Eretico di SienaReport, eutanasia del giornalismo di inchiesta (e 3 Ps) - Eretico di Siena

Report, eutanasia del giornalismo di inchiesta (e 3 Ps)

Riprendiamo, dopo la pausa dedicata al Palio vinto dall’Aquila (con tutte le conseguenti polemiche: ma tanto si puole chiacchierare ad abundantiam, ma alla fine chi riscuote sul serio è sempre uno…), con un argomento che sta tenendo banco, e che ovviamente ci intriga, amaramente, davvero non poco: il caso dell’attentato a Ranucci dello scorso 16 novembre, con tutto ciò che è già emerso – non pochissimo, in effetti -, e ciò che potrebbe emergere nei prossimi giorni…

 

REPORT: CHE FECE NASCERE LA BUFALA ROSSI

Non so quanti se lo ricordino, ma la cosa è davvero curiosa e oggi non la si può non sottoporre all’attenzione dei lettori: il Caso Rossi – la più grande bufala italiana del XXI secolo – nasce mediaticamente non con le Iene o con Quarto grado o con altri ancora, bensì proprio con Report.

Il passaggio dalla narrazione suicidaria – quella della Magistratura e della famiglia stessa, per un annetto – a quella omicidiaria (con il drastico revirement dei familiari, i quali ex abrupto iniziano a parlare di omicidio, o comunque a seminarne abilmente il dubbio) avviene infatti nel novembre del 2014, allorquando viene confezionata da Paolo Mondani, per Report, un lungo servizio.

Il quale è da una parte una sorta di secondo tempo, con relativi aggiornamenti, de “Il Monte dei fiaschi” (maggio 2012), ma è – anche e soprattutto – il primo servizio in cui al pubblico televisivo viene somministrata l’immagine di David Rossi precipitante dalla finestra della sua stanza. Ed è la prima volta in cui – sentendo anche Antonella Tognazzi, senza mai peraltro chiederle il perché del suo ribaltamento d’opinione rispetto a sole poche settimane prima, sic – si adombra la tesi dell’omicidio, all’insegna del consueto “ci sono troppe cose che non tornano”.

Nel servizio in questione, fra l’altro, ci sono (almeno) due “inciampi” di Paolo Mondani: il primo, quello sulla presuntissima stanza di Rossi nei locali del Ministero dell’Interno (circostanza fatta propalare da una intervista ad una fonte anonima, sul cui conto qualche sospetto adesso si ha: ma solo sospetti, ci mancherebbe); circostanza talmente inverosimile, che nessuna trasmissione in seguito la riproporrà (salvo che ci sia sfuggita, ovviamente: le Iene hanno fatto più di 30 puntate, da par loro, sull’argomento).

Secondo “inciampo”, i conti riferibili a Giuseppe Mussari, all’interno del vaticano Ior: circostanza che fa il suo ingresso grazie ad un monsignore anonimo (ritonfa), ma che il buon Mondani – per bloccare una querela dell’avvocato calabrese – dovrà clamorosamente ammettere essere non verificata. Sul sito di Report, la rettifica del programma rispetto al delicato argomento – dopo l’abbandono di Milena Gabanelli – è a firma del nuovo (allora) dominus: Sigrfrido Ranucci…

 

LA LIASON CON LAVITOLA (INDECENTE)

Diciamocelo subito, e a chiarissime lettere: la relazione amicale con Lavitola, da parte di Ranucci, è sic et simpliciter indecente. Mancante proprio del romano decus.

Certo che un giornalista “non è una dama di carità”, e che deve anche “razzolare nei bassifondi, per trovare le notizie” (copyright di Travaglio, da Il Fatto di sabato, in un disperato tentativo di salvataggio ranucciano…): ma quello fra i due – Ranucci e Lavitola – sembra essere diventato – a detta di loro stessi – un qualcosa di assai intenso e profondo. Troppo intenso e profondo. Una cosa è una fonte, che può anche stare simpatica e con cui si può mangiare una pizza; un’altra è un amico (rispetto al quale, magari, uno – Ranucci – dovrebbe per esempio esimersi dal dare pubblica notizia dell’autismo del figlio dell’altro: questione di privacy e di eleganza, suvvia).

Fra l’altro, è già emerso con chiarezza che erano anni che i due avevano questa liason amicale, se nel 2021 (5 anni fa!) un giornalista di Report fu ospitato nel bed and breakfast lavitoliano, in tempi di lock down, sotto la spinta di Ranucci stesso: Lavitola lo avrebbe addirittura ospitato gratis, e peggio c’è allora da sentirsi. La voce più inquietante – riportata da svariati quotidiani – è che chi “aveva problemi con Report si doveva rivolgere a Lavitola”. Boh: non ci voglio credere…

Per chi non lo sapesse, Lavitola è quello che ha determinato la caduta di Fini per l’affaire monegasco (e la notizia, almeno, era vera); è quello che ha presentato quel brav’uomo di Tarantini al Silvio nazionale, con le future olgettine a rimorchio (provando, poi, a fare estorsione al Cavaliere); è colui il quale è rimasto coinvolto in una squallida storia di compravendita di senatori, e si potrebbe continuare.

“Dimmi chi pratichi, e ti dirò chi sei”, diceva la manzoniana Donna Prassede; forse troppo dura la citazione, per il Sigfrido nazionale. Ma lui, per meritarsela, ha fatto davvero di tutto e di più.

E state pure tranquilli: di certo, non è finita qui; da appassionata spettatore (in un caso, anche collaboratore) di Report, non me ne posso che sinceramente dolere.

Il giornalismo di inchiesta professionistico italiano stava assai male anche prima: mentre finisco di scrivere questo pezzo su Ranucci, sta andando in onda – sempre a spese dei contribuenti – il nuovo programma condotto da Antonino Monteleone, evidentemente premiato per il suo ben fare pregresso.

Ora, del giornalismo di inchiesta professionistico italiano, possiamo decretare la fine, sperando almeno che possa rinascere. Non è scontato, e non sarà comunque facile…

 

E ORA, DI GRAZIA?

E adesso che succederà, di grazia? L’unica cosa certa, è che non c’è alcunché di certo, garantito, sicuro: bisogna aspettare gli sviluppi della inquietante – a dir poco inquietante – vicenda, all’insegna del più che mai attuale wait and see.

Come ha detto al Corriere della sera di ieri (pagina 9, pezzo di Simone Canettieri) un giornalista del programma – rigorosamente sotto stretto anonimato (del quale Ranucci non potrà certo lamentarsi, eh) -, con che faccia potrà andare un qualsivoglia inviato di Report, da questo luglio in avanti, a rinfacciare comportamenti poco chiari ed amicizie torbide al potente Tizio o all’imprenditore Caio?

“Con quale faccia potrò andare da un politico a chiedergli conto dei suoi legami pericolosi con personaggi controversi?”. Come dargli torto, di grazia?

Comunque la si veda, Ranucci, con questa frequentazione così intensa – e perdurante da anni – con Lavitola, ha messo in seria e concreta difficoltà il suo team: il quale pare si riunirà in settimana – sembra giovedì – per cercare di trovare una qualche quadra. Ma il problema della credibilità futura del programma esiste, tutto; e se venisse fuori che – in qualunque forma o modo – Lavitola ha messo mano a qualche servizio di Report in passato, questo problema avrebbe un serissimo valore retroattivo, investendo la credibilità pregressa del programma. Implacabilmente.

A nostro parere, poi, sbaglia Fratelli d’Italia a presentare esposti contro il Sigfrido nazionale: la Magistratura, a quanto si intuisce, ha già materiale in abbondanza per analizzare il rapporto fra Ranucci e Lavitola, e siamo tutti in trepidante attesa che venga fuori qualcosina di succoso dai tre cellulari e dalle pen drive dell’ex collaboratore di Craxi e di Berlusconi. Il Partito della Meloni, così facendo, offre una sponda alla narrazione martirologica del Sigfrido nazionale, e non è mai bello che un Partito si schieri contro un giornalista, così come a favore (se non per le intimidazioni ricevute, ovviamente): la stessa narrazione martirologica per la quale – a dire degli inquirenti – lavorava alacremente Lavitola in persona. Con ogni mezzo possibile: immaginale, ed anche – pare proprio – inimmaginabile…

 

Ps 1 Stretto di Hormuz ancora in fiamme: l’esercito iraniano – secondo Trump letteralmente distrutto ai primi di marzo – riesce ancora a controllarlo, in modo quasi completo. Una guerra – quella di Trump – con uno dei peggiori nemici davanti, e con al fianco un alleato – l’Israele del Governo Netanyahu – fra i più riottosi e pericolosi. Un autentico capolavoro: al contrario, purtroppo…

Ps 2 Sport, tennis, Wimbledon: Sinner ha vinto, dimostrando di essere capace di mantenere al massimo i giri del suo motore per 4 set tirati; come gli era capitato altre volte, aveva iniziato davvero male – rischiando di perdere al primo turno! -, ma ha concluso al meglio. Chapeau, dunque, al primo austriaco che trionfa a Wimbledon…

Ps 3 Settimana conclusiva del Mondiale tripartito (USA, Messico, Canada: troppa grazia); forse ci faremo un pezzo ad hoc, se ci sarà modo e tempo. Due semifinali davvero intriganti, almeno sulla carta, ci attendono, fra martedì e mercoledì; oggi ho visto, a Dribbling, Giovanni Galli – signor portiere e signore tout court – rimembrare, con meravigliosa autoironia, il goal che prese da un certo Maradona al Mundial del 1986: certo, si sarebbe potuto tuffare, ma il tiro del fuoriclasse era a dir poco maligno e beffardo (riguardatelo, su Youtube!).

Come ha detto Galli, se l’avesse parato, quel pallone, oggi non se lo ricorderebbe alcuno, mentre per gli amanti del calcio è stato una delle più prelibate perle di Maradona; chi, anche fra un secolo, se lo riguarderà, sarà ancora a discutere se il portiere avesse fatto una mezza papera, ovvero se il tiro fosse imparabile…

15 Commenti su Report, eutanasia del giornalismo di inchiesta (e 3 Ps)

  1. Beppe scrive:

    Vorrei muovere un appunto: Report è una trasmissione che propone un giornalismo a tesi. Viene formulata un’ipotesi di partenza e si ricercano esclusivamente gli elementi a supporto, ignorando del tutto le tesi contrarie.
    ​Ne ho avuto la conferma seguendo alcuni servizi su temi scientifici di mia competenza, e leggendo successivamente di interviste tagliate ad arte o di interventi rifiutati.

    • Giò scrive:

      Spiace dirlo ma Report non fa giornalismo, ed in questo non è affatto dissimile a Le Iene (a titolo di esempio). Personalmente non avevo fiducia in Gabanelli, non ne ho in Ranucci e non ne ho in nessuno che si erge a “paladino”. Spiace aver avuto ragione a riguardo.

    • Anonimo scrive:

      Concordo in pieno. Ho smesso di guardare Report più di 10 anni fa proprio per questo motivo.

    • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

      Report? Mai guardato. Servizi che razzolano nella me..a con l’unico scopo di confondere le idee. E così “Le Iene”, “Quarto grado”, “Presa diretta” e altre. Ora hanno iniziato con “Filo Rosso”, un’altra trasmissione simile.

  2. Gp scrive:

    Immagino che le tra le fonti di un giornalista ci possano essere personaggi squallidi e questo lo accetto e non mi scandalizza. Il problema grosso secondo me è l’attentato, coi suoi tre scenari, tutti e tre gravissimi: lavitola non coinvolto (i magistrati stanno indagando); lavitola mandante (probabilmente ‘intermedio’) ad insaputa dell’amico Ranucci; lavitola e ranucci d’accordo (spero di no).

    • Eretico scrive:

      Caro Gp,
      mi pare di potere dire che la prima ipotesi sia ormai da scartare (fino a prova del contrario, si capisce): la foto del muscoloso camerunense con due degli attentatori; un nuovo sopralluogo venuto fuori (una settimana prima dell’attentato) et alia, mi rendono l’innocenza di Lavitola assai improbabile da credere. Wait and see, ci mancherebbe: le carte – se non quelle della stampa – non le ho certo viste…

      A Beppe: hai ragione, è (forse era, perché non è detto che continuerà) un programma a tesi, anche dal punto di vista politico; ciò non toglie che abbia squadernato negli anni vicende importanti e tematiche non da poco. Che abbia cancellato dal suo stessio sito la puntata dell’11 gennaio 2021 sulla maxi commessa sulle mascherine per il Covid, per esempio, non è un bel segnale: fa gongolare Belpietro e gli altri, ma su questo è davvero difficile dare loro torto…

      L’eretico

      • Paolo Panzieri scrive:

        Concordo pienamente Raffaele sul ruolo di Report, ma, come si dice dal fruttarolo, non bisogna confondere le pere con le mele.
        Il Report di Milena Gabbanelli era tutta un’altra cosa.
        Preciso, puntuto, verificato …
        La Sig.ra Milena poteva stare simpatica o antipatica, ma era sotto ogni aspetto una professionista.
        Il Nibelungo proprio no.
        Dopo il fake della massaggiatrice Grasiela, la Minetti e Nordio con l’affair Lavitola e le bombe amiche penso abbia chiuso.
        Magari richiamano la Gabbanelli …

        • VEDO SEMPRE PIU' NERO scrive:

          Hai ragione sulla Gabbanelli. Mi è sempre sembrata molto più seria e misurata di chi l’ha seguita. La Gabbanelli ha subito un discreto ostracismo quando dirigeva Report e questo, salvo parere contrario, è stato un merito alla sua professionalità.

  3. Ics scrive:

    Il sondaggio commissionato da Lavitola, per valutare l’amico come leader del campo largo, è l’ennesima prova del rapporto incestuoso tra giornalismo & politica.
    La linea sigfrido un reggerà.
    È iniziato lo scaricabarile da parte dei compagni di merenda: gli faranno pagare anche il danno di immagine arrecato a Re Sergio con la storia della minetti.
    Anche la meloni sembra a fine corsa.

  4. Superciuk scrive:

    Di sinner, perché dici il primo austriaco? In realtà è monegasco

    • Eretico scrive:

      Caro Superciuk,
      non a caso lo avevo sempre definito “monegasco-tirolese”: ma siccome sono in procinto, fra qualche giorno, di partire per Vienna, mi sto preparando ad una personale “asburgizzazione”, diciamo così…

      Quanto al Sigfrido nazionale, che dire? Credo anche io che la “linea Sigrid” (copyright Ics) non potrà tenere ancora molto a lungo; però devo dire che gli sforzi di alcuni sono encomiabili, e da seguire – if possible – tutti i santi giorni. Ieri, per esempio, Il Fatto – fra le righe, rendendosi conto di ciò che stava scrivendo – ha azzardato una meravigliosa linea difensiva: siccome non si può negare che il crognolo camerunense fosse amico dei delinquenti della bomba, allora che si fa? Si dice che, dopo la cena fra Lavitola e due imprenditori per la questione dei carbon credit – alla quale, incredibilmente, aveva partecipato anche Ranucci, non si sa a che titolo, sic – il crognolo camerunense potrebbe avere avuto paura che Ranucci gli facesse saltare il lauto affare, con relativo 10% di soldini come commissione per lui (crognolo). Insomma, come avrebbe scritto di altri Travaglio: ha stato il camerunense…

      Da questo punto di vista, sarà un’estate davvero meravigliosa, date retta!

      L’eretico

  5. ASDRUBALE scrive:

    Carissimo Eretico, immagino tu sia dispiaciuto per la condanna di ieri inflitta alle Iene sul Caso Rossi…

    • Eretico scrive:

      Caro Asdrubale, che dire?
      Il sonno sono riuscito a trovarlo, ecco…

      Lunedì pubblicherò il consueto pezzo settimanale: scriverò di certo della condanna delle Iene, poi del Caso-Roggero, infine della finalissima di domani ai Mondiali, il tutto condito da qualche Ps di ordinanza. Tutti argomenti assai stimolanti, suvvia…

      L’eretico

  6. Paolo Panzieri scrive:

    “Ho rappresentato alla Commissione parlamentare – spiega l’avvocato Martini – di aver avuto un colloquio non documentato con una persona (le cui generalità sono state trasmesse alla Commissione) che ha riferito di aver ricevuto una rivelazione da un conoscente, il quale le avrebbe confidato di essere lui il soggetto con il telefono all’orecchio, che si era affacciato all’interno del
    Vicolo di Monte Pio la sera del 6/3/2013.

    Roba grossa Raffaele! Finalmente sapremo.

    • Eretico scrive:

      Caro Paolo,
      ne aveva dato notizia – anche se senza tanta enfasi, va detto – anche la stampa locale.

      Io aggiungo – per te e per tutti i lettori del blog – un’ulteriore informazione, la quale mi pare non da poco: dal 25 giugno ad ora (fra poco sarà un mese, eh!) il Presidente della Commissione non si è ancora degnato di rispondere alle mail dell’avvocato Martini…più facile andare avanti con il Giusti, in effetti…

      L’eretico

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.