Eretico di SienaPoker di luglio: Iene, Roggero, Mondiali e Genova - Eretico di Siena

Poker di luglio: Iene, Roggero, Mondiali e Genova

Eccoci giunti all’appuntamento settimanale del blog: oggi ben quattro argomenti in cottura, fra l’altro tutti e quattro meritevoli – se ci fosse stato il tempo – di un pezzo monografico.

Sabato prossimo si parte per un tour asburgico: del quale si scriverà, nei modi e tempi che saranno più opportuni…

 

LA SUPERBOWLIZZAZIONE DEL MONDIALE…

Sono terminati questi Mondiali dalla geolocalizzazione dilatata (ma al peggio non c’è mai fine: nel 2030 saranno financo più spalmati), con la meritatissima vittoria finale della Hispania: ben più netta del risicato 1 a zero, e soprattutto con l’incredibile circostanza degli avversari argentini, i quali non hanno fatto letteralmente un tiro in porta lungo l’arco della partita (supplementari compresi!). Pare sia un autentico primum. La Spagna ha saputo annichilire il funambolico attacco francese, poi Messi e l’Argentina; in tutto il torneo, ha subìto un solo goal: vi è altro da aggiungere?

A livello prettamente tecnico, non saprei cosa altro dire; viste troppe poche partite per dare un giudizio complessivo più o meno serio. Di certo, qualcosa si può dire su altri aspetti. Non è tronfia retorica il dire che abbiamo assistito ad una continua ed anche rivendicata “superbowlizzazione del calcio”: l’invenzione infantiniana dell’intervallo per l’idratazione, ha portato i tempi dall’essere due, al diventare quattro (sei, se arrivano i supplementari, sic).

Che il calcio “romantico” fosse morto da tempo, era cosa ben nota: con questi Mondiali, si è voluto financo condannarlo alla damnatio memoriae; il calcio dell’ultraliberismo furfantesco alla Trump-Infantino vede in quella pausa – in sé, ineccepibile, visto che a quelle temperature si rischia la disidratazione anche a giocare a scacchi – la quintessenza dell’ultraliberismo applicato allo sport: si gioca nelle ore più calde in assoluto, per i diritti televisivi europei e gli spot conseguenti; i giocatori rischiano la sincope, ma noi gli creiamo l’intervallino ad hoc, ove piazzare ulteriori spot. Il meccanismo si autoalimenta. Un autentico capolavoro, chapeau.

Osvaldo Bagnoli – allenatore di quell’incredibile scudetto di metà Ottanta con il Verona (l’ultimo di una squadra provinciale), nonché di grandissime cose al Genoa – ci ha lasciato, in settimana: Gianni Brera lo soprannominava “Schopenauer”; ecco, fra il suo calcio e quello odierno, si preferisce quello di Bagnoli. E chi preferisce quello attuale – fatecelo dire, senza tanti giri di parole – non può essere che un emerito cretino…

 

IL GIOIELLIERE DALLA PISTOLA FACILE

La triste vicenda dell’orefice piemontese Mario Roggero, da caso di cronaca nerissima (rapina a mano armata, poi due morti ed un ferito serio) è diventato da tempo un caso politico: e già questo è un qualcosa su cui riflettere, perché – maneggiando la cronaca nerissima – a passare dalla politica alla propaganda il passo è sempre assai breve.

Aggiungo che il nuovo dispositivo legislativo (fortemente pubblicizzato dalla Premier Meloni), il quale di fatto annulla i risarcimenti dovuti – per fare l’esempio di specie – al familiare di un rapinatore morto o ferito “nell’esercizio delle sue funzioni” lo troviamo francamente cosa buona e giusta. Il risarcimento alle famiglie dei rapinatori non è cosa né buona, né giusta. Aggiungo anche che in casa-negozio proprio, sono del tutto d’accordo di tutelare al massimo grado la legittima difesa: ma dentro, non fuori. Vale come in guerra, ove armi ne girano tante: al nemico che fugge, ponti d’oro.

In più, c’è il gran, gran brutto precedente della minaccia – pistola alla mano – all’allora fidanzato della figlia e ai suoi genitori: correva l’anno 2005, e che l’uomo potesse essere incazzato con il fidanzatino ci stava (aveva schiaffeggiato la figlia, durante un litigio); anche lì, però, l’orefice passò dalla ragione al torto, eh…

Ciò detto, non solo quella di Mario Roggero non è stata tecnicamente legittima difesa – come è ovvio, essendo lui uscito, ben armato, dal negozio a rincorrere i tre delinquenti -, ma vi è un aspetto solo da alcuni messo (assai lodevolmente) in evidenza: non essendo un tiratore scelto, uno sniper professionista, e sparando plurimi colpi in mezzo alla pubblica via in pieno giorno, Roggero ha messo a rischio la sicurezza di chiunque transitasse per quei luoghi.

Se si sdoganano questi comportamenti, prepariamoci anche ad avere un numero crescente di vittime collaterali (bambini compresi), come succede da sempre negli States; luogo dal quale – come diceva e scriveva spesso Vittorio Zucconi –  tendiamo ad esportare le cose peggiori, invece che le migliori…

 

GENOVA, 25 ANNI OR SONO (E BOLOGNA, IERI)

Esattamente un quarto di secolo or sono, si concludeva il tristemente famoso G8 di Genova: quello dei black block con le auto rovesciate e la città messa a ferro e fuoco, della morte di Carlo Giuliani, della scuola Diaz con la sua macelleria e di Bolzaneto. Anche questo argomento, da par suo, avrebbe meritato un pezzo monografico, ma il tempo è come sempre tiranno.

Prima di dire due parole sulla questione più dibattuta (l’ordine pubblico), una riflessione va fatta sugli ideali che mossero i manifestanti, sulla scia degli eventi di Seattle: il principale dei quali – la contestazione, dura, della globalizzazione – è passata dall’essere un caposaldo della Sinistra, a diventare un mantra della Destra; da Manu chao, a Libero ed Il Tempo, insomma. Se vi sembra cosa scontata e da poco…

Quanto al resto, che dire? Ci furono torti – torti gravissimi – da ambo le parti: e quando sbaglia chi rappresenta lo Stato, la colpa è doppia. Le Forze dell’ordine furono prese da spirito di vendetta, nel caso della Diaz e del suo secondo tempo di Bolzaneto: qualcuno lo ha ammesso, e comunque ci sono prove documentali, nonché sentenze della Magistratura et alia. La copertura politica, purtroppo, non mancò.

Permetteteci però di non considerare Carlo Giuliani un eroe, un martire della libertà: chiaro che non dovesse assolutamente andare in quel modo, ma quella del carabiniere Placanica fu effettiva legittima difesa (a differenza del gioielliere piemontese, en passant); e quanto all’idealismo del povero Giuliani – cui deve andare la sincera pietas di tutti -, quel maledetto pomeriggio stava andando verso la spiaggia, a farsi un refrigerante bagno, poi ebbe contezza dei casini, e preferì aggregarsi, e brandire quell’estintore: i morti per i loro ideali sono ben altri (un Paolo Borsellino, per restare agli anniversari tragici), e mettere tutti nel medesimo calderone non rende loro l’onore che meritano.

Dal G8, a livello politico e mediatico, si ebbe una triste conferma: l’opinione pubblica andava aizzata come nelle curve, con cori e slogan facili. Polarizzata, a prescindere. Brutta, bruttissima cosa: ed ancora non esistevano i social…

Proprio nei giorni dell’anniversario del G8 genovese, ieri arriva la notizia – ed il video – della morte del 42enne Abderrahim Fakir, nel difficile quartiere bolognese del Pilastro: le immagini non sembrano lasciare troppi dubbi sul fatto che l’intervento dei poliziotti sia stato ultroneo, ma ci saranno l’autopsia e le indagini della Magistratura. Né attaccare, né difendere a priori, come riflesso condizionato: cercare invece – e sempre, per quanto almeno possibile – di capire…

 

BUFALA ROSSI:LA CONDANNA DELLE IENE (ED ORA?)

Le Iene (nello specifico, il trio Monteleone-Occhipinti-Parenti) sono state condannate dal Tribunale di Genova, competente per le questioni della Magistratura senese; solo la querela del PM Nicola Marini è arrivata fino in fondo, e la pena inflitta al trio è stata inferiore a quella richiesta dal PM genovese nelle settimane scorse.

Quanto a questo aspetto, crediamo che tutto sommato questa riduzione possa essere un bene: una pena pari – o se del caso superiore – a quella richiesta dalla Procura, avrebbe reso Monteleone una sorta di martire del giornalismo di inchiesta, e lui già si era mosso anticipatamente in tal senso, con la consueta scaltrezza (ed il Presidente della Commissione Vinci – con la consueta imparzialità – a dargli manforte, poteva forse mancare all’appello?); bene invece così: l’importante era che si dimostrasse – in una aula di Tribunale, non su Italia 1 o in una Commissione del tutto partitica – che la ricostruzione fatta dalle Iene, nell’ormai lontanissimo 2017 e seguenti, era diffamatoria. Lo si poteva ben dire anche prima, ora anche più forte.

A questo punto, c’è davvero ulteriore materiale per il mio libercolo (il quale rischia di diventare sin troppo corposo, eh); e c’è soprattutto un’altra questione, davvero non da poco, anzi da molto.

Una domanda, meglio ancora: ed ora, che si fa? Si fa finta di (quasi) niente, come ha fatto la stampa locale? Il lavoro delle Iene – proprio quello giudicato diffamatorio da un Tribunale della Repubblica – è lo stesso che ha dato il via alla genesi di ben due Commissioni d’inchiesta sulla Bufala Rossi (una ancora attiva: e che Iddio ce la conservi fino alla fine della legislatura!).

In più, nelle puntate delle Iene prese in esame dal Tribunale genovese, vi è stata la attiva, diretta, personalissima partecipazione di parte della famiglia del suicida: molti ricorderanno, fra i vari passaggi, il fermo immagine di Carolina Orlandi – la non figlia del povero Rossi -, la quale, telefonino alla mano (di chi era, di grazia?), guardava presunte immagini dei presenti alle diffamatorie orge. Accanto a lei, Antonino Monteleone ed il mitico Trojo, il superteste (molto super, poco teste) delle succitate orge.

Si potrebbe ovviamente continuare, con ulteriori passaggi; quanto agli altri organi di informazione: si continua a fare finta di niente? Ancora presciutto negli occhi, a prescindere?

 

Ps Mps: nì ad Intesa (ma senza dichiarare ostile il tentativo di scalata), sì invece a BPM: questa la sintesi della nota diffusa da MPS giovedì scorso. A sentire Lovaglio, dunque, con la seconda soluzione si tutelerebbe pressoché tutto, compreso il marchio e le istanze del territorio.

Benissimo, sul serio: allora avanti tutta in questo senso di marcia! Se poi la cosa non va in porto, però, di chi sarebbe la colpa, di grazia? Chi resta con il cerino in mano?

12 Commenti su Poker di luglio: Iene, Roggero, Mondiali e Genova

  1. Paolo Panzieri scrive:

    Su Roggero e la legittima difesa sono perfettamente d’accordo con te e condivido parola per parola il tuo scritto e la pena inflitta secondo le norme vigenti è quella.
    Tuttavia coloro che dicono (e sono tanti) che il monopolio della forza ce l’ha lo Stato (lettera grande) e che il cittadino non può farsi giustizia da sè, si dovrebbero chiedere dov’era (e spesso dov’è) lo stato (lettera minuscola) se un cittadino può subire impunemente 6-7 rapine, come (mi pare) nella fattispecie.
    Non a caso negli USA è diverso perché un tempo nel selvaggio West e non solo, in assenza dello stato ci si poteva anche fare giustizia da soli
    Il gioielliere dovrebbe senz’altro porsi diversamente e magari smarcarsi da alcuni sponsor indigesti, ma Mattarella dovrebbe veramente, in un caso limite come questo, anche rispetto ad altre condanne inflitte, valutare veramente uno sconto di pena come gesto di clemenza riparatoria da parte dello stato.
    Se poi paragoniamo il tutto alla Minetti o soprattutto allo Scafista, dei quali abbiamo discusso, un intervento credo sarebbe quasi un atto dovuto.
    Il sentimento popolare, poi, se i sondaggi hanno un senso, lo supportano, ma anche questa cosa paradossalmente potrebbe non giovare a Roggero.
    Temo, però, che Sergio stavolta, dopo aver ricordato la sua prerogative e fatto un po’ la sfinge, non ci penserà nemmeno.
    Sinceramente spero di sbagliarmi.

  2. Gp scrive:

    Il gioielliere non poteva non essere condannato (sull’entità della pena e dei risarcimenti non saprei pronunciarmi), ma le recenti ‘performances’ della presidenza della Repubblica legittimano decisamente le sua aspettative di essere graziato, vedremo… senz’altro la favoreggiatrice della prostituzione (e colpevole anche di peculato) e lo scafista libico (49 morti asfissiati nella stiva sulla coscienza) citati dal Roggero godevano di estrema ‘presentabilità’ avendo l’una adottato un bambino con problemi di salute e l’altro sposato la presidente della ong saving humans e scritto un’autobiografia strappalacrime. Se l’anziano gioielliere pluriomicida trovasse un amore omosessuale interraziale in carcere forse ce la potrebbe fare

  3. Ics scrive:

    Il calcio non è uno sport ma (come il palio) un gioco: una combinazione di talento, strategia e fortuna.
    Ha vinto la Spagna, soprattutto con la tattica. Il futuro potrebbe appartenere al continente africano, ma dipenderà dalla loro capacità di maturare in consapevolezza & disciplina.
    “Gli italiani vanno alla guerra come fosse una partita di calcio e vanno a una partita di calcio come fosse la guerra”.
    Noi ormai non combattiamo neanche nel gioco, ma la frase si adatta perfettamente agli argentini (che per metà sono italiani). Sempre meglio perdere una finale che rifarsi male con le Falkland.

    Condanna Roggero corretta, risarcimento meno.
    È tipicamente comunista (e quindi condiviso da ampio settore della magistratura) ritenere il furto o la rapina una specie di lotta di classe, una forma di redistribuzione della ricchezza e quindi derubricabile a reato minore, in qualche modo tollerabile.
    Lo stato di diritto si difende sempre & comunque e deve includere la rigorosa tutela della proprietà privata.
    Prove di islamocomunismo a bologna: gli incidenti alla manifestazione leporina confermano che la questione dello stato di diritto sia solo un pretesto.

  4. Anonimo scrive:

    da un punto di vista giuridico è indubitabile che la reazione di Ruggero non si configuri come legittima difesa.
    Quando accadono fatti come questi cerco di immedesimarmi nello stato emotivo di chi subisce una rapina e/o furto e/o violazione della propria casa e/o negozio ecc, stato emotivo che – penso – non duri solo lo spazio di un attimo ed allora mi dico …….. meglio non avere un arma a disposizione.
    Il mondiale alla Spagna è una lezione per tutti e specialmente per noi Italia, che sono diverse edizioni che non partecipiamo alle fasi finali……De la Fuente non è un marziano, ma è un allenatore che ha portato una generazione dalla vittoria dei campionati under alla vittoria del Mondiale….L’Italia, che pur ha vinto varie competizioni a livello under, ha perso per la strada sia questi giocatori che hanno fatto parte delle varie giovanili che il loro l’allenatore.

    Fausto

  5. UNO DI STROVE scrive:

    Carissimo Eretico, hai messo sin troppa carne al fuoco: io a questo giro non so neanche cosa commentare, perché ci sarebbe da farti i complimenti su tutto!

    Visto che non ne ha scritto per ora nessuno, dico qualcosa su Carlo Giuliani, 25 anni dopo. Per la Chiesa sinistrorsa, è un martire in odore di almeno beatificazione (quel fastidioso estintore forse impedisce la piena santità). L’assunto è: a priori, chi muore per mano delle Forze dell’ordine è un martire. Cosa abbia fatto prima, o stesse facendo in quel momento come Giuliani, non conta.

    Quanto ai fatti del Pilastro, è assolutamente chiaro che la reazione finale dei poliziotti, dal video, pare spropositata, però ai furbetti che soffiano sul fuoco dell’antitrumpismo applicato all’Italia, chiederei questo: a Minneapolis e altrove, gli agenti dell’Ice prima di uccidere erano stati chiamati dai cittadini? E soprattutto: prima di uccidere i due inermi attivisti, avevano forse chiamato il 911, equivalente del nostro 118?

    • Anonimo scrive:

      Bologna: che bravo il sindaco Lepore ( quello della cittadinanza onoraria all’Albanese ) ha indetto una manifestazione per farsi sfasciare la città, applauso…

      Fausto

      • Superciuk scrive:

        La politica non è in grado di fornire risposte e soluzioni (se mai lo fosse stata), ma solo di fomentare i conflitti, strumentalizzando qualsiasi questione. Populismo da una parte e da un’ altra, poveri noi. O forse ce lo meritiamo? Alla fine i nostri rappresentanti ce li siamo scelti noi….

  6. Superciuk scrive:

    Caro Raffaele, la tua analisi su Roggero è condivisibile al 100%. Trovo inoltre che immedesimarsi nel gioielliere e pensare cosa avremmo fatto al posto suo porti completamente fuori strada. Domandiamoci invece se estendere la legittima difesa fino a rendere il suo gesto legale è utile ad aumentare la sicurezza del cittadino: la risposta è NO, inequivocabilmente. Per chi cita gli USA come esempio, invito a consultare le statistiche di reati violenti ed omicidio, e confrontarli con le nostre. Per Mattarella è ora impossibile concedere la grazia: se lo facesse, non sarebbe più un gesto umanitario, ma un atto politico divisivo: Roggero pagherà il prezzo della propaganda, a cui si è volontariamente prestato. Sarebbe giusto invece in futuro limitare le richieste di risarcimento dei rapinatori, come proposto dalla Meloni: la convivenza civile impone che non ci si faccia giustizia da soli, ma anche che gli attentati alla proprietà privata non siano incentivati.

  7. Gp scrive:

    Comunque i fatti hanno dimostrato che sulla globalizzazione i ‘no global’ avevano ragione da vendere

  8. Cecco scrive:

    Nella vicenda del gioelliere sono chiare (per me) alcune cose, intanto che il signor Roggero non ha nessuna giustificazione per il suo gesto, non solo dal punto di vista giuridico ma anche morale: la sua estrema disinvoltura nell’uso delle armi come mezzo per ottenere giustizia (già brandita in passato contro l’ex fidanzato della figlia e per questo privato del porto d’armi) evidenzia la classica mentalità del protofascista (se non vi piace la definizione trovatela voi una più appropriata) incurante del diritto e che vede nell’uso della violenza privata la soluzione dei propri problemi. Inoltre i calci inferti contro un corpo inerme la dicono lunga sulla capacità di compassione dell’uomo, ma insomma chiudiamola qui, il signor R ha avuto anche troppe attenzioni. L’altra cosa che però viene fuori è che se il negozio del gioelliere è stato teatro di almeno 5 rapine, (una passi, due insomma, tre comincia ad esserci del dolo…) i rappresentanti dello Stato qualche domandina sulla gestione della sicurezza di questo Paese dovrebbelo porsela invece di continuare a gettare benzina sul fuoco come stanno abilmente facendo. Avrei apprezzato molto dal punto di vista politico, ma anche umano, un mezzo sottosegretario (non dico il ministro dell’interno) che recitasse il mea culpa per come lo Stato stia miseramente fallendo nella prevenzione delle rapine ai negozi, ma si sa, in questo benedetto Paese nessuno sembra volersi assumere le proprie responsabilità, nello Sport dello Scaricabarile saremmo davvero i campioni del mondo. Ed all’opposizione, invece di continuare a balbettare su leggi e stato di diritto, dovrebbero mettere in evidenza il fallimento delle politiche securitarie del governo Meloni, al contrario pare riescano inconsapevolmete (?) a contribuire al processo in corso di canonizzazione del gioielliere pistolero.

    • Gp scrive:

      Ovvio che la grazia non si può dare a non colpevoli… ciò che mi fa riflettere ed appoggiare le istanze dell’assassino sono le ‘grazie’ al …zzo concesse recentemente. Lo scafista ha 49 morti sulla coscienza (fra gli asiatici stipati nella stiva, mentre i magrebini stavano sul ponte)… della favoreggiatrice della prostituzione ‘peculatrice’ si è detto tanto. Graziando questi si legittimano le aspettative del gioielliere e di moltissime persone probabilmente più meritevoli

  9. Anonimo scrive:

    Bologna. Probabilmente ci troviamo di fronte a un caso del tutto simile al caso George Floyd. Lasciamo lavorare la Procura che si esprimerà dopo aver esaminato i referti autoptici e le bodycam. Inaccettabile la manifestazione -pare incoraggiata dal Sindaco di Bologna – che ha messo a ferro e fuoco la città.
    Intanto muore – dopo due mesi di agonia – la donna che fu investita a Modena da El Koudri, nemico dell’ occidente per sua stessa affermazione. Nessuno manifesterà per lei e per le altre vittime coinvolte nell’ attentato.

    p.s.: mi piacerebbe che in questo blog si parlasse anche del caso Pakistani a Siena.

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