Eretico di SienaBufala Rossi: Antonino e l'omino (del vicolo) - Eretico di Siena

Bufala Rossi: Antonino e l’omino (del vicolo)

Eccoci al consueto appuntamento settimanale con il blog; il prossimo pezzo, as usual, sarà verosimilmente dedicato al Palio, geopolitica permettendo: oggi, però, non si può non tornare a scrivere del Caso (bufala) Rossi: tre cosette, più o meno nuove, incombono con legittima urgenza, da par loro…

 

POP CORN MOMENT…

Come i lettori più assidui del blog ben sanno, è da aprile che, quanto al Caso (bufala) Rossi, stiamo assistendo ad un prolungato pop corn moment (ed il meglio deve ancora venire, ovviamente); dopo un paio di pezzi, riprendiamo dunque il filo del discorso.

Le due grandi novità – cui infatti dedichiamo un paragrafo per una – sono le seguenti: l’avvocato Roberto Martini – legale di Francesco Giusti – ha fornito alla Commissione di inchiesta un nome di un potenziale “omino nel Vicolo”; in secondo luogo, poi, si avvicina il 6 luglio, data in cui Antonino Monteleone verrà finalmente giudicato per una ipotesi di reato datata 2017, inerente alla sua ricostruzione – della quale tanto si è scritto anche in questo blog – dei presuntissimi festini svoltisi alla presenza dei magistrati che hanno indagato sulla morte di David Rossi.

Una sempre più frastornata Commissione deve, dunque, trovarsi a gestire queste due novità non da poco (la seconda, chiamarla novità sembra peraltro un po’ ridicolo, sic): e non sarà affatto così facile, diciamo; nel frattempo, ad inizio settimana, c’è stato l’ennesimo sopralluogo nel Vicolo chiamato Monte pio, luogo ormai iconico della Siena del malaffare, ottimo per il crime tourism (invece che per vedere la casa natale di Federigo Tozzi, i turisti si fermano a guardare e commentare lo striscione: così va il mondo, no?).

E la cosa meravigliosa, quasi commovente, è che, pur non essendoci ovviamente alcuna novità sostanziale, il giorno dopo l’ennesimo sopralluogo è iniziato di nuovo il giro delle 7 – o giù di lì – trasmissioni amiche, in cui il medesimo caravanserraglio ogni volta – da settimane, da mesi, da anni – annuncia novità eclatanti. E con che piglio, eh; sarà sempre più così: la frustrazione per l’urlare indarno, ai 4 microfoni, sempre la stessa solfa – purtroppo smentita dai fatti concreti -, porterà ad atteggiamenti sempre più aggressivi e sopra le righe.

Il pop corn moment – come detto sopra e tante altre volte – è dunque solo all’inizio: pensate per esempio se qualcuno, per salvare il proprio sederino, un giorno iniziasse a raccontare la verità sulla costruzione della più grande bufala italiana del XXI secolo…

 

L’OMINO NEL VICOLO: TROVATO?

In settimana, colpo di scena nel Caso Rossi: dopo mesi e mesi (da novembre 2025!) in cui la Commissione più brava del mondo ha detto non solo che il povero David Rossi è stato ammazzato (dunque bisognerebbe anche crederci, ma vista la foga con la quale lo ripetono ad ogni intervista, abbiamo qualche dubbio che ci credano financo loro), ma che è stato finalmente trovato l’omino nel Vicolo Monte pio (Francesco Giusti), ora però il Presidente Vinci si trova a dovere affrontare una fastidiosa, nonché insidiosa, gatta da pelare.

L’avvocato Martini – legale di Giusti – ha infatti inviato nei giorni scorsi una lettera alla Commissione, con la quale esorta la stessa a prendere concretamente in considerazione il nome di una persona, la quale avrebbe ammesso – il condizionale è del tutto d’obbligo – di essere lui, l’uomo con il telefonino all’orecchio. A questo punto, ci si aspetta che la Commissione lo convochi immantinente, per dirimere la ingarbugliata matassa: nessuna altra audizione pare essere più urgente e cogente di questa.

Se davvero fosse lui l’omino nel vicolo – e chi c’è, sulla piazza, meglio della Commissione più brava del mondo per carpirne l’autenticità o meno -, diciamo che saremmo al game over; se invece fosse l’ennesimo mitomane del contesto (almeno lui non è andato in televisione, né incappucciato né senza cappuccio), si sarebbe sic et simpliciter al punto di prima, e ci sarebbe tolti il pensiero: è stata d’altro canto la Commissione ad incartarsi sul Giusti, segnalato – sempre bene ricordarlo – dall’occhio clinico, da detective di razza, di Giovanna Ricci, a cagione delle “movenze degli arti inferiori” di una figura pressoché impossibile da riconoscere (roba che Lombroso era garantista, al confronto, sic).

In redazione – per quello che ovviamente può interessare – noi preferiremmo che questo nuovo omino nel Vicolo fosse, per l’appunto, l’ennesimo mitomane da segnalare nel contesto della bufala Rossi; altrimenti, oltre a dovere modificare qualche pagina del mio nuovo libro sul caso, toccherebbe farla finita con la “pista mantovana”, a pochi mesi dallo scioglimento della Commissione più brava del mondo: e dove lo si ritrova, un mix – come è quello mantovano – di finanza, valigette nere, soldi facili, energumeni spenzolanti da una finestra un manager MPS, famiglia che cerca solo la Verità, grande giornalismo di inchiesta e quanto di altro?

Come detto e scritto ormai più volte, che Nostro Signore ci conservi la Commissione bis, e – se non è chiedere troppo – la pista mantovana: di gran lunga la più intrigante del baccellaio…

 

IL VITTIMISMO DI ANTONINO

Il prossimo 6 luglio si saprà se il giornalista Antonino Monteleone sarà condannato o meno per la vicenda dei presunti festini, i quali avrebbero coperto – con un meccanismo ricattatorio tipico della forma mentis di certo giornalismo – la ricerca della verità sulla morte di David Rossi. Se ne è parlato in tanti altri pezzi sul blog – in cui si è conato il soprannome di “trojo” per il presuntissimo escort Matteo Bonaccorsi, alla fine presentatosi al cospetto del Tribunale di Genova -, e anche in più Capitoli del mio “Cronaca di un suicidio (annunciato)”, uscito per Cantagalli nel luglio 2021.

Per quello che ci riguarda, lo scandalo è che, a fronte di una campagna mediatica durissima iniziata nell’ottobre 2017, si arrivi a sentenza – sul filo della prescrizione – solo nel luglio di 9 anni dopo (quando le querele arrivavano in serie allo scrivente, filavano via che era un piacere): questo è lo scandalo autentico, che ha portato fra l’altro alla prescrizione di Pierluigi Piccini, detto en passant.  Tempi biblici della Giustizia, si dirà: e con ragione; magari c’è stato anche – per dirne una – qualche testimone il quale, per svariate volte, non si è presentato: se ne scriverà, a tempo debito.

Nel frattempo, a fronte di una richiesta di condanna che non sembra assolutamente così esagerata (8 mesi), Antonino Monteleone – ora peraltro molto preso da Garlasco, nel suo nuovo programma: ha scovato un supertestimone anche lì, chapeau! – mette le mani avanti in modo preventivo, cercando – ed in parte financo trovando – la solidarietà di alcuni colleghi. Con un coraggio che davvero solo lui può avere, arriva a scrivere su Fb quanto segue:

“No, non siamo nella Russia di Putin. Non stiamo parlando di un dissidente”; dipoi, all’insegna del classico lancio del sasso (macigno), per poi nascondere la mano quando si arriva in prossimità di sentenza, si arriva a scrivere che “secondo l’accusa, avremmo leso la reputazione di alcuni magistrati senesi…magistrati i cui nomi, è bene ricordarlo, non sono mai stati pronunciati nelle nostre inchieste. Magistrati le cui presunte offese restano, ancora oggi, totalmente vaghe”.

Ma sì: ve la ricordate l’indimenticabile passaggio dell’incontro a tre fra Monteleone, il sedicente Trojo e Carolina Orlandi, la quale – telefonino alla mano – chiedeva lumi all’escort? Nessuno – specialmente a Siena – ha mai capito chi fossero i magistrati (uno dei quali curiosamente “intervistato” financo sulla soglia di casa sua, ma mica si parlava di orge o ricatti, certo): a Monteleone è dunque rimasta l’ultimissima carta da giocare, quella dei senesi allocchi. In effetti, chi avrebbe mai potuto immaginare – per dire – che il PM titolare dell’inchiesta su Rossi, fosse associato a quei festini, di cui si discettava nei servizi sulla morte di Rossi? Come si faceva a capire che fosse lui, che fossero loro? Giammai e giammai.

In caso di condanna, prepariamoci quindi ad una ennesima puntata della Monteleoneide: Antonino Monteleone, il giornalista di inchiesta che il Potere teme così tanto, da affidargli, previo lauto contratto, un programma dopo l’altro nel prime time della Rai (nonostante share certo non esondanti, diciamo); in Russia – a puro titolo di cronaca – non funziona proprio così…

18 Commenti su Bufala Rossi: Antonino e l’omino (del vicolo)

  1. UN CONTRADAIOLONE scrive:

    Visto il servizio che stanno facendo alla città di Siena, divenuta a quello che si sente in Commissione crocevia della ‘ndrangheta fra valigette nere e faccendieri vari, perché non invitare la Commissione di inchiesta su Rossi a vedere il Palio?
    Trovo incredibile che il Sindaco non dica niente su questa vergognosa faccenda: siamo capaci di farci i complimenti fra noi su quanto siamo bravi ad organizzare il Palio, ma non ci accorgiamo del danno reputazionale nel fare descrivere la città da gente come Giovanna Ricci.
    Dispiace dirlo, ma ci guardiamo in contemplazione l’ombelico paliesco, e non si fa niente sul dossier Intesa (uno sciopero non si può proprio fare?), e niente neanche su chi equipara Siena alle città calabresi più legate alla criminalità organizzata.

  2. VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

    Come fossi stato ascoltato da un dio dispettoso. Ieri dovevo andare a Firenze, ma me la volevo prendere comoda; ho preso il treno. Un viaggio tranquillo, una lettura di un libro per passare il tempo, evitare il traffico pericoloso della Siena-Firenze. Non l’avessi fatto. Per colpa di un cretino, che sembra sia stata la solita “nuova risorsa”, aveva forzato un passaggio a livello tra Badesse e Castellina Scalo quindi tutti fermi. Se non ci fosse stato il binario unico le procedure per ripartire sarebbero state molto più veloci invece un’ora e mezza ad aspettare la ripartenza, meno male che almeno l’aria condizionata funzionava. Ma una città a vocazione turistica dovrebbe avere almeno una ferrovia a doppio binario, invece….

  3. QUELLO DI STROVE scrive:

    Rispondo al “contradaiolone”, da gazzilloro di Strove quale sono.
    Guardato dall’esterno (e mi immagino da un po’ più lontano come possa essere), la Siena attuale sembra davvero un po’ surreale, concordo con lui: nei giorni di Palio, si pensa solo al Palio, neanche la morte definitiva della senesità della banca riesce a scaldare.

    D’altra parte, in questi giorni si è parlato molto dell’arresto del big manager ferroviario Moretti, per la strage di Viareggio. Avvenuta un 29 giugno, come oggi. Viareggio non confina con Siena, ma è comunque Toscana: a Siena, non fu fatto neanche un minutino di silenzio. Il meccanismo paliesco doveva andare avanti. Non mi sembrò cosa particolarmente nobile, né mi sembra tale ad anni di distanza.
    Ma io sono un gazzilloro…

    • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

      Va a finire che i cosiddetti “gazzillori” saranno quelli che salveranno Siena, almeno in dignità, forse perché immuni da “specchi per le allodole” paliesche. Su Viareggio Siena ha fatto una delle tante brutte figure. Triste realtà, basterebbe considerarla per imparare nel futuro; ho i miei dubbi in merito. Ah già, ma ora c’è il Palio tutti fermi siamo in un’altra dimensione, in un’altra favola, il mondo fuori.

    • Gp scrive:

      Ma a qualcuno importa ancora dei minuti di silenzio, che nella migliore delle ipotesi sono solo blandi smacchiatori postumi della coscienza di chi se ne frega di un problema?

      • Eretico scrive:

        Caro Gp (e di conseguenza caro amico di Strove),
        concordo in pieno sul fatto che il minuto di silenzio possa essere uno “smacchiatore postumo della (cattiva) coscienza” di una collettività, e poi chi se ne frega; ma penso sempre a quel 20, massimo 30% di popolazione italiana (e senese), la quale ancora usa l’intelletto, la razionalità ed al contempo il cuore: ed allora, magari, un minuto di silenzio può anche servire ed avere un suo senso.

        Sempre comunque meglio degli applausi a prescindere ai funerali, per non dire degli haters, dei leoncini da tastiera in grande forma anche negli ultimi giorni: augurando la morte al pittore del drappellone (che pena), per restare a Sienina nostra; ovvero infierendo sulla Roccella, cui è appena deceduto il marito per un malore in ambito lacustre…

        L’eretico

  4. Paolo Panzieri scrive:

    A proposito di Commissioni d’Inchiesta, quella sul COVID – pur nel silenzio quasi generale – pare stia facendo notevoli progressi e si profilano finalmente anche le audizioni del Ras Arcuri e del Giuseppi dal DCPM facile.
    In Spagna Ábalos e Koldo entrambi del PSOE sono stati appena condannati dal Tribunale Supremo (la corte di Cassazione spagnola) rispettivamente a 24 e 19 anni per lo scandalo delle mascherine (organizzazione criminale, corruzione, peculato e traffico di influenze i reati commessi).
    In Italia, invece, per le mascherine farlocche comprate a peso d’oro con affido diretto attraverso alcuni improvvisati mediatori, finora è stata perseguita soltanto la povera (perché ormai caduta in disgrazia) Irene Pivetti.
    Ecco dunque una commissione d’inchiesta assai più interessante da seguire rispetto a quella sul decesso di David Rossi, che oramai – mi sembra – sia ridotta a ripassare in padella sempre le stesse pietanze.

    • Eretico scrive:

      Caro avvocato,
      premesso che la Commissione sul Covid è nata ben orientata – per così dire, suvvia -, va detto che almeno lì c’è sia il fumo, che l’arrosto: arrosto giudiziariamente bloccato per l’abolizione di due reati che qui ci sarebbero stati come il cacio sui maccheroni (traffico di influenze e abuso d’ufficio). Seguirò con grande interesse l’audizione del devoto di Padre Pio…

      Quanto alla Commissione Rossi, si ribadisce quanto già scritto: lunga vita ad essa, mi sta fornendo materiale straordinario. W il Presidente Vinci!

      L’eretico

      • Gp scrive:

        Chissà se si ‘accorgeranno’ che una impresa legata a d’alema intermediava ventilatori non a norma dalla Cina, che zingaretti ha pagato 40 milioni di mascherine ‘fantasma’ con una fidejussione di una compagnia assicurativa della Cayman, dei dati su morti e infetti gonfiati almeno dalla regione Liguria… eccetera eccetera…
        Chissà se ha rilevanza penale per le conseguenze sanitarie che ha avuto, la colossale fake sparata da Mario Draghi detto ‘er mejo’ che per far vaccinare anche i bambini e i gatti disse che ‘il green pass garantisce di trovarsi fra persone che non sono contagiose’…

        Comunque auguri per il tuo lavoro sul caso Rossi, che leggerò senz’altro

        • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

          Un breve commento: viva gli immacolati del M5S guidati da Giuseppì come lo chiamò Trump; viva tutti i buonisti del centrosinistra mai coinvolti in loschi affari; i traffici di ventilatori e mascherine farlocche sono solo delle calunnie, loro sono gli immacolati. la Meloni è l’unica fonte del male; anche questo tempo umido e soffocante è colpa sua.
          Comunque sempre e in tutte le occasioni: REMIGRAZIONE.

    • Superciuk scrive:

      Sbaglio se dico che le commissioni d’inchiesta non servono a inquisire, ma a fare propaganda? Sulla commissione rossi non credo ci siano dubbi. E temo il principio vada esteso anche alla commissione sul COVID, che è stata istituita per strizzare l’occhio a novax e complottisti, e a tutta quella platea che, a distanza di anni, non ha ancora digerito le restrizioni pandemiche.

  5. UNO DEL MAINSTREAM scrive:

    Buongiorno, caro Eretico: chissà se Giove pluvio (lo scomodo, visto che ami definirti pagano) stasera ci permetterà o meno di vedere il Palio.
    Il potere narcotizzante della Festa è veramente incredibile: storia antica, ma sempre valida. Mi viene da chiedermi se, in caso di guerra con l’Italia coinvolta, a questo giro verrebbe fermato. Ricordo ai lettori (l’Eretico lo sa senz’altro, perché io lo ho imparato da una sua conferenza con Gabriele Maccianti sulla Grande guerra) che, in piena Prima guerra mondiale, sebbene prima dell’intervento italico, nell’estate del 1914 tutto andò avanti come se niente fosse: “normale” per luglio (l’attentato di Sarajevo ed il conseguente ultimatum asburgico alla Serbia c’erano già stati), un po’ meno per agosto, quando i tedeschi, per dire, erano entrati in Belgio.

    Sul Caso Rossi, accontentiamoci, con i cervelli che ci sono in giro, che a Maurizio Montigiani e a Giovanni Ricci non sia stata conferita la medaglia al valore civico, per il coraggio e la lucidità con cui hanno affrontato il complesso argomento…

    Grazie del lavoro che fai!

    • Anonimo scrive:

      L’Italia entrò in guerra il 24 maggio del 1915, non c’era motivo per non disputare i palii del 1914.

  6. Eretico scrive:

    Caro amico del mainstream,
    grazie per i complimenti finali (sul Caso Rossi c’è una novità, su cuii stendiamo un paliesco e pietoso velo) e soprattutto, a nome di tutti i lettori, per la citazione storica: precisa, puntuale nonché in tema con il Palio di luglio.
    Aggiungo – visto che siamo in argomento -, che la Grande Guerra ha apportato non pochi cambiamenti al rituale paliesco: la sbandierata della Vittoria, oggi inevitabilmente risemantizzata in forma augurale; lo stesso corteo dei carabinieri, pur in sé legato a Pastrengo e, quindi, all’epopea risorgimentale (ricordiamoci sempre che, per l’interventismo democratico alla Salvemini, la Grande Guerra era vissuta come la quarta guerra di Indipendenza).

    A proposito, per restare in tema paliesco: oggi tutti guardiamo qualche minuto al dì del Canale 3 paliesco, sotto le logge; beh, ricordiamoci che in loco ci sono due statue di Vittorio Emanuele, primo re d’Italia: lo sanno solo i piccioni, ormai, ma tanto è…

    Buon Palio a tutti!

    • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

      Aggiungo che sarebbe l’ora riportare quella statua, raffigurante l’Indipendenza dell’Italia, che si trova dimenticata all’inizio di San Prospero. Ora non ci sarebbe l’alibi del traffico perché è ridotto al massimo e poi la statua messa un po’ di lato alle Logge ci starebbe anche bene senza dare fastidio alla sporadica presenza del Pollicino; ormai quello fa capo principalmente in Piazza della Posta; iniziativa tutto sommato gradita a molti, me compreso. Ciò premesso, sarebbe gradito anche il ritorno della statua in Piazza Indipendenza; luogo che gli compete.

      • Eretico scrive:

        Caro Vedo nero,
        la cosa principale, e soprattutto più meritoria, sarebbe, a mio avviso, che – come per altri monumenti legati a filo diretto con la Historia . si mettesse un pannello didascalico (per turisti ed anche senesi), per spiegare di cosa si tratta. Tu pensi che il cittadino medio lo sappia, di grazia?

        Sul ritorno dell’opera in Piazza Indipendenza, sarebbe affascinante, ma va detto che San Prospero alta – come dimostra la toponomastica – nasce come quartiere della memorialistica della Grande Guerra, ergo ci potrebbe anche stare un monumento all’Indipendenza (Grande Guerra, “quarta guerra di Indipendenza”, per l’interventismo democratico).

        Sul Risorgimento, bisognerebbe infine valorizzare di più e meglio la Sala Vittorio Emanuele II, all’interno del Museo civico: io ho provato a fare qualcosa, portandoci anche gruppi di tutte le Contrade, ma resta un luogo misconosciuto agli stessi senesi, nonostante il non disprezzabile valore artistico degli affreschi e lo straordinario valore storico del luogo. Si fa per chiacchierare, eh…

        Ora si inizia a scrivere qualcosina del Palio, forse stasera (o domattina) si pubblica…

        L’eretico

  7. UNO CHE NON NE FA PASSARE UNA scrive:

    Buon Palio a tutti: oggi penso che non verrà rimandato…
    A proposito, in attesa di vedere chi vincerà (chissà, davvero difficilissimo da prevedere), vorrei segnalare all’Eretico che il buon Michelotti, ieri a Canale 3, ha benedetto il Mangia a Lovaglio.

    Caro Raffaele, il messaggio è chiaro: ormai la frittata del Mangia è fatta, bisogna pintare tutti per Lovaglio, inutile insistere con le polemiche…

    • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

      Dai, tutto sommato Lovaglio ha fatto il possibile di evitare il peggio. Ci sono tanti nomi più indegni che hanno fatto male a Siena e nonostante tutto sono stati premiati. Se avete seguito seriamente la sventurata storia degli ultimi trenta anni della nostra Città, di nomi ce ne sono tanti.

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