Palio: evviva l’Aquila, del resto parliamo…
Oggi, 4 luglio 2026, sono i 250 anni esatti della Indipendenza statunitense, in un contesto più polarizzato e divisivo che mai: forse giusto i Cinquanta del Novecento reggono al confronto, con il maccartismo al suo apice, oltre ovviamente al contesto della Guerra civile, combattuta con ferocia fra il 1861 ed il 1865 (conflitto il quale, però, nel medio periodo fece crescere e prosperare gli States); questo è il Trump II (parecchio peggio del primo, come detto e ridetto), ladies and gentlemen. Chi l’ha votato nel novembre 2024, accordandogli il voto dopo la gravissima violenza di Capitol hill, aveva a pensarci prima, eh…
Ma a Sienina – che torna Repubblica nei giorni di Palio (i quali da tempo sono dilatati a 7,per non dire 8 oppure 9, con un continuum che va dalla presentazione del drappellone in avanti) -, come si fa a non parlare della carriera, almeno oggidì?
IL GIUBILO DELL’AQUILA
Quando l’Aquila aveva vinto l’ultima volta (3 luglio 1992!), si era all’inizio della guerra civile nella fu Jugoslavia, e l’Unione sovietica era crollata alla fine dell’anno pregresso (il giovane Putin faceva la spia in DDR: meglio allora, almeno c’erano i filosovietici ma non erano ancora filoputiniani…), giusto per dirne due a livello di politica estera…
Giubilo meritato assai, dunque, per l’unica fra le 17 Contrade prima morta, e poi risorta (nel 1718, grazie all’acribia del Pecci); per la Contrada, che – ancora ovviamente non codificata come tale – fu la più solerte nell’accoglienza a Carlo V, in quell’aprile del 1536, quando la Repubblica spalancò le sue porte all’ingresso trionfale di colui il quale, meno di un ventennio dopo, ne avrebbe decretata la fine.
E che suggestione – anche per chi dell’Aquila non è -, vedere in diretta la benedizione del cavallo: in Piazza Jacopo della Quercia, ergo all’esterno, ma al contempo al potenziale interno – se fosse stato completato – del Duomo nuovo, simbolo della vanitas senensium, bloccato come noto da seri problemi di stabilità geologica e dalla Peste nera. Il potere imperiale – l’aquila bicipite, nera -, che va di pari passo con il potere ecclesiastico, con don Frignani che è uno dei pochissimi correttori davvero contradaioli. Unguibus et rostris.
Complimenti a tutti, quindi, a partire dall’amico Gabriele Fattorini, storico dell’Arte prestato alla Contrada; ed anche se è un po’ che non lo vedo, fatemi salutare un emblema dell’Aquila anni Settanta ed Ottanta, quell’Ameraldo il quale, finito di portare a giro i quadrupedi da barbaresco, iniziò a correre. E non si è ancora fermato…
UN DRAPPELLONE NON APPREZZATO
Il drappellone di Ismaele Nones non ha scaldato più di tanto il cuore dei senesi presenti all’interno del cortile del Podestà (chi era costui? Quanti senesi lo saprebbero presentare, Fabio Bargagli Petrucci?). Eravamo presenti: qualche timido applauso, tanti brusii; diciamo un prevalente, imbarazzante, silenzio.
E che un Palio piaccia poco o anche punto, ci può benissimo stare: è solo negli Stati totalitari, che il dissenso – anche verso il fenomeno artistico – non è tollerato; per quanto mi riguarda, a me non è dispiaciuto, soprattutto per la scelta di raffigurare, in basso, la Diana, la quale ha sempre il suo fascino, dantesco e non solo.
Sappiamo bene che i senesi, i quali due volte all’anno si scoprono ex abrupto amanti dell’Arte pittorica, sono i medesimi che magari sono entrati una volta in vita loro in Pinacoteca (se ci sono mai entrati, sic); sono gli stessi che confondono il Beccafumi con i problemi di revisione della caldaia, e sono coloro che di certo, nei restanti 363 giorni annuali, preferiscono lo spritz di ordinanza a Taddeo di Bartolo. Come diceva un certo Oscar, non dovrebbe essere l’Arte a diventare popolare, ma il popolo a diventare artistico. Ma lui era un dandy, e d’altri tempi, suvvia…
Ciò detto, sulla critica al povero Nones pare davvero che siamo andati decisamente fuori misura; le mie sentinelle sui social mi riferiscono financo di auguri di morte all’artista, per non si sa bene cosa. Mi pare, dunque, che siamo andati davvero oltre, nella deriva “socialista”; ma la domanda da porci, ormai, è la seguente (come per esempio insegna anche il caso Roccella, per restare a questi giorni): esiste ancora il concetto di “oltre”, per certi leoni da tastiera? Domanda retorica, eh…
UNA PROPOSTA: NON NUOVA, E NON REALIZZABILE, MA PARECCHIO SERIA
Dato il giusto risalto alla storica vittoria dell’Aquila, come sempre – e, magari, più di altre volte – si può e deve provare a portare avanti qualche ragionamento sulla Festa: anche perché – amareggia dirlo – mi pare che sulla stampa cittadina non si vada oltre l’esaltazione dei vincitori (legittima, ci mancherebbe), con le consuete autocensure su tutto il resto. Sono financo scomparse dal cartaceo le pagelle dei fantini, il giorno dopo il Palio (trovate solo on line, su Siena free): ci saranno domattina, suvvia…
Visto che c’è un fantino – quello di gran lunga più bravo, e noi siamo sempre stati per la meritocrazia – uso a fare e disfare a suo piacimento, a guisa di un novello Bruschelli (senior, ovviamente), qualche riflessione si può provare a fare.
Per intanto, non è vero che sia sempre stato così: a Siena è cosa nota, dunque lo scrivo giusto per gli amici che ci seguono da fuori, magari anche da parecchio fuori. Quando c’era un fantino davvero bravo – inutile fare nomi – a suo tempo c’era comunque la dirigenza della Contrada x oppure y, a guidarlo e a dettare, in modo piuttosto ferreo, l’agenda: si può forse dire che sia la medesima cosa oggi? Altra domanda retorica.
Per non limitarsi alla pars destruens, da social o da barre, provo quindi a ritirare fuori una proposta: non nuova (già esplicitata durante la monarchia bruschelliana), né tantomeno realizzabile – essendo razionale, seria e soprattutto fattibile a costo zero (per la collettività) -, ma tanto è.
Chi arriva ad un tetto di vittorie (3, per esempio?), dopo esserci arrivato si deve fermare per (almeno) una annata, facendo spazio a fantini nuovi, o comunque mai vincenti per tre volte; per chi già da tempo è ben oltre (Tittia, ma non solo), il pregresso si sana per l’appunto con un anno (almeno) di stop. Lo scrivo da selvaiolo, con il Tittia il quale ha fatto tris per la Contrada di Vallepiatta. Se non c’è il Tittia – come se non ci fosse stato, illo tempore, il Bruschelli -, qualcuno vince lo stesso, non è che si salta il Palio: si esulta lo stesso, eh…
La Festa non può stare un anno senza Tittia, Gingillo e Scompiglio (peraltro non a cavallo a questo giro, come noto), per dire? Arriverebbe un morbo, un virus inestirpabile in città? Tacitamente, si è fatto per decenni con i cavalli, all’insegna della manifesta superiorità: non si potrebbe fare anche con i fantini, di grazia?
Essendo del tutto inverosimile che le dirigenze lo facciano spontaneamente, bisognerebbe farlo fare loro in modo spintaneo, con un intervento comunale. Ah, già: si toccherebbe la sacralità, la libertà delle Contrade e dei fantini. Mah, secondo la redazione si farebbero sic et simpliciter esordire più facce nuove, si alleggerirebbero incrostate rendite di posizione e, magari, girerebbero addirittura un po’ meno soldini (sempre troppi, ci mancherebbe: ma almeno un pochini di meno).
Il Monte dei Paschi legato alla città appartiene ormai ad un presente, che si avvicina sempre più al passato (che non tornerà); il Palio, con le sue enormi ricadute turistiche, è un volano impressionante, grande drenatore di denari, pubblici e privati.
Che, però, il contradaiolo diventi sempre più semplice parte del “pittoresco”, da offrire in pasto alle Whoopy Goldberg di turno, fra chef stellati e vip vari, dovrebbe fare riflettere: ma non succederà, tranquilli.
Fra coloro che ci guadagnano davvero (bei soldarelli, ad occhio e croce), e coloro che invece pagano e sudano, in questo caso – a differenza che in altri campi della vita sociale – c’è piena vicinanza e comunione di intenti: il Palio deve andare avanti così come è, e guai a provare anche solo ad invertire la rotta. Per la Goldberg e chi ci si ingrassa, capisco bene che non sia un problema, basta la “atmosfera calda”, senza tanti distinguo; per gli altri, per i contradaioli, invece, dovrebbe esserlo. Pensate che qualcuno – in Consiglio comunale, magari – abbia la capacità e la voglia di farsi latore di questa sorta di salary cap per i fantini?
“Ma come, gnamo: proprio ora che, al prossimo giro, il Tittia si monta noi, dai…”.
Ps segnalazione cultural-amicale: Adamo Biancucci (ex compagno di scuola dello scrivente, classe 1969), dopo altri premi ricevuti, ha ricevuta una menzione speciale per la sua poesia “Mi cercherai”, all’interno della Rassegna del prestigioso club dei poeti del 2026; in attesa del prossimo volume completo – che presenteremo di certo in Sala storica -, ad majora…









Se Hamilton partisse prima del semaforo verde e i giudici di gara decidessero di non lo sanzionarlo almeno due volte, quale sarebbe, per deduzione, il problema? E se i dirigenti di McLaren e Mercedes invece di incavolarsi facessero i complimenti al ferrarista, sempre per deduzione, che tipo di problema potreste ravvisare?
Oh, ma sei strego! Hamilton è proprio partito prima.
5 secondi di penalità. Chissà se con 5 secondi di penalità il Tittia avrebbe vinto lo stesso. Magari si può mettere questa regola anche al Palio
No, per come gira il mondo è più facile che Bircolotti vada a fare lo starter in formula1
… o il presidente della fifa
Il 29 è calata la maschera. Quando si decide di stare nel Cerchio di Egli (cit. Sunto) c’è una sola possibilità di saltare: estrarre dalla ghiandina il cavallo prescelto. Gli altri si mettano il cuore in pace, niente canti, niente gioia, nessuna attesa, tocca aspettare il prossimo giro e sperare che sulla ruota della fortuna si crei il magico incastro.
Non sono di Siena, ma mi sembra decisamente deprimente ridurre il Palio ad un gratta e vinci. Le rivoluzioni si fanno dal basso e alla fine qualcuno che vinca c’è sempre.
La mediocrità dei capitani è specchio fedele di una collettività nella quale scarseggiano figure imprenditoriali, manageriali di peso.
La spinta decisiva viene comunque dal basso, dai popoli: i capitani (come i politici) si adeguano per istinto di autoconservazione.
Congratulazioni all’Aquila!!
I digiuni prolungati (come le purghe) sono un elemento tanto crudele quanto necessario.
Il giochino, almeno quello, andrebbe preservato dalla mentalità cattocomunista & 104ista.
Caro Eretico,
per un gazzilloro come me, il tuo pezzo è un vero balsamo: se uno legge la stampa locale, si trova solo esaltazione dei vincitori e nessuna analisi critica del contesto. Stamattina ho guardato al bar La Nazione ed il Corriere di Siena: anche oggi, nessuna pagella ai fantini.
Meno male che l’Eretico c’è…
buongiorno e buona domenica ai lettori e al suo redattore
… mi viene in mente solo una cosa, dopo essersi fatta “scippare” del suo gioiello economico più grande Siena s’è fatta “defraudare” del suo più grande vessillo
magari un po’ forte o esagerata come metafora ma tant’è!
Negli ultimi pali abbiamo visto contrade ostacolarne altre NON rivali nell’indifferenza compiacente delle dirigenze, nell’omertosa e adulatoria retorica della stampa locale, mosse che si commentano da sole… hai detto bene… un bel groviglio armonioso che ricorda tanto quello che ha distrutto siena a suo tempo
Voi che siete fini analisti, mi spiegate il comportamento dell’Onda? Aveva un’accoppiata tra le migliori ma una volta sorteggiata di rincorsa anzichè tirare a vincere (magari con un’entrata a sorpresa) ha rinunciato anche solo a provarci e si è messa di fatto al servizio dell’Aquila. Normale?
Solitamente non mi permetto di giudicare, soprattutto sui social, i comportamenti delle singole contrade, probabilmente lei Anonimo o non è senese, e allora la posso capire, o più probabilmente ha un pregiudizio contro l’Onda nel qual caso le riporto la parabola di Gesù: … Perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? …. Giusto per ricordarle che l’Onda ha vinto nel 2012, nel 2013, nel 2017 e nel 2024, la sua contrada è riuscita a fare meglio di così? Forse (e sottolineo forse) il comportamento dell’Onda è la conseguenza di queste recenti vittorie: è così difficile da capire?
Perchè dovrebbe non essere senese? ho visto qualche ondaiolo come dici di essere, fogarsi al fantino, 35 – 40 anni fà vi sareste fogati in tanti. Lo specchio della Siena attuale, non si è padroni di nulla nemmeno della nostra festa, ma tutti allegri eh s’è vinto tanto…
L’unica cosa non normale nel Palio è non aver dato mossa falsa
il resto rientra tutto nelle regole della giostra. Ogni contrada è liberissima di decidere come fare il Palio, poi i dirigenti risponderanno al popolo
Se le pare poco… è almeno la seconda volta che viene commesso lo stesso ‘errore’, ovviamente a vantaggio dello stetto fantino. La cosa puzza talmente che i dirigenti non commentano e la stampa locale idem
L’onda era di rincorsa ed in teoria è stata fra le più penalizzate (per la seconda volta) dal mancato (sacrosanto) annullamento della mossa; visto che la dirigenza non ha protestato neanche questa volta, presumo che vada bene così… il problema è che questo sistema implica per lo meno la inettitudine del mossiere, che, NON essendo corrotto, può solo aver commesso errori che dovrebbero costargli comunque il posto.
Altro aspetto… una dirigenza che per ingraziarsi il number one accetta il fatto che il proprio fantino ostacoli una consorella NON rivale secondo me sta distruggendo la festa. Che ne pensi?
allora….da sempre il Palio è così, fantini venduti, contrade al servizio di altre, i vecchi dicevano ai tempi che furono: quella contrada ha comprato anche i colonnini della piazza….quindi il giochetto dei “partiti” è parte del Palio. Accettare favori e quant’altro, favori in denaro, favori futuri dietro favaori ricevuti esiste da sempre. La contrada affida al capitano le decisioni e il borsello disponibile…..il capitano ordina al fantino, il fantino o si vende ad un altro offerente oppure difende gli ordini e onora quindi il giubbetto della contrada che indossa.
La rincorsa non da la mossa, la mossa la da il mossiere quando il cavallo della rincora ha il collo al verrocchio. La mossa poteva essere buona e perfetta una frazione di secondo dopo quella che poi è stata. Quindi il problema è nato perchè l’ha data un attimo prima, MOSSA GIOVANE. Se l’ONDA avesse voluto, non avrebbe quindi fiancato di conseguenza su suo passo/cenno già inviato all’Aquila….Il mossiere butta giù il canape prima di fare danno, ovvero cavalli che potrebbero farsi male partendo con il canape ancora teso…Probabilmente il mossiere ha visto fiancare AQUILA e ONDA, è ha buttato giù, è una frazione di secondo…e non è semplice, non ha il VAR….Questa è e potrebbe essere anche la spiegazione logica e corretta di quello che è accaduto. Resta il fatto che prima si vedevono cavalli battere sul canape e fantini rovesciati ( FACEVANO quindi le stesse cose del TITTIA ) e adesso non si vede più questo tipo di caduta. ONDA OCA erano chiaramente giù con il giubbetto dell’Aquila…..quindi il loro palio sarebbe iniziato a caduta dell’Aquila o con Aquila dietro……le altre contrade, le 6 rimanenti, 4 erano ancora aggiubettate di giallo e 1/2 no, per strategia differnenti, schieramenti differenti…TUTTO QUESTO SOPRA è normale, altrimenti vincerebbe sempre il cavallo/fantino più forte, con solo gli ostacoli dell0imprevisti delle corsa. Per avere il cavallo ci vuole CULO, per avere il fantino ci vuole SOLDI, per abbattere il più possibile la STRATEGIE DELLE ALTRE CONTRADE ci VOGLIONO ANCORA i SOLDI, per ABBATTERE LA SFORTUNA CI VUOLE CULO.
Prima dei cellulari e sopratutto quando giravano meno soldi (vera rovina per la qualità delle dirigenze e per la festa) fantini che facevano certe cose venivano rimbussolati bene bene (si ricordano anche celebri forconate e coltellate) e parecchi mossieri, per molto meno, sono usciti da piazza a chiappe strette; nessuno ha detto che il mossiere ha fatto male ad abbassare il canape, ma semplicemente a non invalidare la mossa, il che rende superfluo rispondere a tutta la tua inutile disquisizione sui fantini ‘rovesciati’ (vorrei vedere se l’avesse forzata il Pes che avrebbe fatto il sig. Bircolotti) inoltre che la mossa fosse falsa (non giovane come ha scritto la stampa ruffiana… FALSA) era molto più palese di quanto scrivi, perché se n’è accorta mezza piazza. Caro Leonardo, siamo al punto che, pur di non parlarne, i giornali locali hanno autocensurato le tradizionali pagelle ai fantini ed al mossiere, inventandosi per l’appunto l’inappropriato ‘giovane’ per definire una mossa chiaramente FALSA. Nessuno può salvare la festa ormai, ma credo che per la prossima sottoscrizione darò zero in caso di certe monte (in particolare dei fantini che hanno ostacolato palesemente contrade non rivali e che non voglio in alcun modo sostenere, al momento direi atzeni, murtas, i due sanna) ed qualcosa più del solito con le altre
anche lì, dipende….la mossa ha chiamata l’hanno fatta diversi fantini
TRECCIOLINO
BRIO
TITTIA
la mossa non valida…..se la dai…poi la volta dopa riè la stessa banda e forse anche peggio…
le 4 contrade coiinvolte al canape l’una contro l’altra, ma non accanto si sono penalizzate…..ma non ci vedo niente di non normale, se ti sposti al canape ti danno le squalifiche quindi uno pinta in sù e l’altro in giù…
NON CI VEDO NIENTE DI NON NORMALE, ANZI….per fortuna si sono date noia….
Smettila di scrivere corbellerie, la mossa ‘a chiamata’ è un accordo fra contrade o fantini che presuppone la partenza regolare della rincorsa. Quello che sta succedendo, e che è normale un paio di pale, è che la ‘chiamata’ non è fra due contrade (di cui ovviamente una di rincorsa, come fece trecciolino), ma fra un fantino ‘speciale’ (qualunque giubbetto indossi) e il mossiere che la rincorsa non la guarda nemmeno.
il TITTIA, il più forte fantino adesso, anche stratega e furbo, gioca al giochino del Palio, ma è la contrada che glielo fa fare.
Poi….altre volte era partenza falsa, nel dubbio, adesso no, palio rimandato, quindi ci sono mille problematiche e attenzioni rispetto a prima, quando valeva SI FA COME CI PARE. Il non fare PIU’ COME CI PARE è evidentemente non colpa dei senesi, ma del mondo moderno. Il mondo moderno danneggia anche molto il Palio….ma MOLTO MOLTO, rovinando spesso la SORPRESA del CHI VINCERA’…..IL PALIO é MOLTO UNA REALTA’ POI DELLA VITA, e invito qualcuno a dirmi il contrario. LA VITTORIA DELL’EROE è sempre più improbabile. Speriamo di ricambiare il mondo e quindi ricambiare il Palio
Anche il palio, minuscolo, è espressione dei tempi e delle persone, dei dirigenti e degli amministratori. Perdendo la sua vera natura assume una veste diversa…in due parole, fa caca’
Come sempre, il nostro Eretico (non scrivendo nella Nazione o nel Corriere di Siena) ha colto il problema di fondo, che anche alcuni lettori mi pare non colgano: quando si parla della Festa, si dovrebbe essere tutti diciassettini, come qualche noto personaggio della Siena che fu. Spogliarsi insomma dell’appartenenza individuale alla tal Contrada, all’insegna dello “speriamo il …muoia, fin quando non viene da noi”.
E poi, siccome siamo tutti d’accordo sul gran troiaio di mossa data clamorosamente come valida, si cambia il mossiere, no? E invece no, neanche quello…e allora, di che si parla? Trionfano immobilismo paralizzante, conformismo diffuso, quieto vivere come norma di vita, tutto all’insegna dell’oggi a te, domani magari a me: il Palio (io lo scrivo ancora maiuscolo, sbagliando) come genuino specchio della Siena attuale…
Fuori tema, ma secondo me molto importante. Dopo l’ennesimo attacco di Trump alla Meloni, e quindi all’Italia, la Meloni non reagisce, Crosetto dice che di questi attacchi non pensa a nulla ma guarda ad altro (a cosa non si sa). Insomma prima gli Italiani (viene da chiedersi quali)…ovviamente sempre secondi rispetto agli americani.
Ha vinto l’Aquila
L’Aquila ha vinto dopo lunga attesa,
con il meglio cavallo e un buon fantino
non è stata di certo una sorpresa,
pero se ci ripensi un pochinino
perché gli riuscisse quest’impresa
ha forzato la mossa, è uscito primo
e co’ na galoppata ben distesa
ha girato tranquillo a San Martino.
La rincorsa però non era entrata,
ma ‘l canape pell’Aquila è abbassato
perché Tittia l’aveva fiancata
e c’era rischio fosse scavallato.
Io la penso così, che quel mossiere
farebbe bene a cambiare mestiere.
Caro Beppe,
in questo – del tutto legittimo e condivisibile, peraltro – mare magnum di polemiche post paliesche, i tuoi versi (garbati, ma tali da non risparmiare alcunché e di cogliere l’essenza del problema), sono ulteriormente degni di nota. Grazie.
Suggerisco la lettura del pezzo di Aldo Tani sul Corriere fiorentino odierno, per completezza: in esso, fra le varie cosette, c’è l’esito della votazione sul mossiere. 9 Capitani a favore, uno solo contrario: in tutta evidenza, anche qualcuno che ne dice peste e corna poi, vota poi a favore del mossiere stesso…si fa per chiacchierare…
Quanto ad Ankara: wait and see. Viste le roboanti premesse, non si esclude un po’ di body shaming trumpiano sulla Premier Meloni: qualcuno, a questo punto, se ne stupirebbe?
L’eretico
Altre volte avrei commentato questo pezzo con maggiore enfasi, ma sarò essenziale, è stata svenduta l’anima del palio e, chi di dovere, se ne assuma almeno le responsabilità, noi contradaioli compresi.
Per una volta non sono d’accordo con l’Eretico.
Una volta palii come questo vinto dall’Aquila venivano chiamati palii
dei carabinieri ed erano segno di prestigio per la contrada, che aveva “pagato” tutte le altre, compresi i fantini….
Riguardo alla mossa, mosse “ giovani” ve ne sono sempre state e, prendendo in esame gli ultimi anni, con mossieri differenti e che hanno avvantaggiato fantini diversi da Tittia. Andate ad esempio a vedere – tra quelle più eclatanti che mi vengono in mente – quella del luglio 2012 e quella del luglio 2014….
Lo strapotere di Tittia è dovuto al fatto che ( complice anche la tragica morte dell’altro fuoriclasse Andrea Mari) è ora come ora semplicemente più bravo degli altri.
Fausto
Io non so quanta colpa possa avere il mossiere, che non ha a disposizione il VAR, magari in quel momento non guardava la rincorsa, magari Tittia è stato bravo a trovare il momento più adatto. Il problema è che il fantino dell’onda troverà una contrada disposta a ingaggiarlo, sicuramente qualunque contrada prenderà Tittia se avrà un cavallo forte. E allora dove sta il problema? Va bene così a tutti.
Caro Eretico, grazie del tuo apprezzamento. Salutami “l’augusto genitore”, spero si ricordi di me, ci siamo conosciuti in occasione delle gite dell’Università popolare.
Beppe
Stamattina ho letto sulla Nazione l’intervista del Capitano della Selva, il noto medico sportivo Andrea Causarano, persona stimata e Mangia d’oro. Senza dubbio rappresentativo del dirigente contradaiolo medio, se non medio alto.
Cosa ha detto Causarano? Ha detto che spera che la Selva avrà ad agosto il cavallo adatto per la monta del Tittia (è quindi la Contrada che spera di essere all’altezza del fantino, non il contrario), ed è arrivato addirittura a fare i complimenti al mossiere, bravissimo a suo dire nell’abbassare subito il canape senza fare infortunare il cavallo dell’Aquila (giusto: ma non poteva invalidare subito dopo la mossa?).
In definitiva: il Palio è lo specchio della Siena attuale, i Capitani sono lo specchio della città di oggi. Non potrebbe in effetti essere diversamente, ed infatti non lo è.
Il “problema” è che 4 contrade senza rivale sono troppe. Quando il tuo unico scopo è vincere finirai, inevitabilmente, nel cerchio magico del fantino dominante, rompendo l’equilibrio tra fronti avversi.
Finché ci saranno gli SGABELLI ci saranno culi da prendere, e mossieri al s…ervizio di individui specifici! Fa specie che renatino ( non de pedis) sia stato ignominosamente confermato! A dimostrazione della sudditanza di uomini piccoli e senza vergogna
Fatemi innanzitutto spezzare un lancia in favore del tanto vituperato cencio.
Come moltissime opere d’arte la prima occhiata spesso inganna.
Anche a me quando l’ho visto la prima volta era sembrato orrendo …
Tuttavia facendoci l’occhio e guardandolo meglio devo dire che l’ho rivalutato.
A mio parere, anche se si fanno molti riferimenti all’arte moderna, è molto più medievale del solito. Assai significativa la citazione del pavimento della sala del Pellegrinaio.
Insomma mi pare si sia visto molto di peggio … di più banale.
Quanto all’Aquila il mio babbo era nato in Via S. Pietro, quindi spero che nonostante tutte le polemiche di questi giorni, almeno da lassù abbia avuto modo di godersi questo Palio. Magari insieme a Robertino Ricci.
Per me che ho lo studio proprio di fronte ai Quattro Cantoni sono consapevole che si prospetta un lungo inverno di tamburi e di festeggiamenti epocali, ma sarà comunque un piacevole disagio.
Caro Paolo,
hai fatto assai bene a ricordare Robertino Ricci, talento canoro che, se avesse deciso di andare fuori Siena, avrebbe verosimilmente sfondato. Eh sì, un po’ di “piacevole disagio” – usiamo questo ossimoro – ti toccherà…
Quanto alle polemiche sul Palio, nel senso di corsa, si invita alla lettura dell’intervista al Tittia, nell’odierna Nazione (by Laura Valdesi); polemiche finite, ad una settimana esatta dalla carriera: per Tittia, il mossiere è a dir poco ottimo, la mossa lui (Tittia) ha fatto bene a prendersela e soprattutto – udite udite – le cose oggi vanno bene, perché il Palio è Palio, ed altrimenti si mettono le gabbie.
Tittia abilissimo anche a livello dialettico: usa un argomento della tradizione senese, per cercare di smontare le critiche dei senesi un po’ incazzati per il 3 luglio. Insegna ai contradaioli come si fa e come non si dovrebbe fare, insomma: e senza mai lambire il conflitto di interessi, ci mancherebbe.
La prossima volta, potrebbe relazionare anche sull’imminente anniversario dei tre secoli del Bando di Violante, giusto per non farsi mancare alcunché…
L’eretico
Grazie Giovanni, ti proporrei per il Mangia… d’oro ovviamente
cmq…..fate un PLAY/STOP/PLAY…sulla mossa e vedete che poi sì è comandata “natuaralmente e come da palio normale da chi ci mette ì dindini” ma il MONTONE l’ha presa quasi subito come l’AQUILA….è veramente una frazione di tempo piccolissima ……il mossiere non ha guardato l’Aquila, ma l’ONDA che ha “stretto le gambe sul cavallo” e lui ha buttato giù….ha anticipato un attimo quello che poi un attimo dopo sarebbe accaduto….il TITTIA ovvio sapeva di non capicollarsi di sotto ma di portare via il canape….al limite male che gli fosse andata sarebbe stata partenza falsa.
ovvio che la partenza sia falsa, ma per tutto quanto il meccanismo da anni, va bene così e queste partenze controllate certificate sicure siano OK.
Il TITTIA è bravo, forse il migliore come n° prestazioni buone negli ultimi anni, e adesso dirige. Buttare giù il nuovo comandante non sarà semplice
La polemica della mossa “giovane” è irrisoria. Anche nel passato si sono verificati eventi simili, col fantino che dava la mossa ed il mossiere convalidava anche se era troppo anticipata. Anche Aceto e Trecciolino certe volte si erano comportati in maniera simile. Passato il Palio di luglio, arriva quello di agosto. L’importante è che non ci siano brutti episodi e nessuno si faccia male, fantini, cavalli e senesi, in barba agli animalisti. I problemi di Siena sono altri e molto più seri. Il Monte, l’isolamento dalle principali vie di comunicazione grave per una città ormai a vocazione prettamente turistica, decrescita economica e partenza continua di giovani che trovano lavoro altrove e molte altre beghe. Non nomino il caso Rossi, perché è sempre più una tragica telenovela; dispiace per la famiglia che ancora veramente ne sta soffrendo, ma troppi ci stanno speculando per personale interesse. Una Città dal grande passato, grigio presente e buio futuro.
Il fatto che nel passato siano state date buone mosse troppo giovani no giustifica questa vergogna! Potremmo fare similitudini giuridiche.?.la mossa era falsa. Ora vediamo ad agosto .