, che ovviamente cadranno nel tranello, tanto che se per caso Vannacci governante, otterrebbe gli stessi risultati della Meloni. Poi sul fatto che gli si dia tanto spazio mediatico, concordo con te Quanto alla “demonizzazione” be mi pare che anche da destra non siano da meno da quelli di sinistra. Ma se ti piace così tanto, perché dici di non votarlo?
Vannacci fa le stesse promesse che avevano fatto Salvini e la Meloni. Vi ricordate “Prima gli italiani!””Spariamo ai barconi!””Rimandiamoli a casa!”” Padroni a casa nostra!”?
Una volta arrivati al potere non hanno fatto niente di quanto promesso anzi… Da quando c’e’ la Meloni sono aumentatae anche le quote del decreto flussi, e invece di mandarli a casa ne porta di piu’ in Italia.
Ora Vannacci si rivolge allo stesso elettorato di ignoranti e frustrati delusi da questo governo e gli promette nientemeno che la “remigrazione”. Non succedera’. La nostra economia ha bisogno di lavoratori da pagare poco, operai a 1000 euro al mese o braccianti a 3 euro all’ora, possibilmnte senza contratto e senza contributi. E visto che gli italiani questi lavori non li vogliono fare – e anzi scappano addirittura dal paese – servono gli immmigrati per mandare avanti la baracca.
Che vada pure Vannacci in parlamento, non sara’ in grado di attuare nulla di quello che dice. E I suoi elettori? Continueranno a sbraitare con la bava alla bocca contro gli immigrati e cercheranno un altro ciarlatano da votare la prossima volta.
Non far finta di non sapere che nessuno ha mai neanche parlato di contrasto all’immigrazione ‘REGOLARE’. Tutti, tranne la sedicente sinistra, si oppongono all’immigrazione ‘IRREGOLARE’ che crea obiettivamente una serie di gravi problemi socusli ed economici (tranne a quelli che ci ‘mangiano’); quindi, per quanto la destra sua poco efficace, sopratutto nei rimpatri, non è dato sapere quanto sarebbe oeggio col partito di ‘accogliamoli tutti’ al governo
Il partito dell’accogliamoli tutti quando ha governato ha fatto le politiche migratorie più restrittive possibili facendo quegli accordi vergognosi con la Libia, vendendo loro le motovedette e chiudendo un occhio sulle disumane condizioni carcerarie dei migranti. Quello dell’affondiamoli in mare invece ha partorito il decreto flussi più ampio mai fatto finora con oltre mezzo milione di immigrati in tre anni permettendo tra l’altro, nel 2025,al paese Italia di avere un introito fiscale che per poco non riesce a farci superare la procedura di infrazione europea. Incredibile vero? Uno dei pochi successi del governo Meloni che però non può usare per fare propaganda. È strano il mondo:quello che uno racconta vale più di quello che effettivamente fa.
Questi sono i dati dei soli sbarchi via mare:
2015: 153.842
2016: 181.436
2017: 119.369
2018: 23.370
2019: 11.471
2020: 34.154
2021: 67.040
2022: 104.061
2023: 127.207
2024: 66.317
2025: 67.000
Ognuno faccia le proprie considerazioni
Grossa riduzione degli sbarchi con il governo Gentiloni mentre la Meloni per i soli sbarchi in mare ha gli stessi valori del Conte I, ma infinitamente piu alti sono i flussi migratori complessivi, però la sinistra quando governa vuole accoglierli tutti… mi permetto di dire che la propaganda è l’unica cosa che tiene insieme questo racconto.
I numeri sono numeri… renzi il peggiore, gentiloni ha fatto le valigie a marzo ’18 ma ha fatto meno peggio del rignanese. Il miglione il Conte 1, che tra l’altro è costato un lungo processo (con ovvia assoluzione) per sequestro di persona a Salvini. Meloni così così
Non lo voto perché mi pare che faccia lo stesso gioco sporco di altre nullità concorrenti tipo calenda o renzi, che possonk colmare l’insufficienza di consenso solo con l’instabilità
Della lotta nel fango trump-meloni fa parecchio sorridere dover leggere che l’italia non implora mai, quando il 104ismo è sport nazionale.
Come qualsiasi organizzazione complessa, la scuola può cambiare solo con una volontà maggioritaria nella struttura ministeriale & nel corpo docenti.
Un sembra cosa.
Più realisticamente, se volete “investire” sul futuro dei vostri figli/nipoti, fate uno sforzo: frugatevi nelle tasche, vendete la casina a Follonica, ma teneteli lontani da questa scuola pubblica.
Vannacci, l’ennesimo populista che spara ancora più forte le minchiate sparate dal populista precedente. In effetti dopo essere sopravvissuti a grillo, Salvini e la meloni, di un altro se ne sentiva proprio il bisogno. Visto il trend l’unica domanda che sorge spontanea è: ma il prossimo che minchiate dovrá inventarsi? Inutile chiedersi invece cosa faranno gli italiani: duri come le pine continueranno ad ascoltare il demagogo di turno, cadendo nel solito trabocchetto come poveri ebeti.
Potrei anche essere d’accordo, ma anche il centro sinistra ci sta mettendo il suo con tutti i vari cortei Pro Pal, orgoglio Pride e simili. A parte la mia islamofobia, per i secondi posso capire le loro preferenze, in fondo l’importante è volersi bene, ma le loro manifestazioni sono controproducenti; a me danno fastidio anche le varie rassegne erotiche eterosessuali; non mi piacciono le esternazioni esagerate da parte di nessun genere. Tra una super modella super sexy, truccata e una carina senza tanti fronzoli estetici preferisco la seconda.
Io non trovo nulla di differente tra le tesi Vannacciane e quelle urlate allo stesso modo dalla Meloni e da Salvini, prima che andassero al governo. Magari le pensano sempre, ma hanno sperimentato l’utopia di certe politiche contro i migranti. O l’impossibilità di continuare ad essere filoputiniani. Hai ragione: è il vannacci che è in voi.
In poco meno di quindici giorni ho avuto bisogno di due idraulici, entrambi i quali, parlando del più e del meno, mi hanno detto che alle prossime politiche voteranno Vannacci, per protesta.
Non so se la cosa può valere a livello di sondaggio, ma non mi sembra, comunque, non indicativa.
Premesso che non voterò Vannacci perché, da antipiddino quale sono, non voglio fare come quel marito che per far dispetto alla moglie ecc. ecc, accetto la sfida da te lanciata e dico che sui problemi della sicurezza e del contrasto all’immigrazione irregolare…..viene tirato fuori il Vannacci che è in me.
Fausto
Sulla Nazione di oggi c’è una intervista a Mauro Lusini, il cantautore senese che l’Eretico, nelle sue ottime vesti presidenziali, aveva candidato ad ottobre come Mangia d’oro. Con grande signorilità Lusini ringrazia comunque la città, che lo ha riaccolto così bene dopo tanti anni di assenza, dicendo che questo vale come una vittoria. In più, fa una considerazione più che corretta: l’economia vale più dell’Arte.
Non aggiunge che in questo caso è la finanza (nazionale, internazionale) che vince su tutto il resto, compresa l’economia reale, quella senese, che oerderà posti di lavoro e l’indotto.
C’era una banca, che come me, amava il Palio e Siena: ora non ci sarà davvero più, e a Siena si premia colui che, volente o nolente, resta con il cerino in mano…non siamo un popolo così intelligente, credo sia l’unica risposta sensata…
Tre parole su Meloni – Trump : cornut e mazziat, come un detto meridionale.
Volete sapere come andrà a finire? Bene… guardate in Germania con AFD! Futuro Nazionale scavalcherà Fratelli d’Italia come ha fatto AFD nei confronti del CDU.
Il nostro Prefetto intervistato nei giorni scorsi ha detto che a Siena è tutto sotto controllo ed ha svelato che ci sono più di mille “nuove risorse” con permesso di soggiorno che sono tutti occupati in vari settori economici cittadini. Tutto bello? Come no. Nei giorni successivi all’intervista dai media si parla di un altro arrivo incontrollato di extracomunitari – pakistani, bangla ed affini – che si sono piazzati in Fortezza e al Parcheggio “Il Campo” con relativi problemi di igiene e sicurezza. Due giorni fa su “La Nazione” è stata pubblicata una lettera in cui un senese, in zona Via San Pietro, stato aggredito di prima mattina da due “nuove risorse” perché volevano la sua tessera sanitaria per comprare le sigarette; al rifiuto hanno iniziato ad offendere e minacciare il nostro concittadino che con tanto sangue freddo non ha reagito ed è riuscito ad allontanarsi. Come si dice? Tutto bene signora Marchesa, anche Prefetto, come dice una vecchia canzone in cui succedono una marea di disastri. La morale? Altri voti a Vannacci; Meloni svegliati. La teoria della remigrazione prende sempre più piede sia in Italia che all’Estero. Mala tempora currunt sed peiora parantur.
….sull’ immigrazione incontrollata ( e islamica)si sono svegliati anche in Danimarca, governo socialista( sic!), anche se ritengo sia ormai troppo tardi! Andate a leggere.
Speriamo che anche da noi – la cosa vale anche per Sienina nostra( non del maranza di turno)- si inizi ad aprire gli occhi evitando, per paura di passare da razzisti, di passare da stupidì.
Fausto
Spero la riconferma del Governo Meloni, non certo il migliore, ma il meno peggio. Mi auguro altresì che arrivi presto il giorno della scadenza del mandato di Mattarella da Presidente della Repubblica. Elemento politico, inutile e ambiguo.
Sarà giusto temere il vannacci e il berlusconi che sono in noi… ma il d’alema, il renzi, la picierno, il di maio (attualmente alto rappresentante ue nel golfo persico), la shlein, il fratoianni, il conte.. che sono in noi vanno proprio bene?
Vai si comincia con la giostrina. Zero notizie sul raddoppio Granaiolo-Empoli, zero notizie sulla riapertura della galleria di Pari (siamo già a terzo anno di chiusura). Lavori importanti, ma quelli minori come il ponte di Bellavista, tra Staggia Senese e Poggibonsi, siamo già a 5 anni e siamo sempre a zero. Le nostre reti locali ora camperanno di rendita fino a settembre inoltrato col Palio e commenti successivi. Poi tornerà la realtà con i vecchi problemi e chissà se sarà rimasto il Monte o andato via. Siena città a vocazione turistica? Neanche le basi. Gaude populus!!! Chi vuol esser lieto, sia: / di doman non c’è certezza.